Fermiamo la PizzarottiFermiamo la Pizzarotti!

Un nuovo treno ad alta velocità che collegherà Tel Aviv e Gerusalemme attraversa i confini ufficiali dello Stato israeliano penetrando per 6,5 km nella Cisgiordania occupata, confiscando terre palestinesi. Tra le aziende private, è coinvolta nel progetto la Pizzarotti S.p.A. di Parma.

» Mettiamo un sasso sui binari dell'Apartheid! 

Stop SodastreamNo alle bollicine di Sodastream

Sodastream, ditta israeliana che produce gasatori per l'acqua di rubinetto, spacciati per prodotti "eco-chic", nasconde una brutta verità: il suo principale impianto di produzione si trova in un insediamento israeliano costruito illegalmente nei Territori palestinesi occupati. 

» Diciamo ai rivenditori e ai promotori dei prodotti Sodastream che non li vogliamo in Italia!

pacbi-logoBoicottaggio accademico a culturale

La campagna italiana per il boicottaggio accademico e culturale risponde all’appello lanciato nel 2004 dalla Palestinian Campaign for the Academic & Cultural Boycott of Israel (PACBI). Boicottare le istituzioni accademiche e culturali israeliane è una forma di pressione che può portare alla sua conformità con il diritto internazionale.

» Boicottare la complicità! Boicottare la propaganda!

coop:

Campagna contro le bollicine della Sodastream

Comunicato stampa

23 dicembre - A dicembre, attivisti per i diritti umani dei palestinesi hanno preso di mira la società israeliana Sodastream, produttrice di gasatori per l'acqua di rubinetto. Il principale impianto di produzione della ditta si trova in un insediamento israeliano costruito illegalmente nei Territori palestinesi occupati.

L'iniziativa coincide con la campagna pubblicitaria in cui Sodastream Italia ha investito 500.000 Euro per promuovere i propri prodotti come regali di Natale.

Leggi tutto: No alla violazione dei diritti umani sotto l'albero di Natale - Boicotta Sodastream

Coop Italia chiude il confronto con la Coalizione italiana contro Agrexco in corso da alcuni mesi e conferma la sua intenzione di continuare la vendita di prodotti illegali provenienti dalle colonie israeliane nei territori palestinesi occupati e di portare avanti i rapporti commerciali con Agrexco.

In una lettera datata 09/12/2010 Coop Italia ha comunicato a Stop Agrexco che “ritiene conclusa la fase di confronto […], come pure l’attività tesa ad una maggiore trasparenza dell’informazione possibile in merito ai prodotti da essa commercializzati, essendo la sua missione ben diversa da quella di un ente incaricato alla valutazione politico sociale delle scelte commerciali.” Come a dire che i principi stabiliti nel Codice Etico dell’azienda e gli standard di responsabilità sociale valgono fino a un certo punto e cedono il passo alle priorità degli affari con Israele (che vanno ben oltre la frutta in vendita nei supermercati) e alle pressioni delle lobby israeliane.

Questo è il modo in cui Coop Italia risponde alle richieste di rispetto della legalità internazionale e dei diritti dei consumatori che sono al centro del confronto con Stop Agrexco. Coop Italia chiude la porta in faccia agli oltre 4,000 firmatari (in maggioranza soci) della petizione “NO ai prodotti illegali nella mia COOP” che chiede all’azienda di sospendere la commercializzazione dei prodotti provenienti dalle colonie israeliane e di interrompere i rapporti commerciali con aziende che, come Agrexco, traggono profitti dal regime di occupazione illegale dei territori palestinesi.

Leggi tutto: Coop Italia chiude il confronto. Stop Agrexco rilancia iniziative di pressione

Sabato 13 novembre la Coalizione Stop Agrexco ha organizzato iniziative coordinate in varie città italiane davanti ai supermercati Coop, tra cui Roma, Pisa, Bologna e Genova.

Nel corso delle iniziative è stato distribuito materiale informativo e sono state raccolte firme per la petizione "No ai prodotti illegali nella mia Coop".

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Leggi tutto: COOP: non vendere i prodotti dell’occupazione militare israeliana

11 ottobre 2010

Contro l'ipotesi di accordo commerciale con l'Agrexco, esportatore israeliano di prodotti agricoli

«No ai prodotti illegali nella mia Coop»: con questo slogan domani saranno presentate nella sede di Casalecchio 3.000 firme di soci Coop (pari a oltre il 50%) contro la conclusione di accordi commerciali tra Coop Italia e la Agrexco (esportatore israeliano di prodotti agricoli).

