LIBERTÀ. GIUSTIZIA. UGUAGLIANZA.

Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni per i diritti del popolo palestinese.

Può una struttura ricettiva dirsi neutrale, quando rischia di offrire spazio, legittimità e copertura a chi è associato a crimini di guerra?

In un contesto come quello attuale, segnato dal genocidio in corso in Palestina, far finta che sia solo “business” non regge più.

Per questo abbiamo scritto una lettera alla direzione dell’Hotel Ariston di Capaccio,
   - per chiedere chiarezza.
   - per chiedere quali valutazioni siano state fatte.
   - per capire se esistono standard etici o se tutto si riduce a una prenotazione.
È una richiesta di responsabilità.
 Riguarda tutti.

Invitiamo cittadine e cittadini a informarsi, prendere posizione e attivarsi.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.alla direzione dell’Hotel per rompere il silenzio. 

Perché la sicurezza, la giustizia e il rispetto dei diritti umani non sono negoziabili.

🚫L’ospitalità non deve mai trasformarsi in complicità.

 

La lettera da inviare a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Spett.le Direzione dell’Hotel Ariston (Capaccio/Paestum),

Vi scrivo per esprimere una forte preoccupazione riguardo la notizia secondo cui la vostra struttura ha ospitato o starebbe ospitando individui legati a crimini di guerra e/o gravi violazioni del Diritto Internazionale. Queste segnalazioni, che parlano della presenza di gruppi organizzati in soggiorno nel territorio Cilentano, sollevano questioni importanti sotto il profilo etico, giuridico e reputazionale.

È stato inoltre riportato che, nell’ambito di tali iniziative, fosse prevista la partecipazione di figure legate al genocidio in Palestina, ovvero il generale Ofer Winter, circostanza che rende ancor più necessaria una maggiore chiarezza. Desidero sottolineare che il Diritto Internazionale prevede obblighi non solo per gli Stati, ma anche per gli individui e per i soggetti privati. Tra questi vi sono i doveri di non cooperazione, non favoreggiamento e non complicità rispetto a crimini internazionali gravi. La neutralità che si potrebbe attribuire ad un’attività alberghiera viene meno quando l’ospitalità rischia di contribuire – anche indirettamente – all’elusione della giustizia, alla legittimazione pubblica o alla impunità di soggetti coinvolti in gravi violazioni del Diritto Internazionale.

Nel contesto attuale, caratterizzato da forti tensioni internazionali e da una crescente attenzione della società civile alla responsabilità etica, anche le scelte delle strutture ricettive assumono un’importanza che va oltre la semplice attività commerciale. Alla luce di quanto sopra, vi invito a chiarire pubblicamente:

  1. se siano state effettuate valutazioni di rischio legale ed etico in relazione all’ospitalità concessa;

  2. quali politiche adottate in materia di diritti umani e responsabilità sociale d’impresa;

  3. se intendete adottare, per il futuro, misure volte a prevenire situazioni analoghe. Fermo restando il ruolo delle Autorità competenti nazionali e internazionali, ritengo che anche le imprese possano e debbano contribuire attivamente a prevenire rischi di complicità, adottando standard etici adeguati.

In assenza di risposte chiare e trasparenti, mi riservo di riconsiderare la possibilità di avvalermi dei vostri servizi di ospitalità e di condividere queste preoccupazioni con altri soggetti interessati al rispetto del Diritto Internazionale e dei Diritti Umani. L’ospitalità non deve mai trasformarsi in complicità.