Notizie
BDS Italia lancia una petizione per disarmare i porti: interrompiamo il transito di armi dai porti italiani
FIRMA LA PETIZIONE
Diretta a UAMA (Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento) presso il Maeci, al Ministero della Difesa e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la petizione chiede “l’immediata cessazione di ogni transito di armi e componentistica militare nei porti italiani, e in primo luogo di quelle destinate a Israele e ad altri paesi che opprimono e brutalizzano altri popoli commettendo crimini contro l’umanità, il crimine di apartheid e di genocidio”.
Nella Relazione governativa del 2025, l’Agenzia delle Dogane riporta, per l'anno 2024,,212 operazioni di esportazioni di materiali militari a Israele per un valore complessivo di 4.208.757 euro che sono da riferirsi a licenze rilasciate in anni precedenti. Inoltre, nel 2024, sono continuati gli interscambi di materiali militari tra Italia e Israele: sono state rilasciate 42 nuove autorizzazioni di importazione di armamenti per il nostro Paese per 154.937.788 euro e, sempre nel 2024, ne sono state effettivamente importate per 37.289.708 euro.
Inoltre continua in Italia la produzione di droni "munizioni circuitanti" (detti anche "droni kamikaze") Hero 30. Sono prodotti dalla RWM Italia su licenza della israeliana U Vision, non solo per le nostre Forze Armate ma anche per l'esportazione: il primo destinatario è stata nel 2023 l'Ungheria verso cui l'Italia (governo Meloni) ha autorizzato l'esportazione di 160 droni Hero 30 e relativo materiale per un valore di circa 150 milioni di euro.
A siglare ancor più il legame Italia-Israele, c’è un Memorandum che dura da 20 anni e implica collaborazione militare e condivisione di strategie anche coperte da segreto militare. Si rinnova ogni 5 anni automaticamente, se uno dei due stati non lo “rigetta” (denuncia in gergo tecnico). Venti anni macchiati da stragi di civili e gravissime violazioni di diritti umani, scadranno l’otto giugno. Tra pochi giorni. Undici giuristi hanno indirizzato al Governo una diffida sostenuta da Bds. Il memorandum è la “madre” di tutti gli accordi di cooperazione militare con Israele tuttora attivi, a partire dalle esercitazioni congiunte nell’aeroporto di Amendola per testare i caccia F35, fino all’acquisto di tecnologie israeliane per dotare aerei spia in dotazione all’aeronautica italiana. I nostri governanti che sono senza vergogna hanno già detto che sosterranno ancora questo memorandum. Il 21 giugno, in coincidenza con la manifestazione a Roma contro il riarmo europeo, si terrà una giornata internazionale contro lo spyware di Israele, che nel settore è leader mondiale.
La tecnologia di sorveglianza è ampiamente venduta in tutto il mondo ed è utilizzata dall’esercito israeliano per trovare e selezionare obiettivi da bombardare. Basta che l’IA esamini innumerevoli filmati di sorveglianza per identificare l’obiettivo da colpire, non importa se in mezzo ad altre persone che verranno pure uccise. Israele ha dato all’IA il controllo diretto di armi letali: è la prima volta nella storia che i computer sono autorizzati ad uccidere esseri umani. La sorveglianza è diventata un’arma letale, essenziale per il genocidio di Gaza.

COMUNICATO STAMPA - 13/05/25
IMPORTANTE VITTORIA DEL MOVIMENTO PRO-PALESTINA
Apprendiamo in queste ore, da fonte certa, che l’evento denominato Zero Trust Cyber security summit 2025, il cui svolgimento era stato programmato presso FLORIM CERAMICHE di Fiorano, per il giorno 22 maggio, è stato annullato. Tale evento risultava promosso dall’azienda italo-israeliana TEKAPP, fornitrice di servizi di cybersecurity per la Florim e per altre importanti imprese del territorio.
I movimenti di sostegno alla Palestina avevano da giorni fortemente protestato per questa iniziativa che dava voce e spazio ad un soggetto imprenditoriale, la Tekapp, notoriamente legato agli ambienti militari dello Stato di Israele. Reti pro-Palestina, sindacati, associazioni e cittadini avevano firmato una lettera aperta destinata a Florim (1) in cui si reputava assolutamente inaccettabile per il nostro territorio, una rassegna consistente nell’esibizione di potenza tecnologica prodotta da uno Stato accusato di genocidio.
Consideriamo la disdetta dell’evento come una vittoria totale della società civile modenese contro gli interessi dell’industria bellica e di Israele. Israele è uno Stato canaglia, impegnato in una guerra di sterminio e vanno boicottati e sanzionati i rapporti con Tel Aviv, a qualsiasi livello, dall’economia alle Università.
Prendiamo atto che la direzione Florim è andata nella giusta direzione annullando l’evento. Ma noi chiediamo un passo ulteriore: chiudere definitivamente i rapporti con la Tekapp. E rivolgiamo la stessa richiesta a Inalca spa, al Gruppo Romani Ceramiche, a La Fenice Ceramiche e a tutte le altre aziende modenesi che hanno rapporti con Tekapp. È possibile che la sicurezza delle imprese del territorio debba essere affidata a filiere oscure i cui vertici stanno a Tel Aviv? Perché utilizzare fornitori di servizi di cyber- security legati al settore bellico di un paese in guerra, accusato di crimini contro l’umanità? La sicurezza delle aziende modenesi è sotto la tutela degli apparati israeliani? La politica e le amministrazioni devono assumere una posizione chiara in tal senso: chiedere al sistema di imprese modenese di sospendere i rapporti con Tekapp e aziende simili, fino a che Israele continuerà a bombardare donne e bambini e occupare territori altrui, usando tecnologie che vengono testate nei teatri di guerra e vendute in Europa come strumenti di "sicurezza digitale"..
E chiediamo anche a Confindustria, Confapi, Lega delle Cooperative e a tutte le organizzazioni datoriali: quante aziende modenesi si avvalgono della “tutela” di soggetti riconducibili ad ambienti militari israeliani? Esiste un banca dati in tal senso? Si possono rendere pubbliche queste informazioni? Questi rapporti sono patrocinati dai servizi segreti italiani o dal Ministero della Difesa? Si può aprire una discussione in questo territorio sui livelli di eticità minimi che sono richiesti alle aziende modenesi in tempi così critici e delicati? L’opinione pubblica e i consumatori hanno diritto ad essere informati su queste commistioni tra economia e guerra?
In attesa di risposte da Florim su queste ulteriori richieste, ringraziamo centinaia di associazioni, partiti, sindacati, comitati e privati cittadini, che hanno prontamente risposto al nostro appello che aveva come obiettivo lo stop all’evento del 22 maggio.
La società civile e i movimenti, nel vuoto della politica, possono raggiungere risultati importanti, davanti al dilagare della militarizzazione dell’economia. La lotta continua, sempre al fianco della popolazione civile palestinese, martoriata, oppressa e sterminata dal regime sionista.
