LIBERTÀ. GIUSTIZIA. UGUAGLIANZA.

Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni per i diritti del popolo palestinese.

Mentre nel 2010 ben otto compagnie israeliane, ivi incluse Elbit Systems e Israel Aerospace Industries (IAI), avevano partecipato all’ Aeromart, l’expo aereospaziale di Tolosa in Francia, senza che fosse sollevata la benché minima obiezione, quest’anno una forte campagna iniziata nel febbraio 2012 ha cambiato le carte. In un primo tempo la nostra azione è stata indirizzata al Consiglio Regionale della Regione dei Medi-Pirenei, uno dei principali attori dell’Expo, ottenendo la promessa, la cui attuazione andrà verificata, che le sovvenzioni alle compagnie di media grandezza, sarebbero state subordinate al rispetto del diritto internazionale, ivi incluso quello derivato dalla sentenza della Corte Europea di Giustizia sulla Brita. (1) 

Successivamente la campagna BDS si è impegnata nella costruzione di un vasto movimento unitario, che la mattina del 4 dicembre ha visto convergere, durante le prime ore dell’Expo, oltre 60 attivisti provenienti da tutta la Regione, che hanno animato una manifestazione di successo, con grida e slogan contro lo Stato coloniale e le industrie della morte, con spiegazioni sui motivi della manifestazione e con interviste a radio e TV (cosa non usuale).

Qualche ora dopo, Stéphane Castex, Direttore generale della società organizzatrice dell’Expo, annunciava che Elbit Systems e IAI “avevano deciso all’ultimo momento di non partecipare all’esposizione”.

Secondo nostre fonti, la decisione è stata presa perché le due compagnie hanno temuto oltre ad un danno di immagine che altre azioni potessero aggiungersi anche nei successivi giorni dell’Expo (5 e 6 dicembre).

Grazie alla campagna BDS, che ha risposto all’appello palestinese per un “embargo militare immediato e totale nei confronti di Israele”, è stato detto no al “business as usual”. Questo primo successo è un formidabile incoraggiamento per proseguire verso altre vittorie.

Fonte: BDS Sud-Ouest (France)

(1) A seguito del reclamo contro la ditta tedesca Brita, sull’importazione di prodotti Sodastream, la Corte Europea di Giustizia ha stabilito che i prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani nei territori Palestinesi occupati non possono beneficiare delle provvisioni stipulate nell’accordo sul commercio UE-Israele.