Le firme, raccolte on line e anche nei supermercati di varie città italiane, saranno consegnate alle 11.30 dagli esponenti della Coalizione contro l’Agrexco e dal coordinamento Campagna Bds di Bologna. «Queste firme - spiegano gli organizzatori in una nota - testimoniano la preoccupazione di un numero consistente di soci e clienti per la decisione di Coop Italia di continuare a commercializzare i prodotti provenienti dalle colonie israeliane e di mantenere rapporti commerciali con aziende che traggono profitti dal regime di occupazione illegale dei territori palestinesi». Secondo i manifestanti, che chiedono alla Coop di non firmare il previsto accordo commerciale con l’Agrexco, «non può essere considerato legittimo né etico commercializzare merci prodotte in un regime di occupazione militare», a prescindere da come vengono etichettate. L’ eventuale accordo Coop-Agrexco infatti - spiega la nota - dovrebbe includere norme per garantire la tracciabilità dei prodotti provenienti dalla colonie e differenziarli da quelli prodotti in Israele. Ma questo - si sottolinea - «non risolverebbe la questione di fondo delle pratiche illegali di aziende come Agrexco».

Leggi tutto: Coop, dai soci 3 mila firme contro prodotti da colonie israeliane

Roma:
Il Comitato Stop Agrexco Roma organizza davanti ad un supermercato Coop, sabato 9 ottobre dalle 10:00 alle 13:00, una raccolta firme per la petizione chiedendo a Coop Italia di non commercializzare i prodotti provenienti dalle colonie israeliane e di interrompere i rapporti con quelle aziende che, come Agrexco (il maggiore esportatore israeliano di prodotti agricoli), traggono profitti dal regime di occupazione illegale dei territori palestinesi. L'iniziativa a carattere nazionale, avrà luogo anche in altre città.

Comitato Stop Agrexco Roma
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Bologna
Il Coordinamento Campagna BDS di Bologna sarà presente davanti al supermercato Coop di via Massarenti sabato 9 ottobre dalle 10:30 alle 12:30 per la raccolta di firme lanciata dalla Coalizione Stop Agrexco per chiedere a Coop Italia di non commercializzare i prodotti provenienti dalle colonie israeliane e di interrompere i rapporti con quelle aziende che, come Agrexco (il maggiore esportatore israeliano di prodotti agricoli), traggono profitti dal regime di occupazione illegale dei territori palestinesi. L'iniziativa a carattere nazionale, avrà luogo anche in altre città.

Coordinamento Campagna BDS Bologna Donne in Nero, Comitato Palestina Bologna, Pax Christi, Ya Basta! Bologna, Mashi – Orme in Palestina, Federazione RdB, Gruppo Studio Politecnico 09, Associazione Campi Aperti, Associazione Orlando, VAG 61, Berretti Bianchi Onlus, XM24
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Pisa:
Il gruppo BDS-Pisa e il comitato toscano di Un ponte per... saranno presente davanti al supermercato Coop di Cisanello sabato 9 ottobre dalle 16:30 alle 19:30 per la raccolta di firme lanciata dalla Coalizione Stop Agrexco per chiedere a Coop Italia di non commercializzare i prodotti provenienti dalle colonie israeliane e di interrompere i rapporti con quelle aziende che, come Agrexco (il maggiore esportatore israeliano di prodotti agricoli), traggono profitti dal regime di occupazione illegale dei territori palestinesi. L'iniziativa a carattere nazionale, avrà luogo anche in altre città.

