LIBERTÀ. GIUSTIZIA. UGUAGLIANZA.

Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni per i diritti del popolo palestinese.

A Dicembre 2013, Omar Barghouti scrisse che il movimento di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) "potrebbe stare per raggiungere un punto di non ritorno." Barghouti è uno dei fondatori di questo movimento di pressione su Israele affinchè riconosca i diritti fondamentali dei palestinesi. Questo può essere il momento di svolta per il BDS, spostandosi dal lento accumulo di vittorie modeste a grandi successi e ad un ampio sostegno. Barghouti ha descritto questo come il "momento Sud Africa," quando l’organizzazione BDS raggiunse la massa critica di solidarietà anti-apartheid nel 1980.

Gli eventi di questa estate hanno certamente confermato l'analisi di Barghouti. Il brutale assalto israeliano su Gaza, combinato con l'uso della forza repressiva contro i palestinesi in Cisgiordania e i palestinesi cittadini di Israele, ha spinto un grande numero di persone a mettere in discussione la pretesa israeliana secondo cui anche l'aggressione più nudo sia in realtà auto-difesa. Molti hanno cominciato a guardare oltre alle costanti menzogne dei media a favore di Israele e al duro sostegno ad oltranza per Israele mostrato da molti governi, tra cui Harper Tories in Canada.

Mentre l'ondata di aggressione israeliana ha spinto la gente a sollevare domande, non si poteva raggiungere questo punto di svolta senza la determinazione e il lavoro paziente e strategico del movimento BDS, nell’aprire uno spazio per un modo diverso di intendere le politiche di apartheid e di occupazione.

Il movimento BDS è stato lanciato nel Luglio 2005 con un appello da oltre 175 organizzazioni della società civile palestinese, per una campagna globale di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro le istituzioni israeliane e per sostenere i diritti fondamentali dei palestinesi, ai sensi del diritto internazionale. In particolare, la campagna BDS si focalizza su tre diritti: la fine dell'occupazione della Cisgiordania e di Gaza, la piena uguaglianza dei cittadini palestinesi di Israele e il diritto al ritorno per i rifugiati palestinesi sradicati dalle loro case e dalle loro comunità.

Il movimento BDS ha compiuto notevoli progressi nei successivi nove anni, con la costruzione di una base internazionale di attivisti, archiviando alcune importanti vittorie e creando aperture per prospettive ed esperienze palestinesi per essere ascoltati, nonostante i tentativi dei gruppi di difesa israeliani di mettere a tacere tale espressione. Ora è sulla soglia di diventare un vero e proprio movimento di massa come quello anti-apartheid che in Sud Africa ha avuto vita negli anni ‘80.

La solidarietà con il Sud Africa 

Il movimento di solidarietà anti-apartheid globale degli anni 1980 è stato un tale successo che sembra quasi ovvio guardare indietro. Un movimento di massa di successo sposta in realtà il modo in cui la gente pensa su un determinato problema, a volte in maniera così basilare che è difficile immaginare che ci fosse un altro pensiero in precedenza. Ma il movimento anti-apartheid degli anni 1980 non è venuto fuori dal nulla e ha messo tutti su un solo lato. E' stato il prodotto di un paziente lavoro a lungo termine contro un flusso, in cui si sono accumulati attivisti di base e si è sviluppato intorno un movimento con l’idea che, se l’apartheid era sbagliato, allora le persone di tutto il mondo avevano la responsabilità di agire in solidarietà.

Per la campagna di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro l'apartheid sudafricano ci sono voluti forse 20 anni per raggiungere la massa del movimento nei primi degli anni ’80 in Canada. Joanne Naiman è stato coinvolto nel movimento anti-apartheid a Toronto quando non era nient’altro che "alcuni di noi in piedi davanti a negozi di liquori o di generi alimentari Loblaw." Si è impegnata nel lavoro, anche se alcune volte pensava fosse difficile che il movimento avrebbe potuto vincere. "La verità è che non ho mai realmente creduto che l’apartheid sarebbe finito, o che la nostra tattica avrebbe portato un reale cambiamento."

Alla fine degli anni 1970 e negli anni ‘80 il movimento si ampliò in un movimento di massa, portato avanti dalla crescente mobilitazione dei neri sudafricani e sulla base di un lavoro a lungo termine di solidarietà internazionale. Mi ricordo quando arrivai presso l'Università di Windsor nel 1988, il campus riverberava di politiche anti-apartheid.

Il sindacato di facoltà era nel bel mezzo di grandi dibattiti che hanno portato alla decisione di approvare il disinvestimento del Fondo Pensione dalle aziende che operavano in Sud Africa. Gli studenti stavano spingendo l'Università a disinvestire, portando ad un grande sciopero dalle classi e ad un presidio nel campus di migliaia di persone. I sindacati, dentro e fuori il campus, erano alleati a quel tempo con il movimento anti-apartheid, come lo erano molte associazioni studentesche. I media tradizionali, la stampa sociale e i giornali studenteschi riportavano le notizie del movimento.

