Comunicati
Per la sospensione dei rapporti di collaborazione con le istituzioni israeliane coinvolte nel genocidio, nell'occupazione e nell'apartheid, e con la filiera bellica.
L'università è l’istituzione deputata alla produzione critica del sapere e si fonda sui principi della cooperazione internazionale, della solidarietà tra i popoli e del pacifismo. In un contesto internazionale segnato da genocidi e da conflitti armati, da crimini di guerra e violazioni sistemiche del diritto internazionale, che coinvolgono attori statali e non statali, l'istituzione universitaria ha il dovere di dotarsi di strumenti normativi e procedurali adeguati a impedire che le proprie attività di ricerca e i propri accordi di collaborazione si traducano in un contributo, diretto o indiretto, alla violazione di tali principi fondativi.
Ciò implica in primo luogo la definizione di criteri chiari per la sospensione o la cessazione dei rapporti istituzionali con soggetti responsabili di gravi violazioni del diritto internazionale umanitario. Implica, in secondo luogo, una regolamentazione rigorosa delle ricerche e delle loro applicazioni dual use, in conformità con la Raccomandazione (UE) 2021/1700 della Commissione europea del 15 settembre 2021, relativa ai programmi interni di conformità per i controlli sulla ricerca riguardante prodotti a duplice uso.
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Il radicalismo strategico invita il movimento a impiegare molteplici tattiche che tengano conto dei contesti locali per rafforzarsi e amplificarsi a vicenda. Una vittoria strategica e incrementale per un campus è una vittoria per tutti.
La Campagna Palestinese per il Boicottaggio Accademico e Culturale di Israele (PACBI) accoglie con favore l’immensa solidarietà con il popolo palestinese nei campus universitari di tutto il mondo. Abbiamo precedentemente espresso il nostro forte sostegno per ogni azione studentesca strategica e di principio e per l’importanza di questa rivolta globale nei campus a sostegno della lotta di liberazione palestinese.
PACBI è in dialogo costante con studenti e organizzatori di facoltà in molte università in tutto il mondo, praticamente in tutti i continenti. Nelle ultime settimane, abbiamo visto gruppi di solidarietà universitaria provare vari approcci nell’organizzazione dei loro campus. Alcuni si sono rifiutati di negoziare con le amministrazioni universitarie, altri hanno avviato trattative ma hanno preferito resistere per accordi più forti. Alcuni hanno preferito un’escalation graduale, mentre altri ancora hanno raggiunto accordi con l’amministrazione universitaria. Questi accordi spaziano dalle promesse di divulgazione agli impegni a discutere di disinvestimento o boicottaggio accademico, all’impegno a garantire impegni a disinvestire o porre fine ai legami con società complici e istituzioni israeliane (per un elenco di accordi vedere l’American Friends Service Committee).
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Sosteniamo e aderiamo con convinzione alla lettera che 1.670 tra accademiche e accademici, ricercatrici e ricercatori, e personale tecnico-amministrativo, impegnati in centri di ricerca e università in Italia e all’estero, hanno inviato in data 29 febbraio 2024 al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione industriale per chiedere la sospensione dell’Accordo di cooperazione scientifica, industriale e tecnologica tra Italia e Israele.
Prendiamo atto altresì con soddisfazione di una prima risposta del mondo accademico con la decisione del Senato Accademico dell’Università di Torino di sospendere la partecipazione dell’Ateneo al bando del MAECI per l’anno 2024 “visto il protrarsi della situazione di guerra a Gaza.”
Sosteniamo e partecipiamo alle mobilitazioni che si stanno sviluppando in tutta Italia per chiedere l’interruzione delle collaborazioni tra le università italiane e le istituzioni accademiche e di ricerca israeliane. Accogliamo con favore le iniziative nelle università degli studenti del collettivo Cambiare Rotta inserite nella iniziativa Israeli Apartheid Week contro il genocidio in atto a Gaza.