BDS-Pisa e comitato toscano di Un ponte per...
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Leggi tutto: Giornata nazionale No Ai Prodotti Illegali Nella Mia Coop

La società civile palestinese scrive una lettera a Coop Italia alla vigilia del suo viaggio in Israele

Via del Lavoro 6 / 8 40.033
Casalecchio di Reno BO
ITALIA

8 ottobre 2010

Cari Membri del Consiglio di Gestione di COOP Italia,

Noi sottoscritti rappresentanti della società civile palestinese, che include i sindacati degli agricoltori, le organizzazioni agricole e i comitati popolari, vi scriviamo per esprimere la nostra profonda preoccupazione per la notizia che COOP Italia sta valutando di firmare un accordo commerciale diretto (anche se con una garanzia sulla tracciabilità) con la Carmel Agrexco, società esportatrice israeliana, in parte proprietà dello Stato, che è responsabile per la commercializzazione del 60-70% dei prodotti agricoli coltivati negli insediamenti illegali di Israele nei Territori Occupati Palestinesi.[1] Teniamo a sottolineare che l'accordo proposto non attenua, anzi rafforza, la complicità di Coop Italia nel sistema israeliano di occupazione, colonizzazione ed apartheid.

Leggi tutto: La società civile palestinese scrive alla COOP

Giornata nazionale per la raccolta di firme sulla petizione a COOP Italia. Attivisti del Comitato Stop Agrexco di Roma davanti ad un supermercato COOP.

Leggi tutto: Raccolta firme-No ai prodotti illegali nella mia COOP

08/10/2010 - Il Coordinamento Campagna BDS di Bologna sarà presente davanti al supermercato Coop di via Massarenti sabato 9 ottobre dalle 10:30 alle 12:30 per la raccolta di firme lanciata dalla Coalizione Stop Agrexco per chiedere a Coop Italia di non commercializzare i prodotti provenienti dalle colonie israeliane e di interrompere i rapporti con quelle aziende che, come Agrexco (il maggiore esportatore israeliano di prodotti agricoli), traggono profitti dal regime di occupazione illegale dei territori palestinesi. L’iniziativa a carattere nazionale, avrà luogo anche in altre città.

Finora sono state raccolte oltre 2.500 firme e le adesioni crescono sempre più. Le firme raccolte in tutta Italia saranno consegnate a Coop Italia all’inizio della prossima settimana, speriamo nel corso di un’incontro urgente richiesto dalla Coalizione Stop Agrexco all’azienda. In occasione della consegna delle firme si terrà una conferenza stampa che sarà annunciata nei prossimi giorni.

Leggi tutto: No ai prodotti illegali nella mia Coop - Raccolta firme

Il 30 giugno 2010 una delegazione della Coalizione italiana contro l'Agrexco ha incontrato nuovamente i rappresentanti di Coop Italia per riprendere il confronto, iniziato nella riunione del 6 maggio, sulla richiesta di non commercializzare i prodotti dell'azienda israeliana Agrexco, avanzata da soci, consumatori e cittadini attivi nelle associazioni di solidarietà con il popolo palestinese o semplicemente sensibili al riconoscimento dei suoi diritti.

La decisione di sospendere gli approvvigionamenti di merci prodotte nei territori occupati presa da Coop Italia dopo il primo incontro, in attesa di individuare misure volte a rispettare i regolamenti sulla tracciabilità dei prodotti e il diritto dei consumatori di non acquistare prodotti illegali, era stata accolta come un primo passo nella giusta direzione ed è stata apprezzata da un vasto arco di forze che in vari paesi, compreso Israele, si battono contro l'occupazione della Palestina e per il riconoscimento dei diritti umani. Tuttavia questa scelta di Coop Italia finalizzata al semplice rispetto della legalità ha scatenato in Italia una vasta campagna mediatica e politica in cui sono state usate accuse ignobili di razzismo ed anti-semitismo.

Leggi tutto: Stop Agrexco: le risposte di Coop Italia non sono soddisfacenti. ll confronto rimane aperto, ma...

Ieri 9 luglio, in occasione del 5° anniversario del lancio della Campagna per il Boicottaggio, Sanzioni e Disinvestimento (BDS) verso Israele, un gruppo di attivisti del Coordinamento Campagna BDS di Bologna ha effettuato una azione informativa presso il supermercato Coop di via Massarenti.

Gli attivisti hanno esposto uno striscione con la scritta "Israele viola diritti umani e leggi internazionali. Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni" e hanno distribuito ai clienti volantini che invitano a non acquistare i prodotti israeliani e quelli di aziende italiane e straniere che traggono profitto dal regime di occupazione e di oppressione dei palestinesi, e a fare pressioni sui supermecati per chiedere la sospensione della commercializzazione di questi prodotti.

