LIBERTÀ. GIUSTIZIA. UGUAGLIANZA.

Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni per i diritti del popolo palestinese.

La Campagna BDS

1. Sintesi

Si sente spesso dire che è difficile prendere posizione su quello che accade in Palestina perché quello che accade è troppo complicato da capire. In quanto segue mostriamo invece che la situazione, nella sua essenza, è in realtà piuttosto semplice. Questa pagina è un riassunto delle pagine successive. È possibile navigare tra le pagine utilizzando le frecce in cima e in fondo a ciascuna pagina o il menu sul lato sinistro.

Israele è nato nel 1948 con il brutale trasferimento forzato di quasi 800.000 palestinesi e la distruzione di oltre 530 città e villaggi. Questa pulizia etnica premeditata è nota come al-Nakba, la catastrofe. Da allora, Israele ha instaurato un regime di colonialismo di insediamento, apartheid e occupazione sul popolo palestinese.

A partire dalla sua fondazione nel 1948, Israele ha perseguito con determinazione lo scopo di controllare la maggior parte possibile della terra della Palestina storica e di cacciare dalla terra il maggior numero possibile della popolazione palestinese indigena. L'oppressione dei palestinesi da parte di Israele comporta il colonialismo d’insediamento: il sionismo cerca di stabilire una società completamente nuova, di assumere il controllo della terra e delle risorse e di allontanare con la forza i palestinesi.

Quadro generale

Dopo quello dei produttori di armi, il settore tecnologico è senza dubbio il più complice e coinvolto nel genocidio perpetrato da Israele contro 2,3 milioni di palestinesi nella Striscia di Gaza, territorio assediato e occupato illegalmente. E' anche complice del regime di apartheid e di colonialismo d’insediamento che da diversi decenni opprime l’intero popolo autoctono palestinese. Tutto ciò rende gli obiettivi del settore tecnologico una priorità per il movimento BDS.

Il settore tecnologico è un pilastro dell’economia dell’apartheid che alimenta il fondo di guerra di Israele, rappresentando il 20% del PIL israeliano (nel 2023) e il 53% delle sue esportazioni (2023). Oltre ad essere un pilastro dell’economia israeliana, le aziende tecnologiche forniscono consapevolmente a Israele tecnologie di oppressione (compreso lo spyware) utilizzate per commettere gravi violazioni dei diritti umani, crimini di guerra e crimini contro l’umanità.

Ad esempio, i sistemi avanzati di puntamento e di armamento basati sull’intelligenza artificiale di Israele, definiti “fabbriche di omicidi”, sono resi possibili dai giganti della tecnologia, tra cui Google, Amazon, Microsoft, IBM e Palantir. Queste aziende forniscono all’esercito israeliano sistemi informatici, tecnologie di sorveglianza e comunicazione per accelerare il genocidio a Gaza e automatizzare l’apartheid in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est.

In collaborazione con l’Autorità israeliana per la popolazione, l’immigrazione e le frontiere, le aziende tecnologiche statunitensi raccolgono e archiviano enormi quantità di dati sui civili palestinesi nel sistema informatico del Registro della popolazione, una piattaforma funzionale all’apartheid israeliano. Questo registro conserva informazioni sui palestinesi che vivono nei territori palestinesi occupati (TPO). Questo, infatti, viene sistematicamente utilizzato da Israele per attuare un sistema di apartheid a più livelli contro i palestinesi, limitando i loro diritti e le loro libertà, tra cui la libertà di movimento, il diritto al lavoro, il diritto di voto, il ricongiungimento familiare e l’accesso ai servizi sociali di base.

Le aziende tecnologiche collaborano inoltre con il governo israeliano per violare i diritti dei palestinesi nei territori palestinesi occupati (TPO), automatizzando i posti di blocco militari per limitare la libertà di movimento dei palestinesi in Cisgiordania e alimentando progetti di sorveglianza “Smart City” a Gerusalemme Est e Hebron.

Sebbene il settore tecnologico rappresenti una sfida nelle campagne BDS perché le grandi aziende spesso detengono il monopolio del mercato, è possibile e cruciale per il movimento esercitare pressione su questi attori attraverso boicottaggi dei consumatori (ove possibile), esclusioni contrattuali, disinvestimenti, azioni di disturbo pacifico, campagne mediatiche, contenziosi strategici e politiche normative.

Opporsi alle tecnologie della violenza

Come possiamo opporci alle tecnologie della violenza attraverso il BDS per porre fine alla complicità delle grandi aziende tecnologiche nell’apartheid e nel genocidio?

Il BDS funziona, come ammettono gli stessi leader israeliani. È possibile e cruciale per il movimento e per l'umanità in generale fare pressione sulle aziende tecnologiche affinché smettano di alimentare il fondo di guerra di Israele e di progettare tecnologie destinate all’oppressione violenta e ai crimini di guerra. Possiamo porre fine al ruolo della tecnologia nel regime di occupazione militare, apartheid e genocidio di Israele attraverso campagne strategiche e mirate di boicottaggio e disinvestimento. Possiamo opporci a tutta questa violenza anche attraverso la creazione di politiche etiche che regolino la tecnologia a duplice uso, così come tutta la tecnologia.

