[La lettera di seguito è stata inviata a Stephen Hawking da parte di 20 scienziati per chiedergli di riconsiderare la sua partecipazione, come relatore principale, alla Conferenza presidenziale di Israele, un evento di grande rilievo capace di attirare personaggi di fama mondiali come Bill Clinton e Tony Blair. Il Professor Hawking ha successivamente declinato l'invito a partecipare. La lettera è stata diffusa da Jonathan Rosenhead di BRICUP]
27 aprile 2013
Caro professor Hawking,
Come colleghi studiosi e accademici, siamo sorpresi e profondamente delusi di venire a sapere che lei ha accettato un invito a partecipare in giugno alla conferenza presidenziale in Israele.
È naturale volere accettare un invito a un evento di alto livello come questo. Tuttavia le chiediamo di riflettere ulteriormente prima di compiere questo passo.
Molte questioni che riguardano Israele fanno esitare e, hanno già convinto, numerosi esponenti della cultura e del mondo universitario a non prendere parte a eventi organizzati dalle istituzioni ufficiali israeliane. Eccone alcune:
- Discriminazione contro i Palestinesi: Israele discrimina sistematicamente i Palestinesi, che costituiscono il 20 per cento della sua popolazione, in un modo che sarebbe considerato illegale in Gran Bretagna.
- Violazione sistematica delle leggi umanitarie internazionali e dei diritti umani: la conclusione della missione esplorativa delle Nazioni Unite sul conflitto del 2008-2009 contro Gaza ha stabilito che il blocco di Gaza preesistente è una "punizione collettiva" della popolazione di Gaza. Inoltre ha stabilito che l'offensiva Cast Lead dell'esercito israeliano ha violato in più punti la quarta Convenzione di Ginevra e che la probabilità che fossero stati commessi "crimini di guerra e crimini contro l'umanità" è grande.
- Insediamenti illegali: Israele ha trasferito sistematicamente coloni ebrei nei Territori Occupati nel 1967. Questi trasferimenti violano la quarta Convenzione di Ginevra (1949).
- Accesso all'istruzione superiore: Israele dispone innumerevoli blocchi stradali, ma anche fisici, finanziari e legali, sulla strada verso l'istruzione superiore, per ostacolare sia i propri cittadini palestinesi che quelli sotto occupazione.