Quando Omar Barghouti si riferisce al "momento Sud Africa” per il movimento di solidarietà con la Palestina riguardo al BDS, ci invita a riflettere su questa scala. Spesso, in tutta la storia del XX secolo, una lotta chiave di liberazione è diventata segnale per un vasto movimento che ha galvanizzato molte persone a darsi all’attivismo. In vari momenti, le lotte in Algeria, Sud Africa e Vietnam hanno svolto quel ruolo.

Questo non significa che queste lotte fossero l'unica questione importante a livello mondiale, ma che hanno attirato la massa critica degli attivisti, che ha rotto le fondamenta apparentemente inespugnabili dello sfruttamento e dell’oppressione. In questo momento, la solidarietà con la Palestina sta diventando un movimento segnale.

Verso un movimento di massa 

Ci sono già segnali importanti che il movimento BDS stia raggiungendo una nuova soglia. Un certo numero di associazioni studentesche universitarie hanno già approvato risoluzione a sostegno del BDS, come ha fatto la Federazione Canadese degli Studenti - Ontario, un'organizzazione di associazioni studentesche affiliate. Nel Marzo del 2014, gli studenti presso l'Università di Windsor hanno votato in un referendum che il loro sindacato studentesco doveva sostenere il movimento BDS.

I boicottaggi dei consumatori stanno cominciando ad avere un impatto reale sulle esportazioni israeliane verso l'Europa. Organizzazioni accademiche come l'American Studies Association hanno votato a sostegno del BDS. La campagna per sostenere Steven Salaita, un professore americano a cui è stato negato il suo posto di lavoro a causa di alcuni tweets su Gaza, è stata vasta e partecipata. Nel Regno Unito, il movimento di solidarietà con la Palestina ha mobilitato manifestazioni di massa durante l'estate del 2014. Sta venendo a galla una maggiore copertura mediatica dei sistemi di informazione tradizionali sulle esperienze e sui punti di vista dei palestinesi, anche se il bilancio preponderante delle relazioni è ancora inclinato pesantemente verso i punti di vista israeliani.

Per continuare questo slancio verso un movimento di massa, le organizzazioni BDS necessitano di mobilitare un sacco di attivisti che possano pensare in modo strategico, argomentare in modo convincente e costruire mobilitazioni efficaci che coinvolgano molti altri. Nelle prime fasi di vita dei movimenti contro quello che è il pensiero tradizionale, viene spesso effettuato una grande quantità di lavoro da un piccolo nucleo di attivisti che sono profondamente impegnati e ben informati. Diventare un movimento di massa significa capire quali siano i modi per coinvolgere ampi strati di persone che sono attratte verso la solidarietà con la Palestina, invitandoli attivamente e fornendo loro l'opportunità di sviluppare la loro fiducia e capacità.

Come risultato dell'assalto israeliano sulla Palestina durante l'estate del 2014, questo autunno ogni campus avrà un piccolo strato di studenti che si sentono attratti verso la causa della giustizia per i palestinesi. Ogni sindacato ed organizzazione della comunità avrà alcuni membri che ritengono che lo Stato di Israele abbia commesso una profonda ingiustizia. In queste medesime condizioni, un numero sempre maggiore di persone sarà turbato da questi eventi, anche se non avranno ancora deciso che è tempo di agire.

Lo strato più piccolo che ha già deciso di schierarsi in solidarietà attiva con la Palestina si svilupperà in “attivista” solo se verrà invitato nel movimento e gli sarà offerta l'opportunità di sviluppare le proprie conoscenze, la fiducia e la capacità. Se questo non avviene, sebbene il ricordo di questa estate sia ancora fresca, potrebbero non attuare questa transizione nell’attivismo. Purtroppo, questo è un momento politico in cui è difficile diventare un attivista, siccome i movimenti sono abbastanza piccoli e la maggior parte delle persone che ne fanno parte stanno dedicando le loro energie solamente per tirare avanti in questi tempi difficili. Non è corretto pensare che gli attivisti che vogliono essere coinvolti ci trovino.

E’ anche un momento importante per indirizzare il gran numero di persone turbate dagli eventi della scorsa estate, e spingerle a pensare alle politiche applicate ad Israele/Palestina. E’ il momento di essere fiduciosi e creativi in termini di educazione verso l'esterno. Molte persone non hanno semplicemente avuto l'opportunità di ascoltare i punti di vista e la realtà dei palestinesi, dato il carattere della copertura mediatica dei sistemi d’informazione tradizionali, l’allineamento pro-Israele dei governi e la strategia di silenziamento dei gruppi di difesa israeliani. Questo è il momento giusto per invitare le persone a dibattiti, proiezioni di film e conferenze dove ci sono un sacco di opportunità per la discussione.

Infine, questo è anche un momento per audaci costruzione di alleanze nel computo dell’approvazione di sempre più risoluzioni a sostegno del BDS nelle grandi organizzazioni democratiche come sindacati studenteschi, sindacati dei lavoratori ed organizzazioni della comunità. Questa costruzione di alleanze richiede un lavoro paziente, poiché spesso necessita di una strategia a lungo termine con un certo numero di passi da intraprendere per convincere le organizzazioni ad appoggiare il BDS.

