LIBERTÀ. GIUSTIZIA. UGUAGLIANZA.

Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni per i diritti del popolo palestinese.

Il 9 luglio 2025 segna una tappa fondamentale nella lotta di liberazione del popolo indigeno della Palestina, poiché il movimento nonviolento e antirazzista a guida palestinese BDS celebra 20 anni di lavoro di organizzazione dal basso e costruzione intersezionale del potere popolare. È un giorno che sarà ricordato nella storia come l'inizio di un processo creativo, strategico e basato su principi, che ha isolato il regime di colonialismo d’insediamento, apartheid e occupazione militare di Israele, che dura da 77 anni, a livello di base e istituzionale, e che ha ridefinito il significato della solidarietà con la nostra lotta a partire dalla fine della complicità di stati, aziende e istituzioni con il regime israeliano.

Una solidarietà significativa, come il BDS ha instancabilmente affermato, deve sostenere il principio etico fondamentale di non fare del male e di fermare o limitare il danno fatto a proprio nome.

Tuttavia, mentre Israele attua un genocidio in diretta streaming contro 2,3 milioni di palestinesi nella Striscia di Gaza occupata e assediata, siamo troppo addolorati e arrabbiati per celebrare il fenomenale impatto del movimento BDS. Ma dobbiamo riaffermare il nostro impegno incrollabile ad andare avanti fino a quando il regime di oppressione di Israele non sarà completamente smantellato: lo dobbiamo a ogni singolo palestinese, soprattutto alla nostra gente di Gaza. Questo ci obbliga a riconoscere e condividere con il mondo l'immenso potere popolare che abbiamo costruito collettivamente in questi due decenni e gl’importantissimi progressi che abbiamo fatto nell’isolare l’Israele, uno stato canaglia e genocida e una minaccia per l'umanità intera.

Costruendo consenso e capacità di azione a partire dal basso, il movimento BDS ha creato un livello senza precedenti di coordinamento della solidarietà globale e di pressione per porre fine all'impunità di Israele e alla complicità globale con i suoi crimini. Nonostante la dolorosa frammentazione del nostro popolo, dovuta alle fasi di conquista del colonialismo d’insediamento e al distruttivo processo di Oslo, il nostro movimento è stato guidato dalla più grande coalizione palestinese mai esistita, in rappresentanza della maggioranza assoluta dei palestinesi all'interno della Palestina storica e in esilio, e ha mantenuto il consenso sui propri obiettivi e strategie.

Con l'autorità morale fornita da questo consenso, il movimento BDS ha influenzato le decisioni degli stati di imporre sanzioni mirate a Israele e ha svolto un ruolo indispensabile nel fare pressione su alcuni dei più grandi fondi di investimento del mondo affinché disinvestissero da aziende e banche che consentono a Israele di commettere crimini atroci. Ha galvanizzato il potere collettivo di sindacati, associazioni e altre organizzazioni di base che rappresentano decine di milioni di lavoratori, contadini, studenti, artisti, accademici e attivisti per la giustizia che hanno indotto governi locali e istituzioni coloniali occidentali in ambito accademico e culturale a disinvestire o a rompere i legami con l'apartheid e le istituzioni complici. Inoltre, "il BDS... ha cambiato il panorama commerciale globale di Israele", come ha recentemente ammesso un alto funzionario del commercio israeliano.

In occasione di BDS@20, proponiamo una riflessione sui risultati più importanti del movimento, in parte per decolonizzare le nostre menti dall'impotenza e dalla mancanza di speranza che Israele e i suoi partner egemonici in Occidente hanno persistentemente cercato di inculcare nella nostra coscienza collettiva, ma anche per mostrare al mondo ciò che i palestinesi e milioni di organizzatori, sostenitori e attivisti in tutto il mondo hanno realizzato nel cammino verso la liberazione della Palestina e lo smantellamento del regime genocida di Israele.

La lotta di liberazione anticoloniale palestinese si intreccia da sempre con le lotte di liberazione globali. Rifacendosi a questa storia il movimento BDS, radicato in oltre un secolo di resistenza popolare palestinese, ha alimentato profonde connessioni intersezionali tra la nostra lotta e quelle per la giustizia razziale, economica, sociale, climatica e di genere in tutto il mondo. La leggendaria resistenza e la resilienza (sumud) del nostro popolo, soprattutto a Gaza, ma anche a Gerusalemme, Jenin, Akka, Haifa e nei campi profughi della Palestina storica e in esilio, nutrono la nostra speranza e la nostra sconfinata determinazione. Il movimento BDS si ispira alla lotta sudafricana contro l'apartheid e al movimento per i diritti civili degli Stati Uniti, tra gli altri. A sua volta, il nostro movimento sta ispirando molte lotte globali, in particolare quelle contro i crimini delle multinazionali.

