LIBERTÀ. GIUSTIZIA. UGUAGLIANZA.

Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni per i diritti del popolo palestinese.

Notizie BDS

Notizie internazionali del movimento globale BDS.

Mentre i ministri israeliani discutono la possibilità di convocare avvocati e il Mossad per contrastare il movimento BDS, nella Striscia di Gaza sotto assedio, così come in alter 250 città intorno al mondo, attivisti, studenti e rappresentanti di associazioni stanno organizzando la decima edizione dell’Israeli Apartheid Week, la settimana mondiale finalizzata ad aumentare la consapevolezza collettiva attorno alla brutalità del regime d’apartheid e l’occupazione israeliane attraverso conferenze, manifestazioni e proiezioni di filmati.

Uno dei cambiamenti della IAW 2014 in Gaza, organizzata dal “Comitato Preparatorio per la Resistenza all’Apartheid Israeliana” attraverso 5 seminari che hanno avuto luogo dal 22 Febbraio al 6 Marzo, sarà il ruolo chiave che avrà l’Union of Agricultural Workers Committee (UAWC), che coinvolgerà pescatori e contadini nelle attività in programma durante la settimana, dal 9 al 13 Marzo.

Uno dei principali obiettivi della UAWC è rendere pescatori e contadini consapevoli dell’appello BDS lanciato nel 2005 e del suo potenziale. UAWC che ha anche organizzato diversi workshop sul BDS attraverso i suoi comitati locali.

Il legislatore palestinese Dr. Mustafa Barghouthi ha accolto con favore la decisione della YMCA/YWCA in Norvegia di unirsi al movimento internazionale per il BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni) e di boicottare Israele a causa della sua oppressione e occupazione illegittima in corso.

Dr. Barghouthi ha detto che la YMCA/YWCA in Norvegia, con più di 30.000 membri, ha deciso di boicottare Israele, una mossa che è uno schiaffo ad Israele e alle sue politiche di apartheid contro il popolo palestinese.

"La decisione è stata presa per protestare contro le attività di insediamento illegittime di Israele e la sua continua violazione della legalità internazionale e del diritto internazionale umanitario", ha detto.

Ha inoltre accolto con favore la decisione del Premio Nobel per la Pace Mairead Maguire, la quale ha annunciato la sua adesione alla campagna BDS.

Dr. Barghouthi ha detto che la decisione di Maguire è stata motivata dal fatto che le politiche israeliane contro i palestinesi e le loro terre non sono diverse dal sistema di apartheid che regnava in Sudafrica, e che ha invitato la comunità internazionale ad avere il coraggio di opporsi al sistema di apartheid di Israele.

Ha salutato Maguire e Stephen Hawking, il fisico britannico di fama mondiale, per la decisione di boicottare Israele, e ha invitato gruppi e personaggi internazionali a fare lo stesso, prendendo una posizione chiara contro le attuali politiche israeliane illegittime di apartheid e crimini contro il popolo palestinese.

"La decisione è una vittoria per la resistenza nonviolenta palestinese, una vittoria per il movimento BDS", ha aggiunto Dr. Barghouthi. "Gruppi, istituzioni e singoli individui in tutto il mondo devono intraprendere azioni simili, e boicottare Israele".

Fonte: International Middle East Media Center 

Traduzione di BDS Italia

«Attraverso l'occupazione prolungata, con pratiche e politiche che configurano un sistema di apartheid e di segregazione, la continua espansione degli insediamenti, e la prosecuzione nella costruzione del muro che mira verosimilmente all'annessione de facto di parti del territorio palestinese occupato, il rifiuto da parte di Israele del diritto all'autodeterminazione del popolo palestinese è evidente».

Richard Falk, relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani nei territori palestinesi, ha dichiarato che i diritti dei palestinesi sono violati dalla prolungata occupazione israeliana dei territori palestinesi e dalla pulizia etnica di Gerusalemme est.

A Gerusalemme Est, la «revoca dei permessi di residenza» e «lo sfratto forzato di famiglie palestinesi», così come la demolizione mirata di case palestinesi, equivalgono a un «graduale processo burocratico di pulizia etnica», scrive Falk.

