Notizie BDS
Notizie internazionali del movimento globale BDS.
Francois Hollande, mentre era in visita in Israele, ha dichiarato agli esponenti politici israeliani più autorevoli di: "non avete mai rinunciato alla democrazia, al pluralismo, ai diritti."
Riteniamo quindi necessario ricordare in questa sede come lo Stato di Israele violi costantemente il diritto internazionale. I 1.5 milioni di abitanti della striscia di Gaza vivono tuttora in una prigione a cielo aperto a causa del blocco illegale imposto da Israele. Israele detiene ancora migliaia di prigionieri politici palestinesi, e non sarà la recente liberazione di 26 di essi che cambierà la situazione, visto che solo un paio di giorni più tardi altri quattro palestinesi sono stati uccisi dall’esercito israeliano. Il piano Prawer per giudaizzare il Negev continua a prevedere la delocalizzazione di quasi 70.000 cittadini beduini palestinesi di cittadinanza israeliana in città-riserve. La colonizzazione della Cisgiordania procede senza sosta: anche quando il segretario di Stato americano, John Kerry – anche lui visibilmente in imbarazzo per l’operato del governo israeliano - era in visita nel paese, le autorità hanno annunciato nuove autorizzazioni per la costruzione di 5000 alloggi a Gerusalemme Est e in Cisgiordania. Infine, il Governo israeliano non ha alcuna intenzione di rispettare i confini di un ipotetico Stato palestinese, in quanto ha indicato la sua ferma volontà di mantenere una presenza militare nella Valle del Giordano e di proseguire con il progetto di costruzione di una "barriera di sicurezza" tra la Cisgiordania e la Giordania, dal momento che quella già esistente tra Israele e il Sinai egiziano sarebbe terminata.
di Michael Deas
Due importanti università della Gran Bretagna hanno deciso di non assegnare alla G4S contratti per il controllo dei servizi di sicurezza dei loro campus a seguito di campagne organizzate dagli studenti che hanno criticato l'azienda. La G4S ha un ruolo importante nella fornitura di servizi di sicurezza e dispositivi per carceri, insediamenti e posti di blocco israeliani.
La G4S era tra i primi probabili vincitori di importanti contratti con il King’s College di Londra (KCL) e all'Università di Southampton, avendo già fornito servizi a entrambi gli atenei.
Ma la scorsa settimana le due università hanno annunciato di aver scelto altre società per la gestione della sicurezza dei loro campus.
Azione Palestina di King’s College di Londra, il gruppo studentesco di solidarietà con la Palestina, che ha avviato la campagna universitaria contro la G4S, ha detto in un comunicato che la decisione dell’università era merito di uno "sforzo continuo di resistenza e del sostegno da parte degli studenti e dello staff del KCL".
Leggi: Campagne di boicottaggio fanno perdere a G4S due contratti universitari in Gran Bretagna
Silvan Shalom è ministro per lo Sviluppo regionale, ministro per lo Sviluppo del Negev e della Galilea e ministro dell’Energia e dell’Acqua: si trova nel deserto per una riunione di gabinetto che si svolge vicino alla tomba di Ben Gurion nel giorno del suo anniversario. Il Consiglio dei ministri, in Israele, si tiene la domenica, ma Shalom trova un po’ di tempo per un’intervista ed è ansioso di parlare del gas che potrebbe cambiare l’economia e la situazione politica israeliana.
Che cosa avete trovato?
«Abbiamo trovato il giacimento di gas naturale chiamato “Leviatano” e questo ci permetterà di esportarne circa il 50%, cominciando da Cipro, Grecia e Italia. In un recente viaggio in Italia il primo ministro Enrico Letta e altri ministri mi hanno detto che vorrebbero ospitare il porto per il gas israeliano previsto in Europa. Dobbiamo valutare se questo sarà trasportato attraverso un gasdotto o se dovremo renderlo liquido e quindi spedirlo via nave. Ci sono diverse opzioni. Per esempio vorremmo costruire un collettore sottomarino con Cipro e Grecia».
Dopo essere stati contattati dall’organizzazione in solidarietà e per i diritti umani dei palestinesi BDS Sud Africa, il rinomato “Trauma Centre” di Cape Town ha tagliato i suoi legami e rescisso il contratto con la controversa compagnia di sicurezza G4S. James Taylor, presidente del Trauma Centre, ha spiegato la decisione dell’organizzazione in un comunicato ufficiale postato su internet:
“Il Trauma Centre è impegnato nella creazione di una società scevra da violenze e torture e nell’educazione dei diritti umani… perciò apprendiamo con grande preoccupazione le gravi accuse di complicità nell’illegale incarcerazione e torture dei palestinesi in Israele e nei Territori Palestinesi Occupati mosse contro la compagnia di sicurezza G4S…tali azioni violerebbero i principi fondamentali che costituiscono la base della nostra esistenza come organizzazione per i diritti umani. Per queste gravi preoccupazione, che violano i nostri valori fondamentali, il Consiglio del Trauma Centre ha deciso di terminare i rapporti dell’organizzazione con G4S.”
Leggi: Organizzazione per i diritti umani del Sud Africa rescinde il suo contratto con la G4S
La Coalizione We Divest si unisce ai lavoratori, agli ambientalisti e alle organizzazioni che lottano per mettere le corporazioni davanti alle proprie responsabilità nel congratularsi con il gigante dei fondi pensioni TIAA-CREF per aver rimosso il pacchetto azionario di Veolia Environment Sa (VIE:EN Paris) dal suo paniere Social Choice Funds. A Luglio 2013, il sito web di TIAA-CREF mostrava un investimento del suo Social Choice Funds di oltre 1,2 milioni di $ in azioni Veolia. Oggi ne mostra zero. TIAA-CREF detiene ancora però azioni Veolia nei suoi fondi normali.
