Comunicato stampa della campagna Stop Sodastream

Oxfam Italia sceglie la coerenza e sospende i rapporti con Paola Maugeri
Il suo coinvolgimento con Sodastream in contrasto con la posizione di Oxfam sugli insediamenti israeliani

Continua a dare risultati la campagna di pressione nei confronti di promotori di Sodastream, ditta privata israeliana produttrice di gasatori per l'acqua di rubinetto il cui principale impianto di produzione è situato nell’insediamento israeliano di Mishor Adumim, costruito illegalmente nei Territori palestinesi occupati in violazione del diritto internazionale e dei diritti umani [1].

In seguito a una lettera di denuncia della Campagna Stop Sodastream [2], Oxfam Italia ha sospeso i rapporti con Paola Maugeri, “PR Ambassador” per Sodastream, che era stata precedentemente coinvolta come testimonial in una raccolta fondi dell’organizzazione per la campagna “Un futuro senza fame”.

Il video promozionale in cui compariva Paola Maugeri, noto personaggio radiofonico e autrice del libro “La mia vita ad impatto zero”, è stato rimosso da Oxfam Italia[3]. L’organizzazione non governativa ha confermato di avere comunicato alla Maugeri le motivazioni di questa scelta, impegnandosi a convincerla di interrompere la collaborazione con Sodastream, come chiesto nella lettera della Campagna. Nella risposta alla lettera di Stop Sodastream, Roberto Barbieri, Direttore Generale di Oxfam Italia aveva ribadito la loro posizione “contro la commercializzazione dei prodotti dagli insediamenti nei territori occupati, ritenuti questi illegali secondo il diritto internazionale e considerati uno degli ostacoli principali per il raggiungimento di una pace giusta, duratura e stabile nell’area”, ritenendo “la commercializzazione di tali prodotti uno strumento per legittimare l’esistenza dagli insediamenti”.

Non è la prima volta che Oxfam dimostra coerenza con le proprie posizioni. Nel 2009, Oxfam International ha interrotto i rapporti con Kristin Davis, protagonista di Sex and the City, per il suo ruolo da portavoce per l’Ahava, società cosmetica con sede nell’insediamento israeliano di Mitzpe Shalem.[4]

La lettera a Oxfam Italia fa parte di una serie di iniziative lanciate da Stop Sodastream per convincere Paola Maugeri che promuovere prodotti frutto di violazioni dei diritti umani non è a impatto zero.

Una lettera firmata da oltre 800 persone in tutta Italia chiede a Paola Maugeri di interrompere ogni rapporto con Sodastream e di non lasciare che le sue giustissime convinzioni a favore della sostenibilità ecologica vengano usate per costruire un'immagine ambientalista di una ditta che trae profitti dalla negazione dei diritti fondamentali ai palestinesi, incluso l'accesso all'acqua di cui parla tanto Sodastream [5].

A settembre cittadini israeliani vegani hanno scritto a Paola, anche lei convinta vegana, evidenziando che il suo “coinvolgimento nella promozione dei loro prodotti può essere interpretato solo, purtroppo, come un mezzo per ‘tingere di verde ambientalista’ la complicità della Sodastream in questi crimini” commessi di Israele contro il popolo palestinese [6].

Anche dalla Svezia, paese che la Maugeri dichiara di ammirare per la sua etica e i suoi valori, è arrivata una lettera da parte dell'Associazione di solidarietà con la Palestina [7]. La presidente Anna Wester afferma che “impegnarsi in attività promozionali per una società i cui prodotti contengono violazioni dei diritti umani in ogni confezione è tutt'altro che etico.”

Le lettere sono state consegnate a Paola Maugeri nel corso delle presentazioni del suo libro a Roma, Bologna, Torino, Milano e Firenze da attiviste/i di Stop Sodastream che le hanno fatto notare la mancanza di coerenza di un impegno ambientalista che non si accompagna alla difesa dei diritti umani. Recentemente Paola Maugeri ha dato segni di un ripensamento, facendo anche autocritica rispetto alla sua scelta [8].

Oxfam Italia si aggiunge ad altre organizzazioni che, mostrando coerenza con i propri principi etici, si sono rifiutate di lasciarsi coinvolgere in iniziative di marketing a favore di Sodastream. Legambiente, venuta a conoscenza delle violazioni dei diritti umani, ha rescisso il contratto di sponsorizzazione con Sodastream che aveva stipulato precedentemente. Anche WWF Italia, coinvolto a sua insaputa in un’iniziativa promozionale di Sodastream, ha negato l’uso del proprio logo [9].

Ci congratuliamo con Oxfam Italia per questa scelta coerente con il suo impegno a fianco della popolazione palestinese, attraverso i progetti che realizza nei territori occupati e le azioni di advocacy in cui esprime posizioni ferme contro le politiche israeliane che violano i diritti umani e la legalità internazionale. Chiediamo a Oxfam Italia una dichiarazione pubblica al riguardo che contribuisca a fare conoscere la verità su Sodastream , evitando così che altri vengano coinvolti con questa azienda ignorando le sue complicità con l’occupazione israeliana.

Inoltre ci auguriamo che Paola Maugeri interrompa presto i rapporti con Sodastream, rendendo pubblica tale decisione.

Campagna Stop Sodastream
BDS Italia

BDS Italia è un movimento per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele, costituito da associazioni e gruppi in tutta Italia che hanno aderito all'appello della società civile palestinese del 2005 e promuovono campagne e iniziative BDS a livello nazionale e locale.

Note

[1] http://www.whoprofits.org/content/production-settlements-case-sodastream
Mentre Sodastream aveva annunciato da tempo che avrebbe cessato la produzione nell’insediamento, l’amministratore delegato ha dichiarato il 12 ottobre che la ditta non ha nessuna intenzione chiudere lo stabilimento costruito nei territori occupati. (http://www.theargus.co.uk/news/9982461.SodaStream_boss__won___t_give_way__to_Brighton_protesters/)

[2] http://bdsitalia.org/index.php/comunicati-stop-sodastream/507-oxfam.
La campagna promossa dal movimento BDS è impegnata a fare conoscere la verità su Sodastream e a promuoverne il boicottaggio (http://www.bdsitalia.org/index.php/campagna-stop-sodastream). La campagna sta ottenendo risultati significativi. Alcuni analisti finanziari hanno attribuito il recente calo del 10% nel prezzo delle azioni Sodastream alla campagna di boicottaggio dei prodotti israeliani e a iniziative come la proposta della Commissione degli Affari Esteri del Parlamento irlandese di proibire la commercializzazione dei prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani. Questa riduzione evidenzia il timore di possibili ulteriori misure a livello europeo contro i prodotti delle colonie (http://seekingalpha.com/article/910411-latest-on-sodastream).

[3] https://www.youtube.com/watch?v=GI_xraW4p3o

[4] http://www.haaretz.com/news/report-sex-and-the-city-star-embroiled-in-west-bank-controversy-1.281515

[5] http://bdsitalia.org/index.php/iniziative-stop-sodastream/371-maugeri

[6] http://bdsitalia.org/index.php/comunicati-stop-sodastream/470-maugeri-bfw

[7] http://bdsitalia.org/index.php/comunicati-stop-sodastream/500-svezia-maugeri

[8] http://bdsitalia.org/index.php/iniziative-stop-sodastream/506-maugeri-torino

[9] http://bdsitalia.org/index.php/comunicati-stop-sodastream/338-join-the-stream