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Il 26 gennaio 2013 Corporate Watch ha fotografato loghi di G4S nelle colonie a Gerusalemme Est di Ramat Eshkol e di Ramot Allon. Corporate Watch il 31 gennaio ha notato macchine Rapiscan ai due ingressi del compound del Muro Occidentale di Gerusalemme Est (rappresentante israeliano di Rapiscan è Hashmira, che è di proprietà G4S - vedi qui per maggiori informazioni). Il 23 gennaio 2013 i ricercatori hanno fotografato un cartello di G4S sulle apparecchiature in uso presso la sinagoga Ohel Yitzhak nella Città Vecchia, a Gerusalemme Est.
Il governo israeliano ha approvato 606 unità abitative nella colonia illegale di Ramot nel mese di novembre 2012.
La zona intorno al Muro Occidentale è parte del territorio illegalmente occupato dall'esercito israeliano nel 1967. La piazza del Muro Occidentale è stata creata radendo al suolo 650 case palestinesi nel quartiere marocchino della Città Vecchia. Nei pressi di Silwan, case palestinesi sono state demolite per fare spazio ad un Parco nazionale che è stato pianificato per creare una connessione tra il complesso del Muro Occidentale e Silwan. Gli scavi sono stati portati avanti dalle Autorità israeliane ed un'organizzazione di coloni chiamata Elad. Lunedì 28 Gennaio 2013 sono stati sradicati ulivi e della terra palestinese è stata livellata prima che fosse ottenuto ordine del tribunale che fermasse ulteriori demolizioni (vedi qui per maggiori informazioni). A quasi 90 case palestinesi a Silwan è stato consegnato un ordine di demolizione.
Leggi: La società di sicurezza G4S fornisce servizi agli insediamenti di Gerusalemme Est
Le aree della Cisgiordania dove si svolgono le manifestazioni sono dichiarate zone militari e chiuse per il tempo previsto per la dimostrazione
"Un decennio di guerra sta per concludersi."*
Al presidente Obama ci sono voluti pochi minuti per raccontare agli americani che un "decennio di guerra sta per concludersi" e che userà la forza solo per sostenere i valori universali e lo Stato di diritto.
"Non possiamo confondere l'assolutismo con i principi o sostituire lo spettacolo alla politica, o trattare gli insulti come fossero ragionevoli".
Tuttavia Obama è Hollywood quando partecipa alla stesura del film Zero Dark Thirty che celebra la spettacolare morte di Bin Laden e glorifica la tortura, è finzione quando afferma di voler chiudere Guantanamo mentre elimina l'ufficio dell'inviato speciale per la chiusura del penitenziario di Guantanamo. Gli uomini del Pentagono e della Cia ingannano quando enfatizzano le "bombe intelligenti", quelle con un cervello ma senza un'anima, e poi eleggono a nuovi eroi del fronte tecnologico i droni, i robot killer capaci di giocare a ping-pong.
E così il decennio di guerra si conclude per le truppe inviate nelle zone di guerra e si apre ai droni armati UCAV)per riempire i cieli di Iraq, Afhghanistan, Pakistan, Somalia, Yemen, Iran, Libia ed ora anche Mali.
Noel Sharkey, professore ed esperto di intelligenza artificiale e robotica alla Sheffield University, ha definito il ricorso segreto ai droni una "uccisione automatizzata come tappa finale della rivoluzione industriale della guerra" http://www.guardian.co.uk/world/2012/aug/03/drone-race-factory-slaughter?newsfeed=true
In "The Automation and Proliferation of Military Drones" http://www.utwente.nl/gw/wijsb/organization/coeckelbergh/publications/52.pdf Noel Sharkey scrive che dopo l'attacco alle torri gemelle del settembre 2001 e i conflitti a Gaza, c'è stato un drammatico aumento dell'uso di droni armati. Questi robot non possono discriminare tra gli obiettivi i combattenti e non-combattenti, non hanno la consapevolezza della battaglia, non possono ragionare in modo appropriato o prendere decisioni proporzionate. E'necessario segnalare i pericoli di queste soluzioni tecnologiche perché i robot potrebbero diventare dominanti nelle guerre future.
Nell'articolo del Guardian viene citata l'Agenzia giornalistica no-profit Bureau of Investigative Journalism che ha monitorato gli attacchi con i droni in Pakistan dal giugno 2004 al settembre 2012, contando tra le 2.562 e le 3.325 persone uccise (circa 881 erano civili).
Leggi: Report a confronto sull’uso disinvolto dei droni statunitensi e delle armi israeliane in...
G4S è una compagnia privata britannica, operativa nel settore sicurezza-repressione in diverse parti del mondo e in particolare in Africa e Israele. Nel Regno Unito, attraverso il radicale processo di capitalizzazione e privatizzazione dell'apparato carcerario e repressivo, G4S si occupa di gestione di carceri private (insieme a Kalyx-Sodexo e Serco), di trasporto dei prigionieri, di vigilanza armata e negli ultimi tempi, all'interno di un programma sperimentale inaugurato in West Midlands e Surrey, ha assunto il ruolo di polizia privata con il potere di effettuare indagini e compiere arresti.
comunicato anonimo da 325.nostate.net
Nottingham, UK – Attaccati veicoli di G4S in solidarietà ai compagni prigionieri
Nelle prime ore di mercoledì mattina [9 gennaio 2013], abbiamo realizzato un paio di azioni repentine, azioni di auto-difesa e amore. Gli pneumatici di due veicoli G4S sono stati squarciati, i finestrini mandati in frantumi e i veicoli imbrattati di vernice. Abbiamo fatto questo in solidarietà ai nostri amici rinchiusi nella prigione di Nottingham e per mandare un messaggio speciale alla nostra amica di Roma, Elisa Di Bernardo, il cui coraggio e dedizione sono per noi fonte di ispirazione.
G4S è una multinazionale che trae profitto dalla tortura e dalla detenzione degli sfruttati in tutto il mondo. Rinchiudono e torturano per preservare l'ordine capitalistico, per questo riteniamo che debbano essere attaccati ad ogni occasione. Gli uomini e le donne assassinati da G4S e l'industria del sistema carcerario sono due cose inseparabili e in costante crescita, giorno dopo giorno, così come le vite distrutte da G4S ad ogni ora. Anche il nostro odio per G4S e il nostro amore per i nostri fratelli e le nostre sorelle rinchiusi cresce, ad ogni secondo.
La nostra azione di martedì notte è forse un piccolo gesto, ma può essere ripetuto. E noi lo ripeteremo insieme ad altri simili a questo.
Fuck the prisons.
Per la libertà, per l'amicizia.
Fonte: informa-azione.info
Le esportazioni di armi da Israele sono aumentate del 20 per cento nel 2012, grazie anche all’Italia
Le esportazioni militari sono variate ampiamente negli ultimi anni, con un picco a circa 7 miliardi di dollari nel 2009-2010. Israele è classificato tra il quarto e il sesto paese al mondo per vendite di armi.
Le esportazioni di attrezzature militari per il 2012 sono stimate di aver raggiunto $ 7 miliardi, un incremento del 20 per cento rispetto al 2011, secondo i dati preliminari del Ministero della Difesa. Quelli definitivi saranno disponibili nel mese di marzo.
Le esportazioni militari sono variate ampiamente negli ultimi anni ed hanno raggiunto il picco di circa 7 miliardi di dollari nel 2009-2010. Israele è classificato tra il quarto e il sesto paese al mondo per le vendite di armi.
Israele esporta la maggior parte delle sue armi negli Stati Uniti e in Europa, seguono il Sud-Est asiatico e il Sudamerica. Le esportazioni verso i paesi africani sono marginali.
L’aumento dello scorso anno delle esportazioni deriva in parte da un accordo militare da $1 miliardo con l'Italia. Israele sta per acquistare nuovi caccia da addestramento dall’Italia, la quale ha firmato un contratto per acquisti reciproci per attrezzature militari da Israele. L’Italia acquisterà da Israele due velivoli AWACS e un satellite di osservazione – entrambi prodotti dell’industria aeronautica israeliana.
La votazione si chiude il 23 di gennaio.
Vota qui: http://www.publiceye.ch/en/vote/
G4S è in lizza per il Public Eye People's Award del 2013, il premio 'fai i nomi e fai vergognare' che nessuna società vorrebbe vincere. G4S, la più grande compagnia privata militare e di sicurezza del mondo, è complice dell'occupazione israeliana della Palestina e trae profitti dal conflitto e dall'insicurezza in tutto il mondo. War on Want e altre organizzazioni europee hanno nominato G4S per i premi che aiutano a "puntare i riflettori internazionali sugli scandali delle corporation". L'azienda è stata selezionata ed è ora in lizza per il voto del pubblico.
Prendete un minuto per votare per G4S e poi dite ai vostri amici di fare lo stesso.
Perché votare per G4S?
G4S è complice dell'occupazione israeliana della Palestina attraverso la fornitura di attrezzature di sicurezza e di servizi per l'impiego ai posti di blocco e agli insediamenti illegali nella Cisgiordania occupata. Essa contribuisce anche a mantenere e trarre profitto dal sistema carcerario israeliano. Nel 2007, la filiale israeliana di G4S ha firmato un contratto con l'Autorità carceraria israeliana per la fornitura di sistemi di sicurezza per grandi prigioni israeliane.
Leggi: Votazione aperta: G4S nominata per il premio per la "peggior società dell'anno"
(Quella che segue è la traccia per un intervento fatto ad un'iniziativa che si è svolta a Torino nell'ambito della campagna del Movimento No TAV "C'è lavoro e lavoro" e BDS armamenti)
L'ultima volta che mi è sembrato di trovarmi in Palestina è stato poco meno di due settimane fa, quando insieme a qualche centinaio di persone del movimento No TAV ci siamo recat* a Lione per manifestare insieme ai/alle compagn* d'Oltralpe la nostra opposizione a questa grande opera nociva, inutile e costosa; lo abbiamo fatto nel momento in cui François Hollande e Mario Monti firmavano degli accordi imprescindibili -secondo i media main stream- sull'alta velocità ferroviaria, accordi in massima misura rivelatisi poi essere inerenti mantrici discorsi di crescita economica europea e a proposito del rafforzamento della cooperazione di polizia a livello bilaterale per la "sicurezza interna" (stavano forse il presidente ed il primo ministro facendo riferimento all'Eurogendfor, ovvero la Forza di Gendarmeria europea, una sorta di polizia politica europea svincolata da controlli parlamentari e non dipendente dalla magistratura per cui è stata scelta la sede della caserma dei carabinieri "Generale Chinotto" a Vicenza?), a proposito di ulteriori scambi commerciali di armamenti e di una da loro auspicata intensificazione della cooperazione militare tra i due Paesi (qui il documento completo http://www.governo.it/GovernoInforma/documenti/vertice_italo_francese_20121203.pdf).
Mentre nel 2010 ben otto compagnie israeliane, ivi incluse Elbit Systems e Israel Aerospace Industries (IAI), avevano partecipato all’ Aeromart, l’expo aereospaziale di Tolosa in Francia, senza che fosse sollevata la benché minima obiezione, quest’anno una forte campagna iniziata nel febbraio 2012 ha cambiato le carte. In un primo tempo la nostra azione è stata indirizzata al Consiglio Regionale della Regione dei Medi-Pirenei, uno dei principali attori dell’Expo, ottenendo la promessa, la cui attuazione andrà verificata, che le sovvenzioni alle compagnie di media grandezza, sarebbero state subordinate al rispetto del diritto internazionale, ivi incluso quello derivato dalla sentenza della Corte Europea di Giustizia sulla Brita. (1)
Studenti attivisti hanno realizzato adesivi che imitano il logo G4S, per sensibilizzare gli altri studenti del campus. (Foto del Comitato per la Palestina presso l'Università di Oslo)
A seguito del crescente successo della campagna per boicottare G4S, società fornitrice dei servizi di sicurezza alle prigioni israeliane, l'Università di Oslo ha annunciato che rescinderà il suo contratto con la società nel mese di luglio 2013.
G4S è una società privata che si occupa di sicurezza ; in particolare, fornisce attrezzature e servizi alle prigioni israeliane in cui sono detenuti e maltrattati i prigionieri politici palestinesi, inclusi i bambini. G4S fornisce a Israele anche le attrezzature e i servizi per i posti di blocco, gli insediamenti illegali e le imprese operanti negli insediamenti. Il Governo israeliano ha recentemente confermato che G4S fornisce anche attrezzature per il muro dell'apartheid illegale.
In contemporanea con la giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese, oltre 50 nomi di prestigio a livello internazionale, tra cui 4 italiani, hanno lanciato un appello che chiama ad "un'urgente azione internazionale perché si arrivi ad un embargo militare totale e obbligatorio nei confronti di Israele." Tale dichiarazione, sebbene motivata direttamente dall’ultima aggressione israeliana contro un milione e seicentomila Palestinesi, che vivono nella striscia di Gaza occupata ed assediata, è anche una reazione alla occupazione militare israeliana, che dura ormai da decenni, e alla continua negazione dei diritti del popolo palestinese, già sanciti dall’ONU.
Mentre esprime tutto l’orrore per l’ultimo bagno di sangue che ha causato la morte di 175 Palestinesi, tra cui 34 bambini, la dichiarazione afferma anche che la continua e ripetuta brutalità di Israele è resa possibile grazie alla impunita di cui gode. Ed in particolare sottolinea la complicità degli Stati Uniti, dell’Unione europea, del Brasile, dell’India e della Corea del sud, in quanto tali paesi sono sostenitori determinanti e facilitatori di Israele sul piano militare.
Il Medio oriente è in fiamme. La Siria è in ginocchio, migliaia di profughi fuggono in Libano, in Turchia, in Giordania. Tel Aviv mobilita le forze terrestri, aeree, navali. Minaccia d’intervenire in Golan e di lanciare i suoi missili e i suoi caccia contro decine di “obiettivi strategici” in Iran. Intanto cannoneggia la striscia di Gaza e schiera carri armati e blindati alla frontiera con il Libano. Scenari di guerra che non sembrano intimorire più di tanto le forze politiche e il governo italiano. Quest’ultimo, anzi, trova pure il tempo d’inviare a Gerusalemme una delegazione d’eccezione, il premier con sei ministri, per il terzo summit intergovernativo in meno di due anni. Per rafforzare la partnership politica e militare e moltiplicare affari e scambi commerciali.
Il comunicato ufficiale emesso lo scorso 25 ottobre è come sempre laconico. “In occasione del vertice Italia-Israele, al quale ha partecipato il Presidente del Consiglio, Mario Monti, il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola ha incontrato il suo omologo dello Stato di Israele, Ehud Barak.A conferma dei solidi rapporti di amicizia e di collaborazione esistenti tra i due Paesi, sono stati approfonditi i temi inerenti alla cooperazione industriale nel settore della Difesa”.
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