L'azione ha suscitato l'interesse di parecchi consumatori che si sono fermati a chiedere ulteriori informazioni sugli obiettivi e sulle modalità di attuazione della campagna BDS.

Analoghe azioni si sono svolte in molte città in Italia e in vari paesi del mondo rispondendo all'appello del Comitato Nazionale BDS palestinese.

Coordinamento Campagna BDS Bologna
Donne in Nero, Comitato Palestina Bologna, Pax Christi, Mashi – Orme in Palestina, Ya Basta! Bologna, Federazione RdB, Gruppo Studio Politecnico 09, Associazione Campi Aperti, Associazione Orlando, VAG61, Berretti Bianchi Onlus

Leggi tutto: Azione di informazione sul boicottaggio dei prodotti israeliani alla Coop di via Massarenti

di Amira Hass

Alcuni supermercati italiani hanno deciso di bandire i prodotti Agrexco. Anche Amira Hass sceglie con attenzione cosa comprare e cosa no.

Ogni volta che entro in un negozio israeliano esamino attentamente l'origine del prodotto. Il miglior vino d'Israele è fatto sulle alture del Golan, occupate, e quindi non lo compro mai. Penso ai 15mila siriani che nel 1967 furono espulsi dalle loro terre.

I migliori ortaggi biologici sono coltivati nelle colonie del sud della Cisgiordania e della valle del Giordano. Lì i coloni dispongono di grandi quantità di acqua, mentre le vicine comunità palestinesi non sono collegate alla rete idrica.

Poi ci sono le uova di gallina provenienti dall'insediamento di Itamar, dove i soprusi dei coloni e le restrizioni militari hanno reso la vita impossibile ai palestinesi. Ma questi prodotti non si trovano solo in Israele.

Certi negozi di Ramallah vendono, consapevolmente o no, alcuni prodotti degli insediamenti. I funghi secchi, per esempio, provengono dalla colonia di Teqoa (anche qui i palestinesi soffrono di una cronica mancanza d'acqua). Una recente legge palestinese che vieta la vendita di prodotti degli insediamenti non è ancora applicata ovunque.

Molti israeliani si comportano come me. Questo fa di noi degli antisemiti? Sembrerebbe di sì, stando al putiferio suscitato dalla decisione (poi revocata) di alcune catene di supermercati italiani di bandire i prodotti Agrexco, perché l'etichetta non indica se provengono da Israele o dalle colonie. Ma è meglio essere accusati di antisemitismo che mangiare ortaggi annaffiati di razzismo.

Amira Hass è una giornalista israeliana. Vive a Ramallah, in Cisgiordania, e scrive per il quotidiano Ha'aretz

Fonte: Internazionale

Leggi tutto: Ortaggi annaffiati di razzismo

9 giugno 2010

Dichiarazione di sostegno della Coalizione delle Donne per la Pace (Israele)

cwpLa Coalizione delle Donne per la Pace dichiara il suo sostegno alla decisione delle catene italiane di supermercati COOP e Nordiconad di sospendere le vendite dei prodotti dell'Agrexco nei loro negozi e spera che altre catene seguano i loro passi.

La Coalizione delle Donne per la Pace è composta da 11 organizzazioni femministe anti-occupazione ed è una voce leader all'interno del movimento israeliano per la pace. In qualità di attiviste israeliane per la pace, Ebree e Palestinesi, riteniamo nostro dovere sostenere la comunità internazionale nell'adozione di misure contro le società israeliane che sono coinvolte nel sostegno all'occupazione della Palestina.

Questa pressione internazionale è fondamentale al fine di cambiare le strategie aziendali e l'opinione pubblica, sia a livello locale sia internazionale.

Leggi tutto: Il sostegno della Coalizione delle Donne per la Pace (Israele)

Personalmente e a nome del Movimento che presiedo, "Alternativa", appoggio caldamente la vostra iniziativa. Più che di boicottaggio la definirei di difesa dei diritti dei più deboli contro la prepotenza dei più forti.

Ciò che si produce sulla terra rubata è rubato. E i profitti che si ricavano dal rubato sono doppiamente rubati.

Il popolo di Palestina subisce da decenni ormai una insopportabile violenza, che la comunità internazionale, istupidita e violentata anch'essa da un mainstream partigiano a sostegno degli oppressori, non ha voluto nè potuto contrastare.

