MSC e la sua strategicità nel genocidio in corso

Mediterranean Shipping Company S.A., meglio nota con la sigla MSC, oggi è la prima compagnia di gestione di linee cargo a livello mondiale. Movimenta annualmente 27 milioni di TEU [1] (stima), ha più di 200.000 dipendenti, 675 uffici nel mondo, e trasporta merci su 300 rotte con 520 porti di scalo in 155 paesi; [2] con una flotta dalla capacità di 6.716.575 TEU, gestisce il 20,6% del mercato mondiale, seguito dalla Maersk con il 14,1%. [3]
La MSC fu fondata nel 1970 a Napoli come compagnia privata dall'armatore Gianluigi Aponte, quando comprò la sua prima nave. MSC Italia è presente in 13 porti italiani, ha 16 uffici e circa 600 dipendenti. [4]

E’ importante evidenziare come la gran parte del commercio, traffico e trasferimento di materiale bellico a livello mondiale (circa l’80%) avviene via mare. Come scriveva Sergio Finardi in “Fatal Freight”, e pubblicato dall’IPIS (International Peace Information Service) un istituto di ricerca indipendente, “Il trasporto marittimo è la principale modalità utilizzata per il trasporto internazionale di armi convenzionali. [5]
Inoltre, nel caso specifico di Israele, il commercio marittimo ha un ruolo indispensabile: "secondo la Israel Ports Company, il trasporto marittimo rappresenta quasi il 98% del commercio estero del Paese." [6]

Il coinvolgimento della MSC nella logistica di guerra negli ultimi anni, e in particolare nel genocidio in Palestina, è spiegato e ammesso candidamente da un articolo del 1° novembre 2023 del quotidiano israeliano “The Jerusalem Post”, media notoriamente vicino al partito di governo Likud, il cui presidente è Benjamin Netanyahu:

Il gigante delle spedizioni MSC Cargo continua a consegnare in Israele nonostante la guerra. La società annuncia che non imporrà sovrapprezzi di guerra o spese di sosta.”
MSC Cargo, la più grande compagnia di spedizioni al mondo, continua a operare da e per Israele durante la guerra. Con lo scoppio della guerra, la direzione dell'azienda in Israele si è dedicata al trasporto di attrezzature militari e mediche essenziali, nonché al trasporto di progetti speciali da destinazioni in tutto il mondo, essenziali per rafforzare le capacità di combattimento e di sicurezza durante questo periodo." [7]
Questo annuncio seguiva di poco l’analogo comunicato della ZIM, la maggiore compagnia di navigazione israeliana. [8] Tuttavia, al contrario di MSC, la ZIM aveva caricato i suoi clienti con un sovrapprezzo, da 50 a 100 dollari per TEU, per il rischio di guerra, a seguito di un massiccio aumento dei premi assicurativi per le navi che operano nei porti israeliani. [9]

"MSC è di proprietà di Gianluigi Aponte, con sede centrale in Svizzera. Rafaela Diamant Pinas Aponte, sua moglie e figlia di un banchiere israeliano, ha avuto un ruolo determinante nel facilitare l’accesso al credito e alla finanza israeliana.” [10]

“Gli Houthi hanno individuato questa connessione e prendono di mira le navi MSC”
La questione della proprietà e della nazionalità di una nave è importante perché gli Houthi hanno dichiarato di attaccare solo le imbarcazioni collegate a Israele, al Regno Unito e agli Stati Uniti. Il gruppo dichiara di mirare a interrompere il commercio israeliano e a esercitare pressioni politiche per fermare il massacro in corso a Gaza." [11]

Sono almeno 10 le navi cargo MSC prese di mira dai ribelli Houthi, a partire dalla fine del 2023, nel Mar Rosso. "I militanti Houthi continuano a prendere di mira le portacontainer di MSC, affermando che si tratta di “navi israeliane”. Le navi del gruppo ginevrino sono state quelle più frequentemente prese di mira dai militanti yemeniti". [12]

 

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Sotto i riflettori? Tratte e terminal controllati da MSC

Malgrado questa rivendicata e pubblica complicità di MSC nel sostegno a Israele, compreso il rifornimento di armi, la società è rimasta per lungo tempo fuori dai radar delle campagne di boicottaggio e di protesta del movimento pro Palestina, soprattutto in Italia.

La prima azione di boicottaggio contro la complicità di MSC con Israele è avvenuta il 15 aprile 2024 nel porto di Walyalup/Freemantle in Australia, con un presidio davanti al quartier generale della MSC, organizzato da “Unionists for Palestine” (U4P).

Per il presidio era stato diffuso questo comunicato:
"Questa azione fa parte di una giornata internazionale di mobilitazione, ‘Azione A15’, per un "Blocco Economico Coordinato per Liberare la Palestina". MSC ha firmato un Vessel Sharing Agreement (VSA) con la compagnia di trasporto container israeliana ZIM, il che ha suscitato proteste, tra cui picchetti di U4P al porto di Fremantle, per il suo ruolo nella consegna di armi e rifornimenti a Israele.” [13] Le navi MSC fermano regolarmente al porto di Fremantle e chiediamo a MSC di porre fine al suo sostegno all'Israele dell'apartheid e al genocidio a Gaza.” [14]
Successivamente, il 28 aprile 2024 era stato organizzato un picchetto per bloccare le due entrate del porto di Freemantle, con l’obiettivo di impedire il carico di una nave cargo di MSC. [15]

