Fermiamo la PizzarottiFermiamo la Pizzarotti!

Un nuovo treno ad alta velocità che collegherà Tel Aviv e Gerusalemme attraversa i confini ufficiali dello Stato israeliano penetrando per 6,5 km nella Cisgiordania occupata, confiscando terre palestinesi. Tra le aziende private, è coinvolta nel progetto la Pizzarotti S.p.A. di Parma.

» Mettiamo un sasso sui binari dell'Apartheid! 

Stop SodastreamNo alle bollicine di Sodastream

Sodastream, ditta israeliana che produce gasatori per l'acqua di rubinetto, spacciati per prodotti "eco-chic", nasconde una brutta verità: il suo principale impianto di produzione si trova in un insediamento israeliano costruito illegalmente nei Territori palestinesi occupati. 

» Diciamo ai rivenditori e ai promotori dei prodotti Sodastream che non li vogliamo in Italia!

pacbi-logoBoicottaggio accademico a culturale

La campagna italiana per il boicottaggio accademico e culturale risponde all’appello lanciato nel 2004 dalla Palestinian Campaign for the Academic & Cultural Boycott of Israel (PACBI). Boicottare le istituzioni accademiche e culturali israeliane è una forma di pressione che può portare alla sua conformità con il diritto internazionale.

» Boicottare la complicità! Boicottare la propaganda!

comitato nazionale palestinese bds (bnc):

I palestinesi stanno ricordando oggi con diverse azioni la Giornata della Terra, dal giorno del 1976 in cui forze militari israeliane spararono e uccisero sei giovani palestinesi cittadini di Israele. Questi coraggiosi giovani erano tra le migliaia che protestavano contro l'espropriazione della terra palestinese da parte del governo israeliano. Molte delle stesse politiche di furto di terra e lenta pulizia etnica dei palestinesi sono ancora fortemente portate avanti dal governo israeliano, soprattutto a Gerusalemme, nella Valle del Giordano e nel Naqab (Negev). Grandi manifestazioni per ricordare la Giornata della Terra stanno avendo luogo in tutta la Palestina storica e tra le comunità dei profughi palestinesi in esilio.

I sostenitori internazionali della lotta palestinese per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza stanno caratterizzando la Giornata della Terra con azioni e iniziative per la campagna per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni (BDS) contro Israele. Tra queste azioni ricordiamo:

-        all'attuale World Social Forum a Tunisi, la Giornata della Terra è stata denominata “Giornata della Palestina” e sarà segnata da una grande manifestazione in Palestina e da una serie di eventi per discutere e sviluppare le campagne BDS;

-        in sei città della Francia, manifestazioni si appellano ai supermercati per interrompere il commercio con Mehadrin e altre compagnie agricole esportatrici israeliane che partecipano direttamente all'appropriazione di terra palestinese e vendono prodotti provenienti dalle colonie illegali. Le organizzazioni agricole palestinesi si sono recentemente appellate per richiedere azioni per smettere il commercio internazionale con le compagnie agricole israeliane complici con l'occupazione;

-        azioni e manifestazioni in supporto delle campagne BDS in varie città del mondo tra cui Dublino e Cork (Irlanda), Brighton e Liverpool (Regno Unito), Torino (Italia), Seattle, St. Louis, Richardson e Dallas (Usa). La lista completa delle città in cui si sono svolte azioni e resoconti dettagliati verrà pubblicata su bdsmovement.net 

Leggi tutto: Manifestazioni in tutta la Palestina e azioni BDS internazionali per la Giornata Palestinese...

Il 30 marzo, i palestinesi ricorderanno la Giornata della Terra, un giorno del 1976, quando le forze militari israeliane hanno sparato e ucciso sei giovani cittadini palestinesi di Israele. Questi coraggiosi giovani erano tra le migliaia che protestavano l’espropriazione di terra palestinese da parte del governo israeliano. Oggi, continuiamo a celebrare la resistenza palestinese all’espropriazione della terra, alla colonizzazione, all'occupazione e all'apartheid israeliane.

