Fermiamo la PizzarottiFermiamo la Pizzarotti!

Un nuovo treno ad alta velocità che collegherà Tel Aviv e Gerusalemme attraversa i confini ufficiali dello Stato israeliano penetrando per 6,5 km nella Cisgiordania occupata, confiscando terre palestinesi. Tra le aziende private, è coinvolta nel progetto la Pizzarotti S.p.A. di Parma.

» Mettiamo un sasso sui binari dell'Apartheid! 

Stop SodastreamNo alle bollicine di Sodastream

Sodastream, ditta israeliana che produce gasatori per l'acqua di rubinetto, spacciati per prodotti "eco-chic", nasconde una brutta verità: il suo principale impianto di produzione si trova in un insediamento israeliano costruito illegalmente nei Territori palestinesi occupati. 

» Diciamo ai rivenditori e ai promotori dei prodotti Sodastream che non li vogliamo in Italia!

pacbi-logoBoicottaggio accademico a culturale

La campagna italiana per il boicottaggio accademico e culturale risponde all’appello lanciato nel 2004 dalla Palestinian Campaign for the Academic & Cultural Boycott of Israel (PACBI). Boicottare le istituzioni accademiche e culturali israeliane è una forma di pressione che può portare alla sua conformità con il diritto internazionale.

» Boicottare la complicità! Boicottare la propaganda!

brand israel:

Martedì sera l'Aula Magna dell'università romana La Sapienza ha ospitato uno spettacolo della pianista israeliana Anat Fort, con il patrocinio dell’Ambasciata di Israele in Italia.

Ma due mani affusolate da pianista non possono nascondere il pugno di ferro del colonialismo di Israele.

Circa 30 solidali con la popolazione palestinese, tra cui molti studenti e studentesse, hanno scelto di presentarsi a sorpresa all'ingresso, comunicando con chi intendeva partecipare (scarica il volantino). Mentre la security si dimenava nervosamente, molte persone hanno scelto di restare fuori e raccogliere più informazioni sull'operazione propagandistica “Brand Israel”, in alcuni casi rinunciando ad assistere ad uno spettacolo che non poteva più incantare nessun*.

Il concerto rappresentava, infatti, uno dei tanti tentativi da parte di Israele di usare la cultura per ripulire la propria immagine. Un’operazione della campagna “Brand Israel”, specificamente voluta e finanziata, a fior di milioni, dal governo israeliano, volta a nascondere dietro un’immagine positiva le politiche disumane che quello Stato continua a perpetrare contro il popolo palestinese.

Leggi tutto: Jazz&Apartheid: Un blitz all'università romana La Sapienza contro il suono frastornante del...

Il console generale a NY Ido Aharoni afferma all’Assemblea Generale della Federazione Ebraica che Israele deve concentrare le sue iniziative al fine di “costruire relazioni.”

Non c’è un sentimento anti-Israele diffuso nei campus americani; piuttosto c’è un’apatia che può essere un vero pericolo per lo Stato Ebraico, secondo quanto afferma un diplomatico israeliano.

 “Non c’è un sentimento antisraeliano diffuso. Questa non è la rappresentazione di Israele prevalente nei campus”, ha sostenuto Ido Aharoni, console generale di Israele a NY, davanti ad una delegazione di rabbini riuniti per prendere parte ai lavori dell’annuale Assemblea Generale della Federazione degli Ebrei Nord Americani.  

“Il maggior problema che abbiamo nei campus oggi è l’apatia” ha insistito. “Il pericolo reale per un numero crescente di americani, ebrei e non ebrei, è questa crescente incapacità di rapportarsi con Israele”. Aharoni, che visita frequentemente college e Università come parte del suo impegno diplomatico, ha dichiarato che i sostenitori di Israele nei campus hanno perso tempo seguendo una strategia imperfetta.

Leggi tutto: Il nostro maggiore problema è l’apatia, non l’anti-Semitismo

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