Notizie BDS
Notizie internazionali del movimento globale BDS.
Una lettera a Roger Waters, leader dei Pink Floyd, in procinto di visitare Aprilia. A scriverla sono “un gruppo di associazioni del territorio di Anzio-Nettuno-Aprilia che da sempre si impegnano sui temi della Pace e della Giustizia”. Nello specifico: Anpi Aprilia, Libera Gaza in Libera Palestina, Senza Confine di Aprilia, Pontum di Nettuno.
“Il nostro impegno in questi anni si e’ caratterizzato in maniera costante, all’interno delle scuole del territorio attraverso incontri con gli studenti di vari ordini e grado. In questo momento, cosi importante per te a livello personale, vorremmo esprimere la nostra vicinanza a te così come tu più volte hai espresso la tua nei confronti di chi soffre e muore, di chi e’ vittima delle politiche razziste e segregazioniste , di chi come il popolo palestinese è vittima di una cruenta e lunga occupazione”.
E ancora: “E’ da 60 anni che continua la feroce occupazione militare da parte di Israele della terra di Palestina. Siamo vicino a te nella campagna di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (B D S), oggi lotta di Resistenza non violenta nei confronti delle politiche di Israele; come avvenne per la lotta di liberazione e contro l’apartheid in Sudafrica, il BDS oggi potrà costringere Israele a dare dignità al popolo palestinese; fino a che la società civile non costringerà i propri rappresentanti politici ed economici a condannare lo stato sionista e razzista di Israele, esso non cesserà nelle sue politiche di segregazione e oppressione”.
Una lettera che Roger Waters ha già ricevuto tramite il suo art director.
Fonte: H24 Notizie
Danske Bank afferma che Bank Hapoalim agisce contro le regole del diritto umanitario internazionale; la banca già ritirato gli investimenti da due imprese israeliane.
La più grande banca della Danimarca ha deciso di mettere nella blacklist la banca israeliana Bank Hapoalim a causa del suo coinvolgimento nel finanziamento della costruzione degli insediamenti .
Danske Bank ha aggiunto Banca Hapoalim alla sua lista di imprese in cui la società non può investire grazie alle sue regole di responsabilità aziendali.
In un annuncio pubblicato sul suo sito web, la banca ha dichiarato che Banca Hapoalim agiva contro le regole del diritto umanitario internazionale.
Sito web israeliano Walla ha riferito sulla decisione della banca danese sabato scorso.
La banca danese aveva già deciso di ritirare i suoi investimenti nelle società Africa Israel Investments Ltd. e Danya Cebus a causa del loro coinvolgimento nella costruzione degli insediamenti.
Ministri divisi. Qualcuno vuole la controffensiva, il ministero degli esteri replica che finirebbe per favorire gli attivisti del boicottaggio di Israele
Il BDS nei confronti delle politiche di occupazione praticate da Israele comincia a dare i suoi effetti e i ministri del governo Netanyahu si ritrovano spaccati, con orientamenti talvolta completamente diversi, su come rispondere al crescente boicottaggio delle colonie israeliane, totalmente illegali per il diritto internazionale.
Il quotidiano Haaretz scrive oggi che il Ministero degli Affari Strategici e di Intelligence, diretto da Yuval Steinitz, vuole una massiccia controffensiva diplomatica mentre il Ministero degli Esteri, guidato daAvigdor Lieberman, sostiene che ciò favorirebbe proprio gli attivisti del boicottaggio.
Leggi: Israele: Governo Netanyahu si spacca su come rispondere al BDS
GERUSALEMME - Se i tentativi del Segretario di Stato USA John Kerry di rilanciare i colloqui tra Israele e l’Autorità Palestinese dovessero fallire a causa della continua costruzione di insediamenti illegali da parte di Israele, è probabile che il governo israeliano debba affrontare un inasprimento del boicottaggio internazionale, aveva avvertito Kerry nell’agosto 2013.