TESTO APPELLO:
Con vivo sconcerto, abbiamo appreso da un quotidiano nazionale (1) che la vostra sede ospiterà il 22 maggio 2025 un evento denominato "Zero Trust Cyber security Summit 2025" nel corso del quale i CEO aziendali incontreranno "ethical haker da Israele" che tratteranno di "casi pratici dell'approccio offensive".
L'evento, organizzato dal vostro fornitore di servizi Tekapp - azienda italo israeliana che vanta una solida esperienza nel comparto Difesa israeliano - assume contorni assai inquietanti, visto il contesto internazionale di guerra e le accuse di genocidio e crimini contro l'umanità mosse da organismi internazionali nei confronti dello Stato di Israele.
L'articolo in questione, ricorda i legami della Tekapp con l'esercito israeliano, in particolare con la famigerata Divisione 8200, unità di élite creata dall'IDF per condurre operazioni militari specializzate in guerra cibernetica, spionaggio, sorveglianza, controllo, uso dell'IA per pianificare azioni di sterminio contro il popolo di Gaza.
Secondo l'articolo, questa azienda sarebbe legata ad una tipologia di imprese israeliane del settore cybersecurity che testano e implementano sui campi di battaglia le loro strategie operative, per poi vendere all'estero le competenze maturate nella repressione e nella colonizzazione di territori occupati (Cisgiordania) o aggrediti militarmente (Gaza, Siria, Libano).
Sempre secondo l'articolo, uno dei servizi proposti da Tekapp alle aziende italiane è denominato "adotta il tuo cecchino" con tanto di immagine di un tiratore che prende la mira. E non a caso la Regione Emilia Romagna ha (tardivamente) negato il patrocinio all'iniziativa, diffidando gli organizzatori dall'uso del suo logo – almeno così sostiene l’articolo.
Naturalmente non possiamo sapere se tali informazioni corrispondano al vero e sarà eventualmente la Tekapp a doverle smentire. Resta il fatto che il quadro generale in cui il vostro evento andrebbe a collocarsi, resta assai problematico e allarmante per questo territorio.
Leggiamo dal vostro sito che Florim è: "società benefit e certificata B Corp, esplicitando formalmente il proprio impegno a operare non solo per il profitto ma anche per il bene del pianeta e della comunità"
Riteniamo tale profilo assolutamente incompatibile con una iniziativa quale quella che ospiterete il 22 maggio. Per tale ragione le associazioni scriventi - reti di sostegno alla Palestina, associazioni di promozione della pace e della cooperazione internazionale - attraverso questa lettera aperta, che sta circolando nell'ambito della società civile, dell'Università, delle amministrazioni locali, delle forze politiche e sindacali, chiedono formalmente a Florim di annullare tale evento e riconsiderare il proprio rapporto con un fornitore tanto discutibile.
Una decisione in tal senso registrerebbe una sintonia tra le vostre scelte aziendali e la sensibilità diffusa nell' opinione pubblica sul tema dei massacri quotidiani che la Palestina subisce da un anno mezzo. Una scelta di segno opposto, purtroppo, dimostrerebbe disinteresse per la dimensione etica che pure rivendicate.
Infatti, la promozione della “rassegna”, vi collocherebbe idealmente al fianco e in appoggio alle politiche genocide dello Stato di Israele che, vi ricordiamo, è soggetto a boicottaggio economico da parte di molti paesi nel mondo. Un'azione in cui anche la vostra impresa potrebbe incorrere in futuro.
Restiamo in attesa di vostre notizie, certi che capirete la gravità della situazione e che opererete per distendere il clima di protesta e sdegno che sta montando, anche a livello nazionale, intorno alla iniziativa del 22 maggio.
Modena per la Palestina
BDS Modena
1) Link articolo: https://ilmanifesto.it/adotta-il-tuo-cecchino-gli-affari-emiliani-della-cyberguerra-israeliana
HANNO ADERITO AD OGGI:
151 realtà tra Associazioni, Partiti, Sindacati, Gruppi Musicali, Artisti
643 cittadini/e
Segue Lista Associazioni, Partiti, Sindacati, Gruppi Musicali, Artisti.
AIPI - Bologna
Alfeo Corassori la vita per te - Modena
Alkemia - Modena
Amazzonia Sviluppo - Modena
Anpi Pratello - Bologna
Arci Modena - Modena
Arci Servizio Civile - Modena
Armonie APS - Bologna
Asilo-ex-asilo Filangieri - Napoli
Ass. Cult. Mercato Scoperto - Lanciano
Assalti Frontali - Roma
Associazione 20 Pietre - Bologna
Associazione 99% - Palermo
Associazione Alfeo Corassori - Modena
Associazione casa della saggezza misericordia e convivenza - Modena
Associazione Idee in circolo / lo spazio nuovo - Modena
Associazione Valerio Evangelisti - Bologna
Assopace Palestina - Bologna
ATTAC - Modena
ATTAC Bergamo - Bergamo
ATTAC Napoli - Napoli
ATTAC Palermo - Palermo
ATTAC Saronno - Saronno
ATTAC Savona - Savona
ATTAC Torino - Torino
ATTAC Verona - Verona
AVS Formigine - Formigine (MO)
Bambini nel deserto - Modena
Banda Popolare Emilia Rossa - Modena
Banda Roncati - Bologna
BDS - Modena
BDS - Bologna
BDS - Lanciano
BDS - Marche
BDS - Roma
BISCA SUONA
Blu Bramante - Modena
Bnd - Modena
BUNNA - Nazionale
Cambiare Rotta - Nazionale
Camilla Emporio di Comunità - Bologna
Campi Aperti - Bologna
Casa dei Circoli Culture e Popoli - Ceriale (SV)
Casa della Pace - Modena
Casa delle Culture - Modena
Casa delle donne contro la violenza - Modena
Casa per la Pace odv - Modena
Cassero LGTBQIA+ Center - Bologna
Chi si cura di te? – Medicina Decoloniale - Bologna
Circolo ARCI Brecht - Bologna
Circolo Arci OPW-APS - Modena
Circolo ARCI Rastignano - Bologna
Circolo Culturale Left Vibra - Modena
Città Visibili APS ARCI - Bologna
Civica 15 a - Modena
Cobas - Bologna
Colettivo Studiare studiare - Modena
Collettivo Minimo - Modena
Collettivo Studiare studiare - Modena
Comitato dell’associazione Centro di Salute Internazionale e Interculturale APS - Bologna
Comitato di solidarietà con il Popolo Palestinese - Piacenza
Comitato Rigenerazione No Speculazione - Bologna
Comitato scolastico diritti umani liceo Capialbi - Vibo Valentia
Comunità islamica - Modena
Contronarrazione - Genova
Coordinamento No NATO - Emilia Romagna
