Comunicati
Esprimiamo la nostra piena solidarietà al “Decumani Hotel de Charme” di Napoli, aderente alle campagne BDS “Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana” (SPLAI) e "No Room for Genocide", finito al centro di una serie di azioni diffamatorie dopo che alcuni media israeliani hanno dato risalto alla decisione di una turista israeliana di cancellare la propria prenotazione presso la struttura.
Dopo aver ricevuto il messaggio automatico di benvenuto inviato dall’hotel, la turista ha optato volontariamente per la disdetta.
Nel messaggio la struttura dichiarava la propria adesione alla campagna internazionale "No Room for Genocide", ribadiva “il proprio impegno per la libertà e i diritti umani delle comunità vittime di razzismo, discriminazione e oppressione” ed esprimeva il proprio benvenuto “ai palestinesi, ai rifugiati e a tutte le persone che resistono pacificamente all'oppressione nel perseguimento dei diritti riconosciuti dal diritto internazionale”.
Va sottolineato che la struttura non ha rifiutato una prenotazione, né discriminato in alcun modo i potenziali clienti, ma siamo di fronte a una rinuncia unilaterale da parte della cliente.
È bastato questo perché il “Decumani Hotel de Charme” diventasse bersaglio di una campagna diffamatoria. La struttura ha denunciato false prenotazioni, recensioni “fake” pubblicate da persone che non hanno mai soggiornato nell'hotel e tentativi di danneggiamento all'attività. Questi attacchi confermano come l'accusa di antisemitismo venga troppo spesso utilizzata per colpire chi sostiene i diritti del popolo palestinese.
Non è la prima volta che accade: in Italia e in altri paesi, realtà che aderiscono alle campagne promosse dal BDS sono periodicamente oggetto di denigrazione e discredito con l'obiettivo di scoraggiare ogni forma di azione non-violenta e solidarietà con la causa palestinese.
La campagna "No Room for Genocide", così come la rete degli Spazi SPLAI, si fondano sui principi di uguaglianza, giustizia e rispetto del diritto internazionale. Le campagne si basano sui principi del movimento BDS che sostiene la parità di diritti per tutt* e pertanto si oppone ad ogni forma di razzismo, fascismo, sessismo, antisemitismo, islamofobia, discriminazione etnica e religiosa. Criticare le politiche di uno Stato o denunciare un genocidio non significa discriminare un popolo o una comunità religiosa.
Rinnoviamo la nostra piena solidarietà al “Decumani Hotel de Charme”, al proprietario e ai dipendenti. Lo stesso sostegno va a tutte le strutture che, come questa, hanno il coraggio di esporsi pubblicamente in difesa dei diritti del popolo palestinese e del diritto internazionale, nonostante le pressioni e le ritorsioni che questo comporta.
BDS Italia
Nelle ultime settimane sono giunte oltre 100 nuove richieste di adesione alla campagna Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana (SPLAI), arrivando così a superare i 500 spazi che in Italia hanno deciso di rifiutare ogni complicità con il genocidio e la pulizia etnica di Israele in atto contro i palestinesi e con il suo regime di colonialismo, occupazione e aparheid.
Tra le adesioni recenti si contano bar, ristoranti, artisti, librerie, liberi professionisti e molti circoli ARCI, anche in seguito all’adesione di ARCI Nazionale.
Una vera e propria ondata di solidarietà e resistenza in risposta anche agli attacchi che hanno subito i gestori della Taverna a Santa Chiara, accusati ingiustamente di antisemitismo per aver risposto alle provocazioni di due turisti israeliani che difendevano il genocidio del loro paese a Gaza. La campagna di odio contro uno spazio che ha scelto di schierarsi in difesa del diritto internazionale e dei diritti dei palestinesi ha avuto come effetto quello di produrre una reazione solidale di associazioni, attività commerciali e singoli cittadini e di dare slancio alle campagne di boicottaggio dei prodotti israeliani e delle aziende complici.
Il 19 luglio 2024 la Corte Internazionale di Giustizia ha confermato la discriminazione sistemica e sistematica che differenzia i palestinesi dagli ebrei israeliani. Ha dichiarato Israele colpevole di apartheid e la sua occupazione militare illegale, ordinando a Israele di porre fine all’occupazione militare della Striscia di Gaza e della Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est.
