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Lettere dei correntisti alle tre banche complici   -  modelli di lettera in pdf

Lettera dei cittadini attivi NON correntisti a tutte e tre le banche

 

 

Volantini

Volantino A4 - Banche complici

Volantino A5 doppio su A4 - Banche complici

 

Materiali di presentazione

Slide di presentazione della campagna  

Video di presentazione della campagna

 

 Contatti

Cellulare: (+39) 333-8312194
BDS Italia Embargo Militare:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Per ulteriori informazioni su La Campagna di pressione alle “banche armate”: banchearmate.org

Complicità di BNL Paribas1

Complicità di BNL Paribas2

 

Complicità di Intesa San Paolo1

Complicità di Intesa San Paolo2

 

Complicità di UniCredit1

Complicità di UniCredit2

Alla cortese attenzione di:


Gian Maria Gros-Pietro (Presidente)  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Carlo Messina (Consigliere Delegato e CEO)  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Paola Angeletti (Chief Sustainability Officer)  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  

Claudia Cattani (Presidente) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 
Elena Goitini (Amministratore Delegato)   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  

Prof. Pietro Carlo Padoan (Presidente)
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Dott. Andrea Orcel (Amministratore Delegato)
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Dott. Giuseppe Zammarchi (ESG Strategy & Implementation)  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

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Egr. signore/i,

sono venuto/a a sapere del coinvolgimento nel sostegno alle politiche di Israele da parte di tre grandi istituti del credito — UniCredit, Intesa Sanpaolo e BNL-BNP Paribas — che sono profondamente integrati nelle operazioni militari, nella colonizzazione illegale e nell’apartheid in Palestina.

L'analisi del movimento BDS Italia ha scavato nei bilanci e ha valutato l’esposizione verso Israele degli istituti in merito a: finanziamenti diretti al settore armamenti, relazioni con grandi aziende belliche, supporto a programmi militari, investimenti in Israele e territori occupati, sottoscrizione e collocamento di strumenti finanziari legati alla guerra.

Il supporto al complesso militare-industriale non si limita alla semplice erogazione di credito, ma si articola in una sofisticata strategia a tre livelli. In primo luogo, il finanziamento diretto a società che forniscono armi utilizzate nel genocidio dei palestinesi. In secondo luogo, la distribuzione ai risparmiatori retail di titoli di stato israeliani, definiti senza mezzi termini "War Bonds" (obbligazioni di guerra), accanto a titoli di aziende come Leonardo ed ENI, complici delle politiche di occupazione. Infine, l’allocazione di capitali in fondi d'investimento legati a settori che violano sistematicamente il diritto internazionale.

Sulla gravità di questa architettura, il documento della campagna è inequivocabile. "Queste banche sono tra le istituzioni finanziarie italiane più coinvolte, causa operazioni non etiche, in operazioni di supporto nella colonizzazione illegale e nell’apartheid in Palestina, nello sfollamento e genocidio per mano di Israele ora estesi alla Cisgiordania."

Oggi, questa campagna dal basso ha trovato una sponda autorevole nel documento promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI) per la Giornata della Pace del 1 gennaio che ha invitato esplicitamente al disinvestimento dalle aziende produttrici di armi.

L'obiettivo della campagna è spingere i risparmiatori a trasferire i propri capitali verso istituti meno complici. Non è una protesta simbolica, ma una pressione economica diretta.

Il genocidio perpetrato da Israele nella Striscia di Gaza ha causato la morte di decine, se non centinaia di migliaia di palestinesi e ha provocato una devastazione incalcolabile. L'ONU stima che circa il 92% di tutti gli edifici residenziali a Gaza siano stati danneggiati o distrutti. Ora, ancora una volta, i palestinesi a Gaza sono sull'orlo della carestia a causa del blocco totale imposto da Israele.

Per tutti questi motivi ho deciso di sostenere le richieste della campagna “banche complici” in coerenza con i miei principi etici che mi vietano di essere complice, anche indirettamente, con lo sterminio praticato dallo Stato di Israele.

Mi impegno inoltre ad avvisare la campagna e/o a pubblicizzare il mio comportamento in modo che altri/e cittadini seguano il mio esempio fino a quando i vostri istituti di credito non si adegui al rispetto dei diritti umani.

Distinti saluti

Lettera dei correntisti a Intesa San Paolo

Alla cortese attenzione di:
Gian Maria Gros-Pietro (Presidente)  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Carlo Messina (Consigliere Delegato e CEO)  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Paola Angeletti (Chief Sustainability Officer)  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Filiale locale  

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Egr. signori

sono venuto/a a sapere del coinvolgimento di Banca Intesa San Paolo in finanziamenti e transazioni varie che riguardano industrie delle armi e attività di colonialismo, occupazione, apartheid ed ora anche di genocidio che Israele attua nei confronti della popolazione palestinese a Gaza e in Cisgiordania. 

ISP ha finanziato con 3,546 milioni di dollari, tra gennaio 2023 e agosto 2025, industrie del settore armiero e altre collegate all’occupazione, tra cui: ENI, CNH Industrial, Mercedes, Syensqo, Rolls-Royce.  (Fonte, Don’t Buy into Occupation V report, pg. 13, novembre 2025, sulla base di ricerca fatta da Profundo).

