Boicottaggio sportivo
Questo mese l'ex ministro dello sport Marie-George Buffet ha alzato la propria voce per chiedere ai responsabili del calcio europeo di cancellare il piano di tenere il suo campionato Under ventuno in Israele.
La Buffet ha scritto al presidente della Uefa Platini, dicendogli che le restrizioni imposte da Israele alla libertà di movimento degli atleti palestinesi e le immotivate carcerazioni di giocatori della squadra nazionale palestinese "sono incompatibili con i valori dello sport che dovrebbero essere rispettati quando si organizza una delle più importanti competizioni internazionali".
In uno degli esempi più famosi, Israele ha tenuto in carcere il membro della nazionale palestinese Mahmoud Sarsak per tre anni senza alcuna accusa formale o processo e senza visite dei familiari.
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Marie-George Buffet, già Ministro dello Sport francese, ha chiesto all’ente che governa il calcio europeo di cancellare il progetto di tenere i campionati 2013 per gli Under 21 in Israele.
In una lettera del 7 marzo al presidente dell’UEFA Michel Platini, la parlamentare francese ha sostenuto che le restrizioni israeliane alla libertà di movimento per gli atleti palestinesi, e l'incarcerazione senza accuse di giocatori di calcio della squadra nazionale palestinese "sono incompatibili con i valori dello sport che devono essere rispettati quando si organizza un campionato internazionale di grande rilievo".
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Lunedì 25 febbraio, verso le 21,45 nell'atrio dell'Hotel Royal-Continental il Presidente della Comunità Palestinese della Campania, dottor Shafik Kurtam, con un gruppo di attivisti del Comitato BDS Campania, ha consegnato all'avvocatoPisani, avvocato di Diego Armando Maradona la lettera, sottoscritta da numerose realtà sociali di base e singoli tifosi, cittadini e peronalità pubbliche, in cui si chiede al Pibe de oro di pronunciarsi pubblicamente contro la scelta di Israele come sede per le finali del campionato UEFA Under 21, da tenersi il prossimo giugno.
La squadra della capitale israeliana è caratterizzata da un particolare: nella sua storia non aveva mai avuto giocatori non ebrei. Almeno fino all'acquisto del ceceno Kadiev, che ha provocato la reazione razzista degli ultras. Che, dopo la condanna per incitamento all'odio razziale, hanno incendiato la sede del club
di Luca Pisapia
Non c’è pace per il Beitar Gerusalemme, la squadra israeliana i cui tifosi negli anni sono stati protagonisti di manifestazioni razziste e di aggressioni violente nei confronti delle minoranze etniche e religiose. Domenica sera durante il match contro il Bnei Sakhnin, squadra israeliana a maggioranza araba, l’arresto preventivo di alcuni tifosi e la presenza di 400 poliziotti e 200 guardie di sicurezza private al Teddy Stadium hanno impedito che ci fossero incidenti tra le due tifoserie. Ma non ha potuto evitare che Gabriel Kadiev, nuovo acquisto ceceno di religione musulmana del Beitar, primo non ebreo nella storia del club, fosse oggetto di boati razzisti e insulti da parte dei propri tifosi da quando è entrato in campo. Tifoseria maledetta, quella del Beitar, che il mese scorso nel giorno della partita con il Bney Yeahuda, e per uno strano scherzo del destino alla vigilia dellaGiornata della Memoria, espose striscioni che inneggiavano alla purezza razziale della società.
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I tifosi del team di Gerusalemme contestano l'ingaggio di due calciatori ceceni e chiedono il rispetto della "purezza etnica e religiosa" della squadra
Ieri, mentre nel resto del mondo si celebrava la Giornata della Memoria, proprio in Israele era polemica per il comportamento dei tifosi del Beitar Gerusalemme, notoriamente razzisti, che sabato sera hanno intonato canti anti-arabi, inneggiando alla "purezza etnica" della loro squadra, durante la partita contro il Bney Yehuda, in segno di protesta per l'intenzione dei dirigenti del loro club di ingaggiare due calciatori ceceni di fede islamica.
Hanno anche esposto striscioni come «Beitar pura per sempre» e «70 anni di principi», tra l'altro a lettere nere su sfondo giallo, sinistra evocazione di stelle di altrettanto colore, anche se quelli, il giallo e il nero, sono i colori della società.
Fonte: Nena News
Una sessantina di militanti europei sono andati a chiedere conto ai dirigenti Uefa, tra i quali Michel Platini, in occasione del consiglio esecutivo di venerdì 25 gennaio a Nyon (Svizzera) Hanno denunciato davanti ai media presenti la scelta vergognosa della UEFA di affidare ad Israele la fase finale della prossima coppa europea under 21.
Provenienti da diversi paesi europei e particolarmente da Francia,Inghilterra e Svizzera, siamo arrivati alle 14 alla UEFA , dato che i suoi dirigenti non si erano dati neanche la pena di rispondere alla richiesta di essere ricevuti in delegazione che avevamo inviato all’inizio di gennaio.
Quindi noi abbiamo esposto davanti al personale Uefa, ai giornalisti presenti e alla polizia anch’essa presente, cortese e attenta alle nostre argomentazioni, le numerose ragioni che rendono Israele totalmente inadatto ad ospitare competizioni internazionali, e che rendono i dirigenti Uefa complici delle politiche criminali di quello Stato.
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Un imbarazzato Michel Platini cerca di spiegare
Ieri, in effetti, c'era qualcuno che mi ha chiesto ... ora vi dico che cosa avrei detto ... avrei detto... lasciatemi riflettere ... prenderò una decisione entro l'anno
Penso che una grande maggioranza abbia votato a favore della Coppa di calcio Under 21 in Israele … ora, sapete, vi sono dei problemi, da molto tempo... ma per quanto riguarda il gioco del calcio, stiamo cercando di fare in modo di aiutare i giovani, di aiutare la gente, a vivere meglio. Perciò stiamo cercando, attraverso il gioco del calcio - che sia in Palestina o in Israele - ad aiutare i giovani.
Non siamo soltanto un gruppetto di persone, ma rappresentiamo 6000 persone che ci hanno chiesto di venire a domandare una spiegazione al signor Platini e agli altri membri del comitato esecutivo della UEFA. Queste persone vogliono una spiegazione. Israele ha incarcerato i giocatori palestinesi, ha distrutto per la seconda volta lo stadio di Gaza, perciò gli sportivi palestinesi hanno scritto al signor Platini chiedendogli di cancellare questa decisione.
Le persone che sono venute qui ieri non sapevano esattamente che cosa stessimo facendo, ma noi ci stavamo adoperando per far sì che .. lì ... le cose vadano per il meglio ...
Calciatori incarcerati, Israele squalificato