Quindi dichiararsi spazio libero dall’apartheid non ha nulla a che vedere con l’antisemitismo. Ne è la prova anche il fatto molti ebrei in tutto il mondo hanno fatto propria la denuncia dei crimini dell’apartheid e del colonialismo israeliano e sono solidali con i pieni diritti dei palestinesi.
In Italia gli spazi liberi dall’apartheid si impegnano a non acquistare e vendere prodotti e servizi di imprese – israeliane e internazionali – implicate nelle violazioni dei diritti dei palestinesi, come indicato nella guida al boicottaggio di BDS Italia.
Gli spazi culturali si impegnano a non ospitare o partecipare a eventi culturali, accademici e sportivi finanziati o sponsorizzati da Israele o che ne coinvolgano i suoi rappresentanti ufficiali, rispettando le linee guida sul boicottaggio culturale
SPLAI fa parte della campagna internazionale del BDS “Apartheid Free Zones”, una rete internazionale di solidarietà con la Palestina attiva, oltre che in Italia, anche in Belgio, Norvegia, Spagna, Grecia, Finlandia, Stati Uniti, Brasile, Cile, Argentina, Australia, Marocco. In molti altri paesi continua a raccogliere nuove adesioni, con 180 spazi attivi in Sud America, 115 in Finlandia, 170 in Irlanda, per citarne alcuni.
In Sudafrica l’apartheid fu sconfitta dalla resistenza della popolazione nera, dalle azioni di boicottaggio internazionale e dalle sanzioni varate dalla comunità internazionale. Nel 2005, ispirandosi alla lotta sudafricana, la società civile palestinese ha lanciato un appello per un movimento internazionale di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS), come forma di pressione nonviolenta su Israele, affinché rispetti il diritto internazionale e i diritti dei palestinesi.
La solidarietà concreta con la resistenza delle e dei palestinesi contro il genicidio e la pulizia etnica e con la loro lotta per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza, oggi passa anche dal rafforzamento della rete di spazi liberi da ogni forma di discriminazione e da ogni complicità con il regime di oppressione israeliano.
Invitiamo associazioni, sindacati, movimenti, attività produttive e commerciali, centri sociali e culturali, squadre di sport popolare e altri spazi ad aderire alla campagna SPLAI.
Chiediamo a tutte le persone solidali di sostenere gli SPLAI e di invitare gli spazi frequentati ad aderire alla campagna.
Tutte le informazioni sulla campagna SPLAI a questa pagina.
BDS Italia esprime piena solidarietà ai gestori della Taverna a Santa Chiara di Napoli, sotto attacco con l’accusa di antisemitismo da parte dei media filo-israeliani, per avere risposto alle provocazioni di due clienti israeliani, sostenitori del genocidio a Gaza e dell’oppressione del loro governo contro il popolo palestinese.
Da quanto ci risulta non vi è stato nessun atto discriminatorio nei confronti dei due avventori sulla base della loro appartenenza nazionale, etnica o religiosa. I gestori si sono limitati a condannare, in maniera ferma ma pacifica, i crimini di guerra e contro l’umanità attribuiti a Israele, in coerenza con quanto già riconosciuto dalle sentenze della Corte Internazionale di Giustizia.
La Taverna a Santa Chiara è tra le oltre 400 le realtà italiane che hanno aderito alla campagna Spazi Liberi dall'Apartheid Israeliana (SPLAI) che riunisce associazioni, sindacati, movimenti, attività produttive e commerciali, centri sociali e culturali, squadre di sport popolare e altri spazi. La campagna SPLAI promuove la creazione di una rete di spazi, virtuali e fisici, che si dichiarano liberi da ogni forma di discriminazione e di razzismo e si impegnano a non avere rapporti con aziende ed altre entità complici del regime israeliano di colonialismo, occupazione e apartheid.
La campagna SPLAI promossa da BDS Italia fa parte della campagna globale AFZ (Apartheid Free Zones) ed è basata sui principi del movimento BDS a guida palestinese che sostiene la parità di diritti per tutt* e perciò si oppone ad ogni forma di razzismo, fascismo, sessismo, antisemitismo, islamofobia, discriminazione etnica e religiosa. Il movimento BDS non prende di mira l’identità, ma le complicità con il regime di oppressione israeliano.