Ultimamente Israele sembra terrorizzato dalla crescita “esponenziale” del movimento per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) promosso dai palestinesi, almeno come lo è dalla crescente influenza dell’Iran nella regione. Nel giugno 2013 il primo ministro Benjamin Netanyahu ha sostenuto in effetti che il BDS è una minaccia strategica. Lo ha chiamato movimento per la “delegittimazione”, e ha assegnato al Ministero per gli Affari Strategici la responsabilità di coordinare la lotta contro di esso. Ma il BDS non rappresenta tanto una minaccia all’esistenza di Israele, quanto una seria sfida al sistema israeliano di oppressione del popolo palestinese, che è la causa principale del suo crescente isolamento a livello mondiale.
Il fatto che il governo israeliano veda il BDS come una minaccia strategica rivela come sia aumentata la sua ansia in seguito alla recente diffusione del movimento presso il grande pubblico. Inoltre riflette il fallimento della campagna Brand Israel promossa con notevoli risorse finanziarie dal Ministero per gli Affari Esteri, che riduce il BDS a un problema d’immagine e impiega la cultura come strumento di propaganda, inviando noti esponenti israeliani in tutto il mondo per mostrare il volto migliore di Israele.
di Omar Barghouti
GERUSALEMME -Se i tentativi del segretario di Stato John Kerry per rilanciare i colloqui tra Israele e l'Autorità palestinese fallissero a causa della continua costruzione da parte di Israele degli insediamenti illegali, è probabile che il governo israeliano debba fronteggiare un boicottaggio internazionale aumentato a dismisura, come Kerry ha avvertito lo scorso Agosto .
In questi giorni, Israele sembra terrorizzato dalla crescita "esponenziale" del movimento del Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (o BDS) guidato dai palestinesi così come dalla crescente influenza dell'Iran nella regione. Lo scorso giugno, il primo ministro Benjamin Netanyahu effettivamente ha dichiarato che il BDS è una minaccia strategica. Definendolo un movimento "di delegittimazione", ha attribuito la totale responsabilità di combatterlo al suo Ministero degli Affari Strategici. Ma il BDS non costituisce una minaccia all’esistenza di Israele; pone una seria sfida al sistema israeliano di oppressione del popolo palestinese, che è alla radice del suo crescente isolamento a livello mondiale.
Leggi: Perchè Israele ha paura del movimento boicottaggio, disinvestimento e sanzioni
Lapid ha dettagliato l’enorme costo potenziale per Israele, se dovessero fallire i colloqui di pace
"Se i negoziati con i palestinesi dovessero fallire, e iniziasse un boicottaggio europeo, anche parziale, l'economia di Israele arretrerebbe, ogni persona sarebbe direttamente colpita nelle proprio tasche, il costo della vita aumenterebbe, i budget per istruzione, sanità, così come quello della difesa, verrebbero tagliati, e molti mercati esteri sarebbero per noi chiusi", ha detto il ministro delle Finanze Yair Lapid in un discorso presso l'Istituto per gli Studi sulla Sicurezza Nazionale mercoledì sera. Ha detto che un boicottaggio europeo "non vorrà dire solo che il formaggio Camembert non arriverà tempestivamente".
Per la prima volta, Lapid ha divulgato i dati di una relazione speciale del principale economista del Ministero delle Finanze Dr. Michael Sarel. Anche se la relazione è stata rivelata a dicembre alla Israel Business Conference 2013 di Globes, le cifre sono state tenute riservate, e Lapid aveva rifiutato fermamente di discuterne.
Leggi: Il Ministro delle Finanze israeliano Lapid: il boicottaggio europeo costerebbe caro a Israele
Il governo norvegese ha ancora una volta revocato a due compagnie israeliane che traggono profitto dall’occupazione l’idoneità per essere incluse nel paniere del fondo pensione statale Nordic nation.
La decisione è basata in parte sulle prove pubblicate l’anno scorso da “The Electronic Intifada” che mostravano come le compagnie stessero mentendo sulle loro attività.
Il Ministero della Finanze norvegese ha oggi annunciato di aver accettato una raccomandazione del Consiglio Etico del fondo pensione per “escludere le compagnie Africa Israel Investments e Danya Cebus dal Fondo a causa della loro complicità delle gravi violazioni dei diritti personali in situazioni di guerra o conflitto attraverso la costruzione di insediamenti a Gerusalemme Est.”
di Ali Abunimah
Omar Barghouti, co-fondatore della campagna per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS), saluta come "senza precedenti" la decisione della Germania di evitare che i suoi fondi siano dirottati verso le istituzioni situate nelle colonie israeliane illegali della Cisgiordania.