Coordinamento Paradiso - Bologna
Coordinamento Sinistra Unita - Bologna
DiN - Napoli
Donne in nero- Reggio Emilia
Donne in nero- Bologna
Donne in nero- Napoli
Donne nel mondo - Modena
Donne nel Mondo ODV - Modena
Enoteca Liberty - Lanciano
Europa Verde - Bologna
ExAequo Soc Coop Soc ONLUS - Bologna
Federazione PCI Bologna - Bologna
Free Assange Italia - Nazionale
Fronte Comunista - Reggio nell'Emilia
Giovani Comuniste/i - Bologna
Giovani Palestinesi d'Italia - Modena
Giovani Palestinesi Italiani - Bologna
Gruppo Don Milani - Modena
Gruppo promotori petizione per il Cessate il fuoco UniBO - Bologna
Hayat APS - Bologna
Humanity in Focus - Napoli
Il Basso Fanzine - Lanciano
Il sole dell'avvenire - Bologna
IPRI – CCP (Istituto Italiano Ricerca per la Pace – rete Corpi Civili di Pace) - Bologna
Kebab Ahambra - Reggio nell'Emilia
l'associazione Città&Scuola - Modena
La Brigata lambrusco - Reggio nell'Emilia
La MALA Educaciòn - Bologna
La Vita Per te - Modena
Labas - Bologna
Laboratorio Smaschieramenti - Bologna
Laboratorio Sociale Largo Tappi - Lanciano
Le Maddalene Matte - Modena
Link Bologna – Studenti Indipendenti - Bologna
Lust asd aps - Modena
M5S Parma e provincia - Parma
Mani Rosse antirazziste - Roma
Manifesto in Rete - Bologna
Mediterranea - Bologna
Mediterranea - Modena
Milinda - Modena
Modena per la Palestina - Modena
Modena Terzo Mondo - Modena
Modena Volta Pagina- Modena
Movimento non violento - Modena
Moxa Modena per gli Altri - Modena
NONUNADIMENO - Bologna
NONUNADIMENO - Reggio Emilia
Notti Rosse - Casalgrante (RE)
Nuova Unione Popolare - Nazionale
Officina Progetto Windsor - Modena
Organizzazione studentesca di alternativa (Osa) - Nazionale
Partito Comunista Italiano - Bologna
Partito dei Carc - Emilia Romagna
Partito della Rifondazione Comunista - Bologna
Pax Christi Punto Pace - Bologna
Per Assange - Belluno
Per non dimenticare - Modena
Period Think Tank - Bologna
Polisportiva Hic sunt leones - Bologna
Pratello R’esiste - Bologna
Presidio permanente contro accordo militare Italia Israele - Modena
Resistenza Popolare - Emilia Romagna
Resistenza radicale azione non violenta - Napoli
Rete dei Comunisti - Roma
Rete Lilliput - Modena
Rete Transfemminista Appenninica - Bologna
Rifondazione Comunista - Modena
RitmoLento - Bologna
Salaam ragazzi dell'olivo ODV - Trieste
Sanitari per Gaza - Nazionale
Sanitari per Gaza - Toscana
Sanitari per Gaza - Bologna
Sanitari per Gaza - Veneto
Schierarsi - Bologna
Scuola Amica dei Bambini - Modena
Si Cobas - Modena
Sindacato SGB - Nazionale
Sinistra Anticapitalista - Napoli
Tefa Colombia - Modena
Tpo - Bologna
Vag61 - Bologna
Verona per la Palestina - Verona
Volt - Bologna
Ya Basta - Bologna
Basta complicità italiana col genocidio sionista!
Sanzioni! Embargo delle armi!
Da oltre 17 mesi siamo testimoni di un genocidio in Palestina. Come cittadini italiani e associazioni nonviolente riteniamo necessarie sanzioni economiche ed embargo delle armi per fermare il genocidio del popolo palestinese.
Sabato 22 Marzo 2025 nella Comunità Interculturale di Quartiere(CIQ) di Milano abbiamo dato spazio a tutte le realtà che si riconoscono nella necessità di boicottaggio, disinvestimenti e sanzioni, concentrandoci sulla necessità di interrompere la complicità italiana a partire dall’embargo delle armi, che è la più urgente ed importante delle sanzioni. E' stato inoltre presentato il libro “La catena dell’impunità” a cura di Raffaele Spiga e Federico Zanettin (BDS Italia), che documenta il commercio illegale di armi con Israele anche da parte dell’Italia.
La conferenza ha visto gli interventi di:
Shir Hever (BDS Europe)
Raffaele Spiga (BDS-Italia)
Kader Tamimi (Comunità Palestinese di Lombardia)
Carlo Tombola (The Weapon Watch)
Futura d’Aprile (Giornalista Freelance)
Ugo Giannangeli (Avvocato penalista)
Nandino Capovilla (Pax Christi)
Luisa Morgantini (Assopace Palestina)
Antonio Mazzeo (Giornalista antimilitarista
link alla conferenza https://www.youtube.com/watch?v=O9WZWtbTd3g
L’8 è il 9 ottobre si terrà il Cybertech Europe alla nuvola di Fuksas.
L’evento, con Leonardo Spa come principale sponsor, sarà una vetrina per l’industria delle armi, del controllo e dello spionaggio, volto a rafforzare i legami tra aziende e organizzazioni del settore e la normalizzazione di queste tecnologie utilizzate per la repressione. A CYBERTECH Europa 2024 intervengono, tra gli altri, Roberto Cingolani e Lorenzo Mariani (direttori generali di Leonardo), Mario Beccia (vicedirettore tecnologie informatiche NATO, Belgio) e ben tre rappresentanti di imprese israeliane: Netanel Amar (direttore operativo di Cynet Security), Yossi Vardi (presidente di Cybertech Conferences), Gil Shwed (direttore generale di Check Point Software Technologies).
E’ da sottolineare che Leonardo, azienda leader mondiale di armamenti, ricopre un ruolo di primo piano in CYBERTECH e vanta disparati rapporti radicali con l’industria delle armi israeliana; nel solo 2022 si è fusa con l’israeliana Rada Electronic, produttrice di radar utilizzati nel sistema “Iron Fist” sui corazzati da combattimento ora dispiegati a Gaza, oltre ad aver venduto elicotteri da combattimento alle forze armate di Tel Aviv.
La presenza di Israele a CYBERTECH non è di certo casuale: è proprio attraverso le strutture del colonialismo di insediamento, dell’occupazione militare e dell’apartheid ai danni della popolazione palestinese, sottoposta da decenni a sorveglianza di massa e costante repressione, che Israele ha sviluppato il settore, facendo delle “prove sul campo” una strategia di marketing.
Il recente cyber massacro di massa compiuto da Israele in Libano e Syria, che ha ucciso al meno 42 persone e ne ha ferito oltre tremila, è stato compiuto mediante l’esplosione di dispositivi di vario genere con impulso da remoto. Questo dimostra, con letale evidenza, l’incremento dell’uso criminale e militare delle tecnologie informatiche.
Mobilitiamoci contro CYBERTECH. SCENDIAMO IN PIAZZA L’8 OTTOBRE H17:00 – LAURENTINA.