Invitiamo tutt* a manifestare la propria solidarietà nei confronti della Taverna a Santa Chiara, anche sostenendo e aderendo alla campagna SPLAI, per rafforzare una rete di spazi realmente liberi da razzismo e discriminazione.
Per maggiori info sulla campagna SPLAI e per aderire: https://bdsitalia.org/splai
Mentre i palestinesi continuano a resistere alle politiche sempre più oppressive di colonizzazione, occupazione militare e apartheid da parte del governo più di destra e razzista nella storia di Israele, si rafforza la solidarietà concreta con la loro lotta per la libertà, la giustizia e l’uguaglianza.
Sono ora oltre 300 attività commerciali, associazioni culturali e sportive, sindacati, movimenti che in tutta Italia si sono dichiarati Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana (SPLAI) e si sono impegnati a combattere ogni forma di razzismo e discriminazione.
Una risposta concreta a massacri, assedio e furto di terra da parte di Israele contro il popolo palestinese che si stanno intensificando negli ultimi mesi. Dall’inizio dell’anno il regime israeliano dell’apartheid ha già ucciso almeno 158 palestinesi, compresi molti bambini. Nel recente attacco a Jenin, Israel ha ucciso dodici palestinesi, tra cui quattro bambini, e ha ferito altri 143. Centinaia di unità abitative, strade, reti idriche e fognarie sono state distrutte o danneggiate e circa 3.000 palestinesi sono state sfollate durante l'aggressione.
Leggi: Oltre 300 Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana in tutta Italia!
Se è vero che l’apartheid israeliana non conosce limiti, arrivando addirittura a praticare l’apartheid sanitaria, negando vaccini ai palestinesi durante una pandemia, non li conosce neanche la solidarietà attiva con il popolo palestinese.
Sono ora 250 spazi in tutta Italia che si sono dichiarati Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana (SPLAI).
Nonostante tutto, o forse proprio per via della situazione che stiamo vivendo, la rete SPLAI continua a crescere ed espandersi. È una delle tante espressioni del desiderio di creare un mondo in cui nessuno rimane indietro, nate dalle crisi sanitaria ed economica. La mappa dell’Italia si colora di arancione, ma con un significato positivo: quello del crescente sostegno alle legittime richieste di libertà, giustizia e uguaglianza del popolo palestinese.
I tanti spazi sociali, culturali, sportivi e commerciali della rete SPLAI hanno a cuore l’etica e la coerenza di non restare indifferenti di fronte all’ingiustizia e all’oppressione, ovunque accada. Hanno a cuore l’uguaglianza e la coerenza di denunciare ogni forma di discriminazione. Hanno a cuore la difesa dei diritti universali e la coerenza di rifiutare ogni rapporto con chi contribuisce alla violazione di questi diritti.
Webinar in occasione del 53° anniversario della Naksa e ad un anno dal lancio della campagna Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana.
Il nuovo governo israeliano annuncia di voler realizzare l’annessione de jure di gran parte della Cisgiordania. Nel mondo si moltiplicano le manifestazioni di violenza e di razzismo. Ci incontreremo per approfondire questi temi e parlare di strategie per rafforzare la lotta globale contro il razzismo.
9 giugno 2020, ore 18.00
Collegatevi via Zoom oppure seguite la diretta sulla pagina Facebook di BDS Italia. Unitevi al evento Facebook.
Con noi saranno presenti:
- Roberto Beneduce, docente di antropologia, Università di Torino -- "La produzione coloniale e razziale della sofferenza psichica"
- Anwar, studentessa e attivista palestinese impegnata da anni nella lotta per libertà e giustizia in Palestina -- Nakba, Naksa, oggi: colonialismo e apartheid israeliani in corso
- Moni Ovadia, attore, cantante, musicista e attore -- Piano Trump e annessione
Leggi: Liberi dall'apartheid. Uniti contro il razzismo. Webinar 9 giugno.
La crisi del coronavirus, come molte altre, non ci colpisce tutti allo stesso modo. Ancora una volta la classe, la razza e il genere interagiscono con le strutture di oppressione esistenti, mettendo in una situazione ancora più pericolosa i gruppi vulnerabili come i migranti, le persone provenienti da Paesi più fragili, rifugiati, senza casa, disoccupati o persone che vivono sotto occupazione e apartheid.
