LIBERTÀ. GIUSTIZIA. UGUAGLIANZA.

Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni per i diritti del popolo palestinese.

Un impegno per mettere al centro delle politiche della Regione Emilia-Romagna il rispetto dei diritti umani e la legalità internazionale in Palestina-Israele

Gentili candidate/i,

Come organizzazioni impegnate in iniziative di solidarietà con il popolo palestinese e nella campagna internazionale di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) contro Israele[1] per sostenere il rispetto dei diritti umani delle/dei Palestinesi e della legalità internazionale, sollecitiamo con urgenza un confronto – in un dibattito pubblico – con voi candidate/i alle elezioni dell’Assemblea Regionale sul tema dei rapporti e delle iniziative di cooperazione tra la Regione Emila-Romagna, Israele e popolo palestinese.

Da molti anni la Regione Emilia-Romagna (RER) ha preso posizioni politiche sulla situazione in Palestina-Israele e promosso iniziative e progetti di varia natura e importanza con soggetti istituzionali, economici e della società civile israeliani e palestinesi, in una logica di equidistanza (o “equivicinanza”).

Da una parte sono stati finanziati progetti di sviluppo e di emergenza nei Territori Palestinesi Occupati (definizione dell’ONU che curiosamente RER non utilizza nei documenti ufficiali, preferendo un più “pilatesco” Territori Palestinesi), mentre dall’altra è stata promossa la cooperazione istituzionale con il governo israeliano e la collaborazione tra imprese e istituti di ricerca emiliano-romagnoli e israeliani.

Per esempio, attraverso il Servizio Sportello Regionale per l’Internazionalizzazione delle Imprese (SSRII) la RER ha promosso la partecipazione di centri di ricerca israeliani in progetti con partner emiliano-romagnoli e accordi di collaborazione di tipo commerciale, produttivo, tecnologico e scientifico tra imprese emiliano-romagnole e imprese israeliane.[2] Come sappiamo la ricerca industriale in Israele è strettamente legata all’industria degli armamenti e molti dei progetti di ricerca in ambito ufficialmente civile hanno spesso ricadute in ambito militare.

Recentemente si è concluso un progetto europeo[3] che ha visto la partecipazione della RER[4], assieme ai ministeri dell’agricoltura italiano e tedesco, nel sostegno del ministero dell’agricoltura locale nella formulazione di politiche per lo sviluppo rurale in Israele. Il progetto si è concretizzato nella preparazione del Programma di sviluppo rurale 2015-2020[5] che sicuramente include anche le colonie illegali nelle aree occupate in Cisgiordania e nel Golan.

Il controverso progetto "Saving Children"[6] ha visto la RER, insieme ad altre regioni, elargire nel periodo 2005-2010 milioni di euro (per la RER circa 400.000 euro all’anno) alla associazione Centro Peres per la Pace per un’iniziativa basata sull’idea paradossale che il modo migliore per aiutare i bambini palestinesi malati è dare soldi agli ospedali israeliani.[7] Il tutto in una dimensione di scarsa trasparenza sui risultati ottenuti in termini di bambini curati e operati e su come sono stati usati i fondi.

Nel corso degli anni i progetti e le iniziative della RER, mentre hanno beneficiato limitatamente le popolazioni palestinesi con finanziamenti in costante riduzione, hanno dato legittimità alle politiche dello stato israeliano sostenendo attori istituzionali ed operatori economici che in qualche misura traggono profitto dal regime di oppressione e di ingiustizia imposto ai palestinesi da Israele.

Da decenni, Israele continua a negare il diritto palestinese all'autodeterminazione con la deliberata confisca con la forza di terre e risorse, il trasferimento forzato dei palestinesi dalla loro terra, la sistematica discriminazione contro palestinesi e la brutale repressione di coloro che cercano di opporsi all’occupazione e alle violazioni dei diritti umani. Israele continua a violare oltre 80 risoluzioni delle Nazioni Unite nella più assoluta impunità.

Nella recente “Operazione Margine Protettivo” contro la Striscia di Gaza più di 2.160 palestinesi sono stati uccisi, oltre 10.800 i feriti e più di 500.000 gli sfollati. Le Nazioni Unite e altri organismi internazionali accusano Israele di aver deliberatamente preso di mira civili e infrastrutture civili, compresi scuole e ospedali, così come di aver commesso altri crimini di guerra.

Subito dopo la fine del massacro di Gaza, Israele ha annunciato la confisca di altri 400 ettari di terra palestinese nella regione di Betlemme della Cisgiordania palestinese occupata al fine di espandere i suoi insediamenti illegali. Le Nazioni Unite, l'Unione europea e altri organismi hanno tutti accusato Israele di violazioni del diritto internazionale nel corso della sua occupazione dei territori palestinesi.

Attraverso il mantenimento di relazioni istituzionali, la promozione della cooperazione economica, commerciale e tecnologica e la partnership in programmi e finanziamenti italiani ed europei, la RER trasmette a Israele il messaggio che non è necessario rispettare i diritti umani e la legalità internazionale. La RER contribuisce così al clima di impunità che impedisce di mettere Israele di fronte alle proprie responsabilità. Oggettivamente la RER fornisce sostegno materiale alle persistenti violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani da parte di Israele.

