In occasione dell’inaugurazione del Festival di Cannes, una coalizione internazionale per i diritti umani ha contestato la scelta dell’American Pavilion di avere Sodastream come sponsor. Sodastream, produttore israeliano di macchine per l’acqua gasata in casa, si promuove come una ditta socialmente responsabile. Invece la ditta viene criticata in quanto i suoi principali impianti di produzione si trovano nell’insediamento israeliano di Ma’aleh Adumim, costruito nei Territori palestinesi occupati della Cisgiordania in violazione del diritto internazionale e in contrasto con la politica ufficiale dell’Unione europea e del governo degli Stati Uniti.
"Mentre apprezziamo il desiderio dell’American Pavilion ad essere più rispettoso dell’ambiente e socialmente responsabile, evitando lo spreco di lattine, questi sforzi sono completamente negati e oscurati nel momento che accetta la sponsorship da parte di una società come SodaStream, complice di gravi violazioni dei diritti umani," ha detto Donna Hicks della coalizione interreligiosa Interfaith Boycott Coalition. "Ci auguriamo che Julie Sisk, fondatrice dell’American Pavilion, si renderà conto che un’impegno per l’ambiente non può essere disgiunto dal rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale".
ROMA, MARTEDÌ 21 MAGGIO, ORE 11.30
SIT-IN ALLA SEDE NAZIONALE DELLA FEDERCALCIO (VIA GREGORIO ALLEGRI 14)
Dal 22 al 24 maggio, si riunisce il calcio europeo a Londra per il comitato esecutivo e il congresso annuale della Uefa.
In vista alla partecipazione della Federcalcio alle riunioni di Londra, la campagna Cartellino rosso all’Apartheid israeliana organizza un sit-in di protesta martedì 21 maggio alle ore 11.30 contro la decisione della UEFA di concedere l’onore di ospitare il campionato Under 21 ad Israele, paese che si fa beffa del diritto internazionale, occupando militarmente la Palestina e imponendo un sistema di apartheid sul popolo palestinese. I manifestanti denunciano anche la mancata presa di posizione da parte della Federcalcio, pur dichiarando un impegno per il calcio palestinese.
Leggi tutto: Roma: No al campionato Uefa Under 21 in Israele – Fuori Israele dalla Uefa
BDS Italia tra le 31 organizzazioni che hanno firmato la lettera aperta al presidente del Parlamento Europeo
M. Martin Schulz
Presidente, Parlamento europeo
60 Rue Wiertz
1047 Bruxelles
Belgium
Parigi, 28 aprile 2013
Re.: Visita di Richard Freedman a vari siti sponsorizzati dal KKL (Keren Kayemeth Leisrael/Jewish National Fund- JNF/Fondo Nazionale Ebraico
Signor Presidente,
Le nostre organizzazioni hanno appreso con stupore e sgomento che due settimane fa, su invito del Fondo Nazionale Ebraico, uno dei vostri rappresentanti ha visitato diversi siti simbolici allestiti in Israele..
Secondo informazioni di fonte israeliana, Richard Freedman ha compiuto un giro di sei giorni durante i quali ha visitato Israele e, in particolare, la Foresta Yatir e il Wadi Attir, due progetti che sono presentati ufficialmente come "iniziative volte a far conoscere la bellezza e l'equilibrio ecologico di Israele". Siamo francamente allibi di fronte al fatto che l'Unione Europea, per mezzo di questa visita, collabori alla pulizia etnica della popolazione beduina del Negev.