Trentasette anni dopo le prime manifestazioni per la Giornata della Terra, Israele continua l’espropriazione e la colonizzazione della terra palestinese. Israele continua a espandere i suoi insediamenti illegali nei Territori palestinesi occupati, costringendo i palestinesi a lasciare la loro terra. I palestinesi devono affrontare l’espropriazione e il trasferimento forzato anche all'interno di Israele.

Leggi tutto: Giornata della Terra: Celebrare la resistenza e intensificare il BDS

Il governo olandese ha annunciato che introdurrà nuove linee guida che invitano i rivenditori ad etichettare i prodotti agricoli provenienti dagli insediamenti israeliani illegali in modo che si possano distinguere dai prodotti provenienti dall'interno di Israele. "Non vogliamo contribuire all'economia degli insediamenti illegali", ha detto il ministro degli Esteri Frans Timmermans durante una dichiarazione al parlamento mercoledì.

Aumentiamo la pressione! Manda un messaggio ai parlamentari europei chiedendo un loro impegno per la sospensione dell’Accordo UE-Israele e l’esclusione di aziende israeliane dai programmi europei.

L’Olanda è una destinazione chiave per i prodotti agricoli israeliani, molte delle principali compagnie di esportazioni agricole israeliane hanno filiali e centri di distribuzione nel paese. Seguire le linee guida sarà su base volontaria e nessun’azione sarà presa nei confronti dei rivenditori che non le seguono.

Leggi tutto: L’Olanda si aggiunge ai paesi che agiscono contro il commercio con gli insediamenti israeliani...

Palestina occupata, 27 febbraio 2013 - Il Comitato nazionale palestinese per il BDS (BNC) piange la grande perdita del nostro compagno, partner, e caro amico Stéphane Hessel.

Un sostenitore ponderato e di principio del movimento globale per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) guidato dalla società civile palestinese, Stéphane Hessel contagiava speranza e ispirazione.

Come co-autore della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, ha molto apprezzato la necessità di sostenere la parità dei diritti per tutti gli esseri umani, indipendentemente dall’identità. Questo e il fatto che era un sopravvissuto all'Olocausto sono stati fattori cruciali dietro la sua adesione al BDS, nonostante l'alto prezzo che ha dovuto pagare. Ha scritto:

"Le campagne [BDS] di tutto il mondo presentano il modo più promettente per superare il fallimento dei governi del mondo ad affrontare il comportamento intransigente e fuori legge di Israele."

Israele, insieme ai suoi ben finanziati gruppi sostenitori, l’ha diffamato, ha esercitato pressioni sulle università perché lo censurassero e ha fatto di tutto per mettere a tacere la sua voce unica e morale. Il suo pensiero e i suoi principi, dopo tutto, confutavano l’occupazione, il colonialismo e l’apartheid brutali di Israele.

Ai palestinesi mancherà tanto Stéphane.

Comitato nazionale palestinese per il BDS (BNC) 

Fonte: Comitato nazionale palestinese per il BDS (BNC)

Traduzione di BDS Italia

Leggi tutto: La Palestina piange la scomparsa di Stéphane Hessel. Comunicato del BNC

Il Comitato nazionale palestinese per il BDS, la più grande coalizione di sindacati palestinesi, organizzazioni di massa, reti dei rifugiati e ONG, che guida e stabilisce le linee-guida per il movimento di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni, appoggia tutte le azioni di principio in solidarietà con la lotta palestinese per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza, che è in linea con i diritti universali dell'uomo e del diritto internazionale.

Nel suo appello BDS del 2005, la società civile palestinese ha chiesto un boicottaggio di Israele, delle sue istituzioni complici, delle multinazionali che sostengono l'occupazione, la colonizzazione e l'apartheid, e dei rappresentanti ufficiali dello Stato di Israele. BDS non chiede il boicottaggio di singoli individui, perché capita che lei o lui sono israeliani o perché esprimono certi punti di vista. Naturalmente, ogni individuo è libero di decidere con chi si impegna e con chi no.