Come Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana (SPLAI) siamo da molto tempo impegnati a rifiutare e denunciare ogni tipo di discriminazione o di oppressione sulla base, tra gli altri, del genere, della razza, della classe sociale o della religione. È proprio per il nostro forte impegno antirazzista che vogliamo denunciare la discriminazione a cui molti popoli sono sottoposti su base razziale nella cosiddetta “guerra” contro il COVID-19.
Mentre l’Italia e buona parte del mondo si trova ad affrontare un’emergenza sanitaria che porta sofferenza, angoscia e insicurezza, la solidarietà non si ferma.
Anzi, sono numerosissime le manifestazioni di solidarietà concreta soprattutto nei confronti di chi già da tempo vive l’insicurezza, la sofferenza, l’oppressione, che nascono dalla consapevolezza che i più vulnerabili rischiano di subire le conseguenze più pesanti di questa pandemia.
Pensiamo per esempio alla situazione nella Striscia di Gaza dove 13 anni di assedio e di bombardamenti da parte di Israele hanno devastato le infrastrutture sanitarie.
Questo senso di comunanza e di solidarietà, ha portato ad un altro importante traguardo per la rete degli Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana (SPLAI). Sono ora oltre 200 le attività commerciali, i centri culturali e sportivi, le realtà associative in giro per l’Italia che si dichiarano liberi all'apartheid israeliana.
Cresce il numero delle associazioni, sindacati, movimenti, artigiani, commercianti, centri culturali e sportivi che si sono associati alla rete Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana – SPLAI.
Ad oggi in Italia la rete SPLAI conta 150 attività commerciali, culturali e sportive che si sono schierate in difesa dei diritti umani e contro ogni forma di discriminazione, in solidarietà con la richiesta di libertà, giustizia e uguaglianza del popolo palestinese [Vedere elenco aderenti].
Gli associati alla rete SPLAI si impegnano a non intrattenere rapporti con istituzioni e imprese coinvolte nelle violazioni del diritto internazionale e che sostengono le politiche israeliane che discriminano i palestinesi e negano loro i diritti umani fondamentali.
Lanciata a giugno di quest’anno, la rete è cresciuta del 50 per cento in pochi mesi, a testimonianza di una determinazione a non restare in silenzio di fronte all’ingiustizia, all’oppressione, alla violenza e al razzismo, ovunque accada.
La campagna SPLAI è già presente in diversi paesi, tra cui Belgio, Norvegia e Spagna, dove partecipano oltre trecento soggetti, tra cui decine di amministrazioni locali.
Volere la luna, laboratorio di cultura politica e di buone pratiche creato da Livio Pepino, Marco Revelli, Francesca Rascazzo, Tomaso Montanari, tra gli altri, ha commentato:
“Volere La Luna aderisce alla campagna SPLAI perché crede fortemente nel boicottaggio delle istituzioni israeliane come strumento di lotta non violenta per i diritti fondamentali del popolo palestinese.”
Oltre cento realtà tra associazioni, sindacati, movimenti, artigiani, commercianti, centri culturali e sportivi hanno aderito alla campagna Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana - SPLAI, coniugando così l’etica con il lavoro, schierandosi in difesa dei diritti umani e contro ogni forma di discriminazione, in solidarietà con la richiesta di libertà, giustizia e uguaglianza del popolo palestinese. [Vedere elenco aderenti].
Il 5 giugno ricorrono infatti i 52 anni dalla Naksa, ovvero quando con la cosiddetta Guerra dei Sei Giorni Israele occupa la Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est, e la Striscia di Gaza, portando tutta la Palestina storica sotto il controllo israeliano e intensificando quelle politiche di pulizia etnica, espropriazione e colonialismo iniziate in Palestina ancor prima del 1948.
Già presente in diversi paesi, tra cui Belgio, Norvegia e Spagna, dove partecipano oltre trecento soggetti, tra cui decine di amministrazioni locali, la campagna SPLAI promuove la solidarietà attiva con il popolo palestinese attraverso la creazione di una rete di spazi che si dichiarano liberi da ogni forma di discriminazione e si impegnano a non intrattenere rapporti con istituzioni e imprese complici delle sistematiche violazioni israeliane del diritto internazionale.
È anche una chiara presa di posizione rispetto alla crescente onda razzista e di chiusura “sovranista” che sta fomentando odio e intolleranza (tra cui forme di vero antisemitismo) non solo in Italia, ma in Europa e nel mondo.









