Fermiamo la PizzarottiFermiamo la Pizzarotti!

Un nuovo treno ad alta velocità che collegherà Tel Aviv e Gerusalemme attraversa i confini ufficiali dello Stato israeliano penetrando per 6,5 km nella Cisgiordania occupata, confiscando terre palestinesi. Tra le aziende private, è coinvolta nel progetto la Pizzarotti S.p.A. di Parma.

» Mettiamo un sasso sui binari dell'Apartheid! 

Stop SodastreamNo alle bollicine di Sodastream

Sodastream, ditta israeliana che produce gasatori per l'acqua di rubinetto, spacciati per prodotti "eco-chic", nasconde una brutta verità: il suo principale impianto di produzione si trova in un insediamento israeliano costruito illegalmente nei Territori palestinesi occupati. 

» Diciamo ai rivenditori e ai promotori dei prodotti Sodastream che non li vogliamo in Italia!

pacbi-logoBoicottaggio accademico a culturale

La campagna italiana per il boicottaggio accademico e culturale risponde all’appello lanciato nel 2004 dalla Palestinian Campaign for the Academic & Cultural Boycott of Israel (PACBI). Boicottare le istituzioni accademiche e culturali israeliane è una forma di pressione che può portare alla sua conformità con il diritto internazionale.

» Boicottare la complicità! Boicottare la propaganda!

boicottaggio armamenti:

Dalla relazione del sito canadese Coalition to Oppose the Arms Trade (COAT), estrapoliamo i dati relativi alle collaborazioni delle aziende italiane con Israele finalizzate a trarre profitti dall'occupazione militare sionista.

Fiat SpA

Con un patrimonio di 94 miliardi di dollari, la Fiat è la più grande produttrice di auto in Italia, e la sesta più grande al mondo. Anche se Fiat è l'acronimo di Fabbrica Italiana Automobili Torino, la parola ha un significato in latino, ed è "sia fatto".

Nel linguaggio moderno, fiat può significare un ordine arbitrario, un decreto o un editto emanato da un governante autoritario. Tutto ciò è appropriato perché durante la seconda guerra mondiale, la Fiat ha fabbricato blindati, carri armati leggeri, aerei da combattimento, sottomarini, mitragliatrici e altre armi, non solo per il regime fascista di Mussolini, ma anche per le forze naziste di Hitler.

Fiat Chrysler e le Jeep israeliane

Nel 2009, la Fiat ha iniziato ad acquistare azioni di Chrysler, una produttrice di auto statunitense che era in gran parte detenuta da Daimler dal 1998. Dal gennaio 2012, la quota della Fiat in Chrysler è del 58,5%. La Fiat, tuttavia, ha detto che intende aumentare la sua partecipazione in Chrysler al 70%.

Leggi tutto: Fiat SpA, Fiat Industrial e Finmeccanica traggono profitti dall'occupazione sionista e sono...

Questo volantino è stato distribuito nel corso della contestazione attuata da un gruppo di antimilitaristi anarchici al laboratorio denominato “Embedded Electronics and Computing Systems” dell’università d’ingegneria di Trento, che ha collaborato con l’IAI (il più grosso complesso di produzione militare israeliano) fino al 2011.

Sabotiamo il meccanismo della guerra, fermiamo le collaborazioni di morte.


 AL FIANCO DEL POPOLO PALESTINESE
OSTACOLIAMO LE COLLABORAZIONI TRA ITALIA E ISRAELE

L’8 novembre scatta l’operazione “Pilastro della difesa”: l’esercito israeliano invade la Striscia di Gaza e comincia un nuovo massacro della popolazione palestinese. Sono già oltre cento i morti.

Leggi tutto: Trento: Guerra e università: Al fianco del popolo palestinese – ostacoliamo le collaborazioni tra...

Il 26 gennaio 2013 Corporate Watch ha fotografato loghi di G4S nelle colonie a Gerusalemme Est di Ramat Eshkol e di Ramot Allon. Corporate Watch il 31 gennaio ha notato macchine Rapiscan ai due ingressi del compound del Muro Occidentale di Gerusalemme Est (rappresentante israeliano di Rapiscan è Hashmira, che è di proprietà G4S - vedi qui per maggiori informazioni). Il 23 gennaio 2013 i ricercatori hanno fotografato un cartello di G4S sulle apparecchiature in uso presso la sinagoga Ohel Yitzhak nella Città Vecchia, a Gerusalemme Est.

