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Mercoledì scorso oltre 50 gruppi brasiliani hanno ottenuto una vittoria a favore dei palestinesi e della demilitarizzazione del Brasile, mobilitando l'opposizione all'interno del parlamento brasiliano perché facesse ostruzionismo contro un disegno di legge rivolto a rafforzare la cooperazione militare e scientifica con Israele. Li applaudiamo mentre questa battaglia prosegue nel 2020.

Ringraziamo oltre 50 organizzazioni brasiliane che insieme hanno ostacolato l'alleanza militare di Bolsonaro con un Israele [colpevole di] apartheid. L'opposizione nel parlamento brasiliano ha fatto ostruzionismo con successo ad una proposta di legge che avrebbe rafforzato la cooperazione militare e scientifica con Israele, proposta dal deputato Eduardo Bolsonaro, figlio del presidente.

La battaglia continuerà nel 2020 per far fallire del tutto gli accordi e porre fine ai legami militari del Brasile con Israele. I movimenti brasiliani hanno affermato che questa cooperazione alimenta non solo l'apartheid israeliano, ma "una maggiore militarizzazione e violenza della polizia, aggravando una realtà già disperata, specialmente per i neri, i giovani e i residenti delle favelas".

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Fonte: BNC

Traduzione di BDS Italia

La campagna contro i discutibili investimenti di AXA andrà avanti finché AXA resterà legata alla Elbit Systems tramite una sua affiliata, mentre AXA mantiene gli investimenti in cinque banche israeliane.

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SumOfUs e Coalition to Stop Assistance to Israeli Apartheid (Coalizione per la cessazione dell'appoggio all'apartheid di Israele) accolgono la decisione di AXA di ritirare parte del suo investimento nella Elbit Systems e invitano AXA a porre fine alla sua complicità ritirando tutti i suoi investimenti nelle società complici dell'occupazione israeliana.

AXA sta gradatamente riconsiderando i suoi discutibili investimenti dopo un anno di campagne della società civile, rivolte ad invitare la multinazionale francese a cessare i suoi investimenti nell'azienda produttrice di armi Elbit Systems e in cinque banche israeliane. Le cinque banche sono Bank Hapoalim, Bank Leumi, Bank Mizrahi-Tefahot, First International Bank of Israel, Israel Discount Bank e sono coinvolte nei crimini di guerra dello stato di Israele.

Il professor George Smith sorride durante una conferenza stampa. Credit: Columbia Missourian

Un premio Nobel è stato assegnato a George P. Smith, un rinomato scienziato e difensore di lunga data dei diritti dei palestinesi, il quale sostiene il movimento BDS e ha chiesto la cessazione dell'aiuto militare statunitense a Israele. Il movimento BDS si congratula con il professor Smith.

La dott.ssa Samia Botmeh, decano dell'università Birzeit, Cisgiordania occupata, e attivista nella campagna palestinese per il boicottaggio accademico e culturale di Israele (PACBI), ha dichiarato:

"Congratulazioni al Professor George P. Smith per aver vinto il premio Nobel per la Chimica 2018. I suoi impegni di principio sono evidenti sia nel suo lavoro scientifico rivolto a proteggere la vita umana sia nel suo sostegno al movimento per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) a favore dei diritti dei palestinesi.

Il professor Smith si è dichiarato contrario alle vergognose violazioni dei diritti umani dei palestinesi da parte di Israele e ha compiuto il passo estremamente importante di chiedere al suo governo negli Stati Uniti di porre fine alle vendite di armi all'esercito israeliano. Il suo invito a porre fine all'aiuto militare a Israele non è solo profondamente etico, ma è una forma di solidarietà critica ed efficace che speriamo di vedere moltiplicarsi. Il governo degli Stati Uniti dovrebbe investire nei bisogni umani, inclusi salute, istruzione e lavori dignitosi, piuttosto che dare a Israele 3,8 miliardi di dollari in aiuti militari all'anno per reprimere e distruggere la vita dei palestinesi.

Grazie, professor Smith, per la sua stimolante solidarietà."

Fonte: BNC

Il Comitato nazionale palestinese per il BDS (BNC) è la più grande coalizione nella società civile palestinese. Guida e sostiene il movimento globale per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni per i diritti dei palestinesi.

Traduzione di Bds Italia

Caccia addestratore M-346 dell’Alenia Aermacchi, gruppo Leonardo

Cinquant’anni di occupazione militare della Cisgiordania da parte di Israele. Che, nel frattempo, si arma. Riarma. E fa accordi in ambito di difesa, sicurezza, produzione e import-export di armi.

Jeff Halper, 20 agosto 2017 

Israele è riuscito a trasformare 50 anni di resistenza palestinese all’occupazione in lavoro a domicilio ed ora vende al mondo intero il concetto di stato di polizia.

Gli attivisti francesi della campagna di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) stanno accogliendo la decisione del loro governo di non spendere più di $100 milioni in droni israeliani.

Questa è la seconda rilevante sconfitta per la Elbit Systems israeliana, che l'anno scorso ha perso una importante gara che si era proposta di vincere colla vendita alla Francia del suo drone Watchkeeper.