La decisione di Conad e Coop di sostenere il diritto dei palestinesi è un gesto di grande significato politico e morale. Anch'io mi auguro, con voi, che pressioni, minacce e ricatti non ottengano nessuna retromarcia.

Con i nostri migliori auguri,

Giulietto Chiesa

Leggi tutto: Giulietto Chiesa appoggia la campagna

May 28, 2010

On May 18, 2010, as a result of the campaign launched by Stop Agrexco Italy, a coalition encompassing more than 50 national and local associations, trade unions and political parties, two major Italian supermarket chains, COOP and Conad, announced the suspension of sales of products from Israeli settlements in the occupied Palestinian territories. These products are primarily marketed by the Israeli company Agrexco, which acknowledged during a court case in England in November 2006 that 70% of all agricultural products from the settlements are distributed in Europe under their brand Carmel. The decision by COOP and Conad was made in respect of international law and the right of consumers to choose not to buy goods produced illegally. In fact,

  • The Israeli settlements have been repeatedly declared illegal in UN Security Council Resolutions No. 446, 452 and 465, 471 and 476;
  • The exploitation of natural resources of a people under occupation , as practiced by Agrexco and other Israeli companies that profit from the situation, is a war crime according to the Fourth Geneva Convention, Part III, Art. 49: August 12, 1949;
  • On February 25, 2010, the European Court of Justice ruled categorically that these products cannot benefit from the trade and cooperation agreement between Europe and Israel signed in 1995, which allows Israel to export its products to Europe under reduced tariffs;
  • Article 2 of the EEC-Israel agreement provides that preferential tariffs will be terminated in the case of clear human rights violations, such as those carried out by the Israeli government against the Palestinian people through the unlawful confiscation of land for the construction of Israeli settlements and the segregation Wall, condemned by the International Court of Justice in The Hague in 2004.

This decision by COOP and Conad set off a vast media and political campaign in Italy with vile accusations of racism and anti-Semitism aimed at discrediting the indisputable motives at the basis of the measures adopted by these companies.

Leggi tutto: Boycott Objective Is Respect for International Law; Not Punishment of Israeli Citizens

28 maggio 2010

Il 18 Maggio 2010, a seguito di una campagna della società civile promossa dalla coalizione STOP AGREXCO a cui aderiscono più di 50 associazioni nazionali e locali, sindacati e partiti politici, due importanti catene italiane di supermercati, COOP e Conad, hanno dichiarato la sospensione della vendita dei prodotti provenienti dalle colonie israeliane nei territori palestinesi occupati. Questi prodotti sono prevalentemente commercializzati dalla società israeliana Agrexco che ha riconosciuto durante un procedimento penale in Inghilterra nel novembre 2006, che il 70% di tutti i prodotti agricoli provenienti dalle colonie sono da essa distribuiti in Europa con il marchio Carmel. La decisione di COOP e Conad è stata presa nel rispetto della legalità internazionale e del diritto dei consumatori a non comprare merci prodotte illegalmente. Infatti,

  • Le colonie israeliane sono state ripetutamente definite illegali nelle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU n°446, 452, 465, 471 e 476;
  • Lo sfruttamento delle risorse naturali di un popolo sotto occupazione1, come praticato da Agrexco e da altre compagnie israeliane che traggono profitto da questa situazione, è un crimine di guerra riconosciuto dalla IV convenzione di Ginevra, parte III, art. 49: 12-8-1949;
  • La Corte di Giustizia Europea in data 25.02.2010 ha incontestabilmente dichiarato che tali prodotti non possono beneficiare dell' accordo sugli scambi e la cooperazione tra Europa ed Israele firmato nel 1995, che consente ad Israele di esportare i propri prodotti in Europa ad un regime fiscale agevolato;
  • L'articolo 2 dell'accordo CEE-Israele prevede che le agevolazioni doganali decadano laddove sia riscontrata una palese violazione dei Diritti Umani, come quella posta in essere dal Governo Israeliano nei confronti della popolazione Palestinese attraverso la confisca illegittima delle loro terre per la costruzione degli insediamenti israeliani e la costruzione del Muro di segregazione, condannata dalla Corte Internazionale di Giustizia dell'Aia nel 2004.

La scelta di COOP e Conad ha scatenato in Italia una vasta campagna mediatica e politica che ha usato accuse ignobili di razzismo ed anti-semitismo volta a discreditare le incontestabili ragioni che stavano alla base delle misure adottate da tali aziende.