La risposta di Israele all’azione della resistenza palestinese del 7 ottobre 2023 costituisce uno spaventoso atto di punizione collettiva di massa, col taglio di cibo, acqua, medicine, carburante, elettricità e con la pressoché totale distruzione delle infrastrutture civili: case, ospedali, scuole, università: si tratta di una vera campagna di annientamento. I morti ufficiali sono oltre 32.000, e oltre 75.000 feriti gravi soprattutto donne e bambini insieme ad un numero record di giornalisti ed operatori sanitari: tali cifre sono destinate a crescere di decine di migliaia, perché la gente sta morendo d’inedia, sete e malattie infettive.
Lo scorso 26 gennaio, la Corte Internazionale di Giustizia, ha emesso una sentenza nella quale si riconosce che vi è un rischio plausibile che Israele stia commettendo il crimine di genocidio a Gaza, e ha richiesto misure preventive urgenti vincolanti per porre fine a tutte le azioni che possono contribuire al genocidio.
Questa sentenza non riguarda solo Israele, ma implica per tutti gli stati la responsabilità legale di porre fine ad ogni complicità con il crimine di genocidio e di prevenire la sua attuazione.
Israele non ha fermato il massacro a Gaza e gli stati occidentali, Italia compresa, continuano a sostenerlo, fornendo sostegno politico e armamenti. Gli stati complici di Israele hanno tagliato anche i finanziamenti a UNRWA, unica agenzia ONU in grado di organizzare una distribuzione capillare degli aiuti umanitari alla popolazione, contribuendo così all’utilizzo della fame come arma di guerra. La fornitura di armi a uno stato sospettato di commettere il crimine di genocidio può configurare la complicità nella sua attuazione [1].
I finanziamenti previsti nell’ambito del bando di cooperazione tecnico-scientifica del MAECI potrebbero essere utilizzati per progetti di “ricerca” e collaborazioni “tecnologiche” dual use, che prevedono un’applicazione anche militare, oltre a quella civile. Per l’Italia, che tra l’altro non ha interrotto l’esportazione di armi verso Israele dopo il 7 ottobre 2023[2], nonostante il governo lo neghi, si configurerebbe una complicità con Israele nel crimine di genocidio.
Chiediamo pertanto che l’Accordo di cooperazione industriale, scientifica e tecnologica tra le università e i centri di ricerca italiani e israeliani venga sospeso immediatamente, come atto dovuto da parte dell’Italia per adempiere alle sue responsabilità ai sensi del diritto internazionale e delle misure richieste agli stati dalla Corte Internazionale di Giustizia, evitando una complicità nell’attuazione del crimine di genocidio nella Striscia di Gaza e agendo per prevenirlo.
Crediamo che la sospensione dell'Accordo di cooperazione costituisca uno strumento efficace di pressione per imporre a Israele il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale, assieme ad altre azioni portate avanti dal movimento internazionale di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) per porre fine alle complicità di governi, aziende, università e istituzioni che permettono a Israele di continuare un sistema di colonialismo, occupazione e apartheid che dura da oltre 75 anni.
[1] https://www.fidh.org/en/region/north-africa-middle-east/israel-palestine/the-european-union-must-sanction-israel-for-its-crimes-in-gaza
[2] https://altreconomia.it/litalia-ha-esportato-armi-e-munizioni-verso-israele-dopo-il-7-ottobre-i-dati-dellistat/
Partecipa alla discussione con studenti e accademici che si organizzano contro l'apartheid israeliana e contro la privatizzazione, la catastrofe climatica, il razzismo, il sessismo e la militarizzazione delle università.
Quest'anno ha portato a sfide senza precedenti a livello globale, poiché un mondo ineguale è alle prese con una pandemia globale. Questa pandemia ha messo a nudo profonde divisioni costruite su secoli di oppressione strutturale: razzismo, colonialismo, capitalismo neoliberista, patriarcato e catastrofe climatica.