Questa volta, la Elbit partecipava ad una gara per vendere il suo drone Skylark all'esercito francese, ma il 5 gennaio, l'agenzia francese per gli acquisti militari ha aggiudicato l'appalto all'industria rivale Thales.

Da: Al-Shabaka (Leggi anche Parte I e Parte II)

Al- Shabaka è un'organizzazione no profit indipendente la cui finalità è educare e rafforzare la discussione pubblica sui diritti umani e l'autodeterminazione dei palestinesi nel quadro delle leggi internazionali.

In questo editoriale politico di Al-Shbaka Maren Mantovani e Jamal Juma analizzano alcuni sviluppi che il complesso militare industriale di Israele deve affrontare, con una particolare attenzione alla campagna contro Elbit Systems. L'editoriale analizza i momenti difficili che l'industria si trova di fronte, il mito della superiorità tecnologica di Israele, i cambiamenti locali e globali dell'industria e le alleanze emerse per opporsi alla militarizzazione ed alle tendenze sicuritarie nelle varie società. In base a questa analisi delineano indicazioni preziose ed identificano percorsi da seguire per il movimento globale di solidarietà con la Palestina.

Un tecnico dell'industria aerospaziale israeliana lavora a un drone Heron in un hangar nel complesso industriale IAI. 27 aprile 2015. (AFP/Jack Guez).

Da: Al Shabaka (Leggi anche Parte I e Parte III)

Al- Shabaka è un'organizzazione no profit indipendente la cui finalità è educare e rafforzare la discussione pubblica sui diritti umani e l'autodeterminazione dei palestinesi nel quadro delle leggi internazionali.

In questo editoriale politico di Al-Shbaka Maren Mantovani e Jamal Juma analizzano alcuni sviluppi che il complesso militare industriale di Israele deve affrontare, con una particolare attenzione alla campagna contro Elbit System. L'editoriale analizza i momenti difficili che l'industria si trova di fronte, il mito della superiorità tecnologica di Israele, i cambiamenti locali e globali dell'industria e le alleanze emerse per opporsi alla militarizzazione e alle tendenze sicuritarie nelle varie società. In base a questa analisi essi delineano indicazioni preziose ed identificano percorsi da seguire per il movimento globale di solidarietà con la Palestina.

Un jet F-16 israeliano da combattimento decolla nel corso di una dimostrazione per i media stranieri alla base aerea di Ramon nel deserto del Negev, nel sud di Israele, 2013

Da: Al-Shabaka (Leggi anche Parte II e Parte III)

Al-Shabaka è un'organizzazione indipendente senza scopo di lucro la cui missione è di educare e stimolare il dibattito pubblico sui diritti umani palestinesi e sull'autodeterminazione nel quadro del diritto internazionale.

In questo documento programmatico di Al-Shabaka, Maren Mantovani e Jamal Juma analizzano alcune delle congiunture che il complesso militare industriale di Israele si trova ad dover affrontare, con un focus particolare sulla campagna contro la Elbit Systems.

Scheda informativa dell'European Coordination of Committees and Associations for Palestine (ECCP)

I fondi di ricerca dell'UE sono stati una fonte molto importante di finanziamento per gli accademici, le aziende e istituzioni statali israeliane. Anche se Israele non è un paese dell'UE, dal 1995 i candidati israeliani sono stati in grado di accedere ai fondi di ricerca dell'UE sulla stessa base degli stati membri dell'UE attraverso l'Accordo di Associazione UE Israele. Durante l'ultimo ciclo di ricerca che è decorso dal 2007 al 2013, noto come il FP7, una quota significativa dei fondi è andato a candidati israeliani. In effetti, degli oltre 200 progetti di ricerca sulla sicurezza nel ciclo di finanziamento dell'FP7, uno su cinque includeva un partner israeliano. (i)

Nel programma Horizon 2020, sono disponibili 77 miliardi di euro per borse di ricerca per il periodo 2013 - 2020. I fondi per la ricerca sono strettamente destinati ad applicazioni civili. Nessun fondo dovrebbe essere assegnato per impieghi militari.

Molti candidati israeliani hanno già ottenuto i fondi di Horizon 2020, comprese le società militari israeliane come la Elbit e Israel Aerospace Industries (IAI). Ci sono già stati 162 progetti in cui hanno partecipato aziende israeliane, con un budget di circa 452.300.000 euro (ii). Mentre i fondi per la ricerca sono stati presumibilmente assegnati solo per progetti con applicazioni civili, molti dei progetti sono del tipo a duplice impiego, alimentando interrogativi sul fatto che i fondi siano in realtà utilizzati per sostenere applicazioni militari, o che lo possano essere in futuro.

Quali sono le attività con duplice impiego  (prodotti, servizi o tecnologie)?

Attività con duplice impiego sono costituite dai prodotti, inclusi software e tecnologie, che possono avere un utilizzo sia civile che militare. Si tratta di prodotti o tecnologie di base o generici che possono avere applicazioni sia civili che militari. Gli esempi includono: sistemi senza pilota (come droni), la robotica, la nano-elettronica, tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC), i sensori, lo stoccaggio di energia, la fotonica, la stampa 3D e la biometria.