Dichiarazione della campagna europea contro la coppa Uefa Under 21 in Israele
Nel giugno 2011, 42 squadre di calcio palestinese hanno invitato il presidente della UEFA Michel Platini a cambiare la decisione di tenere in Israele il campionato maschile Under 21 del 2013, un paese che impone un’occupazione militare, una colonizzazione e un sistema di apartheid in Palestina.[1]
Da quel momento, in tutta Europa e in tutto il mondo, sono in constante aumento appelli all’UEFA per rimuovere la coppa Under 21 da Israele. Da petizioni online con oltre 13.000 firme, alla dichiarazione di 50 stelle del calcio europeo, alla lettera di Marie-George Buffet, già ministro francese dello Sport, è chiaro che dai fan del calcio e dei diritti umani la concessione a Israele dell'onore di ospitare un evento sportivo internazionale è vista come un premio immeritato per i suoi comportamenti contrari ai valori sportivi.[2]
Una coalizione europea di organizzazioni antirazziste sta conducendo una campagna per alzare il cartellino rosso contro Israele per il mancato risetto del diritto internazionale e per la violazione dei diritti umani dei Palestinesi. La campagna contesta la decisione della UEFA di tenere competizioni sportive in Israele e lavora per assicurare che il potenziale positivo dello sport sia utilizzato per fare pressione su Israele per porre fine agli abusi dei diritti umani, piuttosto che favorirli attraverso impunità e premi. La campagna fa parte del movimento globale BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni) lanciato dalla società civile palestinese nel 2005, che trae ispirazione dal movimento anti-apartheid in Sud Africa, nel quale il boicottaggio sportivo ha svolto un ruolo decisivo.[3]
I palestinesi stanno ricordando oggi con diverse azioni la Giornata della Terra, dal giorno del 1976 in cui forze militari israeliane spararono e uccisero sei giovani palestinesi cittadini di Israele. Questi coraggiosi giovani erano tra le migliaia che protestavano contro l'espropriazione della terra palestinese da parte del governo israeliano. Molte delle stesse politiche di furto di terra e lenta pulizia etnica dei palestinesi sono ancora fortemente portate avanti dal governo israeliano, soprattutto a Gerusalemme, nella Valle del Giordano e nel Naqab (Negev). Grandi manifestazioni per ricordare la Giornata della Terra stanno avendo luogo in tutta la Palestina storica e tra le comunità dei profughi palestinesi in esilio.
I sostenitori internazionali della lotta palestinese per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza stanno caratterizzando la Giornata della Terra con azioni e iniziative per la campagna per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni (BDS) contro Israele. Tra queste azioni ricordiamo:
- all'attuale World Social Forum a Tunisi, la Giornata della Terra è stata denominata “Giornata della Palestina” e sarà segnata da una grande manifestazione in Palestina e da una serie di eventi per discutere e sviluppare le campagne BDS;
- in sei città della Francia, manifestazioni si appellano ai supermercati per interrompere il commercio con Mehadrin e altre compagnie agricole esportatrici israeliane che partecipano direttamente all'appropriazione di terra palestinese e vendono prodotti provenienti dalle colonie illegali. Le organizzazioni agricole palestinesi si sono recentemente appellate per richiedere azioni per smettere il commercio internazionale con le compagnie agricole israeliane complici con l'occupazione;
- azioni e manifestazioni in supporto delle campagne BDS in varie città del mondo tra cui Dublino e Cork (Irlanda), Brighton e Liverpool (Regno Unito), Torino (Italia), Seattle, St. Louis, Richardson e Dallas (Usa). La lista completa delle città in cui si sono svolte azioni e resoconti dettagliati verrà pubblicata su bdsmovement.net
Firma la petizione ai Depeche Mode
È con grande disappunto che la Campagna Palestinese per il Boicottaggio Accademico e Culturale di Israele (Palestinian Campaign for the Academic and Cultural Boycott of Israel, PACBI) ha appreso del vostro concerto in Israele fissato per il 7 maggio 2013[1]. Anche se avete già suonato in Israele nel 2009, ci appelliamo a voi ora con la speranza che siate più consapevoli della situazione. Poiché Israele è coinvolto in gravi violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani vi chiediamo con urgenza di cancellare il concerto fin quando Israele non rispetterà gli obblighi del diritto internazionale e rispetterà pienamente i diritti dei palestinesi.
Nel 2004, ispirata dal vincente boicottaggio dell'apartheid in Sudafrica, e supportata da sindacati e gruppi culturali palestinesi, PACBI ha diffuso un appello per il boicottaggio accademico e culturale delle istituzioni coinvolte nell'occupazione e nell'apartheid israeliano[2]. Vogliamo evidenziare in questa lettera che vi rivolgiamo, l'importanza di questo appello palestinese e sottolineare la ragione per il movimento globale di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) contro Israele.