BDS Roma
Fermiamo subito il carico militare della MV Kathrin per Israele!
La MV Kathrin è una nave cargo diretta in Israele con esplosivi militari, in violazione della Convenzione sul Genocidio e dell'appello del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite per un embargo militare globale su Israele. Dopo che le autorità della Namibia hanno indagato e impedito alla nave di attraccare, rendendo noti i dettagli del suo carico criminale, la mobilitazione globale sta crescendo per impedire che i rifornimenti militari destinati al genocidio in corso da parte del regime israeliano di apartheid contro 2,3 milioni di palestinesi di Gaza arrivino a destinazione.
Insieme, possiamo bloccare la nave e impedire che il carico mortale alimenti gli indicibili massacri di Israele!
I dettagli su tutti coloro che sono coinvolti nel trasporto del carico fanno anche luce su una rete nascosta di complicità globale nell'armare Israele.
Dobbiamo agire ora!
La Namibia ha dato l'esempio. Invitiamo i cittadini di tutto il mondo a fare pressione sui rispettivi governi, chiedendo che:
- Il Portogallo ammaini la bandiera della Kathrin con effetto immediato.
- La Slovenia e tutti gli altri Paesi impediscano alla Kathrin di far transitare attraverso i loro porti carichi militari destinati a Israele, fermando invece la nave e confiscando il carico militare illegale diretto in Israele.
- Il Vietnam e tutti gli altri Stati impongano un embargo militare immediato su Israele.
- L'operatore francese, il proprietario tedesco e l'assicuratore della Kathrin devono impedire alla nave di consegnare a destinazione il suo carico genocida.
Tempistica:
1 ottobre - Vittoria del BDS! La Kathrin, una nave che trasporta esplosivi letali per alimentare il genocidio per mano di Israele contro 2,3 milioni di palestinesi a Gaza, ha chiesto la rimozione della bandiera portoghese in seguito alle indagini condotte dal governo portoghese sulla nave e sul suo carico. Chiediamo a tutti gli Stati di fermare la nave cargo rifiutando di battere bandiera alla Kathrin!
25 settembre - Gruppi di solidarietà francesi si uniscono alla campagna per impedire alla MV Kathrin di trasportare esplosivi militari per alimentare il genocidio per mano di Israele, e chiedono di fare pressione contro la compagnia francese complice Africa Global Logistics (AGL). AGL gestisce la logistica del trasferimento illegale di forniture militari a Israele.
24 settembre - I gruppi di solidarietà del Montenegro si uniscono alla campagna per fermare il carico mortale della Kathrin destinato a alimentare il genocidio per mano di Israele contro 2,3 milioni di palestinesi a Gaza. La solidarietà con la Palestina montenegrina chiede al proprio Governo di vietare l'attracco della Kathrin e gli ricorda i suoi obblighi legali di prevenire e non aiutare e assistere il genocidio.
18 settembre - L'11 settembre, il governo tedesco, profondamente complice, è stato messo di fronte al fatto che ha permesso a una società tedesca, la Lubeca Marine, di far transitare illegalmente esplosivi militari a bordo della MV Kathrin per consentire il genocidio per mano di Israele di 2,3 milioni di palestinesi a Gaza.
16 settembre - Cresce la pressione per bloccare la MV Kathrin in tutta Europa! La MV Kathrin è di proprietà della compagnia tedesca Lubeca Marine. Le organizzazioni della società civile tedesca hanno lanciato una campagna capillare per fermare le spedizioni illegali di armi, facendo anche pressione sul Governo. La MV Kathrin naviga sotto bandiera portoghese. I movimenti portoghesi stanno intensificando le pressioni sul loro Governo affinché ponga fine alla sua complicità nel genocidio con una protesta di massa che chiede al Portogallo di togliere la bandiera alla nave, costringendola a fermarsi.
13 settembre - La Malaysia si unisce agli sforzi globali per fermare il carico criminale della MV Kathrin! BDS Malaysia ha presentato una denuncia alla polizia del distretto di Sentul, Jalan Sultan Azlan Shah.
10 settembre - Le autorità slovene hanno rivelato ulteriori dettagli sul percorso degli esplosivi RDX a bordo della MV Kathrin, che saranno consegnati a Israele per essere utilizzati nel genocidio in atto contro il popolo palestinese. Il porto di scarico degli 8 container pieni di esplosivi destinati alle Industrie Militari Israeliane (IMI) Ltd. a bordo della MV Kathrin è Capodistria, in Slovenia.
6 settembre - Il Centro Europeo di Supporto Legale (ELSC) ha inviato un avviso legale al governo portoghese chiedendo la rimozione della sua bandiera dalla MV Kathrin, una nave che trasporta esplosivi destinati a Israele, "in conformità con gli obblighi erga omnes di prevenire il crimine di genocidio".
5 settembre - È confermato! La Kathrin non attraccherà in Angola. Ciò significa che nessuno Stato dell'Africa meridionale ha concesso un porto alla nave che trasporta rifornimenti militari per il genocidio di Gaza in corso per mano del regime israeliano di apartheid contro 2,3 milioni di palestinesi! Il prossimo porto di destinazione della nave è quello di Bar, in Montenegro.
31 agosto - La relatrice speciale delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, chiede all'Angola di non far attraccare la Kathrin e si dichiara preoccupata per "la potenziale sponsorizzazione della nave da parte del Portogallo e per la facilitazione della consegna della Kathrin. Questa potrebbe essere una violazione della Convenzione sul genocidio". Promemoria fondamentale: qualsiasi trasferimento militare a Israele, che secondo la Corte internazionale di giustizia starebbe plausibilmente commettendo un genocidio, equivale a una violazione della Convenzione sul genocidio e della risoluzione 55/L.30 del Consiglio dei Diritti Umani che impone un embargo sulle armi a Israele".
31 agosto - Dopo una settimana quasi immobile al largo delle coste della Namibia, la Kathrin si sposta verso le acque dell'Angola.
30 agosto - Il Comitato nazionale palestinese per il BDS (BNC) invia un appello all'Angola affinché segua l'esempio della Namibia, non faccia attraccare la Kathrin e confischi le forniture militari destinate a Israele.
29 agosto - Il ministro degli Esteri portoghese afferma che la Kathrin non trasporta armi pronte per l'uso, non è diretta in Israele, che il Portogallo in tutti i casi non ha alcuna responsabilità e che questo commercio di armi ha "finalità commerciali" - una scusa inconsistente per non agire. La dichiarazione della relatrice speciale delle Nazioni Unite del 31 agosto smaschera l'inganno del ministro!
28 agosto - Il partito politico Bloco de Esquerda presenta un'interrogazione parlamentare e lancia una petizione online per chiedere il ritiro della bandiera portoghese dalla Kathrin e la storia raggiunge i media mainstream portoghesi. Anche l'ex candidato alla presidenza, diplomatico e politico del partito socialista lancia un appello al Primo Ministro affinché agisca.
25-26 agosto - Le organizzazioni portoghesi di solidarietà con la Palestina chiedono al loro Governo di togliere la bandiera alla Kathrin. Vedi qui e qui.
24 agosto - Il governo della Namibia decide di cancellare il permesso di attracco della Kathrin, dopo aver ricevuto conferma scritta dalla nave che 8 container di esplosivo RDX/Hexogen hanno come destinazione finale Israele. La Kathrin trasporta anche 60 container di TNT verso una destinazione finora sconosciuta.
23 agosto - Il BNC lancia un appello pubblico alle persone di tutti i Paesi sulla rotta della nave sospetta.
22 agosto - L'Economic and Social Justice Trust (ESJT), un'organizzazione namibiana per i diritti umani, chiede al porto di negare l'ingresso alla MV Kathrin.
20 agosto - Il Comitato nazionale palestinese per il BDS avverte gli attivisti e i decisori in Namibia che secondo informazioni credibili la MV Kathrin, che dovrebbe attraccare al porto di Walvis Bay, in Namibia, è sospettata di trasportare forniture militari per Israele.
21 luglio - La MV Kathrin lascia il porto di Hai Phong, in Vietnam, con 8 container di esplosivi RDX/Hexogen destinati a Israele.
I fatti:
Nave: MV Kathrin IMO 9570620, gestita da Ocean 7 Project tramite AGL (Africa Global Logistics), armatore: Lubeca Marine Germany GMBH
Cargo e rotta del carico: 8 container di esplosivi Hexogen/RDX con destinazione Israele (oltre a 60 container di TNT - destinazione sconosciuta). Il carico è stato caricato a Hai Phong, in Vietnam, e sarà scaricato nel porto di Capodistria, in Slovenia. Destinazione finale: Israele. (Fonte delle informazioni: Polizia nazionale della Namibia e autorità di Namport).
Uso di Hexogen/RDX: l'RDX è un componente chiave delle bombe e dei missili degli aerei israeliani che hanno massacrato e mutilato decine di migliaia di palestinesi a Gaza, quasi la metà dei quali bambini.
La principale azienda militare israeliana, Elbit Systems, è uno dei maggiori consumatori di RDX al mondo. Già a marzo di quest'anno, gli addetti ai lavori avevano avvertito che la produzione di massa di munizioni da parte di Israele sarebbe stata limitata dalla scarsità dell'ingrediente RDX necessario sul mercato globale.
Scoprite la rete di complicità e agite per far sì che il vostro Paese e le aziende che operano nel vostro Paese non siano più complici!
Vietnam
La nave è stata caricata con il suo carico genocida a Hai Phong, in Vietnam.
Ironia della sorte, l'RDX è diventato un elemento centrale della guerra da quando è stato ampiamente utilizzato dagli Stati Uniti nella loro guerra genocida contro il popolo vietnamita. Fatto detonare con un telecomando, le mine Claymore (mine direzionali antiuomo) realizzate con l'RDX esplodono e inviano uno spruzzo di sfere metalliche che agiscono come proiettili, distruggendo persone, edifici e veicoli.
Nell'ultimo decennio, Israele ha riavviato la cooperazione militare con il Vietnam, il cui popolo è profondamente e storicamente alleato con la lotta di liberazione palestinese e il cui governo sostiene retoricamente i diritti dei palestinesi. Tradendo tutto questo, il Vietnam sta ora esportando gli stessi esplosivi che gli Stati Uniti hanno usato per sterminare e mutilare milioni di vietnamiti, per il genocidio di Israele contro i palestinesi.
Slovenia
Gli esplosivi vietnamiti diretti in Israele saranno scaricati a Capodistria, in Slovenia. È la seconda volta negli ultimi mesi che il porto sloveno è coinvolto nel trasferimento illegale di armi a Israele, nonostante la Corte internazionale di giustizia abbia stabilito che il paese stava plausibilmente perpetrando un genocidio.
Portogallo
La Kathrin batte bandiera portoghese del Registro navale internazionale di Madeira (MAR). Il MAR è il secondo, ma più importante, registro navale e di yacht del Portogallo e uno dei primi tre registri dell'UE, sia per numero di navi che per tonnellaggio registrato.
Il ministro degli Esteri portoghese Paulo Rangel ha confermato la rotta e il carico di esplosivi della Kathrin, nonché la sua proprietà tedesca. Finora il Portogallo si è rifiutato di intervenire, ma la mobilitazione della società civile e la pressione politica stanno crescendo.
Namibia
Dopo ulteriori indagini da parte delle forze di polizia namibiane, è stato accertato che la MV Kathrin trasportava effettivamente materiale esplosivo destinato a Israele e alla nave è stato vietato di entrare nelle acque della Namibia. Il Ministro della Giustizia Yvonne Dausab ha dichiarato che questa decisione "rispetta il nostro obbligo di non sostenere o essere complici dei crimini di guerra israeliani, dei crimini contro l'umanità, del genocidio e dell'occupazione illegale della Palestina".
Angola
La Kathrin è rimasta per oltre una settimana in attesa al largo delle coste dell'Angola, con il timore che stesse cercando di negoziare l'accesso ai porti angolani. Alla fine, però, la Kathrin ha dovuto cambiare rotta e programmare Bar (Montenegro) come prossimo porto di destinazione. Nessun porto africano ha accolto il carico genocida della Kathrin!
Francia/Italia/Svizzera
La società francese AGL (Africa Global Logistics), operatore logistico in Africa, ha sede a Puteaux. AGL opera in modo indipendente ma fa parte della Divisione Cargo del gruppo Italo-Svizzero MSC.
Germania
La società Lubeca-Marine con sede a Lubecca, in Germania, è proprietaria della nave da carico MV Kathrin.
È responsabilità della società Lubeca-Marine, proprietaria della nave, prendere provvedimenti immediati per garantire che la Kathrin non trasporti il suo carico mortale, destinato in ultima analisi a Israele, in violazione del diritto internazionale.
È inoltre tenuta a rivelare la natura del carico trasportato, a collaborare alla prevenzione del reato di consegna di forniture militari o di prodotti dual-use, che possono essere utilizzati per commettere genocidi, crimini contro l'umanità e crimini di guerra, rivelando il nome della società che ha appaltato la consegna del carico.
È inoltre responsabilità del governo tedesco, in qualità di autorità di regolamentazione, ritenere le società registrate e con sede in Germania responsabili nei confronti del diritto internazionale, tedesco ed europeo. La Germania sta già affrontando accuse presso la Corte internazionale di giustizia per la complicità nel genocidio per mano di Israele a Gaza. Il mancato intervento nel caso della Lubeca-Marine rafforzerà le accuse contro la Germania, uno dei principali fornitori di armi a Israele durante il genocidio.
Il quadro giuridico
La partecipazione al trasferimento di armi a Israele equivale a complicità in genocidio, crimini di umanità e crimini di guerra.
Astenersi dal giocare un ruolo diretto o indiretto nell'armare Israele durante la sua carneficina genocida a Gaza è un dovere legale per tutti gli Stati. Questo obbligo è scaturito dalla decisione della Corte internazionale di giustizia del gennaio 2024, nella causa intentata dal Sudafrica, secondo cui Israele sta plausibilmente perpetrando un genocidio. Ad aprile, il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha invitato tutti gli Stati a "cessare la vendita, il trasferimento e il dirottamento di armi, munizioni e altre attrezzature militari a Israele, la potenza occupante".
Inoltre, a luglio, la Corte internazionale di giustizia ha stabilito che l'occupazione e l'intera presenza di Israele nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, è illegale e deve cessare. Tutti gli Stati sono obbligati a porre fine a ogni forma di complicità con l'occupazione illegale di Israele.
Esperti legali avvertono che, dopo l'ordine della Corte internazionale di giustizia del gennaio 2024 di adottare misure provvisorie contro Israele per prevenire il genocidio a Gaza, uno Stato può essere ritenuto legalmente responsabile quando non applica la dovuta diligenza e non mette in atto tutti i mezzi leciti previsti dalla sua autorità per prevenire e fermare il genocidio.
La Convenzione sul genocidio, indipendentemente dall'ordinanza provvisoria, crea obblighi per gli Stati contraenti. Come ha chiarito la Corte internazionale di giustizia nella sua ordinanza provvisoria: "... tutti gli Stati parti della Convenzione hanno un interesse comune a garantire la prevenzione, la soppressione e la punizione del genocidio, impegnandosi a rispettare gli obblighi contenuti nella Convenzione. Tale interesse comune implica che gli obblighi in questione sono dovuti da ogni Stato membro a tutti gli altri Stati membri della relativa convenzione; sono obblighi erga omnes partes, nel senso che ogni Stato membro ha interesse a rispettarli in ogni caso".
L'autorevole studio della dott.ssa Irene Pietropaoli, Senior Fellow in Business and Human Rights, British Institute of International and Comparative Law (BIICL), sottolinea anche i doveri delle imprese e degli imprenditori:
"Una società o un singolo imprenditore che assiste consapevolmente uno Stato nella violazione dei principi del diritto internazionale consuetudinario, compreso il divieto di commettere genocidio, può essere complice di tale violazione. Non è necessario che il complice aziendale desideri che venga commesso il reato principale. [...] Le attività imprenditoriali possono essere considerate direttamente collegate alla commissione di un crimine durante un conflitto armato se forniscono un supporto diretto - ad esempio, assistenza militare, logistica, di intelligence o finanziaria - anche se non partecipano ai combattimenti veri e propri e anche se l'azienda non intendeva sostenere una parte del conflitto. [...] Il sostegno diretto può tradursi in responsabilità penale internazionale per i singoli attori economici interessati, che possono essere accusati di aver commesso direttamente crimini internazionali".
Fonte: Comitato nazionale palestinese per il BDS
Traduzione di BDS Italia
|
Guerre di Israele e nostre complicità E’ uscito il volume “La catena dell’impunità. Inchiesta sulla storia degli armamenti israeliani e sulle complicità dell'Occidente e dell'Italia nella guerra condotta ai danni della popolazione civile in Palestina”, secondo dossier di BDS Italia su armi e guerre di Israele e sulle responsabilità dell’Italia e del mondo Occidentale nel rendere possibile l’occupazione militare della Palestina e la progressiva espulsione dei suoi abitanti. La storia delle guerre e dei massacri di Israele contro la popolazione palestinese non inizia il 7 ottobre 2023: dura da almeno 75 anni, dalla nascita di quello stato, ultima impresa del morente colonialismo, sollevando la coscienza degli europei, responsabili degli orrori della Guerra Mondiale e delle persecuzioni contro le minoranze. Nel 1948 si parlò di Nakba, di Catastrofe, con l’espulsione di oltre 750.000 palestinesi e la distruzione di 450 città e villaggi palestinesi, con l’espulsione degli abitanti, profughi nella loro terra, molti trasferiti di forza a Gaza. Oggi assistiamo ad un nuovo capitolo della storia, all’orribile massacro, il primo in diretta streaming mondiale, ma censurato dai media italiani ed occidentali, della popolazione della Striscia di Gaza, attualmente in corso. Israele applica un regime di apartheid nei confronti della popolazione palestinese, violandone i diritti umani e politici in spregio al diritto internazionale. Dopo l’azione armata dei gruppi della Resistenza Palestinese a Gaza il 7 ottobre 2023, la situazione è gravemente peggiorata. Rivendicando un inesistente diritto alla difesa dell’occupante nei confronti dell’occupato, il governo israeliano ha scatenato una micidiale vendetta contro la popolazione palestinese, attraverso una campagna di distruzione sistematica di tutte le infrastrutture sociali e civili. Tutto questo è reso possibile dal sostegno e dall’assistenza che USA, UE e Italia continuano a fornire alla “guerra” di Israele contro il popolo palestinese, inclusi la Cisgiordania e Gerusalemme Est: massacri di civili oltre a violenze fisiche e psichiche che lasceranno ferite indelebili. Molti analisti politici indipendenti concordano con il giudizio che la raccapricciante rappresaglia di Israele ha un obiettivo ormai evidente: la soluzione finale per il popolo palestinese, una seconda Nakba che li forzi ad abbandonare la terra dove abitano, e in molti casi dove sono già profughi, cancellandoli. In questo libro, elaborato all’interno del gruppo di lavoro su embargo e disarmo di BDS Italia, con il sostegno di PeaceLink e la collaborazione della Campagna Ponti non Muri di Pax Christi, alcuni dei maggiori esperti della realtà militare israeliana e italiana sono stati chiamati a raccolta per descrivere e documentare lo stretto legame e le complicità che intercorrono fra la politica e gli interessi economici legati agli armamenti: una vera e propria catena dell’impunità che, partendo da Israele, arriva fino ai governi europei e ai principali istituti di ricerca del vecchio continente. Il libro è disponibile ordinando presso la casa editrice https://www.redstarpress.it/prodotto/la-catena-dellimpunita/ anche come e-book https://www.redstarpress.it/prodotto/la-catena-dellimpunita-ebook/ oppure scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Utilizzare questo indirizzo anche per concordare presentazioni locali con l’intervento di curatori/autori. |
Calendario presentazioni:2024 21/3 Firenze 22/3 Lodi 25/3 Bologna 28/3 Casalecchio di Reno 28/3 Torino 29/3 Ravenna 4/4 online 5/4 Roma 7/4 Velletri 12/4 Bari 13/4 Orvieto 15/4 Venegono Superiore (VA) 18/4 Mantova 24/4 Bologna 12/5 Pesaro 16/5 Reggio Calabria 17/5 Messina 23/5 Roma 24/5 Frascati 13/6 Vicenza 14/6 Schio 22/06 Como 25/7 S.Giovanni Rotondo 13/8 Bergamo 14/9 Lecce 28/9 Porto Recanati 29/9 Loreto 30/9 Ancona 29/11 Bari 4/12 Dosolo (MN) |
Il segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha parlato lo scorso settembre all’Assemblea Generale ONU del rapporto presentato al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite.
Il rapporto del Segretario Generale ONU documenta l’uso diffuso di spyware, in particolare del programma Pegasus creato dall’azienda israeliana NSO Group in collaborazione con l’esercito, a scopo di intimidazione e rappresaglia contro attivisti per i diritti umani. In Palestina, Bahrain e Marocco degli attivisti sono stati trattenuti, torturati e aggrediti sessualmente da personale dell’esercito che utilizzava il software spia israeliano.
Questo rapporto conferma ancora una volta quanto pericolosa e mortale sia quest’arma informatica, e quanto possano essere spaventosi i suoi effetti sulla libertà di parola.
Gutierres ha ammonito che lo spyware mette in pericolo il lavoro sui diritti umani, come si vede nel caso della violenta repressione delle organizzazioni della società civile palestinese da parte delle forze di occupazione israeliane.
Il Gruppo NSO, che si vanta dei suoi forti agganci nel governo israeliano, giustifica la vendita del suo software di spionaggio a regimi autoritari dichiarando di averne ricevuto l’autorizzazione dal Ministero della Difesa israeliano, anzi di essere stati incoraggiati a venderlo.
L’Israele dell’apartheid testa direttamente sui palestinesi che sottopone al dominio coloniale i suoi strumenti di oppressione e repressione, come lo spyware, e poi li esporta soprattutto a regimi autoritari e dittatoriali in tutto il mondo per trarne profitto e influenza diplomatica.
Come rifornirsi di aerei spia in Israele e indebitarsi per miliardi di euro fino alla metà del XXI secolo. Prima di formalizzare le dimissioni, il governo Draghi ha concluso un accordo con le industrie militari israeliane per l’acquisto di due sofisticati aerei di pronto allarme e intelligence da destinare alle cosiddette “missioni speciali” dell’Aeronautica militare. Secondo il quotidiano israeliano Haaretz, l’holding IAI - Israel Aerospace Industries ha firmato un contratto con l’Italia per un valore di circa 550 milioni di dollari per la vendita degli aerei spia e la fornitura dei servizi di supporto e logistica a terra per le forze aeree italiane.
L’ok al programma era stato dato dal parlamento tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021 (al tempo il premier era Giuseppe Conte), ma il contratto con l’industria aerospaziale israeliana è stato sottoscritto all’inizio di marzo 2022. Nello specifico verranno consegnati due velivoli CAEW (Conformal Airborne Early Warning & Control System) basati sulla piattaforma del jet Gulfstream G550 sviluppato dall’azienda statunitense Gulfstream Aerospace, appositamente modificato e potenziato dalla israeliana Elta Systems Ltd, società del gruppo IAI.
“Gli aerei CAEW hanno funzioni di sorveglianza aerea, comando, controllo e comunicazioni, strumentali alla supremazia aerea e al supporto alle forze di terra”, spiegano i manager israeliani. “Radar, sensori avanzati e sistemi di raccolta di informazioni forniscono all’operatore una piena consapevolezza della situazione per la gestione delle battaglie aeree; la grande mole di dati raccolti ed elaborati possono essere trasferiti in tempo reale ai vari attori coinvolti, siano essi assetti aerei, navali o terrestri”.
Grande enfasi per le capacità belliche dei nuovi velivoli d’intelligence made in Israel è stata espressa dal generale Alberto Rosso, a capo dello Stato maggiore dell’Aeronautica fino all’ottobre 2021. “L’E-550 CAEW è uno straordinario sistema multisensore, una sorta di posto di comando volante che è in grado di offrire alle Forze di Difesa italiane un contributo operativo decisivo per il raggiungimento della superiorità informativa”.
Le forze aeree avevano già acquistato due Gulfstream nell’ambito del maxi-accordo di cooperazione militare Italia-Israele del 2011 che ha previsto anche la fornitura di un sistema satellitare all’Esercito italiano e di caccia-addestratori di produzione Leonardo SpA all’Israel Air Force. Nel maggio 2020 il ministero della Difesa ha firmato un ulteriore contratto con ELTA Systems per la gestione decennale dei servizi logistici e supporto per la stazione di terra associata alla flotta degli aerei spia, con una spesa di 332 milioni di euro. L’ambizioso programma del Ministero della Difesa approvato dalle Camere lo scorso anno, oltre alla seconda tranche di Gulfstream, include l’acquisto di altri sei aerei della stessa tipologia in “configurazione civile”, in attesa cioè delle “successive modifiche”. Nel 2020 l’onere finanziario previsto dal governo per gli otto aerei-spia più servizi di manutenzione e supporto logistico-infrastrutturale era di 1.223 milioni di euro, da spalmare sui bilanci annuali fino al lontano 2056.
I primi due aerei CAEW sono stati assegnati al 14° Stormo dell’Aeronautica militare di stanza a Pratica di Mare (Rm), alle dipendenze del Comando Forze di Supporto Speciale. Secondo lo Stato maggiore, negli ultimi due anni questi velivoli hanno effettuato 650 missioni d’intelligence. Da quando è scoppiato il sanguinoso conflitto in Ucraina, vengono impiegati stabilmente per operazioni top secret nello spazio aereo dell’Europa orientale e nel Mar Nero, principalmente ai confini con il territorio ucraino, rumeno, bulgaro e moldavo. Così come avviene con i pattugliatori “Poseidon” di Us Navy e dei droni “Global Hawk” di US Air Force e “AGS” della NATO che decollano da Sigonella, i dati sensibili raccolti dai CAEW Gulfstream di Pratica di Mare vengono messi a disposizione delle forze armate di Kiev per pianificare la controffensiva anti-russa.
Antonio Mazzeo
Il Premio Lifetime Organizational War Abolisher 2022 sarà assegnato al Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali (CALP) e all’Unione Sindacale di Base Lavoro Privato (USB) in riconoscimento del blocco delle spedizioni di armi da parte dei lavoratori portuali italiani, che hanno bloccato le spedizioni verso alcuni guerre degli ultimi anni.
Registrati per seguire la premiazione con traduzione in italiano, il 5 settembre alle ore 20
I War Abolisher Awards, ora al loro secondo anno, sono creati da World BEYOND War, un’organizzazione globale che consegnerà quattro premi in una cerimonia online il 5 settembre a organizzazioni e individui provenienti da Stati Uniti, Italia, Inghilterra, e Nuova Zelanda.
Un evento di presentazione e accettazione online, con le osservazioni dei rappresentanti di tutti e quattro i vincitori del premio 2022, si svolgerà il 5 settembre alle 8:00 a Honolulu, alle 11:00 a Seattle, alle 13:00. a Città del Messico, alle 14 a New York, alle 19:00 a Londra, alle 20:00 a Roma, alle 21 a Mosca, 22:30 a Teheran e alle 6 del mattino successivo (6 settembre) ad Auckland. L’evento è aperto al pubblico e prevede l’interpretazione in italiano e inglese.
