Questo articolo dà ufficialmente il via alla campagna Boycott ENI promossa da BDS Italia, ricostruendo le principali responsabilità e complicità della multinazionale italiana con il regime israeliano di apartheid, occupazione e colonizzazione. L’inchiesta documenta l’opacità che circondava la partecipazione di ENI al consorzio titolare delle licenze per l’esplorazione di gas nelle acque antistanti Gaza, in larga parte comprese nella Zona Economica Esclusiva palestinese. Esamina inoltre i rapporti societari con il gruppo israeliano Delek, coinvolto nelle colonie illegali in Cisgiordania e nel rifornimento delle forze armate israeliane, e il ruolo delle infrastrutture di ENI nella filiera del greggio destinato a Israele.
L’articolo fotografa la situazione esistente al momento del lancio della campagna, prima che ENI rinunciasse alla licenza di esplorazione e uscisse definitivamente dal consorzio. Questi sviluppi rappresentano risultati importanti della pressione esercitata dalla mobilitazione, ma non esauriscono le responsabilità dell’azienda né le ragioni della campagna. Boycott ENI prosegue per chiedere alla multinazionale, partecipata dallo Stato italiano, di interrompere ogni accordo, collaborazione e attività economica che contribuisca a sostenere il sistema israeliano di apartheid, l’occupazione illegale del territorio palestinese e le gravi violazioni dei diritti del popolo palestinese.