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Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni per i diritti del popolo palestinese.

Notizie BDS

Notizie internazionali del movimento globale BDS.

Pubblichiamo un recente articolo di Richard Falk* che denuncia come Israele e i suoi sostenitori, tra cui l'Italia, hanno tentato in ogni modo di bloccare le iniziative che mettevano sotto accusa il sionismo come ideologia razzista, travisando le conclusioni delle conferenze internazionali, per evitare che le discriminazioni di Israele nei confronti dei Palestinesi siano qualificate come apartheid.

 

Demonizzare Durban

[Nota introduttiva: il post seguente descrive la campagna portata avanti negli ultimi 20 anni dalla propaganda filo-israeliana, sia del governo che delle ONG, per diffamare gli sforzi antirazzisti delle Nazioni Unite come una nuova specie di antisemitismo. È uno sforzo perverso che protegge le politiche e le pratiche razziste di Israele nei confronti del popolo palestinese dietro una perversa tesi secondo cui le critiche a queste politiche dovrebbero essere viste come antisemitismo. Il pezzo è stato originariamente pubblicato su Transcend Media Service e appare qui nella sua forma originale. Per il link all'originale]

EDITORIALE 16 ago 2021

Richard Falk – TRANSCEND Media Service

Contesto

16 agosto 2021 – È stata avviata un'insidiosa campagna per demonizzare la sponsorizzazione delle Nazioni Unite di un'iniziativa antirazzista per tenere una conferenza di un giorno alle Nazioni Unite il 22 settembre 2021, continuazione di quello che è diventato noto come il "Processo di Durban". Esso identifica lo sforzo in corso negli ultimi vent'anni di attuare la Dichiarazione di Durban e il relativo Programma d'Azione adottato alla “Conferenza Mondiale sul Razzismo, Discriminazione Razziale, Xenofobia and Intolleranza correlata” tenutasi a Durban, in Sudafrica 20 anni fa.

La Conferenza di Durban fu controversa ancor prima che i delegati si riunissero, anticipata come un forum in cui Israele, il colonialismo, l'eredità della schiavitù e la vittimizzazione di etnie vulnerabili sarebbero stati illustrati e condannati. Era formalmente sotto gli auspici del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, il cui Alto Commissario, Mary Robinson, fu sottoposta a pressione dall'Occidente per annullare l'evento. Essa rifiutò, e invece di essere elogiata per la sua indipendenza, questa ex presidentessa di alti princìpi dell'Irlanda fu privata del sostegno di Washington per la riconferma a un secondo mandato come Alto Commissario. Israele e gli Stati Uniti si ritirarono dalla conferenza e boicottarono gli eventi di follow-up minori nel 2009 e nel 2011, il che spiega perché il prossimo raduno è indicato come Durban IV.

Alla conferenza del 2001, messa in ombra dagli attacchi dell'11 settembre agli Stati Uniti, avvenuti pochi giorni dopo la chiusura di Durban, molti discorsi furono pronunciati da rappresentanti di vari governi, inclusi molti che criticarono Israele per le politiche e le pratiche razziste perpetrate contro il popolo palestinese, inclusa l'accusa che il sionismo fosse una forma di razzismo, che era stata precedentemente affermata nella Delibera della Assemblea Generale (vedi GA Res. 3379 approvata con 72-35 voti e 32 astenuti, A/RES/3379, 10 novembre 1975; revocata nel 1991 senza spiegazione nella GA Res. 46/96). Oltre alla Conferenza intergovernativa di Durban si teneva un Forum parallelo delle ONG dedicato alla stessa agenda in cui furono pronunciati accesi discorsi e dichiarazioni. Eppure il tema di maggiore stimolo fu fornito dalla vittoriosa lotta contro l'apartheid in Sud Africa che veniva a legittimare sia l'evento sia l'attuale necessità di affrontare la lunga incompiuta agenda antirazzista.

Il risultato a Durban

I principali risultati formali della Conferenza di Durban furono due significativi e comprensivi testi conosciuti come la Dichiarazione di Durban e il Programma d'Azione di Durban. Il processo di Durban successivo al 2001 ha riguardato più o meno esclusivamente l'attuazione di questi due documenti formali delle Nazioni Unite, che sono la rappresentazione ad ampio spettro di tutta una serie di rimostranze derivanti dal maltrattamento di varie categorie di persone vulnerabili dovuto alla guerra all'applicazione della legge sui diritti umani e attraverso una varietà di mezzi, tra cui l'istruzione e l'attivismo della società civile, delle ONG e persino del settore privato. Non c'è assolutamente alcuna base per lamentarsi del fatto che Israele sia stato criticato o che le disposizioni dei documenti della conferenza possano essere correttamente interpretate come antisemite o addirittura anti-israeliane, eppure, come sarà mostrato di seguito, una tale campagna è stata incessantemente condotta per screditare tutto ciò che Durban significa, quasi esclusivamente a causa del suo presunto pregiudizio estremo nei confronti di Israele.

Una lettura corretta di entrambi i documenti porterebbe a concludere che a Israele sono state effettivamente risparmiate critiche giustificabili, molto probabilmente a causa delle pressioni esercitate sia sull'ONU che sui media prima e durante la conferenza. Se osserviamo i testi, abbiamo l'impressione che le sensibilità israeliane siano state comprese e rispettate. L'apartheid e il genocidio sono stati condannati in termini generali, ma senza alcun riferimento negativo a Israele, e di fatto un'inclusione che ha individuato Israele in un modo che avrebbe dovuto accogliere favorevolmente. Nel par. 58 della Dichiarazione troviamo la seguente affermazione: “...ricordiamo che l'Olocausto non deve mai essere dimenticato”. E par. 61 prende atto con “profonda preoccupazione dell'aumento dell'antisemitismo e dell'islamofobia in varie parti del mondo, nonché l'emergere di movimenti razziali e violenti basati sul razzismo e su idee discriminatorie nei confronti delle comunità ebraiche, musulmane e arabe”. Sembra assolutamente perverso screditare la Dichiarazione di Durban come un’invettiva contro gli ebrei.

