Comunicati

Come vincitrice israeliana dell'Eurovisione, Barzilai rappresenta lo stato e partecipa agli sforzi di “rebranding” [ri-promozione] del governo israeliano al fine di perpetuare un falso senso di normalità, mentre vengono nascoste le sue violazioni dei diritti umani dei palestinesi e del diritto internazionale.

Israele utilizza apertamente la cultura come strumento di propaganda per nascondere, giustificare o distrarre dal suo regime di occupazione, colonizzazione per insediamento e di apartheid sul popolo palestinese.

L'appello del PACBI per un boicottaggio culturale di Israele è strettamente istituzionale, nel senso che prende di mira le istituzioni israeliane per la loro complicità nell'oppressione israeliana dei palestinesi. Ancorato ai principi del diritto internazionale e dei diritti umani universali, il movimento BDS, incluso il PACBI, respinge, in linea di principio, il boicottaggio delle persone basato sulla loro identità (come cittadinanza, razza, genere o religione) o opinione.

Nel caso, tuttavia, un individuo rappresenti lo stato di Israele o una istituzione israeliana complice, o venga incaricato/reclutato per partecipare agli sforzi israeliani di "rebranding", allora le sue attività sono soggette al boicottaggio istituzionale lanciato dal movimento BDS. Gli ambasciatori culturali non sono semplicemente individui, sono rappresentanti ufficiali del regime di occupazione e apartheid di Israele.

Il 13 agosto 2018 la Campagna palestinese per il boicottaggio accademico e culturale di Israele ha inviato una lettera a Ralph Tarraf, capo della delegazione dell'UE in Cisgiordania e a Gaza, tra altri funzionari dell'UE, a proposito del programma dell'UE "Giovani leader israeliani e palestinesi al Parlamento europeo". La lettera sottolinea che il programma viola le fondamentali linee guida del BDS concordate dalla stragrande maggioranza della società civile palestinese.

La lettera afferma inoltre che l'UE e i suoi programmi sono fortemente complici delle violazioni israeliane dei diritti dei palestinesi e del diritto internazionale. Questo programma mira cinicamente a ridurre 70 anni di sofferenze palestinesi sotto il regime colonialista israeliano, l'occupazione militare e l'apartheid a un "conflitto" che può essere risolto attraverso il dialogo.

La lettera chiede all'UE di porre fine a tutte le forme di complicità e di interrompere tutti i suoi programmi di normalizzazione.

Le associazioni di lavoratori, donne e agricoltori palestinesi lanciano un appello agli chef internazionali perché annullino la loro partecipazione al festival culinario Round Tables 2018 a Tel Aviv. "È un tentativo di mascherare le gravi violazioni dei diritti umani palestinesi da parte di Israele".

Noi, sottoscritte associazioni di lavoratori, donne e agricoltori, lanciamo un appello agli chef perché annullino la loro partecipazione al festival culinario Round Tables 2018, in programma a Tel Aviv dal 9 al 23 novembre. Si tratta di un tentativo di mascherare le gravi violazioni dei diritti umani dei palestinesi da parte di Israele.

Diversi chef di fama mondiale si sono ritirati dalle precedenti edizioni del festival culinario, sponsorizzato dal Ministero degli Esteri israeliano, dopo aver appreso il programma del festival.

  • Tra i firmatari finalisti, presentatori e giudici di precedenti edizioni di Eurovision, insieme a noti artisti come Brian Eno, The Knife, e Wolf Alice
  • Dall’Italia firmano Moni Ovadia, i Radiodervish, Vauro, gli Assalti Frontali e Jorit
  • Eurovision chiede a Israele di rispettare la libertà di espressione e di movimento come condizione per ospitare il concorso: ministri israeliani respingono la richiesta.

In una lettera aperta pubblicata sul Guardian, oltre 140 artisti da tutta l’Europa e oltre affermano: "Fino a quando i palestinesi non potranno godere della libertà, della giustizia e della parità di diritti per tutti gli esseri umani, non dovrebbero esserci rapporti - come se niente fosse - con lo stato che nega i loro diritti fondamentali".