Haaretz riferisce oggi che
"Il governo tedesco condiziona le future sovvenzioni alle imprese high-tech israeliane, così come il rinnovo di un accordo di cooperazione scientifica, alla inclusione di una clausola territoriale che affermi che gli enti israeliani situati in insediamenti in Cisgiordania e a Gerusalemme Est non potranno beneficiare del finanziamento".
In una mail a The Electronic Intifada, Barghouti definisce la decisione tedesca come "uno sviluppo estremamente significativo nella rapida diffusione in Europa del boicottaggio delle istituzioni israeliane complici e delle aziende che operano nei territori palestinesi occupati”.
Il governo tedesco continuera' nei rapporti con le aziende high-tech israeliane e negli accordi di cooperazione scientifica, a condizione che sia prevista in queste intese "una clausola territoriale" con l'impossibilita' per "entità" collocate in Cisgiordania e a Gerusalemme est (gli insediamenti dei coloni) di accedere ai finanziamenti. Lo scrive Haaretz sottolineando il timore israeliano che la mossa possa essere seguita presto da altri Stati europei.
Mentre il recente accordo scientifico 'Horizon 2020' (firmato da Israele con l'Ue nei mesi scorsi) proibisce l'uso di fondi europei per ricerche accademiche condotte nelle colonie, Berlino ora - spiega il quotidiano - intende allargare il divieto anche alle compagnie private che operano oltre la Linea Verde del 1967. In questo modo, il boicottaggio contro le colonie si e' allargato dalle istituzioni europee a Bruxelles ai singoli membri della Ue. Un rappresentante del Ministero degli Esteri israeliano - citato da Haaretz - ha detto che, viste "le speciali relazioni" tra Israele e la Germania e il fatto che questa e' "il miglior amico" della stato ebraico in Europa, qualunque consenso alla richieste tedesche da parte di Israele potrebbe costituire un precedente per tutta l'Europa. "La Germania - ha detto - diventera' un esempio per il resto del mondo". "Vogliamo anche prevenire una situazione in cui ogni decisione presa dalla Commissione europea sia automaticamente adottata dai 28 Stati membri", ha aggiunto riferendosi all'insistenza della Commissione nell'inserire una clausola territoriale nell'accordo 'Horizon 2020'. Dalla firma di quella intesa, la Germania e' il primo paese a domandare una clausola analoga nei suoi accordi bilaterali con Israele.
Fonte: ANSAmed
Non sono dei benefattori. Piuttosto hanno capito che la politica del governo, rivolta solo a occupare le terre palestinesi portera' a un maggiore boicottaggio di Israele
di Michele Giorgio
Gerusalemme, 21 gennaio 2014, Nena News - Il premier Netanyahu con ogni probabilità userà la vetrina della prossima Conferenza economica di Davos, in Svizzera, per ripetere le ragioni di Israele al tavolo della trattativa (fantasma) con i palestinesi e per lanciare ulteriori accuse all'Iran e all'accordo che ha raggiunto con l'Occidente per il proseguimento del suo programma nucleare. Alla conferenza prenderanno parte anche industriali, uomini d'affari e varie personalità israeliane, riuniti nel comitato «Breaking The Impasse», per affermare che in assenza di un accordo con i palestinesi, Israele subirà un boicottaggio internazionale sempre più incisivo. Alcuni di loro hanno sottoscritto un appello «alla pace» riportato con evidenza dalla stampa israeliana.
Non sono sostenitori dei diritti dei palestinesi e neppure pacifisti, bensì grandi imprenditori e capitalisti preoccupati per i futuri profitti. Hanno il merito però di dire apertamente ciò che il primo ministro e il suo governo di destra ignorano pur di realizzare il loro disegno ideologico.
Leggi: Imprenditori israeliani a Netanyahu: fai la pace con i palestinesi