Nel corso dei 122 paragrafi della Dichiarazione la situazione Israele/Palestina è menzionata solo nel paragrafo 63, e poi in maniera neutrale che sembra trascurare la deliberata vittimizzazione del popolo palestinese. Si legge come segue: “Siamo preoccupati per la difficile situazione del popolo palestinese sotto occupazione straniera. Riconosciamo il diritto inalienabile del popolo palestinese all'autodeterminazione e alla creazione di uno Stato indipendente e riconosciamo il diritto alla sicurezza per tutti gli Stati della regione, compreso Israele, e invitiamo tutti gli Stati a sostenere il processo di pace e a portarlo a una rapida conclusione.” Cosa può essere offensivo anche per il più ardente sostenitore israeliano di una tale disposizione, che è sepolta in profondità in una dichiarazione di trenta pagine in un linguaggio che non punta il dito contro Israele.

La campagna anti-Durban di Israele

Eppure la realtà di Durban, la violenza della lingua usata per denunciare questi documenti e il Processo di Durban sembra estremo, e provenire da fonti note per seguire da vicino la linea ufficiale diffusa da Tel Aviv. Il colonnello britannico Richard Kemp, che scrive sul sito web notoriamente di destra del Gladstone Institute, è raramente da meno nel suo sostegno all'uso della forza da parte di Israele contro l'indifesa Gaza. Kemp definisce il Processo di Durban "come la famigerata vendetta ventennale delle Nazioni Unite contro Israele" e pronuncia il suo giudizio che "Durban IV darà nuova energia a questo vergognoso processo". ["Fighting the Blight of Durban", 29 luglio 2021] Kemp è a suo agio nell'invocare il linguaggio iperbolico di UN Watch che etichetta assurdamente Durban come "...la peggiore manifestazione internazionale di antisemitismo nel dopoguerra".

UN Watch aveva espresso separatamente il suo velenoso punto di vista del processo di Durban un mese prima in un comunicato stampa dal titolo grossolanamente fuorviante, "Durban IV: Key Facts", 24 maggio 2021, riassunto dalla frase una "perversione dei principi dell'antirazzismo". Questa caratterizzazione di Durban è resa più concreta affermando che fa "... affermazioni infondate contro il popolo ebraico", è usata "per promuovere il razzismo, l'intolleranza, l'antisemitismo e la negazione dell'Olocausto... e per erodere il diritto di Israele a esistere". Questo linguaggio diffamatorio di UN Watch dovrebbe essere confrontato con i testi della Dichiarazione di Durban e del Programma d'azione, la cui attuazione è l'obiettivo principale del Processo di Durban, per avere una visione delle oscure motivazioni di questi critici di orientamento israeliano.

2021 - Israele e Apartheid

È vero che nel 2021 non ci sarebbe modo di evitare di supporre che "la difficile situazione del popolo palestinese" sia un risultato diretto dell'apartheid israeliano, che non solo è condannato dal processo di Durban, ma è fermamente stabilito come crimine contro l'umanità in entrambi la Convenzione internazionale del 1974 sulla repressione e la repressione del crimine di apartheid e l'articolo 7 dello Statuto di Roma che disciplina le operazioni della Corte penale internazionale. Non è più ragionevole respingere le accuse di apartheid israeliana come estremiste, tanto meno come manifestazioni di antisemitismo. Tuttavia, poiché Israele, con il sostegno degli Stati Uniti, controlla ancora il discorso principale in Occidente, i media fissano tali risultati in un silenzio di pietra nonostante la prolungata sofferenza del popolo palestinese, un promemoria convincente che dove la geopolitica e la moralità/legalità si scontrano, la geopolitica prevale.

Riscattare il processo di Durban

Ci sono due serie di osservazioni che rendono vergognosi e spudorati questi attacchi al lodevole sforzo delle Nazioni Unite attraverso Durban di evidenziare le molte sfaccettature del razzismo e della discriminazione razziale. Il Processo di Durban è diventato il fulcro di una campagna mondiale sui diritti umani per aumentare la consapevolezza pubblica e sollevare preoccupazioni all'interno delle Nazioni Unite per quanto riguarda le molte varietà di criminalità razzista, nonché per sottolineare la responsabilità dei governi e i potenziali contributi dell'attivismo della società civile.

E’ degno di nota che Israele e il suo comportamento nella Dichiarazione di Durban e nel Programma d'Azione non ricevono neanche lontanamente l'attenzione di altre questioni come l'abuso delle popolazioni indigene, dei Rom, dei migranti e dei rifugiati. In effetti, alla luce degli sviluppi più recenti che hanno confermato le precedenti preoccupazioni sulla vittimizzazione palestinese, il Processo di Durban, semmai, può essere accusato di aver messo in secondo piano il razzismo di Israele e di essere caduto nella trappola dell'hasbara di imporre una responsabilità simmetrica all'oppressore e alla vittima, incolpando entrambe le parti, proprio per sventare la crescente tendenza del sostegno organizzato di Israele a giocare la carta antisemita come una tattica crescente per distogliere l'attenzione pubblica dal crescente consenso sul fatto che Israele operi come uno stato di apartheid.

Forse, nell'atmosfera del 2001, era politicamente provocatorio accusare Israele di razzismo e apartheid, sebbene, come ho cercato di dimostrare, queste accuse rivolte a Israele nel dibattito aperto a Durban non hanno mai avuto seguito nell'esito formale della Conferenza di Durban. E come è stato chiarito dai suoi sostenitori, il Processo di Durban si occupa principalmente dell'attuazione della Dichiarazione di Durban e del Programma d'azione. Nel 2021, ciò che era provocatorio vent'anni fa è stato ripetutamente confermato da valutazioni dettagliate affidabili e attendibili e indirettamente approvato dalla Legge fondamentale israeliana emanata dalla Knesset nel 2018. I punti salienti di questa dinamica si sono verificati nel corso degli ultimi cinque anni:

– la pubblicazione nel marzo 2017 di uno studio accademico indipendente sponsorizzato dalla Commissione economica e sociale delle Nazioni Unite per l'Asia occidentale (ESCWA) che ha concluso che le politiche e le pratiche israeliane costituivano una schiacciante conferma delle accuse di apartheid [“Le pratiche di Israele verso il popolo palestinese e la questione dell'apartheid”]

-il rapporto dell'ONG israeliana per i diritti umani, B'Tselem, “Un regime di supremazia ebraica da The Dal fiume Giordano al Mar Mediterraneo: questo è Apartheid”, 12 gennaio 2021,

-il rapporto di Human Rights Watch, "Una soglia oltrepassata: le autorità israeliane e i crimini di apartheid e persecuzione”, 27 aprile 2021.

