CLAUSOLE ETICHE NEGLI APPALTI DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE:

LA GIUNTA RISPETTI GLI IMPEGNI

L’ASSEMBLEA LEGISLATIVA DELL’EMILIA-ROMAGNA VOTA PER L’INTRODUZIONE DI CLAUSOLE ETICHE NEGLI APPALTI DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE

Chiediamo l’adozione urgente di misure concrete per interrompere i rapporti con aziende coinvolte in violazioni dei diritti umani, in Palestina e altrove

Nella seduta del 23/12/2025 l'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha approvato, con i voti di AVS, PD, Civici e M5S, un ordine del giorno sull'introduzione di clausole etiche negli appalti del servizio sanitario regionale che, se applicate coerentemente, implicherebbero l’esclusione di aziende complici dei crimini di Israele nei confronti dei palestinesi, inclusa TEVA, la multinazionale israeliana leader mondiale nel settore dei farmaci equivalenti.

TEVA è attualmente al centro di una campagna internazionale di boicottaggio, promossa in Italia congiuntamente da BDS Italia e Sanitari per Gaza, a causa delle sue comprovate complicità con il genocidio a Gaza e con il sistema israeliano di apartheid coloniale e di occupazione illegale dei territori palestinesi, da cui trae profitto.

La Regione Emilia-Romagna, attraverso l’Agenzia Regionale Intercent-ER, ha stipulato con TEVA Italia convenzioni per la fornitura di farmaci al Servizio Sanitario Regionale per importi di oltre 19 milioni di euro nel biennio 2023-2025 e di almeno 7,5 milioni di euro a partire all’11/12/2024, con scadenza il 10/11/2027.

L’ODG impegna la Giunta regionale “a predisporre ed emanare, entro 60 giorni, un regolamento regionale contenente linee guida obbligatorie per le strutture del SSR e le centrali di committenza incaricate della predisposizione dei bandi di gara per forniture di beni sanitari e non”, che includa “criteri di valutazione dell’offerta che tengano conto dei profili di integrità, responsabilità sociale e sostenibilità etica degli operatori economici”.

Tra i criteri previsti particolarmente rilevanti sono quelli che riguardano:

  • l’introduzione da parte delle aziende di “sistemi di due diligence sui diritti umani o nei meccanismi di gestione dei rischi di compliance internazionale”, e

  • l’assenza di rapporti degli operatori economici con “enti statali di Stati sottoposti a procedimenti dinanzi alla Corte Internazionale di Giustizia o alla Corte Penale Internazionale per ipotesi di crimini contro l’umanità o genocidio”.

Accogliamo con favore l’approvazione di questo ordine del giorno che va nella direzione richiesta da recenti pareri e ordinanze della Corte internazionale di giustizia e chiediamo una rapida attuazione di misure che permettano di escludere dagli appalti aziende implicate in violazioni di diritti umani e diritto internazionale, incluse quelle complici del genocidio in corso a Gaza e degli altri crimini di guerra e contro l’umanità commessi da Israele.

La Regione deve rispettare gli impegni presi. Ricordiamo che la Giunta non ha preso ancora alcuna misura per escludere legalmente dagli appalti tutte le aziende coinvolte in violazioni di diritti umani e diritto internazionale, come richiesto nella risoluzione sugli appalti etici approvata nella seduta dell’Assemblea Legislativa dell’11 giugno 2024.

La Regione Emilia-Romagna ha la responsabilità giuridica e morale di agire per interrompere rapporti e collaborazioni con aziende e enti coinvolti nel genocidio a Gaza e nell’oppressione del popolo palestinese.

Tra l’altro la Regione, continua ad avere un ruolo cruciale nel porto di Ravenna, in quanto azionista del terminal e membro del comitato di gestione dell'autorità Portuale, e ha il potere e il dovere di intervenire per impedire i traffici di armi verso Israele e per fare cessare ogni collaborazione con il Ministero della Difesa di Israele, con Rafael Advanced System e con l'università di Tel Aviv, nell'ambito del progetto dual use "Undersec".

Come associazioni impegnate a fianco della lotta del popolo palestinese per la libertà e la giustizia, insieme a cittadini e cittadine che hanno a cuore il rispetto dei diritti umani e in diritto internazionale, vigileremo affinché gli impegni vengano rispettati e continueremo a mobilitarci per fare in modo che Comuni, Regioni e altri enti interrompano ogni tipo di relazione con istituzioni israeliane e con aziende coinvolte in violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale in Palestina.

Di fronte al genocidio e alla pulizia etnica in Palestina che continuano, basta parole!

Sono necessari atti concreti per mettere fine alle complicità con il sistema israeliano di colonialismo, occupazione e apartheid che opprime il popolo palestinese da quasi 80 anni!

 

Gruppi regionali di BDS Italia (Bologna, Faenza, Modena, Ravenna, Reggio Emilia e Rimini)

Gruppi regionali di Sanitari per Gaza (Bologna, Modena, Parma, Reggio Emilia)

Gruppo E-R della rete #DigiunoGaza

Rimini4Gaza

Per informazioni contattare: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

BDS ITALIA è una rete di gruppi e associazioni che fa parte del movimento internazionale a guida palestinese di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) contro il regime israeliano di colonialismo, occupazione e apartheid. Promuove campagne e iniziative per mettere fine alle complicità di governi, aziende e istituzioni con le violazioni di diritti umani e diritto internazionale da parte di Israele e si oppone ad ogni forma di razzismo e discriminazione, incluso antisemitismo e islamofobia.

Sanitari per Gaza è una rete nazionale di operatori sanitari solidali con la popolazione palestinese e parte di un network internazionale.

#Digiunogaza è una rete nazionale di operatrici ed operatori della sanità che organizzano azioni di testimonianza personale e di protesta collettiva contro il genocidio del popolo palestinese