Leggi: I portuali italiani riceveranno il Premio per L’Abolizione della Guerra
Quattro cacciabombardieri F-35 dell’Aeronautica militare in Israele per partecipare a una complessa esercitazione aerea nel deserto del Negev con i velivoli “cugini” delle forze armate israeliane utilizzati nel sanguinoso conflitto in Siria.
Il comando dell’Israeli Air Force ha reso noto che martedì 23 luglio ha preso il via nel sud di Israele l’esercitazione bi-nazionale Lightning Shield (letteralmente Scudo di Fulmine). Le attività addestrative avranno la durata di una settimana e vedono la partecipazione di un imprecisato numero di cacciabombardieri F-35I “Adir” del 118th Lions dello Squadrone Sud e del 140th Golden Eagle Squadron dell’Aeronautica israeliana e quattro caccia F-35 del 13° Gruppo Volo del 32° Stormo dell’Aeronautica italiana di stanza nello scalo aeroportuale di Amendola (Foggia). Tutti i velivoli sono stati trasferiti nella base aerea di Nevatim (denominata in codice Air Force Base 28), localizzata nei pressi della città di Be’er Sheva nel deserto del Negev.
All’esercitazione partecipa anche il 122nd Nachshon Squadron israeliano, reparto d’eccellenza delle più moderne guerre elettroniche, che opera con gli aerei “Gulfstream G-500” nelle tre varianti Eitam (CAEW) Shavit (intelligence) e Oron (l’ultima acquisita dall’Israeli Air Force che ha enormemente potenziato le capacità di intelligence, sorveglianza e riconoscimento). Come sottolinea il sito specializzato The Avionist, gli italiani “hanno una grande familiarità con questi aerei dato che l’Aeronautica militare utilizza la variante CAEW”. Tra l’altro proprio un Gulfstream G-500 del 14° Stormo di Pratica di Mare, con una sofisticata apparecchiatura elettronica a bordo di produzione israeliana, viene impiegato quasi con frequenza quotidiana per operazioni top secret nel Mar Nero e in Est Europa dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina.
“L’esercitazione Lightning Shield rappresenta una pietra miliare nella continua collaborazione tra le nostre forze armate, mentre rafforza il legame unico tra le nostre nazioni”, riporta in un tweet l’Aeronautica israeliana. “Essa contribuirà inoltre a migliorare le competenze dell’F-35 “Adir” e a espandere le sue capacità a possibili scenari operativi”. L’Israeli Air Force non fornisce altri particolari sulle finalità addestrative di Scudo di fulmine, ma come rileva ancora The Avionist è prevedibile che l’esercitazione sia stata pianificata in vista dell’impiego dei cacciabombardieri in “un’ampia varietà di teatri operativi”, dato che l’F-35 è considerato “un aereo ominruolo contro differenti minacce aeree e terrestri avanzate”.
La versione “Adir”, nota anche come The Mighty One (Il Potente) è unica nel suo genere tra i cacciabombardieri F-35 di quinta generazione adottati da nove paesi e che sono in grado di svolgere gli strike con armi nucleari. Israele ha sottoscritto un accordo con Lockheed-Martin, l’holding statunitense che ha prodotto i velivoli da guerra, per ottenere modifiche specifiche all’architettura del caccia, ai sistemi di comunicazione e intelligence e alle suite per la guerra elettronica, con l’aggiunta di pod per il lancio di missili aria-aria.
“Fino ad oggi Israele rimane l’unica nazione che ha utilizzato l’F-35 Lightning II in operazioni di combattimento”, scrive l’analista Maya Carlin del Center for Security Policy di Washington. “Nel 2018 I’Aeronautica militare israeliana ha impiegato la sua flotta di F-35I Adir per portare a termine una serie di attacchi aerei in Siria. Il generale Amikam Norkin ha inoltre dichiarato che l’Israeli Air Force sta volando con gli F-35 in tutto il Medio oriente e ha anche attaccato un paio di volte in due differenti fronti, senza però aggiungere altri dettagli”.
Sempre secondo l’analista Maya Carlin, anche se Israele non ammette che Lightning Shield è diretta contro le minacce che potrebbero giungere dall’Iran, è “però certo che l’Aeronautica vuole perfezionare le capacità necessarie a potenziali situazioni di guerra con il principale paese nemico”. Carlin aggiunge che lo scorso mese di maggio Israele ha svolto un’esercitazione lunga un mese in cui sono stati simulati attacchi contro l’Iran con l’impiego di armi nucleari. “L’attività addestrativa congiunta israelo-italiana Lightning Shield svilupperà ulteriormente e perfezionerà le qualità dei caccia dell’Israeli Air Force”, conclude l’analista del Center for Security Policy.
Nel giugno 2021 sei cacciabombardieri F-35 israeliani hanno partecipato all’esercitazione aeronavale Falcon Strike nei cieli dell’Italia meridionale, congiuntamente ai velivoli di guerra delle aeronautiche di Italia, Stati Uniti d’America e Regno Unito. I velivoli dell’Israeli Air Force furono trasferiti ad Amendola insieme ad alcuni cacciabombardieri F-16 A/B del 116th Squadron e a un G550 del 122th Squadron. Falcon Strike ha avuto come obiettivo centrale “l’integrazione degli aerei da guerra di quarta e quinta generazione così come lo sviluppo della cooperazione tra le forze aeree partner per sviluppare l’interoperabilità durante le operazioni”, come ha riferito lo Stato maggiore dell’Aeronautica italiana.
Lightning Shield prende il via nel Negev dieci giorni dopo la visita in Italia di una delegazione del ministero della difesa israeliano guidata dal generale Amir Eshel, direttore generale del ministero della difesa, già comandante in capo dell’Aeronautica militare dal 2012 al 2017. A Roma gli israeliani si sono incontrati in particolare con il segretario generale della difesa e direttore nazionale degli armamenti, generale Luciano Portolano. “Gli incontri si sono svolti in un clima di reciproca stima e collaborazione e hanno permesso di consolidare ulteriormente le già eccellenti relazioni in atto tra Italia e Israele, con particolare riferimento al rafforzamento della cooperazione industriale, attraverso la condivisione di nuove aree di collaborazione da sviluppare con il pieno coinvolgimento delle rispettive Forze Armate”, scrive l’ufficio stampa della Difesa. “Il costante dialogo strategico tra le parti ha inoltre permesso di confrontarsi in modo schietto, sincero e proficuo sul tema delle sfide imposte dagli attuali scenari di crisi internazionale e sul contesto in cui le parti intendono cooperare”.
Antonio Mazzeo
Fonte: https://antoniomazzeoblog.blogspot.com/2022/07/caccia-f-35-italiani-in-israele-un.html?m=1