Non è più plausibile sostenere che associare il trattamento israeliano del popolo palestinese all’apartheid sia antisemita. In quanto ebreo, considero le giustificazioni israeliane per il suo comportamento nei confronti della Palestina come l'incarnazione del comportamento antisemita, che porta discredito al popolo ebraico.

*Richard Falk è professore emerito di Diritto Internazionale, ed è stato Relatore Speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei Territori palestinesi occupati dal 1967

Fonte

Traduzione di Angelo Stefanini

In un anno segnato dalla brutalità e dai massacri dell'apartheid israeliana, la speranza e l'unità palestinesi traspaiono. Lo stesso vale per l'effusione di sostegno globale da parte di sindacati, accademici, gruppi di base e della società civile, artisti e individui. La parola sulla lingua di tutti è "senza precedenti!" Mai prima d'ora il sostegno alla libertà, alla giustizia e all'uguaglianza dei palestinesi è stato più popolare ed efficace, dimostrando che questa volta, è differente #ItsDifferent!

Mentre il movimento BDS globale a guida palestinese celebra il suo 16° anniversario, diamo uno sguardo a 16 vittorie per i diritti dei palestinesi da inizio anno su cui il movimento ha avuto un impatto:

1. Dopo anni di campagna #BDS, Ben & Jerry's ha annunciato che non rinnoverà il suo accordo di licenza con il suo licenziatario israeliano e porrà fine alle vendite del suo gelato negli insediamenti illegali israeliani su terra palestinese rubata.

2. Il più grande fondo pensione norvegese KLP ha escluso 16 società a causa dei loro legami con gli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata. In una dichiarazione, KLP ha citato un "rischio inaccettabile che le società escluse contribuiscano all'abuso dei diritti umani in situazioni di guerra e conflitto attraverso i loro legami con gli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata".

3. Un rapporto innovativo di Human Rights Watch, intitolato "A Threshold Crossed" , ha descritto in dettaglio come le politiche di Israele contro milioni di palestinesi equivalgano a persecuzione e apartheid! 

4. Dieci ex presidenti e più di 700 membri del parlamento, sindaci, personalità della cultura e accademici dell'America Latina, dell'Asia e dell'Africa, hanno invitato le Nazioni Unite a riconoscere Israele come stato di apartheid e ad imporre sanzioni nei suoi confronti.

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5. La partita di calcio "amichevole" tra l'FC Barcelona e il club razzista israeliano Beitar Jerusalem, noto per i cori "morte agli arabi" dei suoi fan, è stata annullata. La Premier League Qatar Sports Club si impegna a non rinnovare con PUMA tra le richieste locali e internazionali di boicottaggio a causa della sua conformità con l'occupazione israeliana.

6. Lothian Pension Fund, il secondo più grande fondo pensione delle autorità locali della Scozia, con 84.000 membri e 8 miliardi di sterline di attività, ha disinvestito dalla banca israeliana Hapoalim.

7. Il governo irlandese è diventato il primo paese dell'UE a dichiarare "un'annessione di fatto" la costruzione da parte di Israele di insediamenti illegali in terra palestinese.

8. Oltre 350 dipartimenti, centri, sindacati e società delle università, insieme a 23.000 accademici, studenti e personale universitario, hanno firmato dichiarazioni a sostegno dei diritti dei palestinesi con molti che chiedono il BDS!

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9. Il parlamento cileno presenta un disegno di legge per vietare l'importazione di merci israeliane da insediamenti illegali. 

10. 39 organizzazioni sindacali, che rappresentano centinaia di migliaia di lavoratori in tutto il Canada, hanno firmato una lettera aperta al primo ministro Justin Trudeau, esortando il suo governo a sospendere immediatamente il commercio militare bilaterale con Israele. 

11. Il Canadian Labour Congress ha sostenuto un divieto per i beni degli insediamenti, promuovendo il disinvestimento dalle società militari e di sicurezza israeliane e invitando il Canada a imporre un #EmbargoMilitare su Israele.

12. L' Università di Brasilia e l' Università del Costa Rica hanno approvato risoluzioni storiche dichiarando che non avranno legami con aziende complici del regime israeliano di occupazione militare, colonialismo e apartheid.

Twitta i nostri 16 impatti BDS dal 2021 fino ad ora!

13. L'Associazione studentesca del Graduate Institute of International and Development Studies di Ginevra è diventata la prima associazione studentesca in Svizzera ad approvare il BDS e ad autodichiararsi Zona Franca dall'Apartheid (AFZ).

14. Il congresso del personale della City University of New York (CUNY), che rappresenta 30.000 membri, ha approvato una risoluzione che condanna Israele come stato coloniale e di apartheid.

15. Più di 130 organizzazioni messicane per i diritti civili chiedono a CEMEX di porre fine alla complicità con l'apartheid israeliano.

16. L’East Sussex Pension Fund ha disinvestito da Elbit Systems, il più grande produttore privato di armi di Israele.

Questi 16 risultati sono solo un'istantanea di dove siamo oggi. Il supporto globale per il nostro movimento BDS è ai massimi storici, e questo grazie a sostenitori come te! Grazie per aver agito e per essere solidale con i palestinesi ovunque. Il nostro obiettivo di libertà, giustizia e uguaglianza è più vicino che mai!

Fonte: BNC

Traduzione di BDS Italia

Canadians for Justice and Peace in the Middle East (CJPME) si congratula con il Canadian Labour Congress (CLC) per aver deciso di svolgere una campagna a favore dei diritti umani dei palestinesi e aver approvato l'uso delle sanzioni e del disinvestimento contro Israele.


Montreal, 18 giugno 2021 — Una mozione di emergenza adottata dal Comitato canadese della CLC si impegna a sostenere il divieto nei confronti delle merci provenienti dalle colonie, promuovendo il disinvestimento dalle società militari e di sicurezza israeliane e invitando il Canada, tra le altre misure, a cessare la vendita di armi a Israele. Il CLC rappresenta in Canada più di tre milioni di lavoratori.

