Nel porto di Salerno fanno scalo e transitano regolarmente forniture di materiale bellico, tra le quali quelle destinate alle forze armate israeliane, che le adoperano per massacrare la popolazione a Gaza e nel resto della Palestina.
BASTA NAVI NEI NOSTRI PORTI CHE TRASPORTANO ARMI PER ISRAELE, PER CONTINUARE IL GENOCIDIO DELLA POPOLAZIONE PALESTINESE. BASTA SILENZIO, BASTA COMPLICITA!
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Questi traffici vanno avanti da tempo nel silenzio più assoluto delle autorità, a tutti i livelli, e delle imprese che gestiscono i terminal e ne ricavano profitti.
Dei più recenti trasporti di materiale militare, in transito a Salerno, si è venuto a sapere lo scorso 4 giugno 2025 grazie alla pubblicazione di un’inchiesta congiunta del sito di giornalismo investigativo francese Disclose e del media irlandese The Ditch[1].
Il 5 aprile si è fermata a Salerno la nave cargo “Contship Era”, della compagnia israeliana ZIM, che aveva caricato a Fos-sur-Mer (nei pressi di Marsiglia in Francia) "26 pallet, ovvero circa 20 tonnellate di merci, destinate all'IMI, Israel Military Industries, una sussidiaria di Elbit Systems, uno dei principali produttori di armi israeliani. L'azienda, che si definisce "fornitore esclusivo delle Forze di Difesa Israeliane", fornisce all'IDF proiettili di piccolo e grosso calibro.[1]
Il 26 maggio la stessa nave ha fatto scalo a Salerno dopo aver caricato a Fos-sur-Mer “due milioni di nastri per armi automatiche: un milione di M9, utilizzate per equipaggiare armi pesanti, e l'altra metà composta da nastri M27. Questi ultimi, destinati ai fucili automatici leggeri, sarebbero compatibili con il Negev 5. Utilizzata a Gaza dall'esercito israeliano, questa mitragliatrice è stata impiegata nel "massacro della farina" del 29 febbraio 2024, dove più di cento civili palestinesi sono stati uccisi nei pressi di un convoglio di aiuti umanitari.[1]”
Il 9 giugno la “Contship Era” è tornata di nuovo a Salerno ma questa volta a Fos sur Mer la coraggiosa mobilitazione dei lavoratori portuali era riuscita a identificare ed evitare di caricare sulla nave tre container di armi, con decine di tonnellate di nastri per mitragliatrici e per cannoni. Anche nel successivo scalo a Genova i portuali avevano controllato che non venisse caricato a bordo materiale bellico. Dopo la tappa di Genova la Contship invece di comunicare la destinazione di Salerno come prossimo scalo programmato (venuta forse a conoscenza delle annunciate proteste anche nel porto di Salerno, dove nella giornata di domenica si è tenuto un presidio davanti al porto), per depistare aveva indicato come destinazione il piccolo porto di Scilla in Calabria, aveva spento il transponder AIS durante alcune ore della navigazione, e infine era approdata a Salerno dopo ben 38 ore di viaggio (nei precedenti ne erano bastate 24). Malgrado le rassicurazioni, nessuno può garantire che non abbia caricato materiale bellico: tutte le incongruenze e trucchetti riscontrati, usati abitualmente dalle navi implicate nel traffico di armi, lasciano supporre che l'abbia fatto.
La tratta Fos-sur-Mer > Genova > Salerno > Haifa, denominata "Tyrrhenian Container Line", è attiva dal 25 maggio 2022. Inizialmente gestita principalmente dalla compagnia cinese Cosco, dal 19 gennaio 2024 è appannaggio quasi esclusivo della compagnia israeliana ZIM, con partenze settimanali [2]. Il flusso di approvviggionamenti e armi per la macchina bellica e genocidaria israeliana appare costante.
Infine l'11 giugno è approdata a Salerno la nave HC OPAL. "Si ritiene che la nave, battente bandiera di Antigua e Barbuda, abbia trasportato rifornimenti militari, tra cui esplosivi, componenti di razzi e spolette, destinati a Israele nel suo genocidio in corso contro 2,3 milioni di palestinesi nella Striscia di Gaza illegalmente occupata. La nave è di proprietà dell’International Maritime Management (Imm), registrata ad Ahrensburg, in Germania. La compagnia assicurativa norvegese Gard fornisce la copertura assicurativa per la HC Opal. La società danese Ocean 7 Project, che gestisce la nave, è la stessa che ha operato il viaggio illegale della MV Kathrin, che trasportava esplosivi in Israele durante il genocidio.
Dopo essere stata allertata della presenza del carico a bordo della HC Opal, Antigua e Barbuda ha emesso una direttiva[3] che conferma che è “severamente vietato a qualsiasi nave registrata sotto la bandiera di Antigua e Barbuda trasportare armi, munizioni o altre attrezzature militari destinate alla consegna o all’uso in una zona di conflitto” e che una nave che “violi tale divieto può essere trattenuta su richiesta dell’Amministrazione in un porto straniero per la rimozione del carico proibito, a spese del proprietario”. Antigua e Barbuda ha dichiarato che in tali casi cambierà la bandiera della nave e intraprenderà altre azioni legali.[4]"
Dopo questa direttiva governativa,la HC Opal ha disattivato il suo AIS, scomparendo dai radar per 6 giorni. Ci sono tutte le ragioni per credere che la HC Opal abbia effettivamente consegnato le 10 tonnellate di equipaggiamento militare a Israele nel frattempo.
Il movimento BDS ha denunciato che questa consegna sia avvenuta il 4 giugno nel porto di Haifa [5].
La nave compare successivamente sui siti di tracciamento navale, indicando che sta navigando, sempre sotto la stessa bandiera, verso il porto di Marsiglia, con arrivo previsto per la sera dell'11 giugno. Nella stessa data dell'11 arriva invece a Salerno, per ripartire la mattina di giovedi 12 giugno, con destinazione presunta Mobile, negli USA.
Un cargo che traffica armi, dopo aver spento per una settimana il transponder AIS (sistema di segnalazione propria posizione), tra tutti i porti del Mediterraneo, ha scelto di fare scalo a Salerno. Evidentemente un porto accogliente e sicuro per questo tipo di navi e traffici.
"La legge non lascia spazio a dubbi: i trasferimenti di equipaggiamento militare verso Israele, mentre quel Paese commette genocidio, perpetua l'apartheid e continua la sua occupazione illegale, sono proibiti. Come confermato da esperti legali di alto livello, gli Stati di bandiera, gli Stati costieri e tutti gli Stati che non intervengono mentre le aziende sotto la loro giurisdizione effettuano trasferimenti militari illegali verso Israele, devono essere ritenuti responsabili della loro partecipazione a questi crimini.[3]"
Oltre alla Convenzione sul Genocidio, tali traffici sono vietati in Italia dalla legge 185/1990 (Art. 1.6.d) che impone un divieto al commercio di armamenti e di tecnologie militari “verso i Paesi i cui governi sono responsabili di gravi violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani" [6]
4 approdi di navi che trasportano armi a Israele nel porto di Salerno in due mesi (e parliamo solo di quelli sui quali si sono accesi i riflettori) e sappiamo bene che la maggior parte dei traffici avviene senza alcuna notizia.
Cosa hanno da dire sul traffico di armi per un genocidio, che passa impunemente nei nostri porti, l'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, il Comune di Salerno e la città metropolitana di Napoli (componenti del comitato di gestione dell'autorità Portuale), la Regione Campania, le capitanerie di porto, le imprese come Gallozzi e MSC che gestiscono i terminal a Salerno e Napoli? E i sindacati di categoria? Faranno ancora finta di non sapere, non vedere?
In tutto il mondo sempre più portuali e lavoratori della logistica si rifiutano di partecipare al trasporto di armi e materiale bellico in solidarietà con il popolo palestinese e tutti i popoli vittime delle guerre imperialiste.
I portuali di Marsiglia,Tangeri, Casablanca e Genova sono gli ultimi protagonisti di questa campagna di solidarietà operaia e internazionalista. Sosteniamo e promuoviamo questa campagna per fermare le armi destinate a perpetuare il genocidio in Palestina!
Mobilitiamoci contro il genocidio e la corsa al riarmo poiché il porto di Salerno è un ingranaggio strategico dell'imperialimo italiano e occidentale.
Non è più tempo di restare in silenzio!
Fermiamo la complicità dell'Italia nel genocidio!
Blocchiamo la logistica di guerra!
Testo a cura di BDS Salerno e BDS Italia
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Fonti:
[1] https://disclose.ngo/fr/article/la-france-sapprete-a-livrer-des-equipements-pour-mitrailleuses-vers-israel
[2] https://abregistry.ag/wp-content/uploads/2025/05/Information-Notice-2025-001-Prohibition-on-the-Carriage-of-Arms-and-Ammunition-Destined-for-Use-in-Conflict-Zones.pdf" rel="noreferrer noopener" style="box-sizing: border-box; margin: 0px; padding: 0px; background-color: transparent; color: rgb(46, 150, 243); overflow-x: auto; white-space: nowrap; cursor: pointer !important;">https://www.shipmag.it/zim-rivede-gli-accordi-con-cosco-che-aveva-deciso-di-cancellare-i-servizi-per-israele/https://www.shipmag.it/zim-rivede-gli-accordi-con-cosco-che-aveva-deciso-di-cancellare-i-servizi-per-israele/https://abregistry.ag/wp-content/uploads/2025/05/Information-Notice-2025-001-Prohibition-on-the-Carriage-of-Arms-and-Ammunition-Destined-for-Use-in-Conflict-Zones.pdf
[3] https://abregistry.ag/wp-content/uploads/2025/05/Information-Notice-2025-001-Prohibition-on-the-Carriage-of-Arms-and-Ammunition-Destined-for-Use-in-Conflict-Zones.pdf
