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Ora anche tu puoi fare la tua parte, unendoti alle aziende del settore alberghiero e alle comunità locali e di vicinato per garantire che criminali di guerra e persone coinvolte in  genocidi non vengano ospitati: firma l’impegno a essere un’Oasi di Pace e unisciti alle sempre più numerose  aziende che stanno prendendo posizione in tutto il mondo. 
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Perseguire l’impunità dei criminali di guerra

Considerando l’alto numero di uccisioni indiscriminate di oltre 72.000 civili (di cui 22.000 bambini e 11.000 donne)... e di abusi e torture commessi dall’esercito israeliano a Gaza, è molto probabile che numerosi soldati israeliani in libera uscita come turisti siano stati coinvolti in crimini di guerra. Questa la motivazione per cui il titolare di “Wind Villa”, un hotel di Kyoto in Giappone ha chiesto ai suoi ospiti di sottoscrivere al momento del check-in una “Dichiarazione di non coinvolgimento in crimini di guerra”, in cui il cliente deve dichiarare “di non aver preso parte ad attacchi su civili, uccisioni di prigionieri di guerra, torture o ogni altro atto che ricada sotto l’Articolo 8 dello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale (CPI)”. Sebbene ci siano state proteste da parte dell’Ambasciatore israeliano, il titolare è rimasto fermo nelle sue intenzioni dichiarando che ciò è a tutela e protezione dei suoi ospiti.

Anche se tale pratica è attuabile all'estero, non è raccomandabile in Italia dove le leggi sulla privacy limitano il perimetro delle domande. L’Host, secondo i nostri legali, ha invece tutto il diritto di rendere pubblica la propria posizione politica o etica, specificando nelle condizioni generali del soggiorno di non voler accogliere sostenitori del sionismo o di politiche che ritiene criminali, come quelle israeliane sotto giudizio della Corte Internazionale di Giustizia (CIG), della Corte Penale Internazionale (CPI) e del Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU. Ovviamente questo va fatto prima e non a prenotazione avvenuta.

Inoltre la “Hind Rajab Foundation”, nata per combattere l’impunità dell’esercito israeliano, monitora gli spostamenti dei militari israeliani all’estero e segnala tempestivamente alle autorità la presenza di possibili criminali di guerra in località di vacanza. Ciascuno di noi si potrebbe far carico di diffondere la conoscenza di tali pratiche presso centri di accoglienza turistica nei luoghi che avrà occasione di visitare.