“Il movimento sindacale canadese è sempre stato in prima linea nella lotta per i diritti dei palestinesi e siamo entusiasti di vedere la più grande organizzazione sindacale canadese appoggiare strumenti politici concreti per contrastare la violenza e la pulizia etnica israeliane”, ha affermato Michael Bueckert, vicepresidente del CJPME. “Il sostegno del CLC darà un grande spinta all'impegno di solidarietà dei sindacati locali e rafforzerà lo slancio di coloro che spingono per sanzioni contro Israele”.

Il CJPME rileva che molti sindacati canadesi hanno già adottato misure per sostenere i diritti dei palestinesi, compreso l'uso di sanzioni. Le mozioni per il sostegno del movimento di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS), che sotto la guida palestinese invita ad esercitare pressioni economiche su Israele fino a quando non rispetterà il diritto internazionale, sono state adottate, tra gli altri organismi sindacali, dall'Unione canadese dei dipendenti pubblici dell'Ontario (2006), l'Unione canadese dei lavoratori delle poste (2008), la Confédération des syndicats nationaux (2015) e l’Unifor (2017). La risoluzione di emergenza adottata dal Comitato canadese della CLC segue la recente adozione da parte del New Democratic Party (NDP), di ispirazione laburista, di una politica a sostegno del divieto di commercio con le colonie e di un embargo sulle armi nei confronti di Israele.

Fonte: BNC

Traduzione di BDS Italia

Questo articolo è ripubblicato da Comitato nazionale palestinese per il BDS (BNC), qui l'articolo originale.

Come diretta conseguenza dell'azione intrapresa dal BDS Japan Bulletin (BJB), il gruppo ha confermato che Shimokitazawa, una filiale di Ozeki, famosa catena di supermercati di Tokyo, ha deciso di interrompere la vendita di vino prodotto negli insediamenti illegali israeliani.

BJB ha inviato una lettera chiedendo al supermercato di non trarre profitto dai crimini di guerra contro i palestinesi attraverso la vendita di prodotti degli insediamenti coloniali illegali.

Di seguito alcuni estratti della lettera:

Ci auguriamo che non continuiate a svolgere un ruolo attivo nella vendita di vini degli insediamenti coloniali israeliani. BDS Giappone è un'organizzazione della società civile che opera in Giappone come parte di un movimento internazionale che chiede che i prodotti israeliani vengano respinti, ritirati e sanzionati al fine di esprimere disapprovazione verso l'occupazione israeliana della Palestina e i crimini di guerra di Israele e di chiedere al questo paese il rispetto del diritto internazionale.

Il fatto di trarre profitto da quanto viene prodotto negli insediamenti israeliani va a scapito della vita delle popolazioni native, e non possono essere trascurate le questioni umanitarie ed etiche. Il Ministero degli Affari Esteri giapponese ha anche ufficialmente avvertito che le attività economiche legate agli insediamenti coloniali israeliani comportano rischi finanziari, di reputazione e legali e che tali attività possono essere considerate violazioni dei diritti umani.

In effetti, i vini degli insediamenti coloniali israeliani sono già stati rimossi da grandi magazzini come Ginza Mitsukoshi e Daimaru Tokyo in risposta agli inviti dei cittadini impegnati col movimento BDS. Inoltre, poiché i consumatori giapponesi sono diventati più consapevoli dei diritti umani, le imprese legate alle violazioni dei diritti umani, come il governo militare in Myanmar e la repressione nella regione autonoma dello Xinjiang Uighur da parte del governo cinese, sono state condannate.

Inoltre, quando nel 2013 le Nazioni Unite hanno pubblicato un rapporto che invitava le società private a "porre fine ai loro interessi aziendali negli insediamenti", anche il governo giapponese ha votato a favore della decisione del Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani sostenendola. Lo vogliamo rimarcare.

Pertanto, vi preghiamo di prendere in considerazione la cessazione della vendita di prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani in tutti i vostri supermercati Ozeki.

 

Guardare la sanguinosa repressione delle proteste popolari palestinesi a Sheikh Jarrah da parte di Israele dell'apartheid ci chiama all'azione. Abbiamo già dimostrato il nostro potere collettivo sotto forma di #BDS. Ecco 8 azioni che puoi intraprendere per combattere l'impunità israeliana e salvare Sheikh Jarrah. #SaveSheikhJarrah

Negli ultimi giorni e settimane le proteste palestinesi per salvare Sheikh Jarrah, nella Gerusalemme est occupata, sono aumentate di dimensioni. Hanno subito una brutale repressione da parte delle forze di sicurezza israeliane dell'apartheid, compresi gli agenti di polizia formati nell'accademia israeliana di addestramento della polizia, parzialmente di proprietà di G4S e Allied Universal.

I residenti palestinesi autoctoni di Sheikh Jarrah hanno combattuto lunghe battaglie legali nei tribunali israeliani contro gli ordini di sfratto che li vedrebbero oggetto di pulizia etnica, espulsi con la forza dalle loro case e sostituiti con coloni israeliani illegali.

La scorsa settimana, il 7 maggio 2021, i coloni israeliani hanno presentato la loro risposta alle legittime richieste dei residenti di Sheikh Jarrah alla corte israeliana, un apparato del regime di apartheid israeliano.

Alle famiglie palestinesi è stato poi fissata la data di domani, lunedì 10 maggio 2021, per raggiungere un “accordo” con i coloni in merito al diritto alle loro case. Sheikh Jarrah appartiene alle famiglie palestinesi. Fa parte del territorio palestinese occupato, e quindi qualsiasi presenza di coloni israeliani in esso costituisce un crimine di guerra ai sensi del diritto internazionale. L'impresa di colonizzazione israeliana è parte integrante del suo sistema di apartheid contro tutti i palestinesi.

La decisione del tribunale israeliano di concedere un periodo di tempo a "entrambe le parti" per cercare un compromesso e raggiungere un accordo è una manipolazione coloniale. È anche una tattica utilizzata per esaurire le proteste in corso e la pressione pubblica per salvare Sheikh Jarrah. Sono previste altre proteste nei prossimi giorni e i residenti promettono di rimanere determinati.

Guardare da lontano la brutale violenza di Israele contro i manifestanti palestinesi disarmati che difendono le loro case e la loro dignità può suscitare sentimenti di rabbia mescolati con impotenza. Abbiamo già dimostrato che l'azione collettiva sotto forma di #BDS funziona meglio per esprimere una solidarietà vera ed efficace. Ecco 8 azioni che puoi intraprendere per combattere l'impunità israeliana e salvare Sheikh Jarrah.

