ENI è la principale impresa energetica italiana e una società partecipata per circa il 30% dallo Stato. Le sue attività non riguardano soltanto l’estrazione e la commercializzazione di combustibili fossili: attraverso accordi societari, infrastrutture e servizi logistici, l’azienda è inserita in relazioni economiche che contribuiscono a sostenere lo Stato di Israele, l’occupazione illegale dei territori palestinesi, il regime di apartheid imposto al popolo palestinese e il genocidio in corso nella Striscia di Gaza.
Nell’aprile 2024 ENI ha concluso un accordo con Ithaca Energy, controllata dalla multinazionale israeliana Delek Group. Quest’ultima è inclusa nella banca dati delle Nazioni Unite sulle imprese coinvolte nelle attività connesse agli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati. ENI svolge inoltre un ruolo nella logistica del greggio diretto verso Israele: il petrolio estratto in Basilicata è stato trasportato attraverso l’oleodotto Viggiano–Taranto, di proprietà ENI per il 70%, stoccato nei depositi dell’azienda e spedito dal terminal di Taranto, anch’esso gestito da ENI.
Queste attività devono essere valutate alla luce del diritto internazionale e delle responsabilità riconosciute dagli organismi internazionali. Il parere consultivo della Corte internazionale di giustizia del 19 luglio 2024 ha ribadito l’illegalità della presenza israeliana nei territori palestinesi occupati e l’obbligo di non prestare aiuto o assistenza al mantenimento di tale situazione. L’occupazione, l’apartheid, la pulizia etnica e il genocidio della popolazione palestinese sono resi possibili anche dal sostegno economico, energetico e logistico garantito a Israele da Stati e imprese.
In questo contesto nasce la campagna Boycott ENI, promossa congiuntamente da BDS Italia, Ultima Generazione ed Extinction Rebellion. La campagna unisce la lotta per la libertà e i diritti del popolo palestinese a quella per la giustizia climatica, mettendo in evidenza il ruolo delle multinazionali dei combustibili fossili nel sostenere sistemi di guerra, occupazione, apartheid e distruzione ambientale.
Questa sezione raccoglie informazioni sulle complicità di ENI, le ragioni della campagna, le fonti che ne documentano le responsabilità e gli strumenti attraverso cui persone, associazioni, scuole, università e realtà culturali possono contribuire al boicottaggio. L’obiettivo è esercitare una pressione economica, politica e sociale affinché ENI interrompa ogni rapporto e attività che contribuisca a sostenere l’occupazione, l’apartheid e il genocidio commesso da Israele nella Striscia di Gaza.