Leggi tutto: Lettera del PACBI ai Depeche Mode: non intrattenete l'apartheid!
Il 26 marzo, in vista della prossima riunione del Comitato esecutivo UEFA del 28 marzo a Sofia in Bulgaria, la campagna Cartellino rosso all’Apartheid israeliana ha inviato la lettera di seguito alla Federcalcio per esigere che si faccia pressione sull’UEFA per rimuovere la coppa Under 21 da Israele.
Gentile Federazione Italiana Giuoco Calcio,
vi scriviamo per conto della campagna Cartellino rosso all’Apartheid israeliana in vista della riunione del Comitato esecutivo UEFA del 28 marzo a Sofia in Bulgaria. Dato che finora l’UEFA non ha dato ascolto al crescente numero di appelli, in Italia e in tutta l’Europa, per togliere ad Israele il privilegio di ospitare un campionato internazionale, chiediamo di nuovo alla Federcalcio di farsi portavoce di chi si oppone a questo riconoscimento che contrasta fortemente con i principi dello sport.
Israele occupa militarmente da decenni i territori palestinesi, ponendosi di fatto al di fuori dalla legalità internazionale. Ha bombardato stadi di calcio e sparato colpi di artiglieria su un parco uccidendo ragazzi che giocavano a pallone. Ha arbitrariamente detenuto figure dello sport palestinesi e nega costantemente la libertà di movimento agli atleti palestinesi in viaggio per l’addestramento o per gare, sia dentro i Territori Palestinesi Occupati che verso l’estero. Lo sport in Palestina rappresenta un microcosmo della realtà che tutto il popolo palestinese vive da decenni.
17 aprile - Giornata dei Prigionieri Palestinesi
Iniziative in Italia:
ROMA: Dal 15 al 17 Aprile 2013: Iniziative in supporto di Marwan Barghouti e detenuti palestinesi
ROMA: 16 aprile, Roma incontra la Palestina - Libertà per le prigioniere e i prigionieri palestinesi
ROMA: 17 aprile Sit-in al Colosseo, Libertà per i prigionieri politici palestinesi
BOLOGNA: 17 aprile, Made in Israel: Il nuovo alfabeto della tortura nei regimi democratici
TORINO: 16 aprile, insieme fino alla mezzanotte per la Giornata di solidarietà internazionale con i prigionieri politici palestinesi
MILANO: 17 aprile, Giornata internazionale di solidarietà coi prigionieri palestinesi
JESI: 19 aprile, Giornata globale dei prigionieri palestinesi
GENOVA: 19 aprile, Giornata Internazionle di Solidarieta' con i Prigionieri Politici Palestinesi, Piazza Posta Vecchia dalle 18:00
TRIESTE: 20 aprile, l'iniziativa per i prigionieri palestinesi (presidio con volantinaggio) si terrà sabato 20 in via delle Torri a partire dalle ore 10
NAPOLI: in via di definizione
Appello di Addameer
Addameer invita gli attivisti e le persone di coscienza a solidalizzare con tutti i prigionieri politici e di unirsi alla prossima campagna internazionale organizzata dalle associazioni per i diritti umani contro la detenzione amministrativa.
In Israele sono detenuti attualmente più di 4.743 palestinesi, 10 dei quali sono donne, 193 bambini e 178 di loro sono in detenzione amministrativa, una vecchia politica che Israele usa per detenere i palestinesi a tempo indeterminato sulla base di presunte informazioni segrete senza mai portarli in giudizio.
Non solo questi prigionieri sono detenuti arbitrariamente, ma l'uso che Israele fa della detenzione amministrativa viola diverse norme internazionali, attraverso azioni come la deportazione dei palestinesi nei territori occupati da Israele, la negazione delle visite dei familiari regolari e la non considerazione dell'interesse superiore del bambini detenuti, come richiesto dal diritto internazionale.
Il 30 marzo, i palestinesi ricorderanno la Giornata della Terra, un giorno del 1976, quando le forze militari israeliane hanno sparato e ucciso sei giovani cittadini palestinesi di Israele. Questi coraggiosi giovani erano tra le migliaia che protestavano l’espropriazione di terra palestinese da parte del governo israeliano. Oggi, continuiamo a celebrare la resistenza palestinese all’espropriazione della terra, alla colonizzazione, all'occupazione e all'apartheid israeliane.
Trentasette anni dopo le prime manifestazioni per la Giornata della Terra, Israele continua l’espropriazione e la colonizzazione della terra palestinese. Israele continua a espandere i suoi insediamenti illegali nei Territori palestinesi occupati, costringendo i palestinesi a lasciare la loro terra. I palestinesi devono affrontare l’espropriazione e il trasferimento forzato anche all'interno di Israele.
Leggi tutto: Giornata della Terra: Celebrare la resistenza e intensificare il BDS
Il governo olandese ha annunciato che introdurrà nuove linee guida che invitano i rivenditori ad etichettare i prodotti agricoli provenienti dagli insediamenti israeliani illegali in modo che si possano distinguere dai prodotti provenienti dall'interno di Israele. "Non vogliamo contribuire all'economia degli insediamenti illegali", ha detto il ministro degli Esteri Frans Timmermans durante una dichiarazione al parlamento mercoledì.
L’Olanda è una destinazione chiave per i prodotti agricoli israeliani, molte delle principali compagnie di esportazioni agricole israeliane hanno filiali e centri di distribuzione nel paese. Seguire le linee guida sarà su base volontaria e nessun’azione sarà presa nei confronti dei rivenditori che non le seguono.
Palestina occupata, 27 febbraio 2013 - Il Comitato nazionale palestinese per il BDS (BNC) piange la grande perdita del nostro compagno, partner, e caro amico Stéphane Hessel.
Un sostenitore ponderato e di principio del movimento globale per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) guidato dalla società civile palestinese, Stéphane Hessel contagiava speranza e ispirazione.
Come co-autore della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, ha molto apprezzato la necessità di sostenere la parità dei diritti per tutti gli esseri umani, indipendentemente dall’identità. Questo e il fatto che era un sopravvissuto all'Olocausto sono stati fattori cruciali dietro la sua adesione al BDS, nonostante l'alto prezzo che ha dovuto pagare. Ha scritto:
"Le campagne [BDS] di tutto il mondo presentano il modo più promettente per superare il fallimento dei governi del mondo ad affrontare il comportamento intransigente e fuori legge di Israele."
Israele, insieme ai suoi ben finanziati gruppi sostenitori, l’ha diffamato, ha esercitato pressioni sulle università perché lo censurassero e ha fatto di tutto per mettere a tacere la sua voce unica e morale. Il suo pensiero e i suoi principi, dopo tutto, confutavano l’occupazione, il colonialismo e l’apartheid brutali di Israele.
Ai palestinesi mancherà tanto Stéphane.
Comitato nazionale palestinese per il BDS (BNC)
Fonte: Comitato nazionale palestinese per il BDS (BNC)
Traduzione di BDS Italia
Leggi tutto: La Palestina piange la scomparsa di Stéphane Hessel. Comunicato del BNC
Lunedì 25 febbraio, verso le 21,45 nell'atrio dell'Hotel Royal-Continental il Presidente della Comunità Palestinese della Campania, dottor Shafik Kurtam, con un gruppo di attivisti del Comitato BDS Campania, ha consegnato all'avvocatoPisani, avvocato di Diego Armando Maradona la lettera, sottoscritta da numerose realtà sociali di base e singoli tifosi, cittadini e peronalità pubbliche, in cui si chiede al Pibe de oro di pronunciarsi pubblicamente contro la scelta di Israele come sede per le finali del campionato UEFA Under 21, da tenersi il prossimo giugno.
Il Comitato nazionale palestinese per il BDS, la più grande coalizione di sindacati palestinesi, organizzazioni di massa, reti dei rifugiati e ONG, che guida e stabilisce le linee-guida per il movimento di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni, appoggia tutte le azioni di principio in solidarietà con la lotta palestinese per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza, che è in linea con i diritti universali dell'uomo e del diritto internazionale.