Le politiche di Israele in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza equivalgono a una forma di apartheid a causa dell'oppressione sistematica del popolo palestinese e dell'espropriazione de facto della sua terra, ha scritto Falk nella sua relazione finale al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite dopo aver espletato per sei anni questa carica indipendente.

Falk presenterà la sua relazione il mese prossimo al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite come relatore speciale sui territori palestinesi, chiedendo di verificare se Israele è colpevole del crimine internazionale di apartheid e di pulizia etnica e sollecitando le Nazioni Unite a indagare sulle società che traggono profitto dalle attività illegali di Israele.

Nella sua relazione, il relatore speciale delle Nazioni Unite raccomanda che gli Stati membri dell'ONU prendano in considerazione la necessità di imporre un divieto sulle importazioni di prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani.

Qui il report completo

Fonte: ECCP

Traduzione di Forum Palestina

Il fondo pensione statale del Lussemburgo FDC ha escluso nove grandi banche e imprese israeliane, insieme ad una società statunitense, a causa del loro coinvolgimento negli insediamenti israeliani e nelle violazioni dei diritti umani nei Territori palestinesi occupati.

La mossa segue una azione simile adottata da altri importanti istituti finanziari, tra cui il gigante dei fondi pensione olandese PGGM e il fondo pensione statale della Norvegia.

Il FDC è tenuto a rispettare una strategia di investimento socialmente responsabile e ha pubblicato un elenco di 61 aziende che ha escluso perché non rispettano i suoi standard.

Tra queste, tutte e cinque le maggiori banche di Israele - Banca Leumi, Bank Hapoalim, First International Bank di Israel, Israel Discount Bank e Bank Mizrahi Tefahot – a causa di "associazione a sostenere la costruzione di insediamenti illegali nei territori occupati".

Altre imprese coinvolte nella costruzione degli insediamenti che si trovano nella lista di esclusione sono AFI (Africa Israel Investments), Gerusalemme Economia, Ltd., e Real Estate Management & Development.

“Il boicottaggio può dare fastidio a molti, ma bisogna ricordare al governo che è ancor più necessario proteggere la libertà di espressione proprio quando è impopolare o ostile.” Intervista ad Aeyal Gross, docente di diritto internazionale e membro dell’Associazione per i diritti civili in Israele. 

di Stefano Nanni

Raramente il BDS (Boycott, Divestment and Santcions), movimento nato da un’iniziativa della società civile palestinese nel 2005 ed estesosi poi a livello internazionale, aveva avuto tutta l’attenzione che sta ricevendo in Israele nelle ultime settimane. Sulla carta stampata, in prima serata in tv, o durante i telegiornali: interviste a economisti, imprenditori ed opinionisti non fanno altro che ripetersi. E la domanda principale che viene rivolta loro è: come è possibile difendersi dal boicottaggio? 

Il governo e le istituzioni, da parte sua, non stanno di certo a guardare. Mentre si materializzavano due altri importanti segni evidenti dell’avanzata del movimento – la decisione della più grande banca danese di inserire nella ‘lista nera’ l’omologa israeliana, la Bank Hapolaim, e l’esclusione  di due compagnie israelianeda un fondo pensione norvegese – il primo ministro Benyamin Netanyahu convocava un Consiglio dei ministri straordinario per discutere delle strategie da adottare per contrastare il boicottaggio.

di Beth Parry

Il movimento per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) ha fatto molto notizia nel 2014. Se la disastrosa performance di Scarlett Johansson con Sodastream non ha catturato la vostra attenzione, forse lo ha fatto il boicottaggio delle università israeliane da parte della American Studies Association, oppure  le sempre più insistenti dichiarazioni di Netanyahu su campagne multimilionarie di pubbliche relazioni, offensive legali e sforzi diplomatici per contrastare la minaccia BDS. Le pagine degli editoriali sono piene di discussioni, John Kerry ha ammonito Israele che potrebbe dover affrontare una campagna di delegittimazione “agli steroidi” e da più parti si sente dire che il boicottaggio di Israele potrebbe essere sul punto di diventare di moda.