Lincoln Pain, professionista di pianificazioni finanziarie garantite specializzatosi per più di 27 anni nel campo degli investimenti socialmente responsabili, ha affermato: “Alcuni di noi della comunità degli investimenti socialmente responsabili si stanno ponendo questa domanda: ha senso possedere azioni di una corporazione che viola il diritto internazionale in Palestina e che commette così tanti abusi ambientali?”
L’accordo fa parte della proposta presentata per permettere ad Israele di partecipare al programma Horizon 2020; il riconoscimento non significa pregiudicare i confini permanenti, da determinare nel corso dei negoziati.
Israele ha fornito all'Unione europea una proposta finale per la formulazione del contratto che disciplina la cooperazione scientifica israeliana e la partecipazione al programma Horizon 2020. La partecipazione di Israele al programma di ricerca dell'Unione europea per il periodo 2014-2020, noto come Horizon 2020, è diventata controversa a causa delle nuove sanzioni europee contro gli insediamenti ebraici al di là della Linea Verde. Nella nuova formulazione consegnata agli alti funzionari europei a Bruxelles, Israele ha accettato per la prima volta di riconoscere la politica dell'UE di non consentire il trasferimento dei finanziamenti comunitari ad enti ubicati negli insediamenti e di accettarla.
Leggi: Israele accetta di riconoscere il divieto dell’UE sui finanziamenti alle istituzioni negli...
A Luglio, l’Unione Europea ha proposto un divieto di assistenza finanziaria alle organizzazioni israeliane in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza - divieto che il Segretario di Stato John Kerry ha invitato a posticipare. Lo scorso mese, l’Autorità Palestinese ha chiesto a 50 paesi di tutto il mondo l’applicazione di pressioni economiche alle compagnie che hanno attività nelle colonie israeliane.
Anonymous ha risposto.
Leggi: Anonymous chiede il boicottaggio di Israele attraverso una massiccia protesta su Twitter
di Alex Kane
L'acquisto di prodotti come macchinari Sodastream potenzia il dominio di Israele sui palestinesi.
Quando arriva l’ora del pagamento annuale delle tasse, ogni cittadino americano dà a Israele 21,59 dollari di aiuti militari, secondo la U.S. Campaign to End the Occupation (Campagna degli USA per la fine dell'occupazione). Ma non è l'unico modo in cui i cittadini americani contribuiscono al sistema militare israeliano, che da 46 anni occupa la terra palestinese, e al progetto di insediamento in Cisgiordania che accompagna l'occupazione.
I consumatori non lo sanno, ma l'acquisto di prodotti come Sabra hummus e Sodastream (macchine per produrre acqua gasata, ndt ) potenzia l’occupazione militare di Israele in Palestina. Alcune aziende hanno stabilimenti situati in una delle 125 colonie ufficialmente note nella Palestina occupata, le quali in base al diritto internazionale sono illegali.
Altre aziende contribuiscono al mantenimento dell'occupazione attraverso la cooperazione con le Forze di Difesa Israeliane (IDF), il cui obiettivo principale è quello di proteggere gli insediamenti illegali e di esercitare il dominio sulle vite di milioni di palestinesi. L'acquisto di questi prodotti dà profitti alle aziende che sfruttano le terre e le risorse palestinesi.
Insieme a Grecia e Usa, l'esercitazione più grande mai svoltasi in Israele. Si chiama Blue Flag
di Manlio Dinucci
I cacciabombardieri italiani Tornado, Eurofighter 2000, F-16 Falcon e altri, che nel 2011 bombardarono la Libia partecipando a 1182 missioni nell'operazione Nato «Unified Protector», sono di nuovo pronti al decollo. Non per una nuova guerra alla Libia, ormai disintegrata e nel caos (anche il terminale del gasdotto per l'Italia è sotto attacco), ma per preparare altre guerre. Parteciperanno in novembre alla più grande esercitazione di guerra aerea mai svoltasi in Israele.
Leggi: L'Italia si prepara alla guerra aerea in Israele, insieme a Grecia e USA
di Antony Loewenstein
Il movimento di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS), una crescente iniziativa palestinese che va ad attaccare le relazioni istituzionali con le colonie illegali israeliane, ha guadagnato molta popolarità. In Australia, il movimento è cresciuto lentamente, dato che Israele continua a sottrarsi alla legislazione internazionale, ed ora sta affrontando una delle sue più grandi sfide agli occhi dell’opinione pubblica.
Shurat HaDin – Centro Legale di Israele (ILC) è un’organizzazione israeliana che si proclama essere un’associazione civile per “combattere a favore dei diritti delle centinaia di persone vittime del terrorismo”. In questi giorni ha portato Jake Lynch [in foto], direttore del Centro per la Pace e per gli Studi dei Conflitti (CPACS), davanti la Corte Federale australiana. Secondo ILC, Lynch avrebbe infranto il decreto contro la discriminazione razziale del 1975 rifiutandosi di sponsorizzare la candidatura del suo collega israeliano Dan Avnon. Lynch e il CPACS aderiscono al movimento BDS, e poichè Avnon lavora alla Hebrew University of Jerusalem - un centro culturale chiave preso di mira dal BDS [1] per via della sua cosiddetta complicità con le colonie illegali – Lynch aveva declinato di essere nominato come suo referente.
Leggi: Il sostegno al movimento di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni non è antisemitismo









