LIBERTÀ. GIUSTIZIA. UGUAGLIANZA.

Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni per i diritti del popolo palestinese.

Negli anni recenti, le persone che promuovono il mantra di “un impegno costruttivo” e della “formazione di ponti” con Israele, hanno citato il Professore Noam Chomsky

​a loro difesa.

​Si ritiene che egli sia contrario alla campagna di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) promossa dalla società civile palestinese nel 2005. 

Gli Artisti per la Palestina del Regno Unito hanno contattato il Professore Chomsky chiedendogli di ​spigare la sua posizione. 

Egli ha rilasciato questa dichiarazione:

“Sono contrario a ogni evento in Israele usato ​per scopi nazionalistici o per altre iniziative di propaganda per coprire la sua occupazione e per negare i diritti umani dei palestinesi. Ho partecipato ad attività che indicavano la responsabilità di Israele per le sue violazioni delle leggi internazionale ancora prima che il BDS prendesse forma. Anche se ho qualche differenza tattica con il movimento BDS, ne sostengo fortemente ​ le azioni e continuo a parteciparvi.” 

Alla domanda riguardo sulle argomentazioni che invocano la presunta democraticità di Israele, Chomsky ha detto:

“L’idea, spesso ripetuta, che Israele sia una “vibrante democrazia” è assurda. Salvo che la definizione sia puramente simbolica, non ci può essere alcuno stato ebraico (cristiano, mussulmano, bianco) democratico. Nel caso di Israele, la sua ebraicità è tutt’altro che simbolica. Non vi è necessità ​che io ripeta qui ciò che ho scritto nel passato, documentando diffusamente le pratiche discriminatorie di Israele”. 

APUK ringrazia il Prof Chomsky per la sua chiarificazione e, con rispetto, richiama l’attenzione di tutti gli artisti che abbiano intenzione di esibirsi o fare performance in Israele all’importante notazione che fa il Prof Chomsky: la presenza di artisti internazionali in Israele è usata dal governo per occultare la sua occupazione e gli abusi dei diritti umani.

Il gruppo musicale Radiohead ha rigettato gli appelli palestinesi e di artisti da tutto il mondo perché cancellassero il loro concerto a Tel Aviv nel luglio di quest’anno, con con il loro cantante Thom Yorke, dicendo: “Radiohead non appoggia Netanyahu”. Ma, come dimostrato da APUK, il governo di Netanyahu ha certamente sponsorizzato i Radiohead mentre politici israeliani e missioni diplomatiche hanno celebrato la posizione anti-boicottaggio del gruppo musicale. È plausibile che tutti i maggiori artisti che si esibiscono in Israele vengano sponsorizzati nello stesso modo e che ogni loro spettacolo venga considerato una vittoria da parte del regime apartheid di Israele.

Noi ci auguriamo che i chiarimenti del Prof Chomsky incoraggino gli artisti internazionali a rispettare l’appello dei loro colleghi palestinesi perché evitino di esibirsi in Israele finché non cesserà la sua violazione della legge internazionale.

Link: Artists for Palestine UK

Traduzione di BDS Italia