Ciò che rende ancora più impressionante l'impatto del movimento BDS e dei suoi partner in tutto il mondo è il fatto che in questi 20 anni non ha affrontato solo Israele, una potenza nucleare con enormi risorse propagandistiche, finanziarie, legali e di intelligence che dal 2014 combatte il BDS come "minaccia strategica" al suo intero sistema di colonialismo di insediamento. Il movimento BDS ha anche dovuto affrontare la rete militare, diplomatica, finanziaria, economica, accademica, tecnologica e mediatica dei sostenitori occidentali dell'apartheid e del genocidio di Israele (principalmente Stati Uniti, Regno Unito e Germania). Questa totale complicità occidentale ha garantito a Israele una completa impunità, mettendolo al riparo da sanzioni e assunzione di responsabilità e incoraggiandolo a condurre guerre di aggressione brutali e palesemente criminali contro i popoli di Libano, Siria, Yemen e Iran.

La sperimentazione che Israele ha portato avanti con applicazioni militari dell'intelligenza artificiale e le tecnologie di sorveglianza e "controllo" di massa, le sue armi spyware, le sue tecniche di manipolazione delle elezioni e le sue dottrine di securizzazione e militarizzazione, adottate da molti stati e dalle loro agenzie di "applicazione della legge" a livello globale, come abbiamo sempre dimostrato, hanno facilitato i despoti e permesso la repressione, l'oppressione e la spietata demolizione dei diritti umani.

Il movimento BDS ha sempre sostenuto che, parallelamente allo sterminio di decine di migliaia di vite palestinesi a Gaza e alla distruzione della sua civiltà vecchia di 4.000 anni, Israele ha introdotto un sistema basato sulla legge del più forte scomparso da decenni, sotterrando nel processo le fondamenta del diritto internazionale. Oggi, la stragrande maggioranza delle organizzazioni internazionali per i diritti umani, degli esperti delle Nazioni Unite, degli studiosi e dei movimenti per la giustizia sono d'accordo. Approvano anche, come afferma il recente rapporto della relatrice speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese, la nostra strategia che consiste nell’isolare Israele facendo valere l’assunzione di responsabilità in conformità con il diritto internazionale e ponendo fine alla complicità. Dopo la storica sentenza della Corte internazionale di Giustizia (CIG), che ha dichiarato Israele colpevole di apartheid nei confronti dei palestinesi e illegale l'occupazione militare del territorio palestinese, l'ex alto funzionario delle Nazioni Unite per i diritti umani Craig Mokhiber ha dichiarato che questa sentenza rende il BDS "non solo un imperativo morale e un diritto costituzionale e umano, ma anche un obbligo legale internazionale".

In occasione del 20° anniversario del movimento BDS, abbiamo molto da condividere, ma metteremo in evidenza solo 20 dei risultati di maggiore impatto e più stimolanti che il movimento ha ottenuto, o a cui ha contribuito, in coalizione e con la partecipazione attiva dei nostri graditi partner e alleati globali:

1 La salvaguardia del consenso palestinese rispetto ai nostri diritti fondamentali e inalienabili, in particolare il diritto dei milioni di rifugiati palestinesi espulsi con la forza dalla loro patria a tornare e a ricevere un risarcimento, e al ruolo essenziale che la solidarietà internazionale strategica svolge nella nostra lotta di liberazione.

2 L’aver iniziato e diffuso l’analisi di Israele come regime che combina colonialismo d’insediamento, apartheid e occupazione militare contro l'intera popolazione indigena della Palestina; la promozione dell'interpretazione del diritto internazionale in applicazione alle lotte per la giustizia e la liberazione; l’essere stato il primo movimento significativo ad analizzare l'attacco di Israele a Gaza nell'ottobre 2023 come genocidio, come definito dal diritto internazionale.