Il governo israeliano ha approvato 606 unità abitative nella colonia illegale di Ramot nel mese di novembre 2012.

La zona intorno al Muro Occidentale è parte del territorio illegalmente occupato dall'esercito israeliano nel 1967. La piazza del Muro Occidentale è stata creata radendo al suolo 650 case palestinesi nel quartiere marocchino della Città Vecchia. Nei pressi di Silwan, case palestinesi sono state demolite per fare spazio ad un Parco nazionale che è stato pianificato per creare una connessione tra il complesso del Muro Occidentale e Silwan. Gli scavi sono stati portati avanti dalle Autorità israeliane ed un'organizzazione di coloni chiamata Elad. Lunedì 28 Gennaio 2013 sono stati sradicati ulivi e della terra palestinese è stata livellata prima che fosse ottenuto ordine del tribunale che fermasse ulteriori demolizioni (vedi qui per maggiori informazioni). A quasi 90 case palestinesi a Silwan è stato consegnato un ordine di demolizione.

Leggi tutto: La società di sicurezza G4S fornisce servizi agli insediamenti di Gerusalemme Est

Le aree della Cisgiordania dove si svolgono le manifestazioni sono dichiarate zone militari e chiuse per il tempo previsto per la dimostrazione

"Un decennio di guerra sta per concludersi."*

Al presidente Obama ci sono voluti pochi minuti per raccontare agli americani che un "decennio di guerra sta per concludersi" e che userà la forza solo per sostenere i valori universali e lo Stato di diritto.
"Non possiamo confondere l'assolutismo con i principi o sostituire lo spettacolo alla politica, o trattare gli insulti come fossero ragionevoli".

Tuttavia Obama è Hollywood quando partecipa alla stesura del film Zero Dark Thirty che celebra la spettacolare morte di Bin Laden e glorifica la tortura, è finzione quando afferma di voler chiudere Guantanamo mentre elimina l'ufficio dell'inviato speciale per la chiusura del penitenziario di Guantanamo. Gli uomini del Pentagono e della Cia ingannano quando enfatizzano le "bombe intelligenti", quelle con un cervello ma senza un'anima, e poi eleggono a nuovi eroi del fronte tecnologico i droni, i robot killer capaci di giocare a ping-pong.
E così il decennio di guerra si conclude per le truppe inviate nelle zone di guerra e si apre ai droni armati UCAV)per riempire i cieli di Iraq, Afhghanistan, Pakistan, Somalia, Yemen, Iran, Libia ed ora anche Mali.

Noel Sharkey, professore ed esperto di intelligenza artificiale e robotica alla Sheffield University, ha definito il ricorso segreto ai droni una "uccisione automatizzata come tappa finale della rivoluzione industriale della guerra" http://www.guardian.co.uk/world/2012/aug/03/drone-race-factory-slaughter?newsfeed=true
In "The Automation and Proliferation of Military Drones" http://www.utwente.nl/gw/wijsb/organization/coeckelbergh/publications/52.pdf Noel Sharkey scrive che dopo l'attacco alle torri gemelle del settembre 2001 e i conflitti a Gaza, c'è stato un drammatico aumento dell'uso di droni armati. Questi robot non possono discriminare tra gli obiettivi i combattenti e non-combattenti, non hanno la consapevolezza della battaglia, non possono ragionare in modo appropriato o prendere decisioni proporzionate. E'necessario segnalare i pericoli di queste soluzioni tecnologiche perché i robot potrebbero diventare dominanti nelle guerre future.
Nell'articolo del Guardian viene citata l'Agenzia giornalistica no-profit Bureau of Investigative Journalism che ha monitorato gli attacchi con i droni in Pakistan dal giugno 2004 al settembre 2012, contando tra le 2.562 e le 3.325 persone uccise (circa 881 erano civili).

Leggi tutto: Report a confronto sull’uso disinvolto dei droni statunitensi e delle armi israeliane in...