Ha finanziato per 860 milioni di euro società per armamenti che vendono a Israele, tra cui alcune delle maggiori a livello mondiale, come Boeing, General Dynamics, Lockheed Martin, RTX, Rolls-Royce, Leonardo. (Fonte: "The companies arming Israel and their financiers", 2024).

Attraverso Neva SGR è coinvolta nel sistema dell’innovazione israeliano, con investimenti di oltre 20 milioni di euro in startup come Cybersecurity, Cyberint e Coro, specializzate nella protezione da minacce informatiche (Fonte, idem come sopra).

Ha investito nelle colonie illegali israeliane con 2,448 miliardi di dollari (2018 – 2021). (Fonte, come sopra)

Ha sottoscritto linee di credito per Leonardo SpA, come Intesa Sanpaolo S.p.A., Société Générale - Milan Branch insieme ad altre banche (Fonte, sito di Leonardo, 7 ottobre 2025).

Ha sottoscritto un Prestito Obbligazionario Ibrido ad Eni nell’ambito di un sindacato di banche italiane ed estere.

Ha assunto (gennaio 2024) il ruolo di Advisor finanziario e banca finanziatrice in un fondo acquisendo una quota di maggioranza del gruppo Fassi, leader globale nella produzione di gru articolate, utilizzate da Israele per l’abbattimento delle case rubate ai Palestinesi.

Il genocidio perpetrato da Israele nella Striscia di Gaza ha causato la morte di decine, se non centinaia di migliaia di palestinesi e ha provocato una devastazione incalcolabile. L'ONU stima che circa il 92% di tutti gli edifici residenziali a Gaza siano stati danneggiati o distrutti. Ora, ancora una volta, i palestinesi a Gaza sono sull'orlo della carestia a causa del blocco totale imposto da Israele. 

La Corte Internazionale di Giustizia (CIG), il tribunale mondiale dell’ONU, ha ritenuto plausibile che Israele stia commettendo atti di genocidio nel suo assalto ai palestinesi a Gaza. La Corte Penale Internazionale (CPI) ha emesso mandati di arresto per alti dirigenti israeliani, tra cui il primo ministro Benjamin Netanyahu, per crimini di guerra e contro l’umanità. 

I Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, cui Banca Intesa San Paolo fa riferimento nei suoi principi etici, stabiliscono chiaramente che le imprese e le istituzioni finanziarie devono adottare misure attive per “evitare di causare o contribuire a impatti negativi sui diritti umani sia attraverso la loro attività diretta che attraverso le relazioni commerciali”. 

Per tutti questi motivi ho deciso di ridurre/ritirare il mio conto in coerenza con i miei principi etici che mi vietano di essere complice, anche indirettamente, con lo sterminio praticato dallo Stato di Israele. 

Mi impegno inoltre ad avvisare la campagna di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni e/o a pubblicizzare il mio comportamento in modo che altri/e correntisti seguano il mio esempio fino a quando Banca Intesa San Paolo non si adegui al rispetto dei diritti umani. 

Distinti Saluti

 

Lettera dei correntisti a Unicredit

Alla cortese attenzione di:
Prof. Pietro Carlo Padoan (Presidente)
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Dott. Andrea Orcel (Amministratore Delegato)
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Filiale locale 

e per conoscenza cc - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Egr. signori

sono venuto/a a sapere del coinvolgimento di Banca Unicredit nel finanziamento e in altre transazioni finanziarie rispetto ad industrie delle armi che commerciano con Israele che compie attività di colonizzazione, occupazione, apartheid ed ora anche di genocidio nei confronti della popolazione palestinese a Gaza e nella Cisgiordania. 

UniCredit risulta essere tra le prime dieci banche europee per finanziamenti ad aziende coinvolte negli insediamenti illegali israeliani ed imprese belliche che collaborano con Israele, con un’esposizione di 9,074 milioni di dollari tra gennaio 2023 e agosto 2025, in crescita rispetto al precedente periodo, gennaio 2021 e settembre 2024, quando aveva investito 8,575 milioni di dollari.

Le transazioni hanno riguardato imprese belliche - Honeywell, CNH Industrial, RTX, Lockheed Martin, Northrop Grumman, General Electric, Rolls-Royce, Colt CZ Group, RenkGroup e altre coinvolte nell’economia di guerra come Eni, Mercedes, Volvo, Total (Fonte: Don’t Buy into Occupation V report, pg. 13, novembre 2025).

Infine, recentemente, ha sottoscritto linee di credito per Leonardo S.p.A. e titoli obbligazionari di ENI che continuano a collaborare con l’economia e con l’industria di guerra di Israele, come si evince dai rispettivi siti.  

Il genocidio perpetrato da Israele nella Striscia di Gaza ha causato la morte di decine, se non centinaia di migliaia di palestinesi e ha provocato una devastazione incalcolabile. L'ONU stima che circa il 92% di tutti gli edifici residenziali a Gaza siano stati danneggiati o distrutti. Ora, ancora una volta, i palestinesi a Gaza sono sull'orlo della carestia a causa del blocco totale imposto da Israele. 

La Corte Internazionale di Giustizia (CIG), il tribunale mondiale dell’ONU, ha ritenuto plausibile che Israele stia commettendo atti di genocidio nel suo assalto ai palestinesi a Gaza. La Corte Penale Internazionale (CPI) ha emesso mandati di arresto per alti dirigenti israeliani, tra cui il primo ministro Benjamin Netanyahu, per crimini di guerra e contro l’umanità. 

I Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, cui Unicredit fa riferimento nei suoi principi etici, stabiliscono chiaramente che le imprese e le istituzioni finanziarie devono adottare misure attive per “evitare di causare o contribuire a impatti negativi sui diritti umani» sia attraverso la loro attività diretta che attraverso le relazioni commerciali”. 

Per tutti questi motivi ho deciso di ridurre/ritirare il mio conto in coerenza con i miei principi etici che mi vietano di essere complice, anche indirettamente, con lo sterminio praticato dallo Stato di Israele. 

Mi impegno inoltre ad avvisare la campagna e/o a pubblicizzare il mio comportamento in modo che altri/e correntisti seguano il mio esempio fino a quando Unicredit non si adegui al rispetto dei diritti umani. 

Distinti Saluti

 

Lettera dei correntisti a BNL

Alla cortese attenzione di:
Claudia Cattani (Presidente)  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Elena Goitini (Amministratore Delegato)  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
E per conoscenza a Ilaria Baronti (Compliance Area)

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Egr. signori 

sono venuto/a a sapere del coinvolgimento della Banca BNL nel finanziamento e in transazioni finanziarie rispetto ad industrie delle armi che commerciano con Israele che compie attività di colonizzazione, occupazione, apartheid ed ora anche di genocidio nei confronti della popolazione palestinese a Gaza e nella Cisgiordania. In particolare risulta che: 

Come BNL ha investito 547.654 euro nel programma Joint Strike Fighter (JSF) per realizzare i caccia F-35. Ha inoltre sottoscritto un protocollo d’intesa con Leonardo SpA, tra i maggiori esportatori di armi verso Israele. 

Come BNP Paribas risulta esposta per 41,480 milioni di dollari a favore di armamenti per Israele e attività nei Territori Palestinesi Occupati (TPO), da agosto 2023 ad agosto 2025. Tale esposizione è costituita da 20,810 milioni di prestiti e da 20,670 milioni di sottoscrizioni. Molteplici sono i soggetti coinvolti, tra cui numerose aziende produttrici di armamenti e tecnologia ad uso bellico e del settore combustibili fossili, come: Amazon, Bae System, Boeing, BP, Caterpillar, Cisco System, ENI, General Electric, Google Alphabet, HPE, Honeywell, IBM, Intel, Maersk, Mothorola, Northrop Grumman e altre (Fonte: Don’t Buy into Occupation V report, pg. 13, novembre 2025, in base a ricerca di  Profundo. 

Alla stessa data, 31 agosto 2025, deteneva 28,303 milioni di dollari in partecipazioni azionarie e detenzione di fondi, in imprese belliche coinvolte nella vendita di armi ad Israele, in attività nei TPO e nel settore fossile. Si aggiungono, oltre a gran parte delle aziende sopracitate: Oracle, Palantir, Chevron, IBM, Siemens, RTX, General Dynamics, Lockheed Martin, L3 Harris, Total Energies, Zim, Leonardo, Fanuc, Bank Hapoalim, Bank Leumi, Israel Chemicals, Elbit System, RE/MAX, Israel Discount Bank. (Fonte, come sopra). 

Il Gruppo BNP Paribas - e per estensione BNL – ha sottoscritto 2 miliardi di dollari in titoli di Stato israeliani (War Bond), emessi da Israele per un totale di circa 20 miliardi di dollari per finanziare la guerra a Gaza. 

La Corte Internazionale di Giustizia (CIG), il tribunale mondiale dell’ONU, ha ritenuto plausibile che Israele stia commettendo atti di genocidio nel suo assalto ai palestinesi a Gaza. La Corte Penale Internazionale (CPI) ha emesso mandati di arresto per alti dirigenti israeliani, tra cui il primo ministro Benjamin Netanyahu, per crimini di guerra e contro l’umanità. 

I Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, cui BNL-BNP Paribas fa riferimento nei suoi principi etici, stabiliscono chiaramente che le imprese e le istituzioni finanziarie devono adottare misure attive per “evitare di causare o contribuire a impatti negativi sui diritti umani» sia attraverso la loro attività diretta che attraverso le relazioni commerciali”. 

Per tutti questi motivi ho deciso di ridurre/ritirare il mio conto in coerenza con i miei principi etici che mi vietano di essere complice, anche indirettamente, con lo sterminio praticato dallo Stato di Israele.

M’impegno inoltre ad avvisare la campagna e/o a pubblicizzare il mio comportamento in modo che altri/e correntisti seguano il mio esempio fino a quando BNL-BNP Paribas non si adegui al rispetto dei diritti umani. 

Distinti Saluti