Dopo Bologna, Cesena e la Regione Emilia-Romagna, anche il consiglio comunale di Castel San Pietro Terme (BO) chiede di escludere dagli appalti le aziende che violano diritti umani e/o diritto internazionale.

Nella seduta 28 aprile 2025 è stato approvato un ordine del giorno che, nel quadro di azioni di solidarietà con il popolo palestinese, chiede alla Sindaca e alla Giunta di riferirsi alla politica degli appalti etici approvata dall’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna, “al fine di tenere conto di eventuali violazioni dei diritti umani e/o del diritto internazionale da parte degli operatori economici e quindi di escludere tali soggetti in fase di valutazione delle offerte.”

Questa risoluzione, approvata con 14 voti favorevoli e 1 astenuto, è stata promossa con un documento, firmato da molte associazioni e da cittadini e cittadine, che chiedeva all'amministrazione comunale “di prendere una posizione in merito a quanto accade in Palestina e di adottare dei provvedimenti concreti non solo in solidarietà con il popolo palestinese ma anche per contrastare il commercio di armi e per avere un sistema più etico di appalti.”

Tra i firmatari del documento figurano Associazione Camminando Insieme, Amnesty International Emilia Romagna, CGIL Circondario imolese, Comitato Pace e Diritti - Imola, UCOII e ANPI Castel San Pietro Terme.

Un altro passo verso l’esclusione dagli appalti di aziende complici del genocidio a Gaza e del regime israeliano di colonialismo, occupazione e apartheid.