Gli studenti di tutto il mondo sono in prima linea non solo nel reinventare un mondo diverso e più giusto, ma anche nel realizzarlo. Negli ultimi decenni, hanno lavorato per aumentare la consapevolezza dell'apartheid di Israele e hanno condotto campagne per il boicottaggio accademico e culturale di Israele. Gli studenti di tutto il mondo hanno anche plasmato lotte contro la privatizzazione dell'istruzione, contro l'etero-patriarcato e il saccheggio del nostro ambiente. Nella serie di lotte studentesche, vediamo il vero significato dell'intersezionalità e del vero internazionalismo.
Ti invitiamo a unirti a noi per una conferenza di tre giorni per riflettere sulle lotte studentesche in corso e sulle sfide organizzative. Decolonizzare le nostre università: studenti uniti contro l'oppressione è stato organizzato dalla Campagna palestinese per il boicottaggio accademico e culturale di Israele e dal più ampio movimento BDS dal 13 al 15 novembre. Partecipa alla discussione con studenti e accademici che si organizzano contro l'apartheid israeliana e contro la privatizzazione, la catastrofe climatica, il razzismo, il sessismo e la militarizzazione delle università.
Segui questo link per registrarti: http://bit.ly/student-conf
* La traduzione verrà fornita in arabo e spagnolo
13 novembre - Sfidare l'apartheid israeliana nell'università
11:00 EST, 13:00 Cile, 16:00 Regno Unito, 17:00 CET, 18:00 Città del Capo e Palestina
Dr. Rafeef Ziadah è un’accademica, poeta e attivista palestinese. Introdurrà e modererà il panel.
Drashti Brahmbhatt ha organizzato con la campagna Brown Divest che ha chiesto alla Brown University di disinvestire dalle aziende complici dell'apartheid e dell'occupazione israeliana. Attualmente sta conseguendo un master in politica urbana e sociale presso la Columbia University.
Jeremy Phillips è stato presidente del Palestine Solidarity Forum presso l'Università di Cape Town ed è stato coinvolto nella campagna per il boicottaggio delle istituzioni accademiche israeliane complici. Ora è uno studente post-laurea presso l'Università di Fort Hare.
Anwar N. è una studentessa e attivista italo-palestinese. Fa parte del gruppo studentesco Progetto Palestina dell'Università di Torino che promuove il boicottaggio accademico delle università israeliane complici.
Camila Mattar Hazbun è un avvocato laureato in diritti umani presso l'Universidad Austral de Chile. È una discendente palestinese di terza generazione nata a Valdivia, in Cile, ed è attiva nella Gioventù Araba per la Palestina di Valdivia e BDS Cile.
14 novembre - L'educazione non è in vendita: Lotta al razzismo e al capitalismo
12:00 EST, 14:00 Cile, 17:00 Regno Unito, 18:00 CET, 19:00 Città del Capo e Palestina
Nick Estes è Assistant Professor presso il Dipartimento di Studi Americani presso l'Università del New Mexico e co-fondatore di The Red Nation. Introdurrà e modererà il panel.
Ajamu Amiri Dillahunt è un'attivista e studentessa di dottorato presso la Michigan State University.
Shaeera Kalla è l'ex presidente della SRC alla Wits University e co-organizzatrice di Fees Must Fall.
Maria Santiago è una studentessa dell'Universidad Complutense de Madrid e organizzatrice della campagna Apartheid Free Zones.
Linda Tabar è una professoressa alla Birzeit University e autrice del libro di prossima uscita "Palestine, Memory, Decolonization: Native Encounters with Modernity and Imaginaries of Liberation ".
15 novembre - Demilitarizzare le nostre università: Porre fine alla repressione nelle università
10:00 Bogotà e EST, 15:00 Regno Unito, 16:00 CET, 17:00 Palestina, 20:30 Delhi
Dima Khalidi è la fondatrice e direttrice di Palestine Legal. Introdurrà e modererà il panel.