È ora che la RER abbandoni questo approccio basato su una presunta equidistanza tra israeliani e palestinesi, che favorisce nei fatti l’impunità di Israele. Non si può rimanere equidistanti, e quindi neutrali, senza riconoscere che nel cosiddetto conflitto israelo-palestinese esistono oppressi e oppressori. A questo proposito Desmond Tutu, uno dei leader della lotta contro l’apartheid in Sudafrica, ci ricorda: “Se ti mantieni neutrale in situazioni di ingiustizia, hai scelto di stare dalla parte dell’oppressore”.

Chiediamo quindi che il futuro Governo Regionale che emergerà dalle elezioni si schieri chiaramente dalla parte del rispetto dei diritti umani delle/dei palestinesi e della legalità internazionale:

- sostenendo politicamente la lotta per l’autodeterminazione del popolo palestinese e adottando tutte le misure nella sua facoltà per promuovere l’affermazione dei diritti umani e della legalità internazionale in Palestina-Israele;

- sospendendo ogni forma di cooperazione (accordi, progetti, ecc.) con le istituzioni israeliane e di promozione della collaborazione tra imprese e centri di ricerca emilano-romagnoli e israeliani;

- allocando maggiori risorse del fondo per la Cooperazione decentrata, dopo 5 anni di continui tagli, per progetti a sostegno delle popolazioni dei Territori Palestinesi Occupati;

- promuovendo iniziative per favorire l’importazione di prodotti palestinesi, anche attraverso i canali del commercio equo e solidale, e la loro diffusione nel territorio regionale e altre azioni che possano sostenere l’economia della popolazione palestinese.

Inoltre chiediamo che la RER si faccia parte attiva in sede di Conferenza Stato-Regioni affinché:

- tutte le Regioni adottino dei codici di comportamento conformi al diritto internazionale, sanzionando le politiche di Israele finché non rispetterà i diritti umani e la legalità internazionale;

- il Governo italiano e le regioni si impegnino a chiedere alle autorità israeliane il rimborso dei danni provocati a strutture finanziate dai progetti di cooperazione italiana durante le operazioni militari.

Care/i candidate/i, chiediamo con mano sul cuore e l'altra sull'urna elettorale un vostro impegno a favore dei diritti delle/dei palestinesi, nel mandato elettorale che vivrete, se sarete elette/i.

Vi chiediamo nel vostro futuro ruolo di consiglieri regionali di sostenere con forza le nostre richieste e di cercare di impegnare l’Assemblea Regionale e la Giunta Regionale, con tutti gli strumenti a vostra disposizione (mozioni, interrogazioni, proposte di legge, ecc.) a prendere posizioni politiche e promuovere azioni concrete contro le continue violazioni dei diritti umani e della legalità internazionale da parte di Israele e a sostegno dell’autodeterminazione del popolo palestinese.

Vi invitiamo a confrontarvi con noi su questi temi e su queste proposte in un incontro pubblico mercoledì 19 novembre alle 18:00, presso la Palazzina delle Donne in via del Piombo 7 a Bologna.

LIBERTÀ, GIUSTIZIA, UGUAGLIANZA PER LE/I PALESTINESI

Coordinamento Campagna BDS Bologna: Donne in Nero, Comitato Palestina Bologna, Pax Christi, Mashi – Orme in Palestina, Ya Basta! Bologna, USB, Associazione Campi Aperti, Associazione Orlando, VAG61, XM24, Berretti Bianchi Onlus, Ex Aequo

AssopacePalestina Bologna

Gruppo Palestina Modena

Gruppo BDS Modena

E-mail: info.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Facebook: www.facebook.com/BDSBologna

[1] http://bdsitalia.org/index.php/la-campagna-bds

[2] http://imprese.regione.emilia-romagna.it/internazionalizzazione/documenti/ ; http://imprese.regione.emilia-romagna.it/internazionalizzazione/documenti/relazione-finale-attivita-sprint-er-anno-2009-1 ; http://sysnews.multimodo.com/regioneer/345/Doc1-59464.doc ; http://imprese.regione.emilia-romagna.it/internazionalizzazione/eventi/2013/IsraelB2BletteraMay2013.pdf

[3] http://palyazat.gov.hu/download/40717/IS%2012%20ENP%20AP%20AG%2006.pdf

[4] http://servizissiir.regione.emilia-romagna.it/deliberegiunta/servlet/AdapterHTTP?action_name=ACTIONRICERCADELIBERE&operation=leggi&cod_protocollo=GPG/2013/812

[5] http://twinning-is-12-ag-06.com/

[6] http://www.regione.emilia-romagna.it/archivi/saluter/news/ausl_bo/2005/saving_children.htm ; http://www.regione.emilia-romagna.it/archivi/saluter/news/ausl_bo/2008/saving_children_firmato_accordo_attuativo.htm

[7] http://www.forumpalestina.org/news/2012/Aprile12/DossierSavingChildren.pdf ; http://bdsitalia.org/images/stories/pdfs/CentroPeres.pdf