La prima mossa fattibile in una specifica organizzazione potrebbe essere semplicemente quella di chiedere un'indagine sulla situazione dei palestinesi e le questioni di complicità con tale situazione. Un’attenta lettura di ogni organizzazione e le discussioni con i potenziali alleati contribuirà a determinare ciò che è possibile fare in questo momento.

Il miglior tipo di risoluzioni non si fermano alla formale adesione al BDS, ma impegnano le organizzazioni ad indagini attive e ad impegnare anche i propri membri intorno al problema. Il Sindacato Canadese dei Lavoratori Postali, ad esempio, ha inviato delegazioni composte da suoi membri a vedere la situazione in Palestina con i propri occhi, ma anche di stringere legami con i sindacati equivalenti in Palestina. 

Le politiche di solidarietà 

Questa creazione di un movimento attivo può contare sulla solida esperienza politica della campagna BDS fino ad oggi. Ci sono tre chiavi di volta per il movimento, che sono cruciali per l’attuale successo. In primo luogo, la richiesta per un movimento BDS ha avuto origine dalle organizzazioni palestinesi: non come sostituto alla loro mobilitazione, ma come supporto ad esse. Il movimento BDS sarà più efficace se riconosce la leadership dei palestinesi nel movimento e la centralità dei diritti dei palestinesi.

Questo impegnarsi con una leadership palestinese non limita in nessun modo la partecipazione all’attivismo della solidarietà internazionale, ma riconosce che questo lavoro è lì per sostenere lo stesso movimento del popolo palestinese. Questo impegno è stato molto chiaro nelle grandi e partecipate mobilitazioni in solidarietà con Gaza in tutto il mondo e in tutto il Canada nell'estate del 2014, comprese le azioni organizzate a Toronto dalla Coalition Against Israeli Apartheid (CAIA) con l’aiuto della Palestina House e di altri alleati.

In secondo luogo, il movimento ha cercato di costruire la solidarietà su una solida base di sfida all’oppressione e all’ingiustizia. Questo significa includere nelle fondamenta dei movimenti le lotte e i gli aspetti femministi, anti-razzisti, anti-colonialisti, anti-classisti e anti-omofobi. E’ su questa base che possiamo costruire alleanze efficaci, riconoscendo che l'oppressione dei palestinesi è un anello della catena di un sistema globale di disuguaglianza.

Questa alleanza è evidente nel lavoro di Queers Against Israeli Apartheid (Quaia), volto ad esporre le strategie di pinkwashing che tentano di nascondere l'oppressione dei palestinesi dietro l'immagine di Israele come Stato cosmopolita e amico degli omossessuali. Quaia ha lavorato con altri gruppi per collegare questo lavoro di anti-pinkwashing alla solidarietà dei lavoratori, per esempio, in occasione della Giornata del Lavoro di Toronto nel 2014.

Infine, il movimento deve essere strategicamente elastico e riflessivo. L'obiettivo generale del movimento BDS è la vittoria, non la sconfitta gloriosa in cui un piccolo numero di attivisti prende una posizione pura e di principio, e in cui perde malamente. Le vittorie si raggiungono più spesso con campagne locali incentrate intorno a chiari obiettivi BDS internazionali, in cui gli attivisti possono concentrarsi su un caso chiaro e convincente per chi è nuovo al problema, come ad esempio il boicottaggio Sodastream organizzato da CAIA.

Questo orientamento verso la vittoria significa costruire un movimento che può imparare attraverso una seria riflessione su entrambi i suoi successi e i suoi fallimenti. Significa avere la certezza che anche le organizzazioni che potrebbero sembrare rifiutare l’approvazione di una mozione sul BDS in questo momento potrebbero essere in futuro convinte con un approccio più riflessivo. L'attento lavoro di costruzione di alleanze nei sindacati praticata da CAIA e da Labour for Palestine hanno portato sindacalisti di spicco come Marie Clark Walker (Vice Presidente del Congresso Canadese del lavoro) e Sid Ryan (Presidente della Federazione dell'Ontario del Lavoro) a parlare durante le recenti mobilitazioni di solidarietà con Gaza.

La fiducia di credere che la vittoria sia possibile deriva dalla convinzione che la causa palestinese per la giustizia è forte e dall'identificazione delle nostre vittorie fino ad oggi, che ci ricordano che il BDS è una tattica vincente. La complicità di governi, imprese e organizzazioni accademiche con l’oppressione israeliana dei palestinesi crea una responsabilità di agire in modo tale che tale ingiustizia non sia fatta in nostro nome. La sfida per il movimento è quello di trovare modi efficaci e creativi per portare avanti la nostra lotta mentre si costruiscono alleanze con gli altri movimenti per combattere l'ingiustizia, e per persuadere le organizzazioni di massa a partecipare attivamente alla campagna BDS, affinchè si eserciti una sempre maggiore pressione sullo Stato israeliano.

 

 

 

 

 

 

Fonte: pacbi.org

Traduzione: BDS Italia