Il genocidio in atto in Palestina prosegue anche grazie al sostegno economico e finanziario dei governi occidentali: tutto questo deve finire. 

Chiediamo che i soldi pubblici non vengano impiegati per finanziare aziende che intrattengono rapporti con l’apparato militare e con l’esercito israeliano (IDF), o che traggono beneficio dal sistema di apartheid e occupazione imposto al popolo palestinese.

Un esempio emblematico è rappresentato da Teva Pharmaceutical, la più grande azienda israeliana per fatturato.

Teva (con le sue consociate Cephalon, Dorom, Ratiopharm) si è resa complice dell'occupazione e del genocidio in Palestina per le seguenti ragioni (vedi Dossier Campagna TEVA):

1. Sostiene direttamente e indirettamente l’esercito israeliano (IDF);

2. Beneficia economicamente del regime di occupazione nei Territori palestinesi;

3. Annovera tra i suoi principali azionisti società accusate di complicità nel genocidio del popolo palestinese e coinvolte in investimenti nelle colonie israeliane illegali in Cisgiordania.

Come gruppi di “Sanitari per Gaza” e del movimento BDS dell’Emilia-Romagna, abbiamo realizzato una mappatura degli appalti pubblici nei quali Teva Italia è risultata aggiudicataria presso le stazioni appaltanti della nostra regione.

L’obiettivo è quantificare l’entità economica dei rapporti tra l’Emilia-Romagna e l’azienda israeliana allo scopo di evidenziare le responsabilità materiali che legano la nostra regione all’occupazione e al genocidio del popolo palestinese.

Dai risultati della mappatura è emerso che, negli ultimi undici anni, le stazioni appaltanti dellʼEmilia-Romagna hanno impegnato complessivamente circa 115 milioni di euro di denaro pubblico a favore di Teva Italia. Di questi, circa 25 milioni di euro sono stati impegnati negli anni 2024 e 2025, in concomitanza con lʼapice della campagna militare genocidiaria israeliana a Gaza. 

I soldi dei contribuenti emiliano-romagnoli non devono finanziare aziende complici dell’occupazione e del genocidio del popolo palestinese!

È tempo di spezzare le catene della complicità: fuori Teva dagli appalti pubblici!

Cliccando qui è disponibile il PDF liberamente consultabile contenente i metodi, le fonti e i risultati completi della mappatura in Emilia-Romagna.

*Questa è la prima puntata di una mappatura nazionale degli appalti pubblici aggiudicati al gruppo Teva; nei prossimi mesi l’analisi verrà estesa anche alle altre regioni italiane.