AGISCI

1. Innanzitutto, usa il potere dei social media per evidenziare ciò che sta accadendo. Usa #SaveSheikhJarrah in tutti i tuoi post sui social media. Condividi immagini e video di attivisti di Sheikh Jarrah che stanno affrontando la censura dei social media. Amplifica le voci dei residenti palestinesi di Sheikh Jarrah.

2. La scorsa settimana Human Rights Watch ha dichiarato nel suo clamoroso rapporto ciò che i palestinesi dicono da decenni. Israele è uno stato di apartheid. Ora il consenso globale sta crescendo. Il regime di oppressione israeliano, comprese le sue azioni a Sheikh Jarrah, corrisponde alla definizione di apartheid delle Nazioni Unite. Possiamo lavorare insieme per smantellare l'apartheid israeliana, poiché la solidarietà globale e il boicottaggio hanno contribuito a porre fine all'apartheid sudafricana.

Sostieni la nostra campagna e usa #UNInvestigateApartheid sui social media per aggiungere la tua voce all’appello globale.

3. Le società di sicurezza israeliane guadagnano milioni di dollari in esportazioni in tutto il mondo ogni anno vendendo beni e servizi testati su palestinesi autoctoni, compresi quelli che lottano contro la pulizia etnica a Sheikh Jarrah. Il sistema di riconoscimento facciale di AnyVision e la tecnologia di spionaggio di NSO sono tra gli esempi più evidenti degli strumenti di sorveglianza di massa e repressione dell’Israele dell'apartheid. Israele li prova contro i palestinesi e li esporta a dittature e governi di estrema destra in tutto il mondo per sostenere i loro crimini e le loro violazioni dei diritti umani.

Fai pressione sul tuo parlamento / governo per imporre un #EmbargoMilitare contro Israele. #MilitaryEmbargo

4. G4S e ora Allied Universal possiedono una partecipazione del 25% nell'accademia nazionale di polizia di Israele, dove la polizia israeliana impara la repressione brutale e violenta che viene usata contro residenti e attivisti a Sheikh Jarrah. Alcune di queste tattiche militarizzate finiscono per essere condivise con gli Stati Uniti e altre forze di polizia durante addestramenti congiunti.

Unisciti alla nostra campagna di invio di lettere e esorta i dirigenti di Allied Universal a disinvestire dall'apartheid israeliana.

Sui social media usa #StopG4S per chiedere che disinvestano dall'apartheid israeliana.

5. Hewlett Packard Enterprise e Hewlett Packard (HPE e HP) svolgono un ruolo chiave nel regime israeliano di occupazione militare, colonialismo di insediamento e apartheid contro i palestinesi autoctoni. Forniscono sistemi informatici all'esercito israeliano e mantengono data center attraverso i loro server per la polizia israeliana che sta reprimendo violentemente i manifestanti pacifici che difendono le loro case a Sheikh Jarrah.

Firma la petizione internazionale e usa #BoycottHP sui social media.

6. L'azienda basca CAF ha un contratto per estendere il servizio tramviario israeliano della Jerusalem Light Rail (JLR) agli insediamenti illegali. Gli insediamenti sono definiti crimini di guerra ai sensi dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale. La JLR attraversa Sheikh Jarrah dove i coloni illegali sostenuti dallo stato israeliano, dai loro militari e dalle forze di polizia, stanno tentando di ripulire etnicamente la Sheikh Jarrah palestinese.

Usa i social media per richiedere a CAF di scendere dal treno dell’apartheid #CAFGetOffIsraelsApartheidTrain.

7. Boicotta tutti i prodotti degli insediamenti coloniali israeliani! Prodotti israeliani come datteri e avocado, molti dei quali sono prodotti da aziende che operano negli insediamenti, si possono trovare nei supermercati. Chiedi al tuo supermercato di smetterla di rifornirli.

8. L'azione internazionale può aiutare a fermare Israele immediatamente. Invia una e-mail o chiama parlamentari nel tuo paese e sollecitali ad adottare le conclusioni di Human Rights Watch sull'apartheid israeliano e, soprattutto, le sue raccomandazioni per condizionare tutte le relazioni con Israele allo smantellamento del suo regime di apartheid.

Fonte: BNC

Traduzione di BDS Italia

Per commemorare la Giornata della Terra Palestinese e denunciare il coinvolgimento della CAF nell'apartheid israeliano, si sono svolti numerosi eventi in tutta Europa.

La Federazione generale dei sindacati indipendenti - Palestina e la Nuova Federazione sindacale palestinese hanno scritto una lettera alle istituzioni pubbliche in Europa in cui si legge:

"Le istituzioni pubbliche europee, i principali clienti della CAF, possono e devono escludere la CAF da appalti e contratti in ragione del suo coinvolgimento in gravi violazioni dei diritti umani attraverso la sua attività commerciale nel progetto illegale israeliano del JLR".

Organizzazioni di tutta Europa hanno consegnato questa lettera ai loro rappresentanti eletti chiedendo loro di non aggiudicare appalti pubblici alla CAF, alla società francese Alstom, che si trova nel database delle Nazioni Unite sulle imprese complici dell’insediamento coloniale illegale israeliano, o a qualsiasi altra società che tragga profitto dalle violazioni dei diritti dei palestinesi.

In Spagna il Comité de Solidaridad con la Causa Árabe ha consegnato la lettera al presidente della RENFE, la compagnia ferroviaria nazionale spagnola. Quasi 600 persone hanno inviato e-mail al Ministero dei Trasporti spagnolo e alla RENFE.

La mattina presto, a Saragozza, dove la CAF possiede la fabbrica che produrrà la maggior parte dei componenti per la Jerusalem Light Rail, oltre 20 organizzazioni per i diritti umani e sindacati hanno consegnato una lettera al Presidente e a tutti gli azionisti della CAF.

In Francia, dei gruppi si sono mobilitati a Parigi e St Etienne. A Parigi un gruppo ha consegnato la lettera presso gli uffici della CAF, dove i lavoratori hanno confermato di essere ben consapevoli della campagna di boicottaggio e delle sue richieste.

