La campagna nazionale Boycott ENI, promossa da BDS Italia congiuntamente a Ultima Generazione ed Extinction Rebellion, è un’iniziativa di pressione economica, politica e pubblica rivolta a una delle principali multinazionali italiane dell’energia, partecipata per circa il 30% dallo Stato.

La campagna chiede a ENI di interrompere le relazioni economiche e le attività che contribuiscono a sostenere Israele e l’occupazione illegale della Palestina. L’iniziativa si inserisce nella mobilitazione internazionale per un embargo energetico nei confronti di Israele, promossa da organizzazioni palestinesi, sindacati, associazioni ambientaliste e movimenti sociali.

Le complicità di ENI

L’accordo con Ithaca Energy

Nell’aprile 2024 la filiale britannica di ENI ha concluso un accordo con Ithaca Energy per lo sfruttamento di petrolio e gas nel Mare del Nord. Ithaca è controllata dalla multinazionale israeliana Delek Group, inclusa dall’ONU nella banca dati delle imprese coinvolte nelle attività economiche legate agli insediamenti israeliani illegali nei territori palestinesi occupati. Delek fornisce inoltre carburante ai veicoli dell’esercito israeliano.

Il ruolo nella fornitura di petrolio a Israele

ENI svolge anche un ruolo logistico nella fornitura di greggio a Israele. Tra giugno 2024 e novembre 2025, circa 100 mila tonnellate di petrolio greggio estratto in Basilicata dalla joint venture Tempa Rossa sono transitate attraverso l’oleodotto Viggiano-Taranto, di proprietà ENI al 70%, per essere stoccate nei depositi dell’azienda e spedite verso Israele dal terminal di Taranto, anch’esso gestito da ENI.

La Corte internazionale di giustizia ha ribadito l’illegalità dell’occupazione israeliana e l’obbligo, per tutti gli Stati, di non prestare aiuto o assistenza al mantenimento di questa situazione.

Una prima vittoria

Nel 2023 ENI aveva ottenuto, insieme a Dana Petroleum e Ratio Petroleum, sei licenze israeliane per l’esplorazione di giacimenti di gas nelle acque antistanti Gaza, in parte ricadenti in aree di competenza palestinese.

Nel marzo 2026 ENI è uscita ufficialmente dal consorzio. Questo risultato dimostra che la pressione internazionale e la mobilitazione collettiva possono incidere concretamente sulle scelte delle imprese.

L’obiettivo della campagna

L’obiettivo finale è ottenere da ENI la cessazione permanente di accordi, licenze e forniture di carburante a Israele. Non si tratta di una protesta puramente simbolica, ma di una campagna volta a produrre un costo economico, politico e reputazionale, fino a quando ENI non avrà interrotto stabilmente le proprie complicità.

Strategie e obiettivi intermedi

La campagna promuove il boicottaggio dei prodotti e dei servizi riconducibili al gruppo ENI e invita:

  • consumatrici e consumatori a cambiare le utenze ENI/Plenitude;
  • automobiliste e automobilisti a rifornirsi presso distributori diversi da ENI;
  • utenti del car sharing ad abbandonare il servizio Enjoy;
  • scuole e università a interrompere o rifiutare progetti e collaborazioni che coinvolgano ENI;
  • istituzioni e realtà culturali e sportive a rifiutare sponsorizzazioni e partnership dell’azienda;
  • associazioni, movimenti e cittadinanza a diffondere la campagna e a promuovere iniziative pubbliche di informazione e pressione.

Il boicottaggio è un atto politico

Ogni utenza trasferita, ogni rifornimento evitato, ogni collaborazione respinta e ogni sponsorizzazione rifiutata contribuisce a indebolire la legittimazione pubblica di ENI e ad accrescere la pressione sull’azienda e sul Governo italiano, suo principale azionista.

La campagna invita cittadine e cittadini, scuole, università, associazioni e realtà culturali e sportive a partecipare al boicottaggio fino a quando ENI non avrà interrotto ogni forma di complicità con Israele.

Materiali e aggiornamenti 

Nella sezione Risorse sono disponibili:

  • un kit per consumatrici e consumatori, con indicazioni utili per cambiare le utenze ENI/Plenitude e rivolgersi ad altri fornitori di luce e gas;
  • una lettera, compilabile e inviabile, indirizzata all’Amministratore delegato di ENI, Claudio Descalzi, per comunicare la propria adesione alla campagna Boycott ENI e l’intenzione di non acquistare né utilizzare prodotti e servizi ENI/Plenitude finché l’azienda non avrà posto fine alle proprie complicità con Israele;
  • il volantino della campagna, che chiunque può scaricare, stampare e diffondere;
  • il dossier dettagliato e storico delle complicità di ENI.

Nella sezione Notizie sono raccolti articoli e aggiornamenti su ENI e sulla campagna di boicottaggio.

Nella sezione Comunicati si trovano i comunicati ufficiali, gli appelli e le prese di posizione pubbliche della campagna.