G4S è una compagnia privata britannica, operativa nel settore sicurezza-repressione in diverse parti del mondo e in particolare in Africa e Israele. Nel Regno Unito, attraverso il radicale processo di capitalizzazione e privatizzazione dell'apparato carcerario e repressivo, G4S si occupa di gestione di carceri private (insieme a Kalyx-Sodexo e Serco), di trasporto dei prigionieri, di vigilanza armata e negli ultimi tempi, all'interno di un programma sperimentale inaugurato in West Midlands e Surrey, ha assunto il ruolo di polizia privata con il potere di effettuare indagini e compiere arresti.

comunicato anonimo da 325.nostate.net

Nottingham, UK – Attaccati veicoli di G4S in solidarietà ai compagni prigionieri

Nelle prime ore di mercoledì mattina [9 gennaio 2013], abbiamo realizzato un paio di azioni repentine, azioni di auto-difesa e amore. Gli pneumatici di due veicoli G4S sono stati squarciati, i finestrini mandati in frantumi e i veicoli imbrattati di vernice. Abbiamo fatto questo in solidarietà ai nostri amici rinchiusi nella prigione di Nottingham e per mandare un messaggio speciale alla nostra amica di Roma, Elisa Di Bernardo, il cui coraggio e dedizione sono per noi fonte di ispirazione.

G4S è una multinazionale che trae profitto dalla tortura e dalla detenzione degli sfruttati in tutto il mondo. Rinchiudono e torturano per preservare l'ordine capitalistico, per questo riteniamo che debbano essere attaccati ad ogni occasione. Gli uomini e le donne assassinati da G4S e l'industria del sistema carcerario sono due cose inseparabili e in costante crescita, giorno dopo giorno, così come le vite distrutte da G4S ad ogni ora. Anche il nostro odio per G4S e il nostro amore per i nostri fratelli e le nostre sorelle rinchiusi cresce, ad ogni secondo.
La nostra azione di martedì notte è forse un piccolo gesto, ma può essere ripetuto. E noi lo ripeteremo insieme ad altri simili a questo.

Fuck the prisons.

Per la libertà, per l'amicizia.

 

Fonte: informa-azione.info

Leggi tutto: Regno Unito - Attaccati veicoli di G4S in solidarietà con prigionieri ed Elisa Di Bernardo

Le esportazioni militari sono variate ampiamente negli ultimi anni, con un picco a circa 7 miliardi di dollari nel 2009-2010. Israele è classificato tra il quarto e il sesto paese al mondo per vendite di armi.

Le esportazioni di attrezzature militari per il 2012 sono stimate di aver raggiunto $ 7 miliardi, un incremento del 20 per cento rispetto al 2011, secondo i dati preliminari del Ministero della Difesa. Quelli definitivi saranno disponibili nel mese di marzo.

Le esportazioni militari sono variate ampiamente negli ultimi anni ed hanno raggiunto il picco di circa 7 miliardi di dollari nel 2009-2010. Israele è classificato tra il quarto e il sesto paese al mondo per le vendite di armi.

Israele esporta la maggior parte delle sue armi negli Stati Uniti e in Europa, seguono il Sud-Est asiatico e il Sudamerica. Le esportazioni verso i paesi africani sono marginali.

L’aumento dello scorso anno delle esportazioni deriva in parte da un accordo militare da $1 miliardo con l'Italia. Israele sta per acquistare nuovi caccia da addestramento dall’Italia, la quale ha firmato un contratto per acquisti reciproci per attrezzature militari da Israele. L’Italia acquisterà da Israele due velivoli AWACS e un satellite di osservazione – entrambi prodotti dell’industria aeronautica israeliana.

Leggi tutto: Le esportazioni di armi da Israele sono aumentate del 20 per cento nel 2012, grazie anche all’Italia

La votazione si chiude il 23 di gennaio.
Vota qui: http://www.publiceye.ch/en/vote/

G4S è in lizza per il Public Eye People's Award del 2013, il premio 'fai i nomi e fai vergognare' che nessuna società vorrebbe vincere. G4S, la più grande compagnia privata militare e di sicurezza del mondo, è complice dell'occupazione israeliana della Palestina e trae profitti dal conflitto e dall'insicurezza in tutto il mondo. War on Want e altre organizzazioni europee hanno nominato G4S per i premi che aiutano a "puntare i riflettori internazionali sugli scandali delle corporation". L'azienda è stata selezionata ed è ora in lizza per il voto del pubblico.

Prendete un minuto per votare per G4S e poi dite ai vostri amici di fare lo stesso.

votaPerché votare per G4S?

G4S è complice dell'occupazione israeliana della Palestina attraverso la fornitura di attrezzature di sicurezza e di servizi per l'impiego ai posti di blocco e agli insediamenti illegali nella Cisgiordania occupata. Essa contribuisce anche a mantenere e trarre profitto dal sistema carcerario israeliano. Nel 2007, la filiale israeliana di G4S ha firmato un contratto con l'Autorità carceraria israeliana per la fornitura di sistemi di sicurezza per grandi prigioni israeliane.