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                                                           Gli attivisti a Parigi consegnano una lettera agli uffici locali della CAF

A St Etienne, si è tenuta una protesta simbolica in vicinanza della linea tranviaria costruita dalla CAF. In precedenza a Lione delle organizzazioni avevano distribuito volantini informativi sulla complicità della CAF nell'annessione illegale da parte di Israele della Gerusalemme Est palestinese.

A Oslo, capitale norvegese, i membri del Palestinakomiteen hanno consegnato a mano la lettera presso le sedi governative e hanno scritto una lettera aperta al ministro dei Trasporti chiedendo a lui di rispettare i diritti umani internazionali e alla Norvegia di utilizzare attivamente la sua posizione nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per impedire un ulteriore  accaparramento di territori da parte dello Stato israeliano. Quasi 6.000 persone hanno inviato delle lettere alla compagnia ferroviaria norvegese Norske Tog e al ministero dei trasporti norvegese chiedendo l'esclusione della CAF dagli appalti pubblici.

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                                                   Attivisti in Norvegia consegnano una lettera al ministro dei Trasporti

Nel Regno Unito, centinaia di persone hanno partecipato a una campagna su Twitter chiedendo a HS2 e al Dipartimento dei trasporti di ascoltare le organizzazioni per i diritti umani e gli esperti di studi giuridici sul dovere di escludere la CAF dall'HS2 fino a quando questa non cesserà la sua partecipazione nella costruzione della metropolitana leggera israeliana (JLR) di Gerusalemme.

Allo stesso modo, oltre 1.000 persone hanno contattato le autorità olandesi. La lettera è stata inviata a tre autorità dei trasporti pubblici olandesi (NS, GVB e OV-Utrecht). Dal 2018 la CAF ha vinto almeno tre importanti contratti nei Paesi Bassi, inducendo gli attivisti a fare pressione sulle autorità olandesi perché non li rinnovino ed escludano la CAF da future gare d'appalto.

Nel corso della Giornata della Terra Palestinese nei Paesi Baschi, ci sono state grandi mobilitazioni, sostenute dai principali sindacati che protestavano contro la complicità della CAF e delle istituzioni basche nell'apartheid israeliano. Queste mobilitazioni hanno avuto luogo a Iruña, Donostia, Bilbao e Gasteiz.

 protest in Bilbao ridim

                                                                                                                    Protesta a Bilbao

La società francese Veolia ha perso miliardi di euro di contratti per il suo coinvolgimento nella costruzione della JLR a seguito delle campagne di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) contro di essa. Queste grandi perdite alla fine hanno costretto la società a disinvestire completamente dalle sue attività illegali in Israele.

Fonte: BNC

Traduzione di BDS Italia

Questa lettera aperta è stata scritta dall'International Jewish Collective for Justice in Palestine (IJCJP) in risposta a una conferenza virtuale di sindaci che dichiara di essere convocata allo scopo di combattere l'antisemitismo, ma è utilizzata per promuovere la definizione di antisemitismo dell'IHRA.

Gentile sindaco,

Potrebbe aver già ricevuto un invito rivolto ai sindaci di tutto il mondo per un vertice digitale contro l'antisemitismo organizzato dalla municipalità di Francoforte, Germania e programmato per il 16 marzo.

In quanto persone e organizzazioni ebraiche di tutto il mondo impegnate a sfidare tutte le forme di razzismo, antisemitismo e islamofobia, vorremmo informarLa sul vero scopo di questo invito.

Uno dei panel affronterà la definizione di antisemitismo della International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA), che include diversi esempi che equiparano la critica di Israele all'antisemitismo. Questa definizione viene utilizzata in tutto il mondo come strumento per affermare che la critica di Israele è intrinsecamente antisemita e per bloccare le iniziative locali di molte comunità che si oppongono risolutamente alle violazioni dei diritti umani di Israele. Come per qualsiasi altro paese, le azioni di Israele possono e devono essere criticate. I sostenitori della definizione dell’IHRA affermano che Israele viene ingiustamente presa di mira. Tuttavia, è questa definizione che prende di mira Israele sostenendo che criticare le sue violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani, in particolare dei diritti dei palestinesi, è antisemita, piuttosto che un atto necessario della leadership globale. La definizione dell'IHRA è avversata in molti paesi, anche da molte associazioni e persone ebraiche.

Questo incontro, quindi, non è realmente realizzato con l'intenzione di combattere l'antisemitismo. Non è un caso che uno dei partner di questo evento sia il Ministero degli Affari Esteri israeliano.

Le verrà chiesto di sostenere questa definizione dell'IHRA. Invece, facciamo appello alla Sua integrità politica e morale affinché lo rifiuti e La incoraggiamo a unirsi alla lotta collettiva contro il razzismo, l'antisemitismo e l'islamofobia.

La esortiamo a rendere note le Sue posizioni di principio. Se desidera discutere la questione con noi, saremo lieti di fornirLe tutte le informazioni aggiuntive di cui potrebbe aver bisogno.

Distinti saluti,

International Jewish Collective for Justice in Palestine (Collettivo ebraico internazionale per la giustizia in Palestina), composto da gruppi e persone in 14 paesi di tutto il mondo

Jews Against the Occupation, Sydney, Australia

Een Andere Joodse Stem (Another Jewish Voice), Belgio

Independent Jewish Voices, Canada

Union of French Jews for Peace (UJFP)

Jewish Voice for a Just Peace in the Middle East, Germania

Boycott from Within, Israele

Alternative Jewish Voices, Nuova Zelanda

South African Jews for a Free Palestine, Sud Africa

Jewish Network for Palestine, Regno Unito

Free Speech on Israel, Regno Unito

Jews Say No!, Stati Uniti

JVP BIJOCSM Network, Stati Uniti

Atlanta and Chicago chapters, Jewish Voice for Peace, Stati Uniti

Jewish Voice for Peace, Stati Uniti

SEDQ: A Global Jewish Network for Justice

Fonte: Independant Jewish Voice Canada

Traduzione di BDS Italia

Le aziende come la CAF, che sono complici delle violazioni israeliane del diritto internazionale, non dovrebbero essere ricompensate con lucrosi contratti governativi.

Norvegese

Construcciones y Auxiliar de Ferrocarriles (CAF) è uno dei 6 concorrenti nella gara per la fornitura di materiale rotabile a Norske tog («Treni Norvegesi»), una società statale subordinata al Ministero dei Trasporti. Gli operatori ferroviari in Norvegia si rivolgono a Norske tog quando hanno bisogno di nuovo materiale rotabile per il traffico passeggeri, con Norske tog che funge da centro di riferimento. La decisione su questo importante appalto è prevista per settembre 2021.

Nell'agosto 2019 un consorzio guidato dalla CAF, insieme alla società israeliana Shapir, è stato scelto per guidare l'espansione della Jerusalem Light Railway (JLR). Shapir è inserita nell'elenco delle Nazioni Unite riguardante le società che operano nei territori palestinesi occupati. La JLR raggiunge insediamenti coloniali israeliani illegali dentro e intorno a Gerusalemme Est, servendo quindi a cementare la presa di Israele sui territori palestinesi occupati.

Il percorso della ferrovia comprende insediamenti in via di espansione per soli ebrei all'interno di, e intorno a Gerusalemme Est occupata, collegandoli con Gerusalemme Ovest. Ogni insediamento coloniale israeliano illegale, costruito su terra sottratta al popolo palestinese, è considerato un crimine di guerra ai sensi della Quarta Convenzione di Ginevra.

Mentre gli insediamenti israeliani a Gerusalemme Est si espandono, i quartieri palestinesi affrontano una serie di minacce esistenziali, comprese restrizioni alla costruzione, evacuazioni forzate e violenze da parte dei coloni. La JLR quindi aiuta la discriminazione sistematica di Israele contro gli abitanti palestinesi della città.

31 importanti organizzazioni, reti e sindacati per i diritti umani di Palestina e Europa hanno presentato un rapporto all'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR) a Ginevra, chiedendo che Construcciones y Auxiliar de Ferrocarriles (CAF) venga inserito nell'elenco delle Nazioni Unite delle imprese coinvolte nelle attività all'interno delle colonie illegali israeliane.

In Norvegia otto sindacati chiedono al governo norvegese di boicottare la CAF. Unisciti a loro!

Fonte: BNC

Traduzione di BDS Italia

Campagna di solidarietà con la Palestina

L'East Sussex Pension Fund ha annunciato il suo disinvestimento dalla Elbit Systems, il più grande produttore privato di armi in Israele.

Ciò fa seguito a mesi di richieste da parte di iscritti e sostenitori dei diritti umani dei palestinesi che hanno fatto pressione sul fondo perché disinvestisse da società complici delle violazioni del diritto internazionale da parte di Israele, compresa la Elbit Systems. Da maggio 2020 gli attivisti hanno inondato le riunioni del consiglio con oltre 60 lettere che chiedevano il disinvestimento del fondo da Elbit.

La Elbit Systems è il più grande produttore privato di armi in Israele. Produce una serie di armi dispiegate dall'esercito di occupazione israeliano per uccidere o mutilare i palestinesi. Gli Hermes 900 della Elbit Systems fanno parte dei droni israeliani che nel 2014 a Gaza hanno ucciso 164 bambini palestinesi.

Dalla grandiosa vittoria del PSC alla Corte Suprema [Consiglio di Stato in sessione plenaria, N.d.T.] nell'aprile 2020, gli iscritti, loro sindacati rappresentativi e sostenitori dei diritti umani hanno esercitato pressioni sui fondi per intervenire attuando idonee politiche di controllo e di attenta verifica per individuare i propri investimenti macchiati da connivenze.

La campagna sta facendo passi da gigante. Nel suo rapporto relativo al quarto trimestre del 2020, il Forum dei fondi pensione delle autorità locali (LAPFF), che include la stragrande maggioranza dei fondi del LGPS [Local Government Pension Scheme: sistema previdenziale pubblico locale, N.d.T.] e dei consorzi aziendali, ha iniziato a intervenire nei confronti delle società citate nell'elenco dell'Ufficio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, sulle imprese attive negli insediamenti illegali israeliani, edificati su terra palestinese rubata.

Gli attivisti hanno accolto con favore l'esclusione della Elbit Systems da parte dell'ESPF, ma affermano che il fondo deve andare oltre, per garantire che tutte le società complici delle violazioni del diritto internazionale da parte di Israele siano escluse dal suo intero portafoglio.

Fonte : Questo articolo è stato ripubblicato da LGPS Disinvest, clicca qui per leggere l'articolo originale.

Traduzione di BDS Italia

CAF amplierà e gestirà la Jerusalem Light Rail che collega le colonie illegali all'interno dei territori palestinesi occupati.

DATA: 18 DICEMBRE 2020

31 importanti organizzazioni, reti e sindacati palestinesi e europei, attivi nell’ambito dei diritti umani hanno presentato un rapporto all'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR) a Ginevra, chiedendo che Construcciones y Auxiliar de Ferrocarriles (CAF) sia inclusa nel database delle Nazioni Unite delle imprese coinvolte in attività nelle colonie illegali di Israele per il suo ruolo nell'estensione e messa in opera della Jerusalem Light Rail (JLR) israeliana (metropolitana leggera di Gerusalemme, N.d.T.), rafforzando le colonie israeliane illegali nella Gerusalemme occupata e annessa. Tra le organizzazioni che hanno presentato il rapporto sono presenti Amnesty International Spagna, Al-Haq, Cairo Institute for Human Rights Studies (CIHRS), Center for Research on Multinational Corporations (SOMO), 11.11.11, CNCD-11.11.11, European Legal Support Center (ELSC), NOVACT - International Institute for Nonviolent Action, The Rights Forum, Transnational Institute (TNI) e War on Want.

Il database delle Nazioni Unite delle società coinvolte in attività negli insediamenti coloniali illegali di Israele è stato pubblicato nel febbraio 2020, con un elenco di 112 società israeliane e multinazionali, tra cui il partner israeliano della CAF nel JLR, Shapir. L'OHCHR ha il compito di aggiornare annualmente il database. Nel 2016 e 2017 il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha ritenuto illegale il JLR, affermando che è "in chiara violazione del diritto internazionale e delle pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite".