3 La ridefinizione della solidarietà con la lotta di liberazione palestinese, che inizia non recando danno e ponendo fine alla complicità con il regime coloniale israeliano, come una questione di obbligo etico e legale, non di carità, e ottenendo un ampio riconoscimento legale del diritto di difendere i diritti dei palestinesi attraverso la campagna BDS, nonostante i ben oliati e persistenti tentativi da parte di Israele e dei suoi partner in Occidente di usare la legge come arma per fermare il nostro movimento.

4 La costruzione di una rete globale anti-apartheid guidata dai palestinesi molto attiva in circa 120 Paesi, che coordina efficacemente il sostegno alle istanze del movimento riguardo il livello politico, aziendale e istituzionale. Il BDS è diventato uno dei cardini del XXI secolo per i movimenti per la giustizia sociale, i sindacati, le associazioni accademiche, le organizzazioni legali, le chiese, le istituzioni culturali e i gruppi di base in tutto il mondo.

5 La leadership delle lotte contro la normalizzazione nella regione araba e la lotta efficace contro le tattiche di corruzione, intimidazione, bullismo e repressione utilizzate dall'apartheid israeliana per imporsi come "normale" e "benvenuta" nella regione, con ampio sostegno dei suoi partner nell'Occidente coloniale e delle dittature arabe. BDS Giordania, ad esempio, ha condotto con successo una campagna di pressione sul governo per fermare il controverso accordo "elettricità in cambio di acqua" con Israele. Un altro esempio è il successo del movimento BDS nel problematizzare e ridurre drasticamente la partecipazione all'Expo di Dubai, che ha dovuto fare fronte a una forte pressione e condanna araba e internazionale per l'alleanza militare della dittatura degli Emirati Arabi Uniti con Israele, i suoi crimini di guerra contro il popolo dello Yemen e le sue violazioni dei diritti umani, in particolare contro i lavoratori migranti.

6 La costruzione di un sostegno di alto livello per il cambiamento delle politiche globali, tra cui il lancio di Risposta del Sud Globale 2020, approvata, tra gli altri, da ex capi di Stato, importanti parlamentari, leader dei sindacati e dei movimenti di massa, con l’adozione dell'analisi di Israele come Stato che pratica l’apartheid e la richiesta di sanzioni legali contro di esso.

7 Il ruolo nell'adozione da parte dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 2024 di sanzioni contro Israele per la prima volta in 42 anni, nell'adozione da parte della Commissione Africana per i Diritti Umani e dei Popoli della sua prima risoluzione sulla Palestina in 24 anni, che invita gli Stati africani a porre fine alla loro complicità con l'apartheid israeliana e a impegnarsi per fermare il genocidio, così come nelle decisioni di decine di stati, per lo più del Sud Globale, di adottare sanzioni mirate (tra cui l’interruzione di legami diplomatici, commerciali, militari o di altro tipo con Israele; e altre che respingono le navi dirette in Israele o negano l’accesso al porto alle navi che trasportano carichi militari verso di esso).

8 Il rendere popolare l'embargo militare nei confronti di Israele, con 52 Stati che lo hanno ufficialmente appoggiato, la campagna Block the Boat che mira a impedire il trasferimento di armi a Israele e che ha ottenuto un grandissimo sostegno grazie agli sforzi coscienziosi e coraggiosi dei sindacati dei trasporti e dei lavoratori portuali e dei movimenti di base in Francia, Marocco, Spagna, Italia, California, Grecia, Turchia e Sudafrica, tra gli altri; l'avvio di azioni dirette contro le aziende militari israeliane in diversi paesi, tra cui il blocco di una fabbrica di Elbit Systems in Brasile nel 2014, l'"occupazione" pacifica di un'altra fabbrica di Elbit nel Regno Unito sempre nel 2014, l'interruzione di fiere di armi e altro ancora.

9 Il successo nella mobilitazione per fare pressione su alcuni dei più grandi fondi sovrani del mondo affinché disinvestano da aziende e banche implicate nei crimini di Israele, a partire dal disinvestimento del fondo sovrano norvegese da Elbit Systems nel 2009, fino al suo più recente disinvestimento dai  titoli di stato israeliani e da diverse aziende complici, passando per simili decisioni di disinvestimento da parte di fondi di investimento nei Paesi Bassi, in Lussemburgo e in Nuova Zelanda.