Dhiraj K Nite è Assistant Professor, School of Liberal Studies, Ambedkar University, Delhi (India) e Presidente dell'Ambedkar University Faculty Association
Helberth Choachi è un insegnante e coordinatore per la laurea in educazione con enfasi sui diritti umani, Facoltà di educazione, Università pedagogica nazionale, Bogotá, Colombia
Aseel Hussain è un attivista dell'iniziativa Idea Factory presso la Birzeit University
Natasha Ion è Coordinatrice per la costruzione di campagne e movimenti presso People & Planet
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Fonte: BNC
Traduzione di BDS Italia
Un'aula di Gaza distrutta durante gli attacchi di Israele del 2014: Active Stills, Basel Yazouri
L'ordine esecutivo (EO) annunciato da Trump vorrebbe andare nel solco dei suoi pericolosi attacchi alla difficile battaglia per i diritti democratici.
Fare un uso illegale dei finanziamenti federali per costringere le università a reprimere la libertà accademica e la libertà di parola a sostegno dei diritti dei palestinesi ai sensi del diritto internazionale è antidemocratico e anti-palestinese.
I palestinesi chiedono che vengano scissi i legami istituzionali con le università israeliane in quanto partner del regime di apartheid di Israele e dei suoi crimini contro i palestinesi. Le università israeliane sono complici nella progettazione, attuazione, giustificazione e camuffamento del sistema israeliano di oppressione razziale.
Questo EO non riguarda la lotta all'antisemitismo, ma piuttosto la repressione della contestazione verso Israele e il respingimento della costante crescita di misure responsabili che provengono dai campus statunitensi dando speranza ai palestinesi.
Non abbiamo dubbi che accademici e studenti di sani principi continueranno a resistere agli attacchi ai diritti all'istruzione e alla libertà accademica, ovunque si verifichino.
Fonte: PACBI
Traduzione di BDS Italia
Con un voto di importanza storica, la British Society for Middle Eastern Studies [Società Britannica per gli Studi sul Medio Oriente] si è unita ad un crescente numero di associazioni accademiche che rifiutano di essere complici delle gravi violazioni di norme di diritto internazionale da parte di Israele.
La Campagna Palestinese per il Boicottaggio Accademico e Culturale di Israele (PACBI) si congratula calorosamente con la British Society for Middle Eastern Studies (BRISMES) per aver votato in modo massiccio l’adesione alla richiesta palestinese di boicottare le istituzioni accademiche israeliane che sono complici.
BRISMES si unisce a un crescente numero di istituzioni academiche che stanno prendendo posizione a favore dei diritti dei palestinesi rifiutando di essere complici delle gravissime violazioni delle norme di diritto internazionale da parte di Israele. Le istituzioni accademiche israeliane giocano un ruolo ben documentato non solo nel giustificare, ma anche nel pianificare la messa in atto e la continuazione del sistema israeliano di oppressione che nega i diritti umani fondamentali ai palestinesi, compreso il diritto allo studio.
Riceviamo e pubblichiamo il testo della protesta inviata agli organizzatori di ESOF 2020 da parte del Comitato BDS di Trieste, che vedrà Israele tra i principali paesi ospitati, rimarcando gli accordi di cooperazione tra Regione Friuli Venezia Giulia e Israele.
Come noto, la città di Trieste è stata selezionata per ospitare l’edizione 2020 di ESOF, la più importante manifestazione europea focalizzata sul dibattito tra scienza, tecnologia, società e politica. La manifestazione si svolgerà a Trieste tra giugno e luglio 2020 e avrà il suo momento principale da sabato 4 luglio a venerdì 10 luglio 2020.
La lettera è stata inviata ai rappresentanti del mondo accademico, della comunità scientifica e agli studenti e studentesse dell’Università di Trieste.
Il Consiglio dell'Università di Città del Capo, la più importante università africana, decide di riservarsi il diritto di dissociarsi dalle istituzioni accademiche che sostengono o mettono in atto, direttamente o indirettamente, la violazione dei diritti umani.
Accogliamo con favore la decisione dell'Università di Città del Capo di "condannare le atrocità e le violazioni dei diritti umani perpetrate nei Territori Palestinesi Occupati" e di riservarsi il diritto di dissociarsi dalle "istituzioni accademiche che sostengano (direttamente o indirettamente) o consentano la violazione dei diritti umani".
Leggi: L' Università di Città del Capo decide di condannare le violazioni dei diritti umani dei...
La società civile palestinese risponde ai tentativi dell'Università del Michigan di mettere a tacere gli insegnanti che agiscono a sostegno dei diritti umani dei palestinesi: "Finché le università israeliane continuano a sviluppare armi usate per brutalizzare e controllare i palestinesi ... a rubare terra palestinese e a fornire copertura intellettuale per i crimini di guerra di Israele, non dovrebbero sussistere con loro i consueti accordi: gli insegnanti che agiscono coraggiosamente sulla base di principi dovrebbero essere sostenuti, non puniti. l'Università del Michigan è fortunata ad averli tra le sue fila".
Secondo quanto riferito, l'Università del Michigan punirà gli insegnanti che hanno deciso di rispettare i picchetti palestinese contro le istituzioni israeliane discriminatorie e a sostegno dei diritti umani dei palestinesi.
Omar Barghouti, co-fondatore della Campagna palestinese per il boicottaggio accademico e culturale di Israele (PACBI), ha dichiarato:
La campagna BDS per i diritti dei palestinesi è un movimento inclusivo per i diritti umani che respinge tutte le forme di discriminazione razziale e di intolleranza ed è fermamente impegnato per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza di tutte le persone.
È vergognoso che Mark Schissel, Direttore della University of Michigan, stia usando il linguaggio dell'equità e dell'inclusione per costringere gli insegnanti della sua università ad agire contro i loro principi e a violare i picchetti palestinesi contro le istituzioni israeliane palesemente inique e discriminanti. Le università israeliane complici svolgono da decenni un ruolo importante nella pianificazione, attuazione e giustificazione delle politiche di apartheid di Israele e le gravi violazioni dei diritti umani dei palestinesi.
Misure repressive simili da parte di funzionari universitari statunitensi che tentavano di indebolire il boicottaggio accademico contro l'apartheid in Sud Africa negli anni 80, sono oggi universalmente condannate dai progressisti di tutto il mondo come un fallimento morale dalla parte sbagliata della storia.
Finché le università israeliane continueranno a sviluppare sistemi di armamenti usati per brutalizzare e controllare i palestinesi, ad attuare politiche discriminatorie, a rubare terra palestinese e a fornire copertura intellettuale per i crimini di guerra di Israele, non dovrebbero sussistere con loro i consueti accordi. Gli educatori che agiscono coraggiosamente sulla base dei loro principi dovrebbero essere sostenuti, non puniti. L'Università del Michigan ha la fortuna di averli tra le sue fila.
La campagna palestinese per il boicottaggio accademico e culturale di Israele (PACBI) è stata avviata nel 2004 per contribuire alla lotta per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza dei palestinesi. Il PACBI sostiene il boicottaggio delle istituzioni accademiche e culturali israeliane, data la loro profonda e persistente complicità nella negazione, da parte di Israele, dei diritti dei palestinesi come previsto dal diritto internazionale.
Fonte: BNC
Traduzioni di BDS Italia
L'Associazione degli Ordini degli Avvocati Palestinesi e la Federazione Palestinese dei Sindacati dei Professori e dei Lavoratori Universitari (PFUUPE) chiedono alla Società Europea di Diritto Internazionale di spostare il suo prossimo forum di ricerca fuori da Israele