Il movimento globale BDS ha sempre adottato un approccio basato sui diritti e una piattaforma anti-razzista che rifiuta ogni forma di razzismo, tra cui l'islamofobia e l'antisemitismo.

Queste linee-guida e il fatto che BDS è stata avviato ed è guidato dalla società civile palestinese sono le ragioni principali dietro la rapida crescita e il successo che il movimento BDS ha avuto in tutto il mondo.

Fonte: Comitato nazionale palestinese per il BDS

Traduzione di Vincenzo Pezzino

Leggi tutto: La posizione del Movimento BDS sul boicottaggio di singoli individui

Palestina occupata - Il Comitato nazionale palestinese per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BNC), un'ampia coalizione delle maggiori organizzazioni della società civile palestinese, tra cui sindacati e reti di ONG, sostiene i risultati della Missione di inchiesta delle Nazioni Unite sugli insediamenti israeliani [ 1] che consiglia il boicottaggio e sanzioni come misure necessarie per porre fine al sistema degli insediamenti illegali israeliani. Il BNC esige che gli Stati membri del Consiglio dei diritti umani approvino la relazione, e che tutti i governi e le imprese attuino le sue raccomandazioni. Il BNC invita inoltre le persone di coscienza e le organizzazioni della società civile in tutto il mondo di utilizzare questo relazione come strumento per intensificare la campagna globale per il BDS e fare pressione sui governi affinché attuino le sue raccomandazioni.

Leggi tutto: La società civile palestinese accoglie con favore le conclusioni e le raccomandazioni della...

9 febbraio: Giornata internazionale per il boicottaggio dei prodotti agricoli israeliani

Per il 9 febbraio 2013, delle organizzazioni agricole palestinesi insieme al Comitato nazionale palestinese per il BDS invitano a lanciare campagne in tutto il mondo contro le società israeliane esportatrici di prodotti agricoli data la loro forte complicità nelle continue violazioni israeliane del diritto internazionale e dei diritti umani dei Palestinesi. Dopo il successo della campagna contro l’israeliana Agrexco, ex società leader nelle esportazioni agricole, e alla luce del crescente consenso internazionale sul dovere di far rispettare un divieto effettivo sul commercio con gli insediamenti illegali israeliani, invitiamo i movimenti sociali, le organizzazioni non governative, i sindacati e gli/le attivist* per i diritti umani ad agire in modo creativo ed efficace il 9 febbraio a sostegno degli agricoltori palestinesi che difendono la loro terra e le risorse naturali.

La vendita e l'acquisto di merci provenienti da aziende agricole israeliane, come Mehadrin e Hadiklaim, danno sostegno economico e premiano il continuo sfruttamento e colonizzazione illegale da parte di Israele della terra palestinese e compromettono ulteriormente le possibilità per una pace giusta basata sul diritto internazionale e sul rispetto dei diritti umani universali. Come è stato dimostrato dalla lotta per porre fine all'apartheid in Sud Africa e l'ampio movimento di solidarietà internazionale, i cittadini possono fare la differenza, evitando di acquistare prodotti di aziende complici e lavorando per convincere i loro supermercati affinché cessino di commercializzare i loro prodotti.

Leggi tutto: Coltivando l’ingiustizia. Cessare i rapporti commerciali con le imprese agricole israeliane

Palestina occupata, 15 novembre 2012 - L'8 novembre Israele ha lanciato un attacco contro civili nella Striscia di Gaza assediata e occupata, sparando al tredicenne Ahmad Abu Daqqa mentre giocava a calcio con gli amici. Tra l’8 e il 14 novembre Israele ha intensificato i suoi attacchi su Gaza e ha iniziato ad attuare un piano intensivo di aggressione che, ad oggi, ha ucciso almeno 15 palestinesi, di cui almeno 6 bambini e ha ferito oltre 150, prevalentemente civili.