Il movimento BDS divide gli obiettivi aziendali in tre categorie: obiettivi di boicottaggio dei consumatori, obiettivi di disinvestimento ed esclusione e obiettivi di pressione. Sulla base dei nostri Criteri di complicità aziendale fondati sul diritto internazionale, il movimento BDS chiede di disinvestire dalle aziende complici ogni volta che sia possibile. Possiamo incidere sui loro profitti disinvestendo da queste aziende ed escludendole dai contratti a livello di amministrazioni locali, università, ospedali e sindacati. Il movimento BDS chiede che si eserciti ogni forma di pressione pacifica contro queste aziende, compreso il boicottaggio, qualora esistano alternative ragionevoli a queste. Le tattiche di pressione possono e devono essere utilizzate contro tutte le aziende tecnologiche complici elencate di seguito, in aggiunta ad altre tattiche.

Tutti gli obiettivi tecnologici del BDS sono soggetti a disinvestimento, esclusione e pressione, e alcune aziende specifiche offrono l'opportunità di boicottaggi strategici.

Aziende Tech obiettivi delle campagne BDS

Amazon (campagna guidata dai lavoratori)

Google/Alphabet (campagna guidata dai lavoratori)

Intel (campagna guidata da BDS e dai lavoratori)

Microsoft (campagna guidata dai lavoratori)

Oracle (campagna guidata dai lavoratori)

Cisco (campagna guidata da BDS e dai partner)

HP (campagna guidata da BDS e dai partner)

Palantir (campagna guidata da BDS e dai partner)

IBM

Dell

Meta

Motorola Solutions

Fonte: Comitato nazionale palestinese per il BDS

Il Comitato Nazionale Palestinese per il BDS (BNC), la più grande coalizione della società civile palestinese e leadership del movimento BDS globale e decentralizzato, è stimolato dalla crescita del movimento a livello globale e dalla creazione di gruppi locali, regionali e nazionali in tutto il mondo. che sono affiliati al movimento.

I partner internazionali del BDS sostengono i diritti fondamentali del popolo palestinese enunciati nell'appello BDS del 2005 e rispettano l'impegno del movimento BDS nei confronti della nonviolenza, nonché i suoi principi etici e antirazzisti.

Ci sono stati alcuni casi insoliti di piccoli gruppi che utilizzano il nome BDS o addirittura il logo BNC, senza alcun coordinamento con il BNC, violando i principi etici del movimento BDS. Una volta individuati, questi gruppi vengono contattati privatamente e viene loro chiesto di rispettare i principi e l’appello BDS, oppure di rimuovere l’acronimo BDS e il logo BNC dal loro nome e dalle loro attività, poiché non possono far parte di questo movimento.

Introduzione

Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni (BDS) è un movimento a guida palestinese per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza. Il BDS sostiene il semplice principio che i palestinesi hanno gli stessi diritti del resto dell'umanità.

Israele occupa e colonizza la terra palestinese, discrimina i cittadini palestinesi di Israele e nega ai profughi palestinesi il diritto di tornare alle loro case. Ispirato al movimento anti-apartheid sudafricano, l'appello del BDS esorta ad agire per fare pressione su Israele affinché rispetti il diritto internazionale.

Il BDS è oggi un dinamico movimento globale composto da sindacati, associazioni accademiche, chiese e movimenti di base in tutto il mondo. Dal suo lancio nel 2005, il BDS sta avendo un grande impatto e sta sfidando efficacemente il sostegno internazionale all'apartheid e al colonialismo d’insediamento israeliano.

BDS Italia è un movimento per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro l'occupazione e l'apartheid israeliane, costituito da associazioni e gruppi in tutta Italia che hanno aderito all'appello della società civile palestinese del 2005 e promuovono campagne e iniziative BDS a livello nazionale e locale. Il movimento BDS sostiene la parità di diritti per tutte e tutti e perciò si oppone ad ogni forma di razzismo, fascismo, sessismo, antisemitismo, islamofobia, discriminazione etnica e religiosa.

La società civile palestinese chiama al Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni contro Israele fino a quando non rispetterà il Diritto Internazionale ed i Principi Universali dei Diritti Umani - 9 luglio 2005

Un anno dopo lo storico parere consultivo della Corte Internazionale di Giustizia (CIG) che ha giudicato illegale il Muro costruito da Israele nei territori palestinesi occupati, Israele continua la costruzione del Muro coloniale in totale disprezzo della decisione della Corte.

Il movimento BDS in Italia fa riferimento esplicito ed esclusivo all'appello lanciato nel 2005 da oltre 170 associazioni palestinesi per il Boicottaggio, per il Disinvestimento e per le Sanzioni (BDS) nei confronti di Israele. Questo documento si propone di definire una serie di punti di riferimento per gruppi e singoli che vogliono fare parte di BDS Italia e attivarsi nell’organizzazione e nella realizzazione delle campagne.

"Il movimento BDS è un movimento democratico e pacifico che mira a sostenere i diritti del popolo palestinese."
-- Moni Ovadia, attore, cantante, musicista e scrittore

"È arrivato il momento. Anzi, è già superato da un pezzo. La strategia migliore per fermare l'occupazione sempre più sanguinosa è quella di rendere Israele oggetto dello stesso tipo di movimento globale che pose fine all'Apartheid in Sudafrica".
-- Naomi Klein, scrittrice e saggista