Il rapporto congiunto presentato all'OHCHR spiega che, "Collegando e facilitando la mobilità tra le colonie, Gerusalemme ovest e Israele, il JLR contribuisce sostanzialmente al mantenimento e all'espansione degli insediamenti illegali di Israele nella Gerusalemme Est occupata e al rafforzamento dell'annessione illegale israeliana della città, consolidando infine l'annessione da parte di Israele dei territori palestinesi occupati in contrasto con il diritto internazionale".

Maha Abdallah dell'Istituto del Cairo per gli studi sui diritti umani (CIHRS) ha dichiarato: "Nella realizzazione del progetto nella Gerusalemme Est occupata e annessa, la CAF è coinvolta in violazioni grossolane e sistematiche dei diritti umani fondamentali contro i palestinesi". Abdallah ha aggiunto: "La realizzazione dell'attuale “Linea Rossa” ha già portato ad un significativo esproprio di proprietà palestinesi, mentre la nuova “Linea Verde” collegherà la colonia di Gilo agli altri insediamenti illegali, la cui esistenza e crescita priva i palestinesi dell'accesso e uso della loro terra e delle loro risorse."

A tal fine, l'OHCHR deve adempiere al suo mandato nella sua interezza aggiornando annualmente il database delle Nazioni Unite per includere le società coinvolte in attività nelle colonie illegali di Israele - come originariamente richiesto dal Consiglio dei diritti umani nella risoluzione 31/36 del 2016. Wesam Ahmad, coordinatore di Al-Haq Business and Human Rights, ha dichiarato: "Il database è uno strumento importante per mettere allo scoperto il sistema di incentivi economici che ha permesso a un'occupazione militare di trasformarsi in una condizione di colonialismo contemporaneo e il ruolo di aziende come la CAF deve essere sottolineato nell'aggiornamento annuale”.

Giovanni Fassina, Direttore del programma dell'ELSC, ha dichiarato: "Le attività in corso della CAF nei Territori Palestinesi Occupati sono illegali secondo il diritto internazionale. Mettendo gli interessi economici al di sopra dei diritti dei palestinesi che vivono sotto un'occupazione prolungata e illegale, la CAF ha scelto di porre il profitto prima dell'umanità. Speriamo che con la loro inclusione nel database delle Nazioni Unite, la CAF ascolterà l'appello della società civile e si ritirerà dal progetto JLR".

Nel febbraio 2020 70 organizzazioni basche hanno lanciato una campagna chiedendo alla CAF di ritirarsi dalla JLR. Due settimane fa diverse persone in tutto il Paese Basco - a Iruña, Bilbao, Gasteiz e Oñati - hanno protestato per chiedere che la CAF smettesse di costruire la JLR. Kepa Torrijos di Sodepaz, una delle organizzazioni firmatarie dei Paesi Baschi, ha dichiarato: "Nei Paesi Baschi le organizzazioni stanno lavorando instancabilmente per porre fine alla complicità basca con l'apartheid israeliano. Stiamo lavorando a stretto contatto con i sindacati interni alla CAF che sin dall'inizio hanno anche chiesto che l'azienda non partecipasse alla gara. Il consiglio dei lavoratori chiave presso la sede della CAF a Beasain ha chiesto alla CAF di ritirarsi dal progetto. Siamo anche collegati con organizzazioni in tutta Europa che stanno cercando di escludere la CAF dalle gare pubbliche fino a quando la CAF non porrà fine al suo coinvolgimento nell'apartheid israeliano".

Inoltre, organizzazioni spagnole per i diritti umani, sindacati norvegesi e gruppi della società civile del Regno Unito chiedono che nei loro paesi la CAF venga esclusa dagli appalti pubblici per via del suo coinvolgimento nella realizzazione della JLR.

Martedì 15 dicembre 2020 gli attivisti israeliani hanno bloccato la costruzione della metropolitana leggera di Gerusalemme nell'insediamento coloniale di Gilo. Hanno esposto uno striscione con la scritta "CAF scendi dal treno dell'apartheid israeliano" e hanno chiesto alla CAF di ritirarsi dal progetto JLR.

Elenco completo dei firmatari:

1. 11.11.11

2. Al-Haq

3. Amnesty International Spagna

4. Associazione France Palestine Solidarité (AFPS)

5. Belfast Trades Union Council

6. Cairo Institute for Human Rights Studies (CIHRS)

7. CNCD-11.11.11

8. Comité Solidaridad con la Causa Árabe

9. Craigavon Trades Council

10. Coordinamento europeo dei comitati e delle associazioni per la Palestina (ECCP)

11. Centro europeo di supporto legale (ELSC)

12. Rete sindacale europea per la giustizia in Palestina

13. Fagforbundet - Unione norvegese dei dipendenti municipali e generali

14. ICAHD Finlandia

15. Mundubat

16. Northern Ireland Public Service Alliance (NIPSA)

17. Norwegian People’s Aid

18. Unione norvegese dei lavoratori ferroviari

19. NOVACT - Istituto Internazionale per l'Azione Nonviolenta.

20. Centro palestinese per i diritti umani (PCHR)

21. Palestinian Human Rights Organizations Council (PHROC) e i suoi membri:

- Al-Haq, Diritto al servizio dell’umanità.

- Centro Al Mezan per i diritti umani

- Addameer Prisoner Support e Human Rights Association

- Centro palestinese per i diritti umani

- DCI - Defense for Children International - Palestina

- Gerusalemme Legal Aid and Human Rights Center

- Associazione Aldameer per i diritti umani

- Centro di Ramallah per la difesa delle libertà e dei diritti civili

- The Independent Commission for Human Rights (Ombudsman Office) - Observer Member

- Muwatin Institute for Democracy and Human Rights - Observer Member

22. Paz con Dignidad

23. Plateforme des ONG françaises pour la Palestine

24. Sodepaz

25. SUDS

26. Il Centro di ricerca sulle imprese multinazionali (SOMO)

27. Forum sui diritti

28. Istituto Transnazionale (TNI)

29. Union syndicale Solidaires

30. War on Want

31. Women in Black (Vienna)

Per un riepilogo del report fare clic qui.

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1 Per l'elenco completo dei firmatari vedere l'elenco di seguito.

2 Risoluzioni del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite A/HRC/31/L.39, 22 marzo 2016, pag. 7 (a) e A/HRC/34/L.41 Rev.1, 22 marzo 2017, pag. 8

Fonte: BNC

Traduzione BDS Italia