I firmatari, tra cui Brian Eno, The Knife, Wolf Alice, alcuni finalisti  di Eurovision e il vincitore del 1994, sostengono l'appello di artisti palestinese per il boicottaggio dell'Eurovision 2019, nel caso sia ospitato da Israele.

Tra i firmatari italiani figura il drammaturgo ed intellettuale Moni Ovadia, il noto gruppo di world music Radiodervish, Vauro, gli Assalti Frontali e il Coro partigiano triestino Pinko Tomažič. Ha firmato anche lo street artist napoletano Jorit, di recente arrestato e deportato da Israele per aver creato un murales della diciasettenne palestinese Ahed Tamimi mentre era detenuta nelle carcere israeliane.

Le esibizioni di Nick Cave a Tel Aviv e le sue recenti affermazioni sono un regalo propagandistico  all'apartheid israeliano.

Fuori l'apartheid dal menù

Alla cortese attenzione di:

7132 Silver, Swiss Alps
Chef Sven Wassmer

Andreu Genestra, Mallorca
Chef Andreu Genestra Garcia

Xemei, Barcelona
Chefs Stefano & Max Colombo

L’Air du Temps, Éghezée
Chef Sang Hoon Degeimbre

Maido, Lima
Chef Mitsuharu Tsumura

El Sud 777, Mexico City
Chef Edgar Nuñez

Il Desco, Verona
Chefs Elia & Matteo Rizzo

Ricard Camarena Restaurant, Valencia
Chef Ricard Camarena

Little Social, London
Chef Jason Atherton, Head-chef Cary Docherty

Aniar, Galway
Chef JP McMahon, restaurateur Drigin Gaffey

The Elephant, Torquay
Chef Simon Hulstone

Loch Bay, Stein, Isle of Skye
Chefs Michael and Laurence Smith

Kadeau, Copenhagen
Chef Nicolai Nørregaard

Pok Pok, New York
Chef Andy Ricker

Noi sottoscritti gruppi della società civile, vi scriviamo in merito alla vostra prevista partecipazione all’evento culinario Round Tables Tour che si terrà a Tel Aviv dal 29 ottobre al 17 novembre, 2017. Vi invitiamo a riconsiderare la vostra partecipazione a questa iniziativa volta a utilizzare l’alta cucina per mascherare la negazione da parte di Israele dei diritti fondamentali dei palestinesi.

Ricordando l'uso dell'arte da parte del musicista per parlare apertamente contro l'ingiustizia, i palestinesi chiedono a Nick Cave di annullare i concerti in Israele.

Caro Nick Cave,

Ti stiamo scrivendo dalla Palestina per chiederti di annullare i tuoi concerti in Israele nel prossimo novembre. Speriamo che tu prenderai in considerazione la nostra richiesta per un boicottaggio culturale con una mente aperta, e un cuore aperto.

Unisciti a noi per una conversazione dal vivo, di un'ora, sul boicottaggio culturale di Israele con uno dei più grandi musicisti di oggi.

Sabato 15 luglio 2017

17 UTC [Ore 19 italiane]

La Campagna Palestinese per il Boicottaggio Accademico e Culturale di Israele (PACBI) è entusiasta di ospitare una conversazine con Roger Waters sul suo sostegno al boicottaggio culturale di Israele e dei diritti dei palestinesi.

Unisciti alla nostra campagna che esorta i Radiohead a cancellare il loro concerto in Israele e a rispettare la linea rossa palestinese

Il gruppo rock britannico Radiohead intende esibirsi per l’apartheid israeliana con un concerto a Tel Aviv il 19 luglio 2017. Accettando di esibirsi in Israele, Radiohead contribuisce a creare la falsa idea che Israele sia un paese normale come qualsiasi altro e aiuta Israele a nascondere la sua oppressione nei confronti Palestinesi.

I Palestinesi sollecitano i Radiohead a cancellare il loro concerto del 19 luglio in Israele e ad accogliere le linee del boicottaggio culturale.

Firma la petizione: https://actionsprout.io/AFAD07