10 Il rendere sempre più noto che Israele è una #ShutDownNation, uno stato in fallimento; le pressioni sugli investitori affinché se ne stiano alla larga, facendo pagare alle aziende complici un caro prezzo in termini di reputazione e/o di profitti e ottenendo l'inestimabile riconoscimento che "il BDS e i boicottaggi hanno cambiato il panorama commerciale globale di Israele", come ammesso dal presidente dell'Istituto per le Esportazioni di Israele.

11 L’aver indotto multinazionali come Veolia, Orange, G4S, PUMA, General Mills, CRH, AXA, ecc. a interrompere le relazioni commerciali con Israele e costretto giganti del settore tecnologico a cancellare massicci investimenti in Israele, tra cui Intel che ha annullato il suo progetto da 25 miliardi di dollari non lontano da Gaza; mentre grandi aziende, tra cui McDonald's, Coca-Cola, Microsoft e Carrefour, iniziano a sentire l’impatto e le perdite finanziarie prodotte dalle campagne BDS. Alcune tra le maggiori catene di supermercati Coop nel Regno Unito e in Italia hanno adottato misure BDS.

12 Il sostegno al movimento BDS espresso dai principali organismi sindacali internazionali e nazionali  per fare pressione sui governi affinché impongano sanzioni legali, tra cui IndustriALL, LO (Norvegia), TUC (Regno Unito), COSATU e NUMSA (Sudafrica), CUT (Brasile), CUT (Colombia), il sindacato degli agricoltori All India Kisan Sabha e i sindacati dei lavoratori di India e Nepal contro l'"esportazione" di lavoratori in Israele per sostituire i palestinesi. Negli Stati Uniti, United Electrical (UE) è stato il primo grande sindacato ad appoggiare il movimento BDS nel 2015. Dieci anni dopo, l'UE guida una coalizione di 7 grandi sindacati nazionali e centinaia di locali, che rappresentano milioni di lavoratori, che chiedono la fine dei finanziamenti militari a Israele. Il NEA, che fa parte di questa coalizione e che con 3 milioni di iscritti è il più grande sindacato degli Stati Uniti, si è recentemente impegnato a tagliare i ponti con l'Anti Defamation League (ADL), un gruppo di pressione razzista e anti-palestinese.

13 Migliaia di personalità della cultura, tra cui scrittori, musicisti, registi, artisti visivi e un numero sempre maggiore di organizzazioni artistiche, sindacati e associazioni, hanno pubblicamente appoggiato il boicottaggio culturale di Israele, annunciando il loro rifiuto di lavorare con l'apartheid israeliano o con eventi e istituzioni che ne sono complici, amplificando i nostri diritti e rendendo sempre più popolare il nostro movimento globale di base. Sotto la pressione di artisti e difensori dei diritti umani, molti importanti festival musicali, letterari e artistici in tutto il mondo stanno abbandonando gli sponsor aziendali complici dei crimini di Israele contro i palestinesi e/o hanno posto fine alle collaborazioni con Israele, le sue lobby e le sue istituzioni complici. Festival cinematografici israeliani complici sono stati annullati. Le istituzioni che hanno censurato gli artisti solidali con i palestinesi hanno dovuto affrontare boicottaggi diffusi.

14 Università in tutto il mondo, in particolare in Europa, Nord America, America Latina e Africa, hanno interrotto i legami accademici e/o finanziari con Israele e le istituzioni complici con esso; Israele ha perso gran parte della sua preminenza in Horizon, il più grande programma di ricerca del mondo; associazioni accademiche, tra cui l'Associazione antropologica americana (AAA), l'Associazione per gli studi sul Medio Oriente (MESA), il Consiglio latino-americano delle scienze sociali (CLACSO) e l'Associazione per gli studi americani (ASA), hanno tutte approvato il boicottaggio delle istituzioni israeliane complici. L'Associazione Internazionale di Sociologia (ISA) ha recentemente sospeso la Società Sociologica Israeliana complice.

15 Sport: la Confederazione calcistica asiatica, composta da 47 membri, ha appoggiato la richiesta palestinese di escludere Israele dalla FIFA e squadre come Argentina, Uruguay e Barcellona si sono ritirate dalle partite amichevoli e dagli allenamenti in Israele. Squadre, atleti, enti sportivi e autorità locali si sono rifiutati di giocare contro Israele, hanno escluso Israele dai tornei o hanno ritirato il sostegno ai tornei a causa della partecipazione di Israele, tra cui la squadra nazionale di pallacanestro U19 della Giordania, l'Unione sudafricana di rugby e la squadra di hockey femminile iraniana, oltre che nel surf, softball e netball.

16 Organizzazione nei campus: gli studenti dei campus universitari di tutto il mondo, sostenuti dal personale, dai docenti e dai sindacati dell'istruzione superiore, hanno applicato il principio BDS del radicalismo strategico per rendere popolari il boicottaggio accademico e il disinvestimento come mai prima d'ora. Riprendendo la tradizione dell'attivismo guidato dagli studenti attraverso le mobilitazioni nei campus degli anni '80 contro il Sudafrica dell'apartheid e degli anni '60 contro la guerra genocida in Vietnam, tra gli altri, hanno ottenuto vittorie in materia di disinvestimento in università come il Trinity College di Dublino, il King's College, la San Francisco State University, la California State University di Sacramento e molte altre. Le politiche di investimento etico incentrate sui diritti umani adottate da queste istituzioni incarnano la natura profondamente intersezionale del movimento BDS, ponendo le basi per il disinvestimento dalle aziende produttrici di armi e dalle entità partecipi di gravi violazioni dei diritti umani in Palestina e non solo.

17 Comunità religiose: il Consiglio Mondiale delle Chiese (WCC), che rappresenta oltre 580 milioni di cristiani, ha denunciato il regime di apartheid di Israele e ha chiesto sanzioni. In Nord America, i presbiteriani statunitensi hanno disinvestito dalle aziende complici dell'occupazione israeliana (2014); i metodisti uniti hanno disinvestito dalle banche israeliane e dalla G4S (2016); anche la Chiesa episcopale, la Chiesa mennonita statunitense, gli universalisti unitari e l'Alleanza dei battisti hanno votato per il disinvestimento e la Chiesa unita del Canada si è recentemente impegnata ad adottare strategie BDS. Oltre 500 organizzazioni, tra cui molte congregazioni, case di culto e organizzazioni di fede, hanno firmato l'impegno, guidato dall'American Friends Service Committee, ad essere Comunità Libere dall'Apartheid. 

18 Oltre 4.000 artisti queer si sono impegnati a non partecipare a eventi in Israele finché non saranno garantiti i diritti dei palestinesi. L'International Lesbian, Gay, Bisexual, Trans and Intersex Association (ILGA), una federazione di 1.900 organizzazioni LGBTQIA+ in 160 paesi e territori, ha sospeso l'organizzazione israeliana complice Aguda. Negli ultimi anni decine di registi si sono ritirati dal TLVFest, il festival di cinema LGBTQ del governo israeliano, e più di 300 registi si sono impegnati a non partecipare al TLVFest. Centinaia di gruppi di tutto il mondo hanno organizzato l'evento cinematografico globale Queer Cinema for Palestine, e gli organizzatori del pride rifiutano il pinkwashing israeliano e la complicità con i crimini di Israele contro i palestinesi in Portogallo, Giappone, Stati Uniti e Regno Unito.

19 La campagna guidata dal BDS per fare pressione sulle Nazioni Unite e sugli stati affinché regolamentino l'intelligenza artificiale militarizzata e le tecnologie cloud come tecnologie a duplice uso (dual use) ha ottenuto un sostegno fondamentale da parte di importanti esperti di IA, diritti umani e legali. Anche il recente rapporto della relatrice speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese sulla complicità delle aziende ha sottolineato l'importanza di questa regolamentazione sul duplice uso.

20 Spazi liberi dall'apartheid (AFZ): centinaia di spazi collettivi in tutto il mondo si sono dichiarati liberi dall'apartheid israeliana. Si tratta di caffè, fattorie, teatri, centri comunitari, B&B e altro ancora. Attraverso questa campagna, stiamo facendo della solidarietà con la Palestina un aspetto non negoziabile della costruzione di collettivi.

Ci auguriamo che questo elenco di risultati del BDS vi convinca che possiamo e dobbiamo vincere. Ma, a tal fine, dobbiamo intensificare la pressione e interrompere pacificamente tutte le forme di complicità per contribuire a porre fine all'indicibile genocidio di Israele e a smantellare il suo regime di apartheid e di colonialismo d’insediamento. Solo allora potremo godere di libertà, giustizia, uguaglianza e di quello che Desmond Tutu chiama "il nostro menu completo di diritti".