Nel suo appello BDS del 2005, la società civile palestinese ha chiesto un boicottaggio di Israele, delle sue istituzioni complici, delle multinazionali che sostengono l'occupazione, la colonizzazione e l'apartheid, e dei rappresentanti ufficiali dello Stato di Israele. BDS non chiede il boicottaggio di singoli individui, perché capita che lei o lui sono israeliani o perché esprimono certi punti di vista. Naturalmente, ogni individuo è libero di decidere con chi si impegna e con chi no.
Il movimento globale BDS ha sempre adottato un approccio basato sui diritti e una piattaforma anti-razzista che rifiuta ogni forma di razzismo, tra cui l'islamofobia e l'antisemitismo.
Queste linee-guida e il fatto che BDS è stata avviato ed è guidato dalla società civile palestinese sono le ragioni principali dietro la rapida crescita e il successo che il movimento BDS ha avuto in tutto il mondo.
Fonte: Comitato nazionale palestinese per il BDS
Traduzione di Vincenzo Pezzino
Leggi tutto: La posizione del Movimento BDS sul boicottaggio di singoli individui
Il 7 maggio 2013 è previsto un concerto dei Depeche Mode al Yarkon Park, in Israele. Yarkon Park è costruito sui resti del villaggio di Jarisha, distrutto il 15 maggio 1948 dalle milizie sioniste. Firma la petizione ai Depeche Mode
Suonare in Israele non è solo sostenere quella che è stata la storia della pulizia etnica del popolo palestinese, è sostenere il presente: Israele sta perpetrando quotidiane violazioni dei diritti umani, occupando militarmente la Palestina, portando avanti pratiche e politiche discriminatorie istituendo a tutti gli effetti uno stato apartheid, continuando la demolizione di case, le confische di terre, gli arresti arbitrari, le torture e le violenze.
La società civile palestinese, insieme a parte della comunità internazionale, lotta contro tutto questo. Vi chiede un semplice gesto: http://www.change.org/petitions/depeche-mode-drop-israel-from-your-world-tour
Fonte: Palestina Rossa
Leggi tutto: Depeche Mode, è il momento di iniziare a suonare la vostra musica: Boicotta Israele!
Palestina occupata - Il Comitato nazionale palestinese per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BNC), un'ampia coalizione delle maggiori organizzazioni della società civile palestinese, tra cui sindacati e reti di ONG, sostiene i risultati della Missione di inchiesta delle Nazioni Unite sugli insediamenti israeliani [ 1] che consiglia il boicottaggio e sanzioni come misure necessarie per porre fine al sistema degli insediamenti illegali israeliani. Il BNC esige che gli Stati membri del Consiglio dei diritti umani approvino la relazione, e che tutti i governi e le imprese attuino le sue raccomandazioni. Il BNC invita inoltre le persone di coscienza e le organizzazioni della società civile in tutto il mondo di utilizzare questo relazione come strumento per intensificare la campagna globale per il BDS e fare pressione sui governi affinché attuino le sue raccomandazioni.
Condanniamo gli attacchi contro sostenitori della campagna BDS e i diritti dei palestinesi!
**BDS Italia aderisce e invita a firmare come singol@ o organizzazioni, mandando un'email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure compilando il modulo.
Noi sottoscritti deploriamo le azioni intimidatorie da parte di politici e altri contro studenti attivisti e docenti e le accuse calunniose di antisemitismo contro i sostenitori della campagna di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) contro Israele.
Nei giorni scorsi, oppositori ad un evento sul BDS, che si terrà nel campus il 7 febbraio hanno attaccato gli organizzatori e relatori in programma, la filosofa di fama internazionale, Judith Butler e l´attivista palestinese per i diritti umani Omar Barghouti, così come il Dipartimento di Scienze politiche e l'amministrazione dell´università per aver co -sponsorizzato l'evento. Questo è solo l'ultimo di una serie di tentativi di mettere a tacere le critiche verso Israele al Brooklyn College.
Leggi tutto: Dichiarazione di sostegno a “Students for Justice in Palestine” di Brooklyn College
Una sessantina di militanti europei sono andati a chiedere conto ai dirigenti Uefa, tra i quali Michel Platini, in occasione del consiglio esecutivo di venerdì 25 gennaio a Nyon (Svizzera) Hanno denunciato davanti ai media presenti la scelta vergognosa della UEFA di affidare ad Israele la fase finale della prossima coppa europea under 21.