Una successiva mobilitazione contro una nave MSC è avvenuta in Grecia.
“Venerdì 14 giugno 2024 è scattato l'allarme al porto del Pireo, in quanto la nave portacontainer "MSC ALTAIR" , che trasporta equipaggiamento militare destinato a Israele, avrebbe dovuto attraccare sabato mattina. […] Il sindacato dei lavoratori dei moli del Pireo (ENEDEP) è entrato in azione, invitando i lavoratori del porto e tutti gli abitanti del Pireo a mobilitarsi per impedire alla nave di scaricare materiale bellico.” [16]

Grazie all'immediata reazione dei lavoratori del porto, la nave con il carico mortale ha recepito il messaggio e ha cambiato destinazione, dirigendosi verso il porto italiano di Gioia Tauro (RC), Calabria. Passano pochi giorni e nello stesso porto di Gioia Tauro un’altra nave della MSC, la Arina, viene sequestrata per traffico d’armi.
Il 18 giugno 2024, le Forze dell’Ordine italiane hanno attuato nel porto di Gioia Tauro un ingente sequestro di armi che erano stoccate in container scaricati dalla nave MSC Arina. I media italiani affermavano che i materiali stavano andando a Bengasi e probabilmente destinati alle forze del libico e leader militare Khalifa Haftar." [17]
Il 28 giugno 2024, appena 10 giorni dopo, sempre nel porto di Gioia Tauro, "il comando provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria e l’Agenzia delle Dogane sono intervenuti sulla MSC Apolline: la nave conteneva armi destinate al clan degli Haftar, da sequestrare. Intanto, come già prima la MSC Arina, anche la MSC Apolline è ripartita verso il Marocco. Senza il carico destinato alla Libia." [18]

Su questa rotta Valencia-Barcellona-Gioia Tauro, percorsa dalle 2 navi sequestrate, è da sottolineare che tutti e tre i terminal portuali di sbarco sono controllati da MSC.

 

BDS e la denuncia globale #NessunPortoperilgenocidio

Il 12 giugno del 2025, BDS Movement ha segnalato due navi della MSC coinvolte nel trasferimento di materiale bellico verso Israele, la MSC Laura e la MSC Mombasa, sottolineando che “la legge non lascia dubbi: i trasferimenti di materiale militare a Israele mentre commette plausibilmente un genocidio, perpetra l'apartheid e continua la sua occupazione illegale sono proibiti. Come confermano i massimi esperti legali , gli stati di bandiera, gli stati costieri, gli stati di transito e tutti quegli stati che non prendono provvedimenti mentre le società sotto la loro giurisdizione effettuano trasferimenti militari illegali a Israele, devono essere ritenuti responsabili del loro coinvolgimento in questi crimini.” [19]
Ha successivamente denunciato questi traffici con altri 2 articoli nel luglio 2025: “Da Anversa ad Ashkelon: Nessun porto per il genocidio”, [20] e sottolineato l’importanza di agire tempestivamente per bloccarne l’azione: “Non c’e’ tempo da perdere nel mezzo di un genocidio” [21]

Le due navi cargo della MSC operano sulla tratta marittima che tocca, tra gli altri, i porti di Amburgo in Germania, Anversa in Belgio e Ashdod in Israele - i cui terminal sono controllati tutti da MSC - che è stata potenziata a partire dall'agosto 2023 da MSC in "partnership con l'israeliana ZIM, nell'ambito di un accordo di condivisione delle navi." [22]


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Note:

 

[1]  Unità equivalente a venti piedi. Con TEU, ovvero “Twenty-foot Equivalent Unit”, si indentifica una misura standard nel trasporto marittimo che corrisponde alle dimensioni del container ISO da 20 piedi, circa 38 m³.

[2]  https://www.msc.com/it/about-us

[3] https://alphaliner.axsmarine.com/PublicTop100/

[4] https://it.wikipedia.org/wiki/Mediterranean_Shipping_Company

[5] https://ipisresearch.be/wp-content/uploads/2017/06/170607_Fatal-Freight.pdf

[6]  https://economictimes.indiatimes.com/industry/transportation/shipping-/-transport/iran-isra

[7] https://www.jpost.com/israel-news/article-771157 di Hadas Peer, 1 novembre 2023 

[8]  https://www.jpost.com/israel-news/article-767539

[9] https://www.tradewindsnews.com/insurance/zim-passes-on-israel-war-risk-charge-to-shippers/2-1-1540448

[10] https://forbes.it/2023/04/12/rafaela-aponte-self-made-woman-piu-ricca-mondo ].

[11] https://stage.ilmanifesto.it/obiettivo-msc-gli-houthi-colpiscono-ancora

[12]  https://www.shippingitaly.it/2024/05/10/navi-portacontainer-di-msc-sempre-piu-nel-mirino-degli-houthi/

[13] https://www.msc.com/en/newsroom/customer-advisories/2023/august/msc-enhances-panda-service-through-new-vsa

[14]  https://www.greenleft.org.au/content/tell-msc-drop-zim-now

[15] https://www-lastplaceonearth-com-au.translate.goog/pro-palestinian-activists-arrested-at-israeli-shipping-company-picket/

[16] https://www.rizospastis.gr/page.do?publDate=15/6/24&id=19707&pageNo=5

[17] https://www.timesaerospace.aero/features/defence/libyas-deadly-game-of-drones

[18] https://www.corriere.it/esteri/24_luglio_04/nave-cinese-armi-haftar-49b80f2a-c7b2-4dc1-8d20-934b28f77xlk.shtml

[19] https://www.bdsmovement.net/news/bds-urges-belgian-authorities

[20] https://www.bdsmovement.net/news/antwerp-ashkelon-no-harbour-genocide

[21] https://www.bdsmovement.net/news/belgian-court-rules-against-transit-military-equipment

[22] https://www.msc.com/en/newsroom/customer-advisories/2023/august/msc-enhances-israel-express-service-through-new-vsa