Leggi tutto: Votazione aperta: G4S nominata per il premio per la "peggior società dell'anno"

(Quella che segue è la traccia per un intervento fatto ad un'iniziativa che si è svolta a Torino nell'ambito della campagna del Movimento No TAV "C'è lavoro e lavoro" e BDS armamenti)

L'ultima volta che mi è sembrato di trovarmi in Palestina è stato poco meno di due settimane fa, quando insieme a qualche centinaio di persone del movimento No TAV ci siamo recat* a Lione per manifestare insieme ai/alle compagn* d'Oltralpe la nostra opposizione a questa grande opera nociva, inutile e costosa; lo abbiamo fatto nel momento in cui François Hollande e Mario Monti firmavano degli accordi imprescindibili -secondo i media main stream- sull'alta velocità ferroviaria, accordi in massima misura rivelatisi poi essere inerenti mantrici discorsi di crescita economica europea e a proposito del rafforzamento della cooperazione di polizia a livello bilaterale per la "sicurezza interna" (stavano forse il presidente ed il primo ministro facendo riferimento all'Eurogendfor, ovvero la Forza di Gendarmeria europea, una sorta di polizia politica europea svincolata da controlli parlamentari e non dipendente dalla magistratura per cui è stata scelta la sede della caserma dei carabinieri "Generale Chinotto" a Vicenza?), a proposito di ulteriori scambi commerciali di armamenti e di una da loro auspicata intensificazione della cooperazione militare tra i due Paesi (qui il documento completo http://www.governo.it/GovernoInforma/documenti/vertice_italo_francese_20121203.pdf).


In quell'occasione, il 3 dicembre, la quantità e soprattutto la qualità dello schieramento di forze e di mezzi della Gendarmerie, l'equipaggiamento delle forze del disordine (muniti anche di spray urticanti, flash bombs, taser, proiettili di gomma, etc), il numero e le modalità di controllo e sorveglianza che ci sono stati imposti diverse volte tra il nostro varco d'entrata e poi d'uscita attraverso il Frejus, hanno fatto sì che per alcuni momenti invece delle decembrine Alpi francesi innevate, mi ritrovassi davanti agli occhi della mente la terra dell'Intifada, di ulivi secolari, la terra lambita dal nostro stesso mar Mediterraneo, che come diceva Vittorio, non ci divide ma ci unisce, quella terra palestinese sottoposta alla devastazione e al saccheggio dell'occupante israeliano.

Leggi tutto: "IT IS love, IT IS war" ovvero: Breve excursus delle floride relazioni commerciali tra Italia ed...

Mentre nel 2010 ben otto compagnie israeliane, ivi incluse Elbit Systems e Israel Aerospace Industries (IAI), avevano partecipato all’ Aeromart, l’expo aereospaziale di Tolosa in Francia, senza che fosse sollevata la benché minima obiezione, quest’anno una forte campagna iniziata nel febbraio 2012 ha cambiato le carte. In un primo tempo la nostra azione è stata indirizzata al Consiglio Regionale della Regione dei Medi-Pirenei, uno dei principali attori dell’Expo, ottenendo la promessa, la cui attuazione andrà verificata, che le sovvenzioni alle compagnie di media grandezza, sarebbero state subordinate al rispetto del diritto internazionale, ivi incluso quello derivato dalla sentenza della Corte Europea di Giustizia sulla Brita. (1) 

Leggi tutto: Francia: Elbit Systems e IAI si ritirano da fiera aereospaziale. Una vittoria della campagna BDS.

Studenti attivisti hanno realizzato adesivi che imitano il logo G4S, per sensibilizzare gli altri studenti del campus. (Foto del Comitato per la Palestina  presso l'Università di Oslo)

A seguito del crescente successo della campagna per boicottare G4S, società fornitrice dei servizi di sicurezza alle prigioni israeliane,  l'Università di Oslo ha annunciato che rescinderà il suo contratto con la società nel mese di luglio 2013.

G4S è una società privata che si occupa di sicurezza ; in particolare, fornisce attrezzature e servizi alle  prigioni israeliane in cui sono detenuti e maltrattati i  prigionieri politici palestinesi, inclusi i bambini. G4S fornisce a Israele anche le attrezzature e i servizi per i posti di blocco, gli  insediamenti illegali e le imprese operanti negli insediamenti. Il Governo israeliano ha recentemente confermato che G4S fornisce anche attrezzature per il muro dell'apartheid illegale.

Leggi tutto: Università di Oslo interromperà contratto con G4S a causa del suo sostegno all'Apartheid israeliana

In contemporanea con la giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese, oltre 50 nomi di prestigio a livello internazionale, tra cui 4 italiani, hanno lanciato un appello che chiama ad "un'urgente azione internazionale perché si arrivi ad un embargo militare totale e obbligatorio nei confronti di Israele." Tale dichiarazione, sebbene motivata direttamente dall’ultima aggressione israeliana contro un milione e seicentomila Palestinesi, che vivono nella striscia di Gaza occupata ed assediata, è anche una reazione alla occupazione militare israeliana, che dura ormai da decenni, e alla continua negazione dei diritti del popolo palestinese, già sanciti dall’ONU.

Mentre esprime tutto l’orrore per l’ultimo bagno di sangue che ha causato la morte di 175 Palestinesi, tra cui 34 bambini, la dichiarazione afferma anche che la continua e ripetuta brutalità di Israele è resa possibile grazie alla impunita di cui gode. Ed in particolare sottolinea la complicità degli Stati Uniti, dell’Unione europea, del Brasile, dell’India e della Corea del sud, in quanto tali paesi sono sostenitori determinanti e facilitatori di Israele sul piano militare.

Leggi tutto: Quattro italiani tra le oltre 50 prominenti figure internazionali che lanciano un appello per...

Immagine tratta da http://dazebaonews.it/

Il Medio oriente è in fiamme. La Siria è in ginocchio, migliaia di profughi fuggono in Libano, in Turchia, in Giordania. Tel Aviv mobilita le forze terrestri, aeree, navali. Minaccia d’intervenire in Golan e di lanciare i suoi missili e i suoi caccia contro decine di “obiettivi strategici” in Iran. Intanto cannoneggia la striscia di Gaza e schiera carri armati e blindati alla frontiera con il Libano. Scenari di guerra che non sembrano intimorire più di tanto le forze politiche e il governo italiano. Quest’ultimo, anzi, trova pure il tempo d’inviare a Gerusalemme una delegazione d’eccezione, il premier con sei ministri, per il terzo summit intergovernativo in meno di due anni. Per rafforzare la partnership politica e militare e moltiplicare affari e scambi commerciali.

Il comunicato ufficiale emesso lo scorso 25 ottobre è come sempre laconico. “In occasione del vertice Italia-Israele, al quale ha partecipato il Presidente del Consiglio, Mario Monti, il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola ha incontrato il suo omologo dello Stato di Israele, Ehud Barak.A conferma dei solidi rapporti di amicizia e di collaborazione esistenti tra i due Paesi, sono stati approfonditi i temi inerenti alla cooperazione industriale nel settore della Difesa”.

Leggi tutto: Patto militare Italia-Israele. Un accordo scellerato e illegale

di Antonio Mazzeo

Blitz in Israele dei reparti d'élite della Marina militare italiana. Dal 3 all'8 novembre, nelle acque prospicienti la città di Haifa, si è tenuta la prima edizione dell'esercitazione bilaterale Rising Star 2012 a cui hanno partecipato i palombari artificieri del Gruppo operativo subacquei del COMSUBIN (Comando Subacquei ed Incursori) di La Spezia e i Divers (specialisti sommozzatori) della Marina israeliana. Obiettivo dell'addestramento, il "contrasto della minaccia costituita dagli ordigni esplosivi improvvisati (Improvised Explosive Devices)", attraverso la "bonifica a bordo delle unità navali e subacquee".

"Le minacce terroristiche o i fenomeni di pirateria stanno portando le Forze di sicurezza ed in particolare le Marine militari dei paesi occidentali a studiare assetti e procedure efficaci", ha spiegato il Comando italiano nel comunicato di presentazione della missione in Israele. "L'intervento sugli IED a bordo delle unità navali, necessita di un continuo addestramento, materiali specifici e tecnologicamente moderni, ma soprattutto operatori altamente specializzati". Come i sub italiani e gli omologhi israeliani, operativi da tempo nei principali teatri di guerra internazionali. A partire dagli anni '90, ad esempio, i reparti del COMSUBIN di La Spezia sono intervenuti nei Balcani e in Albania, in Corno d'Africa, Rwanda, Libano e Golfo persico.

Leggi tutto: Incursori della Marina militare italiana per rafforzare i legami con Israele

di Antonio Mazzeo.

Prenderà il via tra la fine di ottobre e i primi giorni di novembre, durerà non meno di tre settimane e, secondo il Pentagono, sarà la “più grande esercitazione nella storia della lunga relazione militare tra Stati Uniti d’America e Israele”. Mentre le potenze occidentali con i paesi partner del Golfo scalpitano per intervenire militarmente in Siria e si acutizza lo scontro tra la Nato, l’Unione europea e l’Iran, le coste e il deserto israeliano stanno per ospitare un imponente war game in cui saranno simulati attacchi con missili balistici contro obiettivi terrestri e navali.  Austere Challenge 2012, il nome dell’esercitazione congiunta, vedrà il coinvolgimento di 3.500 militari statunitensi ed un migliaio di israeliani. Solo un terzo circa del personale Usa sarà però distaccato direttamente in Israele. Il resto opererà da alcune basi in Europa e nelle unità navali che stazioneranno nel Mediterraneo orientale.

Leggi tutto: Le grandi manovre d’autunno di Stati Uniti ed Israele

In 2 mila si sono ritrovati davanti alla sede di Alenia Aermacchi per protestare contro la vendita di 30 aerei militari ad Israele e propongono: “riconvertitevi in una produzione socialmente utile”. 

Chiedono una cosa molto semplice gli oltre 2mila manifestanti che si sono ritrovati a Venegono, davanti alla sede di Alenia Aermacchi: «Non vendete gli M346 ad Israele». Un messaggio urlato con un lungo corteo attorno alla grande fabbrica varesina. «La nostra è una Provincia di morte -dicono gli organizzatori- perchè abbiamo l’Agusta a Verghera, la Nato a Solbiate e l’Aermacchi qui, ma tutto deve e può cambiare». Quello che chiedono i manifestanti non è solo lo stop alla vendita dei 30 aerei -sulla carta mezzi di addestramento ma che sono armabili- ma la «riconversione dell’industria bellica». I manifestanti ribadiscono più volte il fatto che «noi non siamo contro i lavoratori, siamo contro l’industria della morte» ma allo stesso tempo «non si può giustificare lo spargimento di tanto sangue con la sola difesa dei posti di lavoro». E non c’è solo il pacifismo nelle motivazioni di chi ha sfilato per molte ore sotto un cielo minaccioso di pioggia. «Vendere armi ad Israele è doppiamente sbagliato» perchè «saranno usate contro il popolo Palestinese», come l’operazione Piombo Fuso ricorda in modo raccapricciante. «In Italia abbiamo una legge che proibisce la vendita di armi a paesi i guerra o che non rispettano i diritti umani -spiega Marco Tamborini, ex dipendente dell’Aermacchi- e chi “meglio” di Israele è in questa condizione?». Lui, che ha lavorato in quell’azienda per una vita, ricorda quando «per vendere aerei al Sud Africa sotto embargo si passava dalla Svizzera» e quanto sta succedendo oggi ricorda quegli anni con la differenza che «questa volta Israele non pagherà con denaro ma con altra tecnologia militare, cose di cui non abbiamo bisogno».

Leggi tutto: L’urlo dei pacifisti: “Non vendete quegli aerei ad Israele”

Nessun M346 a Israele
Dedicato a Stefano Ferrario* 

Fin dal 2005 è operativo uno scellerato accordo di “cooperazione militare”, economica e scientifica tra il nostro Paese ed Israele. Un accordo che non è stato scalfito neppure dall’ “Operazione piombo fuso” del dicembre 2008 - gennaio 2009, che ha visto Israele colpire con il suo “potere aereo” la popolazione palestinese civile inerme (1400 uccisi, di cui ca 400 bambini).  Un’ azione militare brutale, senza giustificazioni, nella quale sono state usate anche armi sconosciute o già vietate dalle Convenzioni internazionali (fosforo bianco, bombe D.I.M.E., uranio impoverito) e nella quale Israele ha commesso crimini di guerra e contro l’umanità (come documentato dall’ ONU nel “Rapporto Goldstone”). Un’operazione condannata dalle principali organizzazioni internazionali per la promozione e la difesa dei diritti umani.

L’Italia, almeno di fronte a ciò, avrebbe dovuto condannare Israele e recedere da quegli accordi di cooperazione militare. Ma come avrebbe potuto quando anch’essa, dopo l’introduzione del “Nuovo Modello di Difesa” nel 1991 - che ammette interventi militari “ovunque i propri interessi siano minacciati” - viola sistematicamente l’articolo 11 della nostra Costituzione, che invece “ ripudia la guerra”?  Quando partecipa alle iniziative militari USA e NATO e fa “carta straccia” dello Statuto dell’ONU che voleva “risparmiare la guerra alle generazioni future”, vietandola esplicitamente?

Leggi tutto: Manifestazione nazionale: Nessun M346 a Israele, Varese, 13 ottobre

A sostegno alla manifestazione del 13 ottobe a Varese: Nessun M-346 o altra arma a Israele

A chi può interessare,

Siamo un gruppo di cittadini israeliani, attivi contro le politiche di razzismo, di apartheid e di occupazione del nostro governo. Molti di noi sono attivisti veterani, e abbiamo testimoniato o studiato la portata della devastazione lasciata dall'esercito israeliano nei territori occupati palestinesi e in Libano. Migliaia di civili, bambini compresi, sono stati uccisi da Israele negli ultimi dieci anni, usando armi ad alta tecnologia. Migliaia di abitazioni civili sono state demolite. Gran parte di questa distruzione è stata portata a termine dall'aviazione israeliana.

Se il governo italiano e le aziende italiane vendono jet M-346 e altri tipi di attrezzature militari a Israele, stanno tollerando i crimini di guerra commessi dall'esercito israeliano durante l'assalto del 2006 al Libano. Nessuna azione per conto di una qualsiasi parte libanese potrebbe giustificare la distruzione di interi quartieri di Beirut e il bombardamento di massa dei villaggi del sud del Libano o l'uso di bombe a grappolo, che sono costati la vita, o causato terribili ferite, a numerosi civili, tra cui bambini. 

Leggi tutto: Cittadini israeliani al governo e produttori di armi italiani: Smettete di sostenere i crimini di...

Scheda informativa sull'accordo Italia-Israele che ha al centro la vendita di aerei da addestramento M-346 di Alenia Aermacchi

Due aziende israeliane, la statale Israel Aerospace Industries (IAI) e Elbit Systems, insieme ad un consorzio internazionale guidato dall’azienda statunitense Honeywell, sono le principali vincitrici nel pacchetto di acquisti reciproci Italia-Israele da $2,8 miliardi.

Alenia Aermacchi, società controllata dalla Finmeccanica, riceverà $600 milioni per i suoi aerei da addestramento M-346, mentre altre controllate Finmeccanica, Selex Elsag e Telespazio, riceveranno $41 milioni e $258 milioni, rispettivamente, per i lavori sul velivolo, sull'avionica e per un contratto per un satellite.

Leggi tutto: M-346: Il pacchetto di acquisti reciproci Italia-Israele è sbilanciato a favore di Israele

Secondo Shaul Horev, dell'agenzia atomica israeliana, un summit internazionale su questo tema non è possibile perché la regione è instabile e volatile.

Israele è contro la Conferenza sul disarmo nucleare in Medio Oriente - prevista nei prossimi mesi ad Helsinki - e ribadisce la sua contrarietà a proseguire trattative su questo tipo di summit. Secondo Shaul Horev, direttore del Comitato israeliano per l'energia nucleare - citato oggi da Haaretz - l'idea di conferenza avanzata di recente all'Agenzia per l'energia atomica a Vienna, a differenza di quando fu considerata con favore dal presidente Barack Obama e accolta con riserva da Israele, ora è ancora meno possibile a causa della attuale situazione nella regione "ostile e volatile". 

"L'idea - afferma Horev - è nata in zone lontane dalla realtà e dalla cultura politica di questa zona". La smilitarizzazione nucleare nel Medio Oriente, secondo Horev, sarà possibile "solo dopo accordi di pace e della fiducia tra gli Stati della zona e come risultato di un'iniziativa locale e non di una coercizione esterna".

Fonte: Nena News

Leggi tutto: Israele si oppone alla conferenza sul disarmo nucleare in Medio Oriente

Azione di protesta allo stand del produttori israeliano di armi "Rafael" alla Mostra internazionale dell'aeronautica e dello spazio di Berlino, settembre 2012.

Leggi tutto: VIDEO: Proteste allo stand di Rafael alla Mostra internazionale dell'aeronautica di Berlino

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