Turismo Etico e Boicottaggio dell’apartheid israeliano
L’industria del turismo ha raggiunto a livello globale 1,52 miliardi di spostamenti nel 2025, con fatturati corrispondenti a circa 2.200 miliardi di dollari, in crescita costante e superando ormai il periodo pre-covid (secondo dati UNWTO https://www.untourism.int/un-tourism-world-tourism-barometer-data). Il turismo rappresenta inoltre un forte motore di crescita economica per alcune regioni in via di sviluppo, come Nord Africa e America Centrale, che hanno visto crescite record rispettivamente del 22% e del 17% rispetto al periodo pre-pandemico.
Di pari passo con la crescita del turismo a livello globale, è maturata una nuova consapevolezza che ha portato alla formazione del cosiddetto “turismo responsabile” e del ‘’turismo etico’’: si è affermata in tal modo la coscienza del valore del viaggio come conoscenza e scambio rispettoso tra popoli e culture diverse. È un turismo sostenibile, rispettoso dell’ambiente, delle tradizioni locali e delle comunità ospitanti. Alla luce di questi valori, diventa pertanto inaccettabile lo sfruttamento a fini turistici di beni o territori sottratti con la forza ai legittimi proprietari. Stride, altresì, l’accoglienza turistica di persone che hanno commesso crimini di guerra e che viaggiano impunemente per svago.
Per questo motivo il movimento BDS sta portando l’attenzione sul turismo “non-etico” come potenziale target di boicottaggio e sanzioni, e sta elaborando alcune semplici azioni che tutti noi possiamo compiere per viaggiare in modo più consapevole, e al tempo stesso, per contrastare l’apartheid israeliana ed il genocidio in corso a Gaza.
Nelle pagine seguenti trovate alcune idee per azioni di boicottaggio alla portata di tutti noi, in qualità di Albergatori (Host) o Viaggiatori (Guest).


Aderire alla campagna SPLAI
Tutti gli spazi turistici, quali ad esempio alberghi, ristoranti, bar, centri culturali e sportivi, possono aderire alla campagna SPLAI (Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana) che promuove la creazione di una rete di spazi che si dichiarano liberi dalla discriminazione e dal razzismo e si impegnano a non avere rapporti con aziende ed altre entità complici del regime israeliano di colonialismo, occupazione e apartheid.
Recentemente ha avuto grande risalto la polemica sollevata contro la “Taverna Santa Chiara” a Napoli, accusata falsamente di antisemitismo per avere risposto alle provocazioni di due clienti israeliani sostenitori del genocidio a Gaza e dell’oppressione del loro governo contro il popolo palestinese. Aderire alla campagna SPLAI per luoghi di accoglienza turistica significa anche dimostrarsi accoglienti nei confronti di turisti che condividono principi di giustizia e libertà e che rifiutano l’apartheid israeliana.
Sottolineiamo che condannare i crimini di Israele non è antisemitismo e che le campagne di boicottaggio del BDS non prendono mai di mira l’identità delle persone, ma le complicità con il regime di oppressione israeliano. Per ulteriori informazioni sulla campagna SPLAI è possibile contattare BDS Italia (https://bdsitalia.org/index.php/campagne/splai).
Il turismo può essere un potente veicolo di crescita economica e scambio culturale tra i popoli, ma solo a patto che sia veramente etico. Tutti noi come consumatori critici possiamo sancire comportamenti illeciti e favorire la crescita di valori di giustizia e libertà.