Boicottaggio sportivo
La scelta di Boateng e del Milan di abbandonare il campo di Busto Arsizio costringendo l’arbitro a sospendere l’amichevole con la Pro Patria per i continui “buuu” contro il centrocampista ghanese, Niang e Muntari ha fatto tornare alla ribalta nazionale e non solo il tema del razzismo nel calcio. Un brutto fenomeno sociale che l’Uefa e la Fifa combattono e condannano da anni, ma poi chiudono gli occhi davanti alle continue e quotidiane violazioni del diritto internazionale compiute da Israele.
“Non ha mai rispettato le 73 risoluzioni Onu – recita il volantino del Comitato BDS Campania – continua a creare ed ampliare colonie, tutte illegali per il diritto internazionale e come rappresaglia per il riconoscimento di Stato Osservatore all’Onu ottenuto dall’Autorità palestinese, annuncia ufficialmente di voler costruire altre 3600 abitazioni in territorio palestinese. Ha innalzato il muro dell’apartheid, impedisce il movimento ai palestinesi, distrugge le loro case, si prende la loro acqua e le loro terre; distrugge anche le loro strutture sportive e della vita sociale e culturale, creando condizioni di vita impossibile per spingere questo popolo ad andare via dalla terra in cui vive da milioni”.
Con una lettera aperta, il BDS Campania chiede a Diego Armando Maradona di fare pressioni sulla UEFA perché non organizzi gli Europei Under 21 in Israele.
dal Comitato BDS Campania
Napoli, 4 dicembre 2012, Nena News - Il Comitato BDS (Boicottaggio, Disinvestimenti e Sanzioni contro Israele) della Campania chiede a Diego Armando Maradona di aderire alla campagna "Cartellino rosso all'apartheid israeliana", campagna europea nata nel 2011 a seguito dell'individuazione d'Israele come paese ospitante delle finali UEFA Under 21 del 2013.
La campagna finalizzata a protestare contro la violazione dei diritti umani di Israele ha chiesto a Platini, presidente UEFA, di spostare la sede delle finali.
"Caro Diego,
ti abbracciamo calorosamente, come solo noi Napoletani sappiamo fare.
Per molti di noi sei il calciatore mito, che seppe conquistare il nostro amore assoluto quando facesti ottenere al nostro Napoli lo scudetto 1986-87. Resta nel nostro ricordo quella stagione di entusiasmo e di passioni. Più volte hai dichiarato il tuo sostegno ai Palestinesi ed ai loro diritti. Questo è per noi un altro motivo di stima e di vicinanza.
"Solidarietà al popolo palestinese e contro i bombardamenti su Gaza". Oltre sessanta giocatori dei più importanti campionati europei, Italia esclusa, hanno deciso di firmare tutti insieme un appello e di consegnarlo alla Uefa. La competizione si disputerà a giugno 2013 nel paese della Stella di Davide. Gli atleti: "E' una scelta contraria ai valori dello sport”
La guerra e i bombardamenti non lasciano indifferenti nemmeno i calciatori, o almeno quelli che non giocano nel campionato italiano, dove evidentemente schierarsi e prendere la parola è una colpa ben peggiore che giocar male o scommettere. E così, oltre sessanta calciatori dei più importanti campionati europei, Italia esclusa, hanno deciso di firmare tutti insieme un appello di solidarietà per il popolo palestinese. La lettera aperta è stata indirizzata alla Uefa, massimo organismo del calcio continentale, cui è stato chiesto di rinunciare all’assegnazione a Israeledei prossimi campionati europei Under 21 – che si disputeranno a giugno 2013 e a cui anche l’Italia si è qualificata – in quanto è “una scelta contraria ai valori dello sport”.