Nonostante notizie sbilanciate da parte dei media occidentali riportino il contrario, è chiaro che Israele ha iniziato questo nuovo assalto, insieme all’escalation, [1] alla vigilia delle sue prossime elezioni politiche, sottolineando la consolidata formula israeliana di corpi palestinesi in cambio di voti. [2]

Vale la pena notare che la stragrande maggioranza della popolazione di Gaza è profuga della pulizia etnica portata avanti dalle milizie sioniste e successivamente dallo stato di Israele durante la Nakba del 1948, e ai quali Israele nega il diritto, garantito dalle Nazioni Unite, di tornare alle loro case d'origine.

Leggi tutto: Fermare il nuovo massacro israeliano a Gaza: Boicotta Israele ora!

Palestina occupata, 16 agosto - Il Comitato nazionale palestinese per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BNC), la più ampia coalizione di sindacati, ONG e organizzazioni di massa palestinesi, accoglie con favore e si congratula calorosamente con il governo sudafricano per l'adozione di una politica di principio di dissuadere i cittadini sudafricani, in particolare le organizzazioni ufficiali, di fare viaggi in Israele a causa della sua "continua occupazione della terra palestinese". [1]

Questa benvenuta dimostrazione di sostegno per i diritti dei palestinesi e per una pace giusta basata sul diritto internazionale è proprio il tipo di azione concreta che la stragrande maggioranza della società civile palestinese ha esortato alla comunità internazionale ad intraprendere con l’appello per boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele del 2005. [2]. È solo attraverso una tale pressione, determinata da questa politica, che Israele sarà costretto a rispettare il diritto internazionale.

Leggi tutto: La società civile palestinese accoglie con favore la politica del governo sudafricano di...

Palestina Occupata, Sette anni dopo l'appello della società civile palestinese al boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) contro Israele, la campagna globale BDS è diventata più forte, più diffusa, più efficace e certamente più varia che mai - un giusto motivo per la celebrazione da parte di tutti quei gruppi e cittadini di coscienza del mondo che hanno contribuito a questo successo. Tuttavia, l'intensificazione da parte di Istraele delle violazioni del diritto internazionale e dei diritti dei palestinesi, la minaccia diretta che Israele rappresenta per la libertà dei popoli in tutta la regione, e l'impunità di cui Israele gode tuttora sono motivo di riflessione e di un continuo raffinamento delle nostre strategie per diffondere ulteriormente il BDS e relegare Israele a paria del mondo, proprio com'era il Sud Africa sotto l'apartheid.

Grazie al movimento BDS, la lotta per i diritti fondamentali di tutto il popolo palestinese ha fatto un grande balzo in questi ultimi sette anni, raggiungendo un vasto pubblico e ottenendo risultati concreti nei principali paesi europei, Sud Africa, America Latina, India, mondo Arabo, Australia, Nuova Zelanda e anche Nord America. Sulla scia di un simile resoconto pubblicato per celebrare i cinque anni del BDS, il Comitato Nazionale Palestinese BDS (BNC), l'ampia coalizione della società civile palestinese, ha messo insieme la seguente selezione di punti salienti che danno un assaggio della spettacolare crescita del BDS nel corso degli ultimi due anni.

Leggi tutto: Il movimento BDS compie 7 anni! Celebrazioni, riflessioni e ulteriori integrazioni

Lettera aperta al Presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso

Palestina Occupata. 7 luglio 2012

Caro Presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso,

il Comitato Nazionale del Boicottaggio, Disinvestimenti e Sanzioni Palestinese (BNC), la più ampia coalizione della società civile, che comprende le più grandi organizzazioni palestinesi di massa, sindacati, reti ed Ong, sta scrivendo in vista della Sua visita in Israele, per esortarLa a trattenersi dall'avviare nuovi accordi o qualsiasi tipo di miglioramento delle relazioni tra l'Unione Europea ed Israele. Fare ciò equivarrebbe a dare la licenza alle serie infrazioni israeliane del diritto internazionale con le quali esso vìola i diritti del popolo palestinese, primo fra tutti il nostro diritto all'autodeterminazione. La continuazione degli "affari come usuale" impegno con Israele da parte dell'Unione Europea vìola anche gli stessi obblighi internazionali dell'Unione Europea. Ciò avviene al prezzo dei diritti dei Palestinesi e della posizione europea nella regione.

