Fermiamo la PizzarottiFermiamo la Pizzarotti!

Un nuovo treno ad alta velocità che collegherà Tel Aviv e Gerusalemme attraversa i confini ufficiali dello Stato israeliano penetrando per 6,5 km nella Cisgiordania occupata, confiscando terre palestinesi. Tra le aziende private, è coinvolta nel progetto la Pizzarotti S.p.A. di Parma.

» Mettiamo un sasso sui binari dell'Apartheid! 

redcard-logoNo alla Coppa Under 21 in Israele!

Nel giugno 2013 è prevista la coppa Uefa Under 21 in Israele, un privilegio questo, che contrasta fortemente con tutti i principi dello sport. Israele infatti occupa illegalmente da decenni territori palestinesi, impedendo al popolo di Palestina la possibilità di avere un futuro, di autodeterminarsi e più in generale di vivere. 

» Alza il Cartellino Rosso all'Apartheid Israeliana! 

Stop SodastreamNo alle bollicine di Sodastream

Sodastream, ditta israeliana che produce gasatori per l'acqua di rubinetto, spacciati per prodotti "eco-chic", nasconde una brutta verità: il suo principale impianto di produzione si trova in un insediamento israeliano costruito illegalmente nei Territori palestinesi occupati. 

» Diciamo ai rivenditori e ai promotori dei prodotti Sodastream che non li vogliamo in Italia!

pacbi-logoBoicottaggio accademico a culturale

La campagna italiana per il boicottaggio accademico e culturale risponde all’appello lanciato nel 2004 dalla Palestinian Campaign for the Academic & Cultural Boycott of Israel (PACBI). Boicottare le istituzioni accademiche e culturali israeliane è una forma di pressione che può portare alla sua conformità con il diritto internazionale.

» Boicottare la complicità! Boicottare la propaganda!

boicottaggio accademico:

3 gg di iniziative contro la conferenza sulla cyberguerra a La Sapienza di Roma

Leggi il documento STOP INFOWAR: fuori la guerra dall’università! dell'Assemblea dell'Officina di Fisica

Diffondi l'appello delle ricercatrici e dei ricercatori Fuori Mazinga dall'università

manif-stopinfowar

Leggi tutto: Roma, La Sapienza 17-19 giugno - Fuori la guerra dall'Università

Diffondi l'appello dei ricercatori a sostegno della campagna Stop InfoWar

17-19 giugno, 3 gg di iniziative contro la conferenza sulla cyber guerra

Il 19 Giugno 2013 si terrà nell’aula magna de “La Sapienza” la quarta conferenza sulla cyber warfare, la seconda ospitata dall’università. La conferenza è organizzata da centri di ricerca del “La sapienza” e dell’università di Firenze, unitamente a partner privati tra cui, Vitrociset (Finmeccanica) e Maglan (ideatrice e finanziatrice). Tra i vari e numerosi relatori interverranno ad esempio il Colonello Giandomenico Taricco (II Reparto [Informazioni e Sicurezza] dello Stato Maggiore Difesa), specialisti del ministero dell’interno, esponenti del ministero della difesa, insomma il fior fiore dell’industria bellica, della difesa e dell’esercito italiani.

Benché il titolo della conferenza “Protezione Cibernetica delle Infrastrutture Nazionali” non sembri nulla di pericoloso l’intero ciclo di queste conferenze mira a rafforzare e propagandare il sodalizio tra l’università pubblica e applicazioni belliche. Il tema trattato, l’information warfare, è infatti l’ultima frontiera della guerra tecnologica, ovvero delle applicazioni informatiche e tecniche utilizzate nel conflitto globale, sia che esso riguardi un nemico esterno, come una nazione estera, o interno, come l’opinione pubblica o eventuali dissidenze.

Leggi tutto: Roma, La Sapienza 19 giugno: Fuori la guerra dall’università! STOP INFOWAR!

Appello dei ricercatori contro la partecipazione dell’università alle ricerche di cyber-guerra

Per adesioni scrivete all’indirizzo  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Fare ricerca tra le rovine dell’accademia è attività spesso frustrante. A seguito di un’infinita serie di tagli, la mansione principale cui si dedicano le istituzioni di ricerca è la captazione e la gestione dei fondi. Il lavoro del ricercatore è totalmente subordinato alla capacità di attrarre finanziamenti pubblici o privati. Fare ricerca in tempo di crisi vuol dire sopratutto essere capaci di piegare il proprