Comunicati

COMUNICATO STAMPA

Milano, 25 maggio 2026

BDS Italia desidera chiarire che la chiusura degli stabilimenti TEVA in Italia non è conseguenza delle iniziative di pressione civile promosse negli ultimi anni.
Attribuire questa decisione al boicottaggio significa distorcere la realtà e rischia di alimentare inutilmente tensioni tra lavoratori, cittadini e movimenti sociali.

Le vere ragioni della chiusura

Le motivazioni alla base della scelta di TEVA sono da ricercare in strategie industriali avviate da anni, come confermato da documenti pubblici e analisi del settore:
Tagli strutturali dei costi: TEVA ha implementato, sin dal 2017, un piano globale di riduzione delle spese operative per aumentare i margini e rispondere alla pressione competitiva internazionale.
Outsourcing dei processi produttivi: la delocalizzazione verso Paesi con costi più bassi è una scelta già osservata in precedenti riorganizzazioni del gruppo.
Strategie pluriennali di ristrutturazione: la razionalizzazione della rete produttiva europea è parte di un percorso iniziato ben prima dell’inizio delle campagne di boicottaggio.

Questi elementi dimostrano che la chiusura dei 4 stabilimenti produttivi italiani di principi attivi (divisione “TAPI”) è il risultato di scelte economiche e industriali, non delle recenti pressioni sociali.

Tuttavia si porta all’attenzione dei dirigenti e dei lavoratori il rischio che la complicità di TEVA con l’esercito israeliano (IDF), con le conseguenti proteste e boicottaggi da parte dei professionisti sanitari e dei consumatori, possa in futuro comportare una flessione delle vendite di farmaci, e in particolare di quelli equivalenti, dato che il mercato farmaceutico italiano offre un’ampia scelta di alternative terapeutiche sicure ed efficaci da parte di aziende più etiche.  

La posizione di BDS Italia

BDS respinge con fermezza ogni tentativo di attribuire la responsabilità dei licenziamenti alla campagna di boicottaggio contro TEVA.

Le iniziative di BDS sono sempre state non violente, trasparenti e mirate esclusivamente a denunciare comportamenti aziendali ritenuti eticamente problematici, in primis il supporto di TEVA all’esercito israeliano.

Il boicottaggio non ha mai avuto come obiettivo i lavoratori né la perdita di posti di lavoro. Al contrario, intende esercitare una pressione pubblica e civile affinché l’azienda adotti scelte più etiche e rispettose del diritto internazionale e dei diritti umani. Le campagne di pressione economica si rivolgono alle responsabilità politiche e manageriali dell’impresa, non alle persone che vi lavorano.

Ricordiamo anche alle Amministrazioni pubbliche, Regioni e Comuni, che è loro dovere monitorare la condotta delle aziende, come ricordato anche dalla Corte Internazionale di Giustizia (CIG) nel parere del luglio 2024, che ha ribadito che tutti gli Stati sono obbligati a far terminare l’occupazione e il genocidio mediante pressione politica, economica e culturale.

Solidarietà ai lavoratori

Esprimiamo la nostra massima solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori colpiti da questa decisione.
Siamo consapevoli dell’impatto umano, economico e sociale che la chiusura di uno stabilimento comporta e riteniamo che:
• i lavoratori non debbano essere usati come scudi o strumenti retorici
• la responsabilità ricada esclusivamente sulle scelte manageriali e finanziarie dell’azienda
• sia necessario un intervento immediato delle istituzioni per garantire tutele, ricollocazioni e sostegno alle famiglie coinvolte.

Chiediamo pertanto a TEVA di prendere le distanze da colonialismo e apartheid israeliano e di adoperarsi per la ricostruzione del sistema sanitario palestinese, distrutto da 78 anni di occupazione e da 2 anni di genocidio israeliani. Un cambiamento delle posizioni dell’azienda metterebbe fine al boicottaggio.

 

Negli ultimi mesi si sta assistendo, in Italia, a una progressiva restrizione degli spazi di agibilità del dissenso politico e civile. Manifestazioni pubbliche, campagne di sensibilizzazione e prese di posizione sono sempre più oggetto di delegittimazione e, in alcuni casi, di iniziative giudiziarie o amministrative.

Tra tutto, l’accusa di antisemitismo — che dovrebbe mantenere il massimo rigore semantico e giuridico — viene strumentalizzata per colpire chi si impegna nella difesa dei diritti del popolo palestinese.

In questa cornice si colloca quanto avvenuto a Carrara, dove alcuni consiglieri comunali di destra hanno presentato un esposto al Prefetto contro la sindaca.

Tra le motivazioni addotte figurano: la decisione di rimuovere i prodotti a marchio TEVA dalle farmacie comunali di Carrara e Fivizzano e la sua partecipazione, con fascia tricolore, a una manifestazione di solidarietà verso 37 cittadini destinatari di avvisi di garanzia per aver preso parte a una protesta non violenta.

L’esposto al Prefetto rappresenta un passaggio di particolare gravità, poiché configura un tentativo di appellarsi alla legalità amministrativa per delegittimare scelte politiche e istituzionali pienamente riconducibili all’esercizio della rappresentanza democratica. Si tratta di un precedente che desta preoccupazione.

La decisione relativa al boicottaggio dei prodotti TEVA non è frutto di un’iniziativa personale della sindaca, bensì dell’esito di una campagna di raccolta firme promossa da Sinistra Italiana Carrara ed ispirata alla campagna del movimento internazionale a guida palestinese BDS (Boicottaggio Disinvestimento e Sanzioni).

Carrara1

BDS Italia esprime piena solidarietà alla sindaca di Carrara e ai cittadini e alle cittadine che hanno chiesto il boicottaggio dei prodotti TEVA.

Teva è al centro di una campagna internazionale di boicottaggio perché è complice di violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale. Negli anni passati ha sostenuto l’esercito israeliano con l’iniziativa “Adopt a Batallion” e dopo il 7 ottobre ha donato all’esercito farmaci essenziali, cibo e attrezzature. Inoltre, Teva approfitta dei vantaggi economici creati dal regime di occupazione illegale dei territori palestinesi, che lascia campo libero alle imprese israeliane e soffoca quelle palestinesi, controllando l’import-export e vietando importazioni di farmaci a basso prezzo.

Secondo il quadro giuridico di riferimento, che include i Principi guida su imprese e diritti umani delle Nazioni Unite, il Diritto Internazionale Umanitario, la Direttiva Europea del 2014 sugli appalti pubblici, le autorità locali sono obbligate a escludere le imprese che violano diritti umani e diritto internazionale dalle procedure di gara d'appalto.

Da qui la raccomandazione di escludere aziende come TEVA da forniture pubbliche.

BDS è al fianco delle cittadine e dei cittadini colpiti da provvedimenti giudiziari solo per aver esercitato il loro diritto costituzionale al dissenso. Tutte e tutti loro non hanno fatto altro che agire contro il silenzio dei governi occidentali sul genocidio palestinese e contro la complicità del governo italiano.

I 37 avvisi di garanzia, notificati a chi manifestava pacificamente, appaiono come un tentativo di reprimere la legittima protesta e di scoraggiare la partecipazione civica, colpendo un diritto fondamentale della democrazia costituzionale. Diritto che non può essere subordinato all’orientamento politico delle amministrazioni che lo tutelano.

Per loro come per la sindaca, risulta evidente l’infondatezza dell’accusa di antisemitismo. L’antisemitismo discrimina le persone ebree in quanto tali; le loro prese di posizione sono, invece, contro le azioni genocide di Israele. Le campagne di boicottaggio mirano a colpire le complicità con il sistema israeliano di occupazione coloniale, di apartheid e di pulizia etnica affinché’ si ristabilisca il rispetto del diritto internazionale. Non è irrilevante ricordare che tra le organizzazioni aderenti al movimento BDS figurano gruppi ebraici come Jewish Voice for Peace, a cui aderiscono decine di migliaia di ebrei antisionisti in tutto il mondo.

L’esposto al Prefetto contro una manifestazione che chiedeva il rispetto del diritto internazionale e la fine delle violazioni dei diritti umani, costituisce un segnale allarmante. Il rischio è che tali iniziative creino precedenti volti a inibire la partecipazione alle piazze e a scoraggiare l’espressione del dissenso.

Confidiamo nel senso civico e nei valori costituzionali affinché quanto accaduto a Carrara non diventi un paradigma replicabile, ma piuttosto un campanello d’allarme. Difendere il diritto al dissenso, la libertà di manifestazione e la solidarietà internazionale significa difendere la qualità democratica del Paese.

 

Comunicato stampa del 31 agosto 2025
Oggetto: La solidarietà e le parole non sono più sufficienti

Il 28 agosto 2025 più di 30.000 operatori sanitari hanno partecipato alla giornata nazionale
di digiuno contro il genocidio a Gaza
. Il Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei
Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO), il dr Filippo Anelli si è espresso così: “Non
possiamo restare inerti e disarmati di fronte a tanta violenza. Nello stesso tempo, prendiamo le
distanze da ogni iniziativa di boicottaggio volta a danneggiare il popolo di Israele, che è vittima e
non responsabile di questa ingiusta guerra”.

Il Presidente ha omesso di ricordare le iniziative dei sanitari attive da oltre 20 mesi. Le
richieste di azioni concrete da parte delle istituzioni sono state avanzate più volte, l’ultima a maggio
2025 con un documento della rete Sanitari per Gaza sottoscritto da oltre 50.000 operatori. La
FNOMCeO ha ignorato l’appello, nonostante il numero e la gravità della richiesta, fondata su
deontologia e umanità. Con le sue parole, il Presidente, come molti media, non ha evidenziato i
punti cruciali della richiesta dei sanitari contro il genocidio. Richieste precise e concrete che
includono la richiesta 1:
1. al governo italiano: di sospendere immediatamente accordi militari e fornitura di armi
ad Israele
e di chiedere con urgenza il cessate il fuoco e l’apertura di corridoi umanitari per
aiuti alimentari e sanitari alla popolazione di Gaza allo stremo delle forze;

2. alle Aziende e Istituzioni sanitarie, agli Ordini professionali, alle Società Scientifiche, alle
Università e agli Istituti di ricerca: di adottare formalmente una dichiarazione ove si riconosca
il genocidio
in corso e si affermi l’impegno dell'istituzione a contrastarlo con ogni mezzo a
disposizione, come la petizione internazionale “Stop the Silence: Call on academic and
professional associations to publicly recognise the genocide in Gaza”2.

3. ai Medici, ai Farmacisti, ai Pazienti, alle Regioni, ai Comuni: di aderire alla campagna di
boicottaggio “TEVA? NO GRAZIE!”
3 promossa da Sanitari per Gaza e BDS_Nazionale contro
l’azienda farmaceutica israeliana TEVA. La campagna ha come obiettivo la risoluzione di contratti
in essere, o il rifiuto di accordi futuri con un’azienda che è non solo complice di occupazione e
apartheid, da cui trae profitti, ma ha anche attivamente sostenuto l’esercito israeliano, colpevole di
genocidio.

Su questo ultimo punto il Presidente dichiara di “prendere le distanze”. Gli sarà sfuggito il
dossier della relatrice speciale delle Nazioni Unite, “From economy of occupation to economy
of genocide"4, in merito a come gli interessi economici di aziende private siano tra le prime
cause motrici del genocidio e del silenzio del mondo occidentale
.

A tal proposito, TEVA gode dei vantaggi generati dall’occupazione illegale dei territori
palestinesi
, condizione che le consente di sfruttare il mercato palestinese, che è di fatto un
mercato vincolato alle aziende israeliane. I profitti di TEVA contribuiscono all’economia israeliana e
vanno a rafforzare l’apparato militare sostenuto apertamente dall’azienda e autore di crimini
contro l’umanità
 (lo stesso che bombarda ospedali e civili) 5.

Il boicottaggio è un’azione di lotta non violenta per supportare la liberazione del
popolo palestinese
. La Corte Internazionale di Giustizia ha indicato che, di fronte all’illegalità
dell’occupazione israeliana
della Cisgiordania, di Gerusalemme est e di Gaza e allo stato di
apartheid, tutti gli Stati dovrebbero recidere qualsiasi relazione economica, commerciale e di
investimento con Israele nei territori occupati
e che “i sostenitori del BDS non hanno solo
un’alta posizione morale, ma anche una solida base del diritto internazionale”
6.

No presidente, "non possiamo rimanere inerti" di fronte a questo genocidio ed è proprio per questo
che ribadiamo la fondamentale importanza del boicottaggio come strumento pacifico ed efficace
ricordandoci che il mondo ha messo fine alla politica di apartheid in Sud Africa proprio grazie
al boicottaggio internazionale!

Bibliografia
1https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSe4uy9Zpp9Vc302g-5tIQGcxzvKBSYNdwvzI06EO1BVAUZPhQ/viewform
2https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdv805xY_0Kwt5zMw_y0JD7bLMU8Fe98saWGhgNP0PCZCIEsA/viewform
3 https://bdsitalia.org/index.php/campagne/teva-no-grazie
4FROM ECONOMY OF OCCUPATION TO ECONOMY OF GENOCIDE
5 KPMG; “Teva Pharmaceutical Industries Ltd Targeted Research”; 19 December 2024
6 https://mondoweiss.net/2024/08/the-icj-finds-that-bds-is-not-merely-a-right-but-an-obligation/

Firmatari:
Rete Nazionale Sanitari per Gaza
BDS Italia
#digiunogaza

Con l’adesione di:
Medicina Decoloniale

IL CASO - Nell’ambito di una campagna di sensibilizzazione e invito a cessare le complicità nel genocidio palestinese, una dottoressa e un'infermiera hanno realizzato un video di poco più di un minuto, nel quale gettano in un cestino dei rifiuti una scatola di salviette e una di integratori marchio TEVA, brevemente spiegando le ragioni del boicottaggio.

Il video, realizzato all'interno della Casa della Salute di Pratovecchio Stia, in provincia di Arezzo, è stato diffuso sui social, e i modi in cui i media mainstream ne hanno parlato è stato a tal punto impreciso, strumentale, denigratorio verso le due attiviste, e soprattutto pretestuosamente rivolto a invalidare la campagna (campagna che, partita dall'Italia, ha ormai assunto carattere internazionale) che riteniamo necessari alcuni chiarimenti, tanto verso l’accaduto quanto riguardo la campagna stessa.

Si potrebbe discutere della postura etica di un Paese che si scandalizza per un video di sensibilizzazione e di denuncia più che per i video e le immagini che arrivano da Gaza, e che richiamano alla memoria un passato che nulla ha insegnato.

Si potrebbe discutere anche della postura etica di media che parlano addirittura di video-choc, e di politici che si appellano nientemeno che al decoro del camice, chiedendoci se codesto decoro si perda nel denunciare la uccisione sistematica di medici e paramedici, assieme alla distruzione mirata di ogni ospedale e presidio medico, fino alla negazione di medicinali e apparecchiature, financo delle incubatrici per bambini, oppure se sia macchiato dal silenzio assordante dietro cui i vari Ordini si nascondono da ventidue mesi.

In ogni caso, preme sottolineare alcune questioni.

IL VIDEO (NON) DI SCUSE

Al video di sensibilizzazione se ne è aggiunto un secondo di spiegazione, reso necessario dal clima di intimidazione di politici e dalla usuale macchina del fango mediatica: in esso si chiarisce l’ovvio, ovvero un gesto simbolico, che le scatole non sono state effettivamente buttate se non nel tempo necessario alla ripresa, realizzata fuori orario di servizio: questo a tacitare chi si scandalizzava per una scatola di salviette e integratori parlando di sottrazione di farmaci, e chi scopriva un rispetto per il cartellino più che svizzero e decisamentesorprendente in questo Paese.

A differenza di quello che vari cronisti hanno provato a dire e titolare, le due non si sono scusate per il gesto, ma solo per essere state fraintese. Soprattutto per tutelarsi da chi, era evidente, era disposto a ogni pretesto per montare un caso.

Fa piacere constatare, dalle reazioni delle persone e dai commenti, che il gesto è stato in larghissima parte applaudito, condiviso, perfettamente compreso nelle sue limpide intenzioni: segno di una cresciuta sensibilità sui crimini israeliani in Palestina e del lavoro credibile portato avanti dalla campagna.

LA CAMPAGNA

La campagna TEVA? NO, GRAZIE non nasce dalla iniziativa coraggiosa del sindaco di Sesto Fiorentino, come qualcuno ha erroneamente scritto, ma è partita oltre un anno fa da BDS Italia, assieme ai Sanitari per Gaza. Conta ora partner in Francia, Gran Bretagna, Germania, Spagna, Irlanda, USA e Canada.

Si rivolge ovviamente al singolo cittadino, per un principio di consumo etico e scelta consapevole, ma anche a medici, farmacisti, associazioni di pazienti, presidi solidali, affinché smettano di prescrivere, laddove possibile – di fatto pressoché sempre - farmaci legati a TEVA e alle sue consorziate Dorom, Ratiopharm e Cephalon.

Il passo successivo è ovviamente nella direzione di Sesto Fiorentino, ovvero la richiesta agli enti territoriali - Comuni, Regioni - affinché interrompano le forniture #TEVA. In un'ottica più ampia e oltre Israele, pretendiamo appalti etici e gare che escludano aziende complici nella violazione dei diritti umani, o che da questi traggano profitto. In questo senso si sono mossi, ad esempio, il comune di Napoli e il comune di Bologna.

PERCHE’ TEVA

TEVA non è oggetto di una campagna di boicottaggio internazionale in quanto israeliana - il boicottaggio valuta la complicità, non la appartenenza, si potrebbe schematicamente sintetizzare.

TEVA è oggetto di boicottaggio perché trae profitti illeciti dal mercato vincolato imposto da un sistema di occupazione che la rende monopolista, esattamente mentre soffoca ogni possibilità di sviluppo e di autodeterminazione da parte palestinese, che sia una farmaceutica propria o altro.

È inoltre attivamente coinvolta nella mattanza in corso a Gaza con forniture e con incessanti campagne di immagine a favore dell’esercito e di Israele.

Né si limita alla Palestina un profilo etico a dir poco discutibile, essendo stata multata dalla UE per 462 milioni di euro per concorrenza sleale e forme di abuso di posizione dominante.

IL BOICOTTAGGIO E LA SALUTE

Sapendo di toccare un tasto sensibile nelle corde degli italiani, si è provato a dire che il boicottaggio comprometta il diritto alle cure e l’accesso al farmaco di medicinali indispensabili e non sostituibili. Nulla di più falso, anzitutto perché TEVA stessa trova il suo core business nel generico, dunque è già e per definizione un sostituto. E per un limitatissimo range di farmaci non boicottabili, le farmacie sono tenute a rendere disponibile il farmaco richiesto, decidendo in autonomia per il resto di quelli perfettamente sostituibili.

ECCELLENZA E POSTI D LAVORO SONO NON-MOTIVI

Un altro pseudo-argomento vorrebbe TEVA eccellenza in campo medico, leader di ricerca e di progresso: posto che sia vero, e non collocabile nel solco della decennale campagna di immagine di Israele, anche il Terzo Reich era leader nella fisica teorica e nucleare: questa presunta superiorità, ora scientifica, ora tecnologica, ora militare, ora culturale, legittima forse un genocidio?

Questa è - nuovamente e sempre - postura coloniale di chi, arrogandosi un (molto dubbio) primato di civiltà, pensa di farne un lasciapassare alla pulizia etnica e all’arbitrio: si chiama #techwashing. Tutti i colonialismi, tutti i genocidi hanno narrazioni suprematiste simili.

Quanto agli stabilimenti TEVA in Italia, e alle persone cui darebbero lavoro, davvero in nome del lavoro si può abdicare a ogni principio etico, venire a patti con ogni complicità? E poi davvero sarebbe necessario, o è solo, di nuovo, uno pseudo-argomento per toccare tasti sensibili? La stessa questione si poneva, per esempio, con la campagna contro Carrefour, ora in via di felice chiusura in quanto, come forse noto, Carrefour lascerà l’Italia: questo non significa ovviamente che lo spazio da loro lasciato non venga riempito da altre aziende, si spera con un profilo etico migliore, che possano riassorbire i dipendenti ex Carrefour. È in fondo un modo di pressione per selezionare e premiare aziende e realtà più sostenibili dal punto di vista dei diritti.

In questo senso, la campagna per la Palestina traccia la via per altre forme di responsabilizzazione civica.

LA CAMPAGNA PROSEGUE

La campagna non solo prosegue, ma beneficia della pubblicità che chi voleva denigrare il gesto, peraltro senza riuscirvi, ha prodotto.

I commenti delle persone sui social, anche di fronte ai titoli più beceri, sono stati positivi e incoraggianti, segno di una opinione pubblica che, nonostante il vergognoso appiattimento dei media su Israele, attinge ad altri canali informativi e si rende conto, o comunque percepisce, con più o meno consapevolezza, il livello di censura e faziosità dei media mainstream italiani, che non hanno mai cessato di essere “scorta mediatica del genocidio”.

Resta la amarezza per delle risposte, anche istituzionali, che non vanno nell’ordine della agibilità democratica, della liceità del dissenso, soprattutto quando ci si espone contro un orrore che, a detta di tutti gli esperti, non ha precedenti negli ultimi decenni. Minacce di licenziamento, di misure disciplinari, di aver offeso il camice e tutto l’usuale tritacarne mediatico, in fin dei conti per cosa? Un gesto assolutamente e senza riserve encomiabile. È il silenzio che offende, e di fronte a una situazione di una tale enormità e di un tale orrore, richiamare a questioni come la netiquette, l’immagine aziendale, la sobrietà, o lo spreco economico, è rivelatore di tempi bui. Non solo per la Palestina.

BDS Italia, Rete Nazionale Sanitari per Gaza

BDS Italia comunica che nei giorni 13-14 giugno, in occasione della quinta giornata nazionale della campagna TEVA? NO GRAZIE, si svolgeranno azioni in diverse città (vedi sotto). L’attenzione questa volta sarà sugli operatori sanitari massacrati, arrestati illegalmente, torturati dall’esercito israeliano, in particolare a Gaza. Verranno letti i loro nomi e la professione in prossimità delle sedi di quotidiani o altri media, per denunciare la carenza di informazione sulla violazione sistematica e senza precedenti di diritti umani fondamentali riconosciuti in tutto il mondo. In contemporanea verranno diffusi volantini per informare i cittadini sulla campagna di boicottaggio di Teva, azienda farmaceutica multinazionale pesantemente complice del regime israeliano.

Nell’ambito del genocidio, dell’annessione e della deportazione che Israele sta mettendo in atto nei confronti del popolo palestinese, c’è la devastazione metodica del sistema sanitario. Ospedali e personale sanitario sono obiettivi deliberatamente scelti dall’esercito israeliano, in aperta violazione della Quarta Convenzione di Ginevra (articoli 18, 19, 20 e 21) e di ogni norma del Diritto Internazionale. Basti pensare che TUTTI i 36 ospedali della Striscia di Gaza sono stati ripetutamente bombardati, che oltre mille medici e infermieri sono stati assassinati e 384 arrestati, rapiti, torturati e violentati (70 di questi fino alla morte) nei centri di detenzione. E non c’è solo Gaza. A Jenin, Tulkarem, Hebron e altre città in Cisgiordania e nel Sud del Libano gli ospedali sono stati ripetutamente attaccati o bombardati, i soccorsi impediti, i rifornimento bloccati, gli operatori sanitari uccisi o arrestati illegalmente. Si tratta di crimini di guerra e crimini contro l’umanità.

Che si tratti di un piano deciso e organizzato in modo sistematico lo dimostrano – se ce ne fosse bisogno – anche alcuni eventi che si sono verificati dopo la rottura della tregua a Gaza: per esempio la scomparsa di un’équipe (due medici e sei infermieri, si presume sequestrati) della Mezzaluna Rossa e gli attacchi alla sede della Croce Rossa Internazionale a Rafah e all’ospedale Nasser a Khan Younis.

Il silenzio degli ordini professionali sanitari

Il 1° dicembre 2024 i movimenti BDS Italia e Sanitari per Gaza hanno inviato una lettera alla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCEO), alla Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI) e a tutti i 90 + 90 Ordini provinciali dei Medici e dei Farmacisti italiani, per chiedere

1) una presa di posizione sul sanitaricidio messo in atto da Israele

2) L’adesione alla campagna di boicottaggio della multinazionale farmaceutica israeliana TEVA, per la sua complicità con le politiche oppressive e genocidarie messe in atto da Israele nei Territori Palestinesi Occupati (TPO), in accordo con il pronunciamento del 19 luglio 2024 della Corte Internazionale di Giustizia (CIG), che richiama all’obbligo morale e giuridico degli Stati di “non prestare aiuto o assistenza per mantenere la situazione creata dalla presenza illegale di Israele nei TPO”.

A distanza di quasi quattro mesi, non abbiamo ricevuto un sola risposta. Gli ordini hanno continuato a tacere, eccezion fatta per le denunce degli attacchi al sistema sanitario – ma senza nominare i responsabili né proporre o intraprendere azioni concrete - di alcuni ordini provinciali (per esempio, per quanto ci risulta, quelli di Torino, Trento e Napoli) e un pronunciamento del Presidente della FNOMCEO, Filippo Anelli, il 27 dicembre 2024, in risposta alla distruzione, evacuazione dei pazienti e del personale e uccisione di 5 medici e sanitari del Kamal Adwan Hospital nel nord di Gaza, dopo quasi tre mesi di assedio e bombardamenti continui da parte dell’esercito israeliano.

Secondo noi restare neutrali in una situazione di palese ingiustizia significa scegliere di stare dalla parte dell’oppressore, perché noi tutti siamo responsabili di ciò che decidiamo di ignorare e perché il silenzio in situazioni come queste non può che equivalere a complicità. Sembra che il clamoroso doppio standard politico messo in atto dai governi nei confronti degli ucraini e dei palestinesi abbia contagiato non solo il mondo dei media, ma persino la deontologia dei rappresentanti dei sanitari italiani.

Abbiamo quindi deciso che un obiettivo della quarta giornata nazionale della campagna Teva? No grazie sarebbe stata anche la denuncia di questo silenzio davanti alle sedi degli ordini sanitari. Di seguito alcune delle iniziative in programma per la quarta giornata nazionale di mobilitazione della campagna Teva? No grazie.

Per informazioni:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Alessandra Cangemi, 3357745510

 

BERGAMO

28 marzo, ore 12 circa: consegna agli ordini professionali dei farmacisti e dei medici lettera per denunciare il silenzio sul sanitaricidio in corso a Gaza, chiedere prese di posizione di netta condanna, invitare al boicottaggio di TEVA.

29 marzo, ore 16,30-17,45: volantinaggio per promuovere la campagna di boicottaggio Teva, da via XX settembre e via Zambonate fino a Porta Nuova-Papa Giovanni.

Per informazioni: Anna 3459485503

ROMA

28 marzo, ore 12: presidio davanti l’ordine dei medici. Bds Roma, Sanitari per Gaza e altre associazioni solidali andranno all’Ordine dei Medici e dei farmacisti per denunciare il silenzio sul sanitaricidio in corso a Gaza, chiedere prese di posizione di netta condanna, invitare al boicottaggio di TEVA. Oltre la consegna della lettera, si prevede di attaccare lungo la via che porta agli ordini adesivi che racano il nome dei sanitari uccisi e il ruolo, come fossero pietre di inciampo (circa 320) e di distribuire volantini sulla campgna Teva ai passanti

Per informazioni: Simona, 3404153664

MILANO

29 marzo, ore 10-12,30: volantinaggio per informare sulla campagna diboicottaggio Teva davanti alle farmacie Falqui (v.le Zara 145), Europa (viale Monza 177), Corsico (c.so Lodi 19), Ticinese (corso san Gottardo 1).

Per informazioni: Valeria, 3311956423

BOLOGNA

28 marzo, ore 18, aula studio Prometeo, via G.B. Ercolani 33: convegno Distruzione del sistema sanitario a Gaza. Il genocidio continua, on Angelo Stefanini, medico volontario Palestinian Children’s Relief Fund, e Raffaele Spiga, BDS Italia

Per informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

MODENA

7 aprile, ore 19, Circolo culturale Eretica, via Niccolò Biondo 266/A: convegno La distruzione sistema sanitario a Gaza. Esperienze solidali in Italia per i Palestinesi amputati e le loro famiglie.

Per informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

PORTO RECANATI

29 marzo, ore 21, biblioteca comunale, corso Matteotti 139: conferenza con Simona Borioni di BDS e Maurizio Manno di Sanitari per Gaza e testimonianza di un attivista palestinese sabato 29 ore 21 biblioteca comunale corso matteotti 139.

Per informazioni: Patrizia, 3297307363

Sabato 15 febbraio avranno luogo in diverse città azioni per la terza mobilitazione nazionale per il boicottaggio della multinazionale farmaceutica israeliana TEVA promossa da Sanitari per Gaza e BDS Italia (vedi elenco sotto).

Perché questa campagna

BDS Italia e Sanitari per Gaza propongono di boicottare l’azienda TEVA, multinazionale farmaceutica israeliana specializzata nella produzione di farmaci generici ampiamente presenti anche in Italia, per protestare contro la sua complicità con le politiche oppressive e genocidarie dello Stato Israeliano contro la popolazione palestinese. Una lettera aperta – rimasta senza risposta - è stata inviata all’AD di Teva Italia.

COMPLICITÀ CON POLITICHE OPPRESSIVE

Israele da decenni occupa militarmente e illegalmente i Territori Palestinesi, inclusa Gerusalemme Est, opprimendo la popolazione e ostacolando l’economialocale con il sistema di “mercato vincolato”, con rigidissime limitazioni all’import/export palestinese e condizioni di favore per aziende israeliane o straniere. TEVA da anni opera nel mercato palestinese sfruttando questo regime vincolato (1).

COMPLICITÀ CON POLITICHE GENOCIDARIE

Lo Stato e l’esercito israeliano hanno prodotto negli ultimi mesi, a seguito dell’azione armata di gruppi palestinesi il 7 ottobre ’23, una pesantissima intensificazione dell’ultradecennale progetto di pulizia etnica della Palestina, in particolare nella Striscia di Gaza, violando tutte le norme del diritto umanitario internazionale, a cominciare dall’articolo 18 della Convenzione di Ginevra, con un massacro sistematico della popolazione civile (ormai valutati in 61.182 tra morti e dispersi, senza contare le persone uccise da fame, sete, freddo e malattie, e 110.000 feriti) e la cancellazione di ogni tipo di infrastruttura civile, incluso il sistema sanitario, con l’assedio, la distruzione o il danneggiamento di tutti gli ospedali della Striscia, l’uccisione di più di 1.155 operatori sanitari e l’arresto e la tortura di almeno 360, di cui 3 sicuramente uccisi nei loro centri di detenzione. Sono oltre 25mila tra feriti e malati cronici gravi le persone bloccate a Gaza che necessitano di cure all’estero e 350mila i malati che non possono curarsi per il divieto di ingresso di farmaci nella striscia di Gaza imposto dall’IDF. (2).

Lo stesso schema – ospedali attaccati e assediati, accesso impedito ai pazienti, ambulanze bloccate e prese di mira, omicidi e arresti del personale sanitario – è stato messo in atto nel Sud del Libano e in Cisgiordania, per esempio nei campi profughi di Jenin e Tulkarem. Dal 7 ottobre 2023 secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli affari umanitari (Ocha) almeno 870 palestinesi sono stati uccisi e oltre 7.100 sono stati feriti. Secondo il report Violenza e cure negate pubblicato il 6 febbraio da Medici senza frontiere l’esercito e i coloni ostacolano sistematicamente l’accesso alle cure dei palestinesi ostacolandone gli spostamenti – inclusi quelli delle ambulanze – con quasi milleposti di blocco fissi e tempornei e rifiutando o tenendo in sospeso quasi la metà delle richieste di terapia fuori dalla Cisgiordania. Inoltre, tra il 7 ottobre 2023 e il 7 ottobre 2024, l’Organizzazione mondiale della Sanità ha registrato 647 attacchi all’assistenza sanitaria, con 25 morti e 120 feriti, che hanno colpito 123 strutture e 451 trasporti sanitari. (3)

Per quanto riguarda il Libano, l’OMS denuncia 137 attacchi a strutture sanitarie, che in 65 casi sono costati la vita ad almeno un operatore sanitario o a un paziente, la percentuale più alta rispetto a qualsiasi conflitto oggi attivo nel mondo. 226 operatori sanitari e pazienti sono stati uccisi in Libano e 199 sono rimasti feriti tra il 7 ottobre 2023 e il 18 novembre 2024. (4)

In questo contesto, TEVA ha espresso e ribadito solidarietà e sostegno materiale e morale alle forze di sicurezza israeliane(5). L’azienda non si è posta dubbi sulla compatibilità della distruzione del sistema sanitario a Gaza con il proprio codice etico, che afferma: “In Teva ci impegniamo a mettere le persone al centro di quello che facciamo […e a fornire] soluzioni di salute di qualità per permettere a milioni di persone in tutto il mondo di vivere giorni migliori e più sani”.

La Campagna TEVA? NO GRAZIE! invita CITTADINI, FARMACISTI E MEDICI a:

  • NON ACQUISTARE, NON COMMERCIALIZZARE, NON PRESCRIVERE PRODOTTI di TEVA (e delle sue controllate DOROM, RATIOPHARM e CEPHALON) in tutti i casi in cui possano essere sostituiti, senza pregiudizio per la salute dei pazienti, da analoghi prodotti di altre marche;
  • RENDERE NOTO il proprio dissenso comunicando l’adesione al boicottaggio alla rappresentanza di TEVA in Italia (vedi cartolina elettronica sul sito BDS)

Link a comunicato, lettera ai cittadini, ai farmacisti e ai medici

Link a dossier, volantino e cartolina elettronica per scrivere a Teva

Per informazioni

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Alessandra Cangemi, 335 7745510

 

ALCUNI EVENTI GIORNATA NAZIONALE CAMPAGNA TEVA? NO GRAZIE

15/2/2025

 ➡️Bergamo: volantinaggio nei pressi di due farmacie, Porta Nuova e via XX Settembre e consegna materiale informativo (lettera al farmacista e dossier) ai farmacisti, dalle 16 alle 17.30

➡️Milano: dalle 10 alle 12,30 verranno distribuiti volantini ai farmacisti e ai clienti di 4 farmacie di grande passaggio: Piazza Duomo 21, Piazzale Loreto 7, Farmacia Pavesio (Via Padova 86 ang via Chavez), Farmacia Zuliani (via Uruguay 20). Venerdì 14 dalle 10,3lle 11,30 la campagna verrà segnalata durante la trasmissione “37 e 2” di Vittorio Agnoletto su Radio Popolare

➡️Modena: allo Spazio nuovo viale IV Novembre 40b, materiale sul boicottaggio TEVA verrà distribuito dalle ore 20 alla conferenza sulla Palestina, con cena di solidarietà per le famiglie di Gaza e concerto degli Assalti Frontali

➡️Porto Recanati: volantinaggio durante il 49° presidio su Corso Matteotti e consegna della lettera ai farmacisti nelle tre farmacie del paese

➡️Civitanova Marche: consegna della lettera nelle farmacie del paese

➡️Pinerolo: venerdì 14 febbraio alle 20,45 materiale sul boicottaggio TEVA verrà reso disponibile durante la presentazione di un libro presso il Centro Sociale di Via Bignone 40

Note al testo
(1)https://www.saluteinternazionale.info/2012/09/industria-farmaceutica-e-occupazione-israeliana-della-palestina-neo-colonialismo-allopera/ 
(2) Dati Governo di Gaza, 22 gennaio 2025
(3) Fonte: Martina Ferlisi, L’interferenza sistematica di Israele che nega l’assistenza sanitaria in Cisgiordania, Altreconomia, febbraio 2025
(4) Fonte: Quotidiano Nazionale, 22 novembre 2024)
(5) Dichiarazioni di TEVA riportate da vari giornali:
Standing with Israel: Teva Statement Regarding the Attacks on Israel and Israeli Civilians (tevapharm.com)
Support the Soul: 'Teva' campaign to strengthen mental resilience  - The Jerusalem Post (jpost.com)

 

Comunicato stampa

16 e 18 novembre 2024: SECONDA GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE CONTRO TEVA

Sabato 16 e lunedì 18 novembre avranno luogo in diverse città azioni per la seconda mobilitazione nazionale per il boicottaggio della multinazionale farmaceutica israeliana TEVA promossa da Sanitari per Gaza e BDS Italia (vedi elenco delle iniziative sotto).

Perché questa campagna

BDS Italia e Sanitari per Gaza propongono di boicottare l’azienda TEVA, multinazionale farmaceutica israeliana specializzata nella produzione di farmaci generici ampiamente presenti anche in Italia, per protestare contro la sua complicità con le politiche oppressive e genocidarie dello Stato israeliano contro la popolazione palestinese. Una lettera aperta è stata inviata all’AD di Teva Italia.

COMPLICITÀ CON POLITICHE OPPRESSIVE

Israele da decenni occupa militarmente e illegalmente i Territori Palestinesi, inclusa Gerusalemme Est, opprimendo la popolazione e ostacolando l’economia locale con il sistema di “mercato vincolato”, con rigidissime limitazioni all’import/export palestinese e condizioni di favore per aziende israeliane o straniere. TEVA da anni opera nel mercato palestinese sfruttando questo regime vincolato (1).

COMPLICITÀ CON POLITICHE GENOCIDARIE

Lo Stato e l’esercito israeliano hanno prodotto negli ultimi mesi, a seguito dell’azione armata di gruppi palestinesi il 7 ottobre 2023, una pesantissima intensificazione dell’ultradecennale progetto di pulizia etnica della Palestina, in particolare nella Striscia di Gaza, violando tutte le norme del diritto umanitario internazionale, con un massacro sistematico della popolazione civile (più di 40.000 morti e quasi 100.000 feriti secondo l’agenzia ONU OCHA; numeri largamente sottostimati, secondo una stima dell’autorevole rivista The Lancet, perché trascurano i morti sotto le macerie e quelli per fame e malattie(2)) e la distruzione massiccia di ogni tipo di infrastruttura civile, in particolare del sistema sanitario, con distruzioni o danneggiamenti di ospedali e centri medici (non sono più operativi il 53% degli ospedali, e solo parzialmente operativi i rimanenti; non operativi il 70% dei centri medici gestiti dall’UNRWA, agenzia ONU per il sostegno ai rifugiati palestinesi) e con attacchi ad ambulanze e uccisione di circa 500 tra medici e paramedici (dati OCHA(3), 26 giugno 2024).

In questo contesto, TEVA ha espresso e ribadito solidarietà e sostegno materiale e morale alle forze di sicurezza israeliane(4). L’azienda non si è posta dubbi sulla compatibilità della distruzione del sistema sanitario a Gaza con il proprio codice etico, che afferma: “In Teva ci impegniamo a mettere le persone al centro di quello che facciamo […e a fornire] soluzioni di salute di qualità per permettere a milioni di persone in tutto il mondo di vivere giorni migliori e più sani”.

La Campagna TEVA? NO GRAZIE! invita CITTADINI, FARMACISTI E MEDICI a:

  • NON ACQUISTARE, NON COMMERCIALIZZARE, NON PRESCRIVERE PRODOTTI di TEVA (e delle sue controllate DOROM, RATIOPHARM e CEPHALON) in tutti i casi in cui possano essere sostituiti, senza pregiudizio per la salute dei pazienti, da analoghi prodotti di altre marche;
  • RENDERE NOTO il proprio dissenso spedendo messaggi di protesta alle rappresentanze TEVA in Italia (vedi cartolina elettronica sul sito BDS)

Link a comunicato, lettera ai cittadini, ai farmacisti e ai medici

Link a dossier, volantino e cartolina elettronica per scrivere a Teva
 

Per informazioni

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.     Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Alessandra Cangemi, 335 7745510   Filippo Bianchetti, 339 7354336

NOTE AL TESTO

(1)https://www.saluteinternazionale.info/2012/09/industria-farmaceutica-e-occupazione-israeliana-della-palestina-neo-colonialismo-allopera/
(2) Dati aggiornati al 4/7/2024 dal sito dell’agenzia OCHA dell’ONU, https://www.ochaopt.org/content/humanitarian-situation-update-187-gaza-strip provenienti dal Ministero della Salute di Gaza (MoH). Secondo una comunicazione pubblicata sulla rivista The Lancet, i dati di MoH sono una probabile sottostima dei dati reali, che potrebbero essere almeno cinque volte quelli accertati a causa della difficoltà nel raccogliere informazioni sulle vittime seppellite dalle macerie e non pervenute negli ospedali ed obitori, e perché trascurano le morti dovute a fame e malattie. Vedi “Counting the dead in Gaza: difficult but essential”, The Lancet, 5 Lug 2024, https://doi.org/10.1016/S0140-6736(24)01169-3        Vedi anche: “No evidence of inflated mortality reporting from the Gaza Ministry of Health”, The Lancet, 6 Gen 2024, Vol. 403, p.23-24,  https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(24)01169-3/fulltext
(3) https://reliefweb.int/report/occupied-palestinian-territory/500-healthcare-workers-killed-during-israels-military-assault-gaza
(4) Dichiarazioni di TEVA riportate da vari giornali:
Standing with Israel: Teva Statement Regarding the Attacks on Israel and Israeli Civilians (tevapharm.com)
Support the Soul: 'Teva' campaign to strengthen mental resilience  - The Jerusalem Post (jpost.com)
(5) Vedi la denuncia di Amnesty International: https://www.amnesty.it/apartheid-israeliano-contro-i-palestinesi/
e quella di Human Rights Watch: https://www.hrw.org/report/2021/04/27/threshold-crossed/israeli-authorities-and-crimes-apartheid-and-persecution#335
(6) Vedi il rapporto della Relatrice Speciale dell’ONU, Francesca Albanese, del marzo 2024:
https://unipd-centrodirittiumani.it/it/news/Rapporto-della-Relatrice-Speciale-sulla-situazione-dei-diritti-umani-nei-territori-palestinesi-occupati-dal-1967-Francesca-Albanese-2022/6749

EVENTI GIORNATA NAZIONALE CAMPAGNA TEVA? NO GRAZIE! - 16 e 18/11/2024

❌ È tempo di agire: boicotta TEVA e le sue controllate!

Il prossimo 16 novembre unisciti a @BDS e @SanitariPerGaza nella seconda giornata nazionale di boicottaggio  “TEVA? No Grazie!”. Fai sentire la tua voce contro questa violenza!

Ecco l’elenco delle piazze/luoghi dove potrai trovarci:

  • Bergamo: Sabato 16 novembre dalle 15:00 alle 17:00 ospedale Papa Giovanni XXIII (Piazza OMS, 1).
  • Bologna: Sabato 16 novembre dalle 10:30 alle 13:00 davanti alla Farmacia Comunale di Piazza Maggiore. Dalle ore 15:00 volantinaggio durante il corteo di solidarietà con la Palestina.
  • Firenze: Sabato 16 novembre volantinaggio durante il corteo di solidarietà con la Palestina.
  • Milano: Sabato 16 novembre dalle 13:00 alle 15:00 ingresso principale dell’Ospedale Niguarda (Piazza dell'Ospedale Maggiore, 3) e Lunedì 18 novembre dalle 13:00 alle 14:30 ingresso principale Ospedale Fatebenefratelli (Piazzale Principessa Clotilde).
  • Imperia: Sabato 16 novembre dalle 17:00 banchetto informativo nell'incontro "la Nakba continua, la pulizia etnica non inizia il 7 ottobre" presso La Talpa e l'Orologio Via Argine Destro 625.
  • Modena: Sabato 16 novembre dalle ore 14:00 alle ore 16:00 all’ingresso 1 dell’Azienda Ospedaliero - Universitaria Policlinico. Trovi la campagna “Teva? No Grazie” a Modena anche venerdì 15/11 alle ore 19 presso l’associazione “Nuova generazione”. Ogni giovedì, venerdì e sabato pomeriggio dalle 17:00 alle 19:00, all’interno del presidio permanente contro l’accordo
  • Padova: Sabato 16 novembre, volantinaggio presso le farmacie del Centro città e consegna della lettera ai farmacisti.
  • Roma: Lunedì 18 novembre dalle 12:00 alle 14:00 ingresso principale Ospedale San Camillo
  • Varese: Sabato 16 novembre dalle 11:30 alle 14:30 ingresso principale dell'Ospedale di Circolo (via Guicciardini) - Lunedì 18 novembre dalle 9:00 alle 10:30 ingresso posteriore dell'Ospedale di Circolo (via Lazio).

Non stare a guardare, unisciti a noi!

#BoicottaTEVA #TevaNoGrazie #DirittiUmani #StopApartheid #BDSItalia #SanitariPerGaza #SaveGaza #FreePalestine #PalestinaLibera

SANITARI PER GAZA E BDS ITALIA LANCIANO ASSIEME LA CAMPAGNA “TEVA? NO GRAZIE!”

La Campagna “TEVA? NO GRAZIE!” promuove il boicottaggio dell’azienda TEVA, multinazionale farmaceutica israeliana specializzata nella produzione di farmaci generici ampiamente presenti anche in Italia, per protestare contro la sua complicità con le politiche oppressive e genocidarie dello Stato Israeliano contro la popolazione palestinese.


CHI È TEVA? Approfondisci qui >
SCRIVI A TEVA LA TUA SCELTA DI BOICOTTAGGIO
LETTERA APERTA AGLI ORDINI PROFESSIONALI

COMPLICITÀ CON POLITICHE OPPRESSIVE. Israele da decenni occupa militarmente e illegalmente i Territori Palestinesi, inclusa Gerusalemme Est, opprimendo la popolazione e impedendo lo sviluppo delle attività economiche palestinesi con il sistema di “mercato vincolato”, che mette in opera rigidissime limitazioni all’import/export palestinese. Allo stesso tempo, concede ad aziende israeliane o straniere di operare nei Territori occupati con regime economico privilegiato. TEVA da anni opera nel mercato palestinese sfruttando questo regime privilegiato (1).

COMPLICITÀ CON POLITICHE GENOCIDARIE. Lo Stato e l’esercito israeliano hanno prodotto negli ultimi mesi, dopo il 7 ottobre ’23, una pesantissima intensificazione del decennale progetto di pulizia etnica della Palestina, in particolar modo nella Striscia di Gaza, violando ripetutamente le norme del diritto umanitario e del diritto internazionale, con un massacro sistematico della popolazione civile (più di 38700 morti e più di 89300 feriti riportati dall’agenzia ONU OCHA(2); secondo un’opinione pubblicata sull’autorevole rivista “The Lancet”, questi numeri sono largamente sottostimati, perché trascurano le morti indirette causate da fame e malattie, e i morti sotto le macerie(2)) e la distruzione massiccia di ogni tipo di infrastruttura civile. In particolare, l’esercito israeliano ha prodotto attacchi premeditati gravissimi al sistema sanitario della Striscia, con distruzioni o danneggiamenti di ospedali e centri medici (non sono più operativi 21 su 36 ospedali, e solo parzialmente operativi i rimanenti; non operativi 16 di 26 centri medici gestiti dall’UNRWA, agenzia ONU per il sostegno ai rifugiati palestinesi) e con attacchi ad ambulanze e uccisione di circa 500 tra medici e paramedici [dati OCHA(3), 26 giugno 2024]. La Corte Internazionale di Giustizia (CIG) ha avviato nel gennaio 2024 un’istruttoria sul “plausibile genocidio” commesso da Israele a Gaza(4).

In questo contesto, TEVA ha espresso e ribadito solidarietà e sostegno materiale alle “forze di sicurezza israeliane”(5), e non si è posta dubbi sulla compatibilità della distruzione del sistema sanitario a Gaza con il preteso codice di comportamento dell’azienda, che in documenti pubblici afferma: “In Teva ci impegniamo a mettere le persone al centro di quello che facciamo […e a fornire] soluzioni di salute di qualità per permettere a milioni di persone in tutto il mondo di vivere giorni migliori e più sani“.

La Campagna “TEVA ? NO GRAZIE!” vuole sensibilizzare PAZIENTI, FARMACISTI E MEDICI a:

  • NON ACQUISTARE, NON COMMERCIALIZZARE; NON PRESCRIVERE PRODOTTI di TEVA (e delle sue controllate DOROM, RATIOPHARM e CEPHALON) in tutti i casi in cui possano essere sostituiti, senza pregiudizio per la salute dei pazienti, da analoghi prodotti di altre marche;
  • RENDERE NOTO il proprio dissenso spedendo messaggi di protesta alle rappresentanze TEVA in Italia
     

La Campagna continuerà questa azione di boicottaggio finchè l’azienda continuerà ad essere complice dell’oppressione e della violenza perpetrata sul popolo palestinese tramite l’occupazione e la colonizzazione della Palestina, il sistema di apartheid(6), e le numerose e documentate violazioni del diritto internazionale(7). L’illegalità dell’occupazione israeliana dei territori palestinesi ai sensi del diritto internazionale, e l’obbligo per tutti gli Stati e le organizzazioni internazionali di riconoscere tale illegalità e di non compiere atti che la sostengano, sono stati ribaditi dal parere emesso il 19/7/2024 dalla Corte Internazionale di Giustizia (CIG) (8)

Chiediamo alle organizzazioni del settore sanitario ed ai singoli consumatori di unirsi alla campagna,

  • contattando Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • scaricando il kit per realizzare iniziative di boicottaggio nella propria città
Sanitari per Gaza            

Sanitari per Gaza è una rete nazionale di lavoratori del settore sanitario, che si propone di informare e sensibilizzare, condannare e chiedere sanzioni in primis per gli attacchi alle strutture e al personale sanitario a Gaza; inoltre mantiene un database di medici e infermieri disponibili per missioni umanitarie

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

BDS Italia     

BDS Italia è la sezione italiana della campagna internazionale per il Boicottaggio, il Disinvestimento e le Sanzioni (BDS), organizzata dalla società civile palestinese fin dal 2005, a cui aderiscono oggi centinaia di associazioni in tutto il mondo. La campagna BDS è guidata da principi di non violenza e contraria a ogni forma di razzismo, e chiede che Israele rispetti i suoi obblighi riconosciuti dal diritto internazionale nei confronti del popolo palestinese

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

--------------------------------

(1) https://www.saluteinternazionale.info/2012/09/industria-farmaceutica-e-occupazione-israeliana-della-palestina-neo-colonialismo-allopera/
(2) Dati aggiornati al 17/7/2024 dal sito dell’agenzia OCHA dell’ONU https://www.ochaopt.org/content/reported-impact-snapshot-gaza-strip-17-july-2024  provenienti dal Ministero della Salute di Gaza (MoH). Secondo una comunicazione pubblicata sulla rivista The Lancet, i dati di MoH sono una probabile sottostima dei dati reali, che potrebbero essere almeno cinque volte più alti. Questo a causa al difficile reperimento di informazioni sulle vittime seppellite dalle macerie e non pervenute negli ospedali ed obitori, e perché MoH non conteggia le morti dovute a fame e malattie. Vedi  “Counting the dead in Gaza: difficult but essential”, The Lancet, 5 Lug 2024, https://doi.org/10.1016/S0140-6736(24)01169-3
Vedi anche: “No evidence of inflated mortality reporting from the Gaza Ministry of Health”, The Lancet, 6 Gen 2024, Vol. 403, p.23-24, https://doi.org/10.1016/S0140-6736(23)02713-7
(3) https://reliefweb.int/report/occupied-palestinian-territory/500-healthcare-workers-killed-during-israels-military-assault-gaza
(4) https://www.icj-cij.org/sites/default/files/case-related/192/192-20240126-sum-01-00-en.pdf
(5) Dichiarazioni di TEVA riportate da vari giornali:
Standing with Israel: Teva Statement Regarding the Attacks on Israel and Israeli Civilians (tevapharm.com)
Support the Soul: 'Teva' campaign to strengthen mental resilience  - The Jerusalem Post (jpost.com)
(6) Vedi la denuncia di Amnesty International: https://www.amnesty.it/apartheid-israeliano-contro-i-palestinesi/
e quella di Human Rights Watch: https://www.hrw.org/report/2021/04/27/threshold-crossed/israeli-authorities-and-crimes-apartheid-and-persecution#335
(7) Vedi il rapporto della Relatrice Speciale dell’ONU, Francesca Albanese, del marzo 2024:
https://unipd-centrodirittiumani.it/it/news/Rapporto-della-Relatrice-Speciale-sulla-situazione-dei-diritti-umani-nei-territori-palestinesi-occupati-dal-1967-Francesca-Albanese-2022/6749
(8) Vedi https://www.icj-cij.org/sites/default/files/case-related/186/186-20240719-pre-01-00-en.pdf . Per un commento: https://www.rsi.ch/info/mondo/CIG-%E2%80%9CGli-insediamenti-israeliani-sono-illegali%E2%80%9D--2207136.html

PER APPROFONDIRE:  bds-dossierteva.vado.li