Leggi: Europei under 21 in Israele, appello di 60 calciatori: “Si ritiri l’assegnazione”
Oltre 60 giocatori di calcio delle principali leghe europee hanno firmato una dichiarazione che contesta la decisione di svolgere la Coppa UEFA Under 21 del 2013 in Israele. I calciatori affermano che verrà visto come premiare Israele “per azioni che sono contrarie ai valori dello sport.” Nel recente assalto a Gaza sono stati uccisi oltre 100 civili, tra cui 4 ragazzi che giocavano a calcio, e bombardati impianti sportivi. I giocatori hanno anche criticato la detenzione da parte di Israele di due calciatori palestinesi senza capi d’accusa né processo.
Tra i firmatari, Frédéric Kanouté, Eden Hazard del Chelsea, Abou Diaby dell'Arsenal, Abdoulaye Baldé della squadra italiana AC Lumezzane e cinque giocatori del Newcastle, Papiss Cissé, Cheick Tioté, Sylvain Marveaux, Yohan Cabaye e Demba Ba.
Si intensifica così la mobilitazione in tutta Europa per spostare la Coppa Uefa Under 21 da Israele.
Leggi: Oltre 60 calciatori europei firmano contro Coppa Uefa Under 21 in Israele
COMMUNICATO STAMPA
Oggi, mercoledì, 28 novembre,giornata del sorteggio a Tel Aviv per la Coppa UEFA Under-21 2013, si è svolto un presidio davanti alla sede nazionale della Federazione Italiana Giuoco Calcio per esigere che il campionato venga spostato da Israele.
Il presidio è stato organizzato dalla campagna "Cartellino rosso all'Apartheid israeliana", ed una delegazione è stata ricevuta dal Direttore Generale di Federcalcio Antonello Valentini, insieme all'Ufficio stampa.
Nell'incontro è stato chiesto di fare pressione sulla UEFA affinché ad Israele non sia concesso il privilegio di ospitare il campionato, sottolineando che qualora questo avvenisse contrasterebbe fortemente con tutti i principi dello sport dato che Israele occupa militarmente da decenni i territori palestinesi, ponendosi di fatto al di fuori dalla legalità internazionale.
Leggi: La campagna "Cartellino rosso all'apartheid israeliana" incontra la Federcalcio
Tra la vasta distruzione e l'orrore del massacro israeliano che ha lasciato 162 morti - in gran parte civili disarmati - a Gaza tra il 14-22 novembre, la notizia della distruzione della sede del Comitato Paraolimpico nazionale palestinese e di altre infrastrutture sportive a Gaza è passata quasi inosservata.
Il 21 novembre, il sito ufficiale del Comitato Paraolimpico Internazionale ha riportato questa notizia:
Lunedi mattina (19 novembre), gli uffici del Comitato Paraolimpico palestinese a Gaza sono stati sottoposti a bombardamenti pesanti che hanno distrutto l'edificio e le infrastrutture della sede Paraolimpica della nazione.
Lo Stadio Palestina e le strutture sportive accessibili per disabili sono state completamente distrutte. Gli impianti sportivi sono stati utilizzati sia da atleti che si allenavano per i Giochi Paraolimpici di Londra 2012 sia da atleti disabili che vivono vicino alla Striscia di Gaza.
Un grido ancora più forte che si leva dopo l’ennesima aggressione dello stato israeliano verso la popolazione palestinese della Striscia di Gaza, costretta dopo anni di assedio permanente a subire un’altra ondata di bombardamenti dal cielo, dal mare e dalla terra.
Gli All Reds rugby Roma e Spartaco rugby che si sono incontrati nel campionato di serie C, sono scesi in campo indossando kefie e bandiere palestinesi, esponendo durante il saluto iniziale uno striscione con su scritto "Don’t Play for Israeli Apartheid, Palestina Libera". le due squadre hanno deciso di rispettare un minuto di silenzio in ricordo di tutte le vittime dei bombardamenti di questi giorni e dell’occupazione militare che da più di sessanta anni colpisce la popolazione Palestinese.
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Leggi: Sport popolare libero, antirazzista e antifascista, al fianco della popolazione palestinese