1. Contesto:

La Sua visita giunge nel momento in cui è sempre più riconosciuto che il perpetuarsi dell'occupazione israeliana costituisce, di fatto, un regime di colonizzazione e di apartheid. La popolazione della regione ha incominciato a rafforzarsi e non accetterà più a lungo un simile regime. Il Comitato dell'ONU sull'Eliminazione delle Discriminazioni Razziali (CERD) ha dichiarato nel suo ultimo rapporto che era "particolarmente scioccato" dalle politiche e pratiche israeliane di apartheid e segregazione razziale, in particolare ma non esclusivamente nei Territori Palestinesi Occupati. (1)

Leggi tutto: Dalla Palestina: Lettera aperta al Presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso

pacbiIl 2011 è stato un anno di speranza e di rivoluzione. Alla Campagna Palestinese per il Boicottaggio Accademico e Culturale d'Israele (PACBI), cominciammo l'anno con un messaggio di solidarietà con il popolo che era dietro le rivoluzioni nella regione. A metà anno, il Comitato Nazionale Palestinese (BNC) per il Boicottaggio, Disinvestimenti e Sanzioni (BDS) espresse un sentimento simile di solidarietà con i movimenti intorno al mondo che afferravano questo momento rivoluzionario.(1)

All'inizio del 2012, desideriamo riaffermare il nostro forte sostegno ed ogni solidarietà con le voci progressiste rivoluzionarie del mondo che valorosamente pongono la propria vita a rischio per la nostra collettiva libertà, giustizia e dignità, specialmente di fronte alle forze controrivoluzionarie, spesso interne.

Guardando avanti verso il 2012, dobbiamo innanzitutto guardare indietro alle realizzazioni del boicottaggio accademico e culturale del movimento BDS raggiunte durante l'anno passato. Ci siamo fissati l'obiettivo di proseguire ed effettuare il boicottaggio accademico con maggiore rigore, e l'anno non ci ha delusi!

Gli attivisti BDS aprirono l'anno con forza con la storica decisione dell'Università di Johannesburg di recidere i propri legami istituzionali con la Ben Gurion University (2). Nella nostra risposta a questa decisione esprimemmo il nostro sostegno ed  affermammo che era un trionfo per la logica del boicottaggio accademico contro la complicità accademica israeliana, come è uniformemente rispecchiato nelle posizioni della Federazione Palestinese dell'Unione dei Professori ed Impiegati Universitari (PFUUPE), del PACBI e dei suoi partner in tutto il mondo, incluso il Sud Africa. Questo è, infatti, un passo significativo nella direzione di ritenere le istituzioni israeliane responsabili per la loro collusione nel mantenimento dell'occupazione, della colonizzazione e dell'apartheid da parte del loro Stato contro il popolo palestinese. (3)

Leggi tutto: 2012: Un anno di ulteriore intensificazione del boicottaggio accademico

Comunicato del Comitato nazionale palestinese per il boicottaggio

  • Gli attivisti europei affermano che le importazioni di frutta e verdura da parte di Israele facilitano le violazioni dei diritti dei palestinesi e del diritto internazionale
  • Più di 60 le azioni che si svolgono in 10 paesi

fuorilapartheidPalestina occupata, 27 novembre – Un'ondata di manifestazioni, flash mob e azioni di pressione da parte di attivisti europei per i diritti umani, sindacalisti, organizzazioni non governative e gruppi religiosi ha chiesto di porre fine al commercio con le aziende israeliane di esportazioni agricole come Mehadrin e Agrexco a causa della loro complicità con le violazioni israeliane del diritto internazionale e diritti dei palestinesi.

