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Comunicato stampa
Attivazione da novembre 2026 a gennaio 2027 - La campagna "Banche complici" di BDS Italia si appella al mondo cattolico: coerenza con la fede e disinvestimento per la pace, con momenti di riflessione a novembre fino alla giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese del 29 novembre stabilita dall'ONU e poi proseguire fino a fine gennaio, passando per la Giornata Mondiale della Pace del primo gennaio 2027 che richiama l'attenzione sulla responsabilità morale dei politici e sull'esigenza di promuovere la dignità della persona umana.
La mobilitazione nonviolenta di boicottaggio e disinvestimento promossa da "Banche complici" - sostenuta dalla campagna “Banche armate” che vede impegnate le storiche riviste missionarie Nigrizia, Missione Oggi e Mosaico di Pace - trova nelle parole dei vescovi italiani un fondamento e un impulso decisivo: il documento della CEI invita a un "rinnovato discernimento" sulla gestione delle risorse economiche, affinché ogni scelta sia finalizzata a un'economia giusta e alla costruzione della pace.
In sintonia con questo magistero, il gruppo di lavoro "Banche complici" di BDS Italia rivolge un pressante invito a tutto il mondo cattolico - diocesi, parrocchie, comunità religiose, enti e singoli fedeli - perché compia un serio esame delle proprie scelte finanziarie e traduca in atti concreti gli insegnamenti delle "Linee guida in materia di investimenti etici e sostenibili" e della Nota pastorale "Educare a una pace disarmata e disarmante".
Perchè agire ora
Secondo le analisi della campagna di BDS Italia - UniCredit, Intesa Sanpaolo e BNL BNP Paribas con i loro finanziamenti per decine e centinaia di milioni di euro, sono direttamente complici della colonizzazione illegale della Palestina, del regime di apartheid israeliano, dell'occupazione militare dei territori palestinesi e del genocidio e delle deportazioni in corso a Gaza e in Cisgiordania.
Le Linee Guida della CEI condannano gli investimenti in attività che alimentano conflitti e violenze. Non possiamo tacere di fronte al fatto che il nostro denaro possa finanziare crimini contro l'umanità: è una questione di coerenza evangelica e di responsabilità civile.
Un invito all'azione concreta
"Banche complici" richiama il valore profetico dell'obiezione bancaria, espressamente citata dai Vescovi, e propone ai cattolici italiani tre azioni concrete:
1. Trasferire parte della propria liquidità verso un istituto di credito meno complice e più etico.
2. Chiudere il proprio conto corrente presso le tre banche.
3. Adoperarsi per informare altri correntisti e fare pressione sulle banche perché pongano fine alla complicità con i crimini di Israele.
"Non è solo un atto di protesta, ma un gesto di costruzione della pace," proseguono i promotori della campagna "Banche complici" di BDS Italia.
Informazioni dettagliate, adesione alla campagna e scritta diretta ai referenti delle tre banche sul sito www.bdsitalia.org.
Contatti per la stampa:
Gruppo di lavoro "Banche complici" - BDS Italia - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Con l’adesione della campagna di pressione alle "Banche armate"
Da giovedì 28 maggio Francesca Albanese è stata nuovamente inserita nella lista nera americana. La Corte d'Appello ha infatti accolto la richiesta di sospensione urgente presentata dall'amministrazione Trump, bloccando così il provvedimento del tribunale di primo grado che aveva eliminato le sanzioni contro la Relatrice ONU per violazione dei diritti di libertà d'espressione. Il Dipartimento del Tesoro ha pertanto reintegrato le misure restrittive con una rapidità straordinaria, dimostrando la linea intransigente di Washington e il congelamento immediato dei beni finanziari della funzionaria internazionale.
BDS Italia esprime la sua profonda stima e il proprio sostegno incondizionato alla Relatrice ONU Francesca Albanese, vittima, per la seconda volta, di un sistema coercitivo che viola il suo diritto di libertà di parola e le impone sanzioni discriminatorie tramite OFAC, l’ufficio per il controllo dei beni esteri del Tesoro statunitense.
Il caso di Francesca Albanese sta inoltre dimostrando che, oggi, nemmeno la finanza etica è tale fino in fondo, perché costretta dalle prescrizioni delle principali centrali operative politiche del pianeta a definire i propri perimetri sui diversi fronti.