Ma questo che significherebbe concretamente per quanto riguarda supermercati e carrelli della spesa? La campagna BDS riguarda tutti I prodotti israeliani: è una tattica ampia che mira a fare pressione su questo stato perché cambi. Ma che presta un’attenzione particolare alle aziende che sono effettivamente coinvolte nelle politiche di occupazione, e che ne traggono considerevoli profitti. Probabilmente queste organizzazioni dovranno presto fare i conti con il boicottaggio, e non sono sempre le aziende che ci si potrebbe aspettare.

La settimana dell’Apartheid israeliana (IAW) cerca di diffondere informazioni sulle politiche di apartheid di Israele nei confronti dei palestinesi e di allargare il supporto alla campagna Boicottaggio, Disinvestimenti, Sanzioni (BDS). Mobilitando a livello globale tutte le realtà di base che si oppongono all’aggressione politica e militare israeliana, l’IAW si è svolta in oltre 200 luoghi nel 2012 e oltre 150 città nel 2013.

Decima Israeli Apartheid Week – #apartheidweek

Italia: 10-16 marzo

Eventi in programma a Bologna, Cagliari, Firenze, Milano, Roma, Trieste, Venezia e altre città italiane.

BDS Italia lancia "Fields of Tomorrow? Fields of Apartheid!", il concorso di video parodie per smascherare il vero volto di Israele a Expo 2015

Nel video di presentazione del proprio padiglione a Expo 2015, Israele ha superato se stesso nel mostrare un’immagine che non potrebbe essere più lontana dalla realtà. La bella Moran Atias ci racconta di “120 anni (!) di ricerca agricola” e “invenzioni che hanno fatto sì che ci sia cibo sul tavolo di milioni di persone in tutto il mondo”.

Intitolato Fields of Tomorrow, il padiglione di 2.370 mq, confinante con il padiglione Italia (non poteva essere altrove…), comprenderà un muro (non poteva mancare…) con piante coltivate in verticale e vuole dimostrare che Israele è all’avanguardia nel settore dell’agricoltura e nella gestione dell’acqua.

Un pannello di nove giudici della High Court of Justice si è riunito domenica per decidere se cancellare tre parole ( in ebraico ) dalla legge che permette a qualsiasi parte di citare in giudizio qualsiasi altra parte che chieda il boicottaggio di Israele .

Nel sentire la petizione contro la cosiddetta "Legge Boicottaggio",  la corte ha focalizzato l'attenzione sulla frase alla fine della legge, che specifica che una causa può essere depositata nei confronti di chi chiede un boicottaggio economico, culturale o accademico contro lo Stato di Israele o " area sotto il suo controllo ", l' ultima parte è relativa ai territori oltre la Linea Verde.

La controversa legge è stata approvata nel luglio 2011 , contro il parere del consulente legale della Knesset.

Un gran numero di organizzazioni dei diritti umani e diritti delle minoranze, tra cui l'Associazione per i Diritti Civili in Israele e Adallah, il Centro legale per i diritti delle minoranze arabe in Israele, ha presentato la petizione.

La Corte Suprema israeliana si pronuncerà in merito alla costituzionalità della legge che vieta il boicottaggio.

La Corte Suprema israeliana si pronuncerà, Domenica, in merito alla costituzionalità della legge che vieta a qualsiasi persona o organizzazione di aderire al boicottaggio di Israele.

Letteralmente nota come "legge per la prevenzione dei danni allo Stato di Israele attraverso il boicottaggio," è stata approvata dalla Knesset nel luglio 2011 per punire qualsiasi persona o organizzazione che si appella al "boicottaggio economico, culturale o accademico” degli insediamenti israeliani in Cisgiordania o altrove in Israele.

Proposto, tra gli altri, dal deputato del  Likud Ze'ev Elkin (il partito di destra del primo ministro Netanyahu, ndr), attualmente Vice Ministro degli Affari Esteri, la legge è stata sostenuta da Netanyahu e adottata dopo che diversi artisti israeliani hanno rifiutato di esibirsi negli insediamenti, in segno di protesta della politica perseguita dal governo.

La legge "anti-boicottaggio" prevede che chiunque la violi, sarà obbligato a fornire una compensazione finanziaria alla persona o entità presa di mira dal boicottaggio.