Le azioni, organizzate sotto la sigla "Fuori l'Apartheid dal menù", coincidono con la Giornata delle Nazioni Unite di solidarietà con il Popolo Palestinese del 29 novembre, volta a sensibilizzare l'opinione pubblica circa il ruolo che le aziende agricole israeliane svolgono nel furto di terra e risorse palestinesi nei territori palestinesi illegalmente occupati e nello sfruttamento dei lavoratori palestinesi.

Delle dimostrazioni si sono svolte al di fuori della sede centrale britannica e francese del principale esportatore di frutta e verdura israeliano, la Mehadrin, che esporta prodotti provenienti da colonie israeliane illegali nei territori occupati palestinesi e che lavora con Mekerot, una società di proprietà statale che priva dell'acqua le comunità palestinesi. Gli attivisti di Roma hanno organizzato uno spezzone sulla Palestina alla manifestazione nazionale per l'accesso all'acqua ad un giusto prezzo per tutti.

Leggi tutto: Gli Europei si appellano ai supermercati e ai governi affinchè mettano l'apartheid fuori dei menù

26 novembre 2011 - Giornata europea d'azione contro gli esportatori israeliani di prodotti agricoli

agrexco-forumPalestina occupata, 11 novembre 2011 – L'esportazione di prodotti agricoli israeliani è il cuore del regime d'apartheid di Israele sul popolo palestinese. Si tratta di una componente fondamentale del processo di colonizzazione e distruzione ambientale della terra palestinese, del furto dell'acqua, e della violazione dei diritti dei lavoratori palestinesi. [1] Per decenni, le aziende agricole e le piantagioni israeliane hanno sfruttato le terre illegalmente espropriate ai palestinesi e l'acqua che di diritto appartiene ai palestinesi. [2] Ciò è più pronunciato nell'area della Valle del Giordano dei territori palestinesi occupati. L'Europa è il più grande mercato per i prodotti agricoli israeliani. [3]

La società israeliana Mehadrin, insieme a tutti gli esportatori agricoli israeliani, traggono profitti dalla vendita di frutti d'apartheid israeliana e sono spesso essi stessi direttamente coinvolti nella colonizzazione della terra e delle risorse palestinesi e nello sfruttamento dei lavoratori palestinesi. [5] Denunciare la complicità di queste aziende, sviluppare campagne di boicottaggio dei loro prodotti e fare pressioni sui grossisti e rivenditori affinché non li commercializzino sono forme efficaci e vitali di solidarietà con la lotta palestinese per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza.

Leggi tutto: Fuori l'Apartheid dal menù! Comunicato del Comitato nazionale Palestinese per il boicottaggio

Un appello dalla società civile palestinese alle Università ed accademie europee, agli studenti ed alle persone di coscienza

bncLo Stato d'Israele pratica un sistema di occupazione, colonialismo ed apartheid contro il popolo palestinese, ma non lo fa senza aiuti. Le compagnie militari israeliane sono quelle che maggiormente consentono le persistenti e gravi violazioni israeliane della legge internazionale. Esse provvedono alle armi ed alla tecnologia che permette ad Israele di commettere  atrocità e violazioni quotidiane dei diritti umani, e direttamente partecipano alla costruzione del Muro dell'apartheid di Israele, dichiarato illegale dalla Corte Internazionale di Giustizia il 9 luglio 2004. (1) Le Università israeliane e gli istituti di ricerca sono profondamente coinvolti nella ricerca militare e nei progetti di sviluppo degli armamenti che li pongono al cuore della pianificazione e dell'incremento dei crimini di guerra commessi da Israele. (2)

Le accademie palestinesi, gli studenti e le organizzazioni della società civile palestinesi quindi deplorano l'estesa collaborazione nella ricerca che si verifica tra università europee e compagnie militari israeliane, università ed istituti di ricerca che sono complici delle violazioni israeliane della legge internazionale e dei diritti  umani. Lanciamo un appello per l'immediata cessazione delle collaborazioni con le compagnie militari israeliane e tutti gli istituti israeliani di ricerca che sono coinvolti in violazioni della legge internazionale e dei diritti umani.

La collaborazione per la ricerca che è facilitata dagli Accordi di Associazione tra Unione Europea ed Israele è di particolare interesse. Il Settimo Programma Quadro (Seventh Framework Programme FP7) è uno schema istitutivo di ricerca dell'Unione Europea di molti miliardi di euro e fornisce fondi per università e compagnie di diversi paesi  perché lavorino insieme a specifici progetti di ricerca. Come risultato degli Accordi di Associazione Eu- Israele, ed a dispetto delle consistenti violazioni israeliane delle clausole degli Accordi sui diritti umani, le compagnie militari israeliane e le istituzioni israeliane di ricerca hanno accesso garantito al FP7 a parità con quelle degli Stati dell'Unione Europea. (3)

Leggi tutto: Non collaborate con l'apartheid. Un appello dalla Palestina al mondo accademico

Noi siamo parte di quel 99% del Mondo che aspira alla libertà, alla giustizia ed all'uguaglianza dei diritti! 

Se un popolo un giorno desidera vivere      il destino deve rispondere al suo appello e
La notte deve attenuarsi                             e la catena deve essere spezzata
- Abou- Al-kacem El-Chebbi (Tunisia)

wallstreetPalestina Occupata, 13 ottobre - Il Comitato Nazionale Palestinese (BNC) del Boicottaggio Disinvestimenti Sanzioni, la più larga coalizione della società civile in lotta per i diritti dei Palestinesi, è orgogliosa di sollevarsi in solidarietà con i movimenti che stanno lottando per un mondo nuovo, basato sulla democrazia, sui diritti umani e sulla giustizia economica. Da New York ad Atene, da Madrid a Santiago, da Bahrain a Roma, questa immensa mobilitazione fornisce un richiamo molto necessario di qualcosa che i Palestinesi hanno sempre saputo - che un altro Mondo, che riconosca dignità, sia possibile e la gente comune può crearlo.

Le nostre aspirazioni si sovrappongono; le nostre lotte convergono. I nostri oppressori , che siano avide aziende o occupazioni militari, sono unite nel trarre profitti dalle guerre, saccheggiare, distruggere l'ambiente, reprimere ed impoverire. Dobbiamo unirci nella nostra comune richiesta di libertà, eguaglianza di diritti, giustizia economica e sociale, salvaguardia dell'ambiente e pace mondiale. Non possiamo permettere più a lungo di essere frantumati e divisi; non possiamo ignorare più a lungo il nostro obbligo di giungere le mani nella lotta contro la guerra ed il comune sfruttamento e per una comunità mondiale amica dell'umanità al posto della giungla della massimizzazione del profitto.

Leggi tutto: Occupiamo Wall Street non la Palestina!

bnc

Invita a celebrare questa vittoria della campagna BDS

  • I sostenitori dei diritti dei palestinesi dichiarano vittoria alla notizia che Agrexco va in liquidazione su ordine della corte;
  • Documenti della corte avvertono che la società è un simbolo israeliano, la cui rovina avrà 'implicazioni più ampie';
  • Il Comitato nazionale palestinese (BNC) per la campagna di BDS invita i movimenti di tutto il mondo a celebrare questa vittoria e ad intensificare le campagne BDS

Gli attivisti per i diritti dei palestinesi festeggiano la notizia che Agrexco, il più grande esportatore israeliano di prodotti agricoli che è stato un obiettivo chiave del movimento di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) a sostegno dei diritti dei palestinesi, va in liquidazione su ordine del tribunale dopo non essere stato in grado di pagare i propri creditori.

Leggi tutto: La società civile palestinese accoglie con favore la notizia che Agrexco va in liquidazione

Nel mezzo del dibattito sull'iniziativa diplomatica palestinese volta ad assicurare la partecipazione della "Palestina" alle Nazioni Unite, molte domande legittime sulla strategia e sulla tattica sono sorte tra le persone di coscienza che in tutto il mondo sostengono la libertà, la giustizia e l'eguaglianza per il popolo palestinese. Come nella lotta contro l'apartheid in Sud Africa, i gruppi di solidarietà con la Palestina e gli attivisti sono convinti, come lo siamo noi, che soltanto sollecite, efficaci e sostanziose forme di solidarietà, specialmente nella forma di boicottaggio, disinvestimenti e sanzioni (BDS) possono rendere Israele responsabile verso i propri obblighi secondo il diritto internazionale e condurre alla realizzazione del complesso dei diritti dei Palestinesi.

Il Comitato Nazionale Palestinese (BNC), la più ampia coalizione della società civile, riconferma e spiega ulteriormente sotto i principi più importanti che hanno informato la sua posizione sulla materia, come espresso nella nostra dichiarazione resa pubblica il 1 giugno 2011.

Leggi tutto: Il BNC ripete le proprie posizioni su "settembre"

Carl McCann
Presidente, Total Produce
Charles McCann Building
Rampart Road
Dundalk
Ireland

29 luglio 2001

Caro Carl McCann,

Noi, sottoscritti rappresentanti della società civile Palestinese di cui fanno parte organizzazioni sindacali di agricoltori, organizzazioni agricole e comitati popolari intendiamo esprimere la profonda preoccupazione riguardo alla notizia che Total Produce sta valutando la possibilità di acquistare Agrexco, società israeliana complice nel regime di occupazione, colonizzazione e apartheid da parte di Israele. Vi scriviamo per richiamare la vostra attenzione sulla complicità dell'Agrexco nei crimini di guerra e nelle attività illegali israeliane negli insediamenti coloniali costruiti sulle terre Palestinesi occupate e l'influenza di segno negativo che l'ampio e determinato movimento globale per il boicottaggio dell'Agrexco è riuscito ad esercitare sull'immagine e la redditività della società. Vi sollecitiamo a soprassedere a questa idea malamente partorita di acquistare una compagnia che commercializza la maggior quantità dei prodotti agricoli illegali degli insediamenti coloniali d'Israele e che ha subito un fatale colpo economico, in parte grazie ad un vigoroso boicottaggio che senza dubbio proseguirà indipendentemente da chi ne possa essere il nuovo proprietario.

Leggi tutto: Il BNC a Total Produce: Qualunque società che investisse nell'Agrexco sarà oggetto di boicottaggio

Stop Agrexco Italia, tra i partecipanti della coalizione europea contro l'esportatore israeliano, rilancia il comunicato stampa del Comitato Nazionale Palestinese per il Boicottaggio Disinvestimento e Sanzioni.

Comunicato Stampa

Cogliendo la crisi finanziaria dell'Agrexco, gli attivisti si impegnano a cacciare l'esportatore israeliano dall'Europa

25 luglio 2011

bncCon un'udienza per bancarotta in un tribunale di Tel Aviv martedì, l'esportatore israeliano Agrexco è stato negli ultimi mesi oggetto di cattive pubblicità. Ora i suoi problemi sembrano destinati a peggiorare, dopo che gruppi di solidarietà con il popolo palestinese da tutta Europa hanno unito le forze per intensificare una campagna di boicottaggio.

Una nuova coalizione ha promesso giovedì scorso di "porre fine alla presenza dell'Agrexco in Europa". Ventitre organizzazioni hanno firmato una dichiarazione che afferma di aver istituito un meccanismo per coordinare le campagne di boicottaggio e azioni legali nei confronti dell'esportatore israeliano.

Leggi tutto: Cogliendo la crisi finanziaria dell'Agrexco, gli attivisti si impegnano a cacciare l'esportatore...

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