Provenienti da diversi paesi europei e particolarmente da Francia,Inghilterra e Svizzera, siamo arrivati alle 14 alla UEFA , dato che i suoi dirigenti non si erano dati neanche la pena di rispondere alla richiesta di essere ricevuti in delegazione che avevamo inviato all’inizio di gennaio.
Quindi noi abbiamo esposto davanti al personale Uefa, ai giornalisti presenti e alla polizia anch’essa presente, cortese e attenta alle nostre argomentazioni, le numerose ragioni che rendono Israele totalmente inadatto ad ospitare competizioni internazionali, e che rendono i dirigenti Uefa complici delle politiche criminali di quello Stato.
Leggi tutto: Proteste alle sede UEFA (Nyon) contro la coppa Under 21 in Israele
Martedì sera l'Aula Magna dell'università romana La Sapienza ha ospitato uno spettacolo della pianista israeliana Anat Fort, con il patrocinio dell’Ambasciata di Israele in Italia.
Ma due mani affusolate da pianista non possono nascondere il pugno di ferro del colonialismo di Israele.
Circa 30 solidali con la popolazione palestinese, tra cui molti studenti e studentesse, hanno scelto di presentarsi a sorpresa all'ingresso, comunicando con chi intendeva partecipare (scarica il volantino). Mentre la security si dimenava nervosamente, molte persone hanno scelto di restare fuori e raccogliere più informazioni sull'operazione propagandistica “Brand Israel”, in alcuni casi rinunciando ad assistere ad uno spettacolo che non poteva più incantare nessun*.
Il concerto rappresentava, infatti, uno dei tanti tentativi da parte di Israele di usare la cultura per ripulire la propria immagine. Un’operazione della campagna “Brand Israel”, specificamente voluta e finanziata, a fior di milioni, dal governo israeliano, volta a nascondere dietro un’immagine positiva le politiche disumane che quello Stato continua a perpetrare contro il popolo palestinese.
Noi del PACBI (Campagna palestinese per il boicottaggio accademico e culturale di Israele), siamo rimasti profondamente turbati nell’apprendere che il 20 febbraio 2013 lei si esibirà a Tel Aviv. [1]
Le scriviamo per esortarla a non suonare nell’Israele dell’apartheid e a non avallare con la sua presenza le violazioni israeliane del diritto internazionale e dei diritti umani nei confronti della popolazione palestinese.
In qualità di artista reggae, figlio del leggendario cantante Bob Marley, la cui canzone "Songs of Freedom" continua ad ispirare milioni di persone che lottano contro le forze disumane di un’oppressione razzista, le chiediamo di non chiudere gli occhi di fronte al brutale sistema colonialista e di Apartheid praticato da Israele.
La votazione si chiude il 23 di gennaio.
Vota qui: http://www.publiceye.ch/en/vote/
G4S è in lizza per il Public Eye People's Award del 2013, il premio 'fai i nomi e fai vergognare' che nessuna società vorrebbe vincere. G4S, la più grande compagnia privata militare e di sicurezza del mondo, è complice dell'occupazione israeliana della Palestina e trae profitti dal conflitto e dall'insicurezza in tutto il mondo. War on Want e altre organizzazioni europee hanno nominato G4S per i premi che aiutano a "puntare i riflettori internazionali sugli scandali delle corporation". L'azienda è stata selezionata ed è ora in lizza per il voto del pubblico.
Prendete un minuto per votare per G4S e poi dite ai vostri amici di fare lo stesso.
G4S è complice dell'occupazione israeliana della Palestina attraverso la fornitura di attrezzature di sicurezza e di servizi per l'impiego ai posti di blocco e agli insediamenti illegali nella Cisgiordania occupata. Essa contribuisce anche a mantenere e trarre profitto dal sistema carcerario israeliano. Nel 2007, la filiale israeliana di G4S ha firmato un contratto con l'Autorità carceraria israeliana per la fornitura di sistemi di sicurezza per grandi prigioni israeliane.
Leggi tutto: Votazione aperta: G4S nominata per il premio per la "peggior società dell'anno"