LIBERTÀ. GIUSTIZIA. UGUAGLIANZA.

Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni per i diritti del popolo palestinese.

Quadro generale

Dopo quello dei produttori di armi, il settore tecnologico è senza dubbio il più complice e coinvolto nel genocidio perpetrato da Israele contro 2,3 milioni di palestinesi nella Striscia di Gaza, territorio assediato e occupato illegalmente. E' anche complice del regime di apartheid e di colonialismo d’insediamento che da diversi decenni opprime l’intero popolo autoctono palestinese. Tutto ciò rende gli obiettivi del settore tecnologico una priorità per il movimento BDS.

Il settore tecnologico è un pilastro dell’economia dell’apartheid che alimenta il fondo di guerra di Israele, rappresentando il 20% del PIL israeliano (nel 2023) e il 53% delle sue esportazioni (2023). Oltre ad essere un pilastro dell’economia israeliana, le aziende tecnologiche forniscono consapevolmente a Israele tecnologie di oppressione (compreso lo spyware) utilizzate per commettere gravi violazioni dei diritti umani, crimini di guerra e crimini contro l’umanità.

Ad esempio, i sistemi avanzati di puntamento e di armamento basati sull’intelligenza artificiale di Israele, definiti “fabbriche di omicidi”, sono resi possibili dai giganti della tecnologia, tra cui Google, Amazon, Microsoft, IBM e Palantir. Queste aziende forniscono all’esercito israeliano sistemi informatici, tecnologie di sorveglianza e comunicazione per accelerare il genocidio a Gaza e automatizzare l’apartheid in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est.

In collaborazione con l’Autorità israeliana per la popolazione, l’immigrazione e le frontiere, le aziende tecnologiche statunitensi raccolgono e archiviano enormi quantità di dati sui civili palestinesi nel sistema informatico del Registro della popolazione, una piattaforma funzionale all’apartheid israeliano. Questo registro conserva informazioni sui palestinesi che vivono nei territori palestinesi occupati (TPO). Questo, infatti, viene sistematicamente utilizzato da Israele per attuare un sistema di apartheid a più livelli contro i palestinesi, limitando i loro diritti e le loro libertà, tra cui la libertà di movimento, il diritto al lavoro, il diritto di voto, il ricongiungimento familiare e l’accesso ai servizi sociali di base.

Le aziende tecnologiche collaborano inoltre con il governo israeliano per violare i diritti dei palestinesi nei territori palestinesi occupati (TPO), automatizzando i posti di blocco militari per limitare la libertà di movimento dei palestinesi in Cisgiordania e alimentando progetti di sorveglianza “Smart City” a Gerusalemme Est e Hebron.

Sebbene il settore tecnologico rappresenti una sfida nelle campagne BDS perché le grandi aziende spesso detengono il monopolio del mercato, è possibile e cruciale per il movimento esercitare pressione su questi attori attraverso boicottaggi dei consumatori (ove possibile), esclusioni contrattuali, disinvestimenti, azioni di disturbo pacifico, campagne mediatiche, contenziosi strategici e politiche normative.

Opporsi alle tecnologie della violenza

Come possiamo opporci alle tecnologie della violenza attraverso il BDS per porre fine alla complicità delle grandi aziende tecnologiche nell’apartheid e nel genocidio?

Il BDS funziona, come ammettono gli stessi leader israeliani. È possibile e cruciale per il movimento e per l'umanità in generale fare pressione sulle aziende tecnologiche affinché smettano di alimentare il fondo di guerra di Israele e di progettare tecnologie destinate all’oppressione violenta e ai crimini di guerra. Possiamo porre fine al ruolo della tecnologia nel regime di occupazione militare, apartheid e genocidio di Israele attraverso campagne strategiche e mirate di boicottaggio e disinvestimento. Possiamo opporci a tutta questa violenza anche attraverso la creazione di politiche etiche che regolino la tecnologia a duplice uso, così come tutta la tecnologia.

Il movimento BDS divide gli obiettivi aziendali in tre categorie: obiettivi di boicottaggio dei consumatori, obiettivi di disinvestimento ed esclusione e obiettivi di pressione. Sulla base dei nostri Criteri di complicità aziendale fondati sul diritto internazionale, il movimento BDS chiede di disinvestire dalle aziende complici ogni volta che sia possibile. Possiamo incidere sui loro profitti disinvestendo da queste aziende ed escludendole dai contratti a livello di amministrazioni locali, università, ospedali e sindacati. Il movimento BDS chiede che si eserciti ogni forma di pressione pacifica contro queste aziende, compreso il boicottaggio, qualora esistano alternative ragionevoli a queste. Le tattiche di pressione possono e devono essere utilizzate contro tutte le aziende tecnologiche complici elencate di seguito, in aggiunta ad altre tattiche.

Tutti gli obiettivi tecnologici del BDS sono soggetti a disinvestimento, esclusione e pressione, e alcune aziende specifiche offrono l'opportunità di boicottaggi strategici.

Aziende Tech obiettivi delle campagne BDS

Amazon (campagna guidata dai lavoratori)

Google/Alphabet (campagna guidata dai lavoratori)

Intel (campagna guidata da BDS e dai lavoratori)

Microsoft (campagna guidata dai lavoratori)

Oracle (campagna guidata dai lavoratori)

Cisco (campagna guidata da BDS e dai partner)

HP (campagna guidata da BDS e dai partner)

Palantir (campagna guidata da BDS e dai partner)

IBM

Dell

Meta

Motorola Solutions

Fonte: Comitato nazionale palestinese per il BDS