Leggi tutto: Boicottaggio mira al rispetto per il Diritto Internazionale; Non è contro i cittadini israeliani

La catena di supermercati sospende la distribuzione dei prodotti Carmel

Dopo un anno di campagna, una prima vittoria per la coalizione "Stop Agrexco", fondata a Pisa. La Coop ha deciso infatti di sospendere le forniture dei prodotti Carmel Agrexco per ragioni di chiarezza verso il consumatore. Molte associazioni e ONG aveva evidenziato nei mesi precedenti come molti dei prodotti distribuiti dal colosso provenissero dai Territori Occupati della Palestina. La dichiarazione arriva dunque dopo un anno di campagna portata avanti da "Stop Agrexco", coalizione che nasce proprio a Pisa nell'ottobre 2009, durante il meeting nazionale della campagna BDS. Tra le organizzazioni che compongono il cartello di Stop Agrexco spiccano Pax Christi, la FIOM-CGIL, la Federazione della Sinistra e la rete degli Ebrei Contro l'Occupazione.

A Pisa la campagna è portata avanti dal gruppo BDS-Pisa, che in questi mesi ha organizzato volantinaggi nei supermercati della città e momenti di confronto anche con i soci Coop.

L'Agrexco, azienda per metà di proprietà dello Stato di Israele che commercializza prodotti ortofrutticoli, è obiettivo di molte campagne di boicottaggio soprattutto in Europa. L'accusa è che i suoi affari siano strettamente legati all'economia dell'occupazione. Dirigenti dell'azienda stessa, infatti, hanno dichiarato che Agrexco esporta il 60-70% dei prodotti provenienti dai Territori Occupati in Cisgiordania e nelle Alture del Golan. Recentemente i vertici di Agrexco Italia si sono difesi dichiarando che il 99,6% dei prodotti importati in Italia provengono dall'interno dei confini di Israele, dichiarazione quanto mai ambigua considerando che Israele è l'unico paese a non aver mai dichiarato i propri confini. Tale motivazione non ha dunque convinto i dirigenti Coop.

Leggi tutto: Coop: "No ai prodotti dei Territori Occupati"

Gentile Signore

Le scrivo a nome di Gush Shalom, organizzazione pacifista israeliana. Siamo un movimento per la pace israeliano di gente comune che negli ultimi vent'anni è attivo nello sforzo di ottenere la pace tra Israele e i suoi vicini Palestinesi e Arabi. Tale pace deve implicare la fine dell'occupazione israeliana della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, che dura dal 1967, e la creazione di uno Stato Palestinese completamente indipendente e sovrano in questi territori, con capitale Gerusalemme Est.

Consideriamo gli insediamenti israeliani nei Territori Occupati come un grosso ostacolo alla pace e il loro smantellamento è perciò un indispensabile presupposto per il suo ottenimento. In quanto tale, dal 1997 abbiamo lanciato un appello ai cittadini israeliani a favore del boicottaggio dei prodotti provenienti dagli insediamenti e dell'astensione dal loro acquisto quando in vendita in negozi e supermercati. Decine di migliaia di cittadini israeliani partecipano regolarmente a questa campagna.

In base a quanto detto, io e i miei amici siamo sicuramente felici riguardo ad un simile passo intrapreso dalle vostre catene di supermercati per evitare di mettere in commercio prodotti (agricoli in questo caso) che provengono dagli insediamenti in Cisgiordania. Lo consideriamo come un passo che aiuta i veri interessi degli israeliani così come quelli dei Palestinesi – poichè secondo la nostra visione, gli interessi dei due popoli non sono in essenza contradittori ma molto complementari

Vostro,

Adam Keller
Portavoce di Gush Shalom

POB 2542
Holon 58125
Israele
Tel +972-3-5565804 o +972-54-2340749

Leggi tutto: Gush Shalom scrive alla COOP e la Conad

COOP sulla sospensione temporanea di merci prodotte nei territori palestinesi occupati: "Non accettiamo le accuse di razzismo o di discriminazione nei confronti di Israele. Ripetiamo che il nostro non è un boicottaggio, ma una sospensione commerciale limitata a quelle merci e non ai prodotti israeliani. ".

In merito alla decisione presa di sospendere la vendita delle merci provenienti dai territori palestinesi occupati e a seguito del perdurare di reazioni allarmate e di accuse di razzismo, Coop precisa di non aver mai effettuato nessun boicottaggio su Israele nè su altri, essendo questa una modalità estranea al proprio modo di operare e che spetta eventualmente ai singoli consumatori.

A seguito di richieste dei propri soci e consumatori in merito all'origine di alcuni prodotti ortofrutticoli etichettati "made in Israel", ma potenzialmente provenienti anche dai territori occupati, Coop ha richiesto di sospendere l'approvvigionamento esclusivamente dei prodotti provenienti da queste aree, al fine di valutare se esistono possibilità di specificare maggiormente l'origine e così da salvaguardare un diritto di informazione al consumatore.

A riprova di nessun atteggiamento ostile, Coop sta attualmente commercializzando regolarmente i prodotti israeliani: le arachidi a marchio Coop provengono proprio da aziende agricole del territorio di Israele (oltre che dall'Egitto).

Siamo fiduciosi di poter trovare in breve tempo, con la collaborazione del fornitore, una soluzione per una informazione più completa e per la riammissione in vendita dei prodotti.

Roma, 25 maggio 2010



Per informazioni:
Silvia Mastagni – responsabile ufficio stampa Coop
Tel. 06 441811 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Leggi tutto: Coop: "Non accettiamo le accuse di razzismo o di discriminazione nei confronti di Israele."

26 maggio 2010

La Coop e la Conad sono state invitate da un gruppo di Ong e associazioni (Attac, Pax Christi, Federazione della Sinistra, Fiom Cgil, Forum Palestina, Un Ponte Per, Ebrei contro l'occupazione, Donne in Nero) a togliere dai loro scaffali le derrate agricole israealiane importate dalla società Agrexco, perché provenienti dai Territori della Giudea e della Samaria. Ne parliamo con Shimonal Alchasov, direttore amministrativo dell'azienda israeliana, convinto che una scelta del genere finirebbe per influenzare negativamente la "pace economica" in Medio Oriente.

Dottor Alchasov, Coop e Conad smentiscono di aver indetto un "boicottaggio" ai danni di Israele ma sono state pesantemente attaccate da alcuni politici italiani

Preferirei non parlare di politica. Lavoro dal '73 in Agrexco, ho vissuto in Francia e anche nel vostro Paese. La nostra azienda si occupa di esportare derrate agricole che vengono da produttori ebrei, cristiani, musulmani. Noi pensiamo alla qualità del prodotto, non alle questioni politiche.

Coop e Conad effettivamente sostengono di voler evitare che sugli scaffali arrivi merce non etichettata e di cui, dunque, non si può stabilire l'esatta provenienza e qualità

Le dico una cosa: la nostra azienda esporta molto prodotti in Italia, dai pompelmi all'avocado, ma la quantità di merce che arriva da quelle che Lei ha definito "Colonie" si aggira intorno allo 0,4 per cento del totale. A parte qualche erba aromatica, onestamente mi sembra di poter dire che nel vostro Paese non arrivano derrate agricole coltivate nei territori di Giudea e Samaria.

Leggi tutto: Agrexco: "La Coop dovrebbe pensare alla pace economica fra Israele e Palestina"

26 maggio 2010

SOSTEGNO ISRAELIANO ALLA COOP ITALIA, NORDICONAD E UNICOOP TIRRENO PER AVER BANDITO I PRODOTTI DELLE COLONIE.

Ai Manager della catena di supermercati Coop Italia, Nordiconad e Unicoop Tirreno,

Noi dell'ICAHD,- il Comitato Israeliano Contro le Demolizioni delle Case – un'organizzazione israeliana pacifista per la difesa dei diritti civili che si batte per la fine dell'occupazione israeliana e per ottenere una giusta pace tra il nostro popolo e i palestinesi, uniamo la nostra voce a coloro che sostengono la vostra importante decisione come catena di supermercati Coop, Nordiconad e Unicoop Tirreno di sospendere la vendita dei prodotti Agrexco, il principale esportatore dei prodotti da Israele e dagli insediamenti illegali israeliani nei Territori Occupati Palestinesi.

Leggi tutto: Lettera di Jeff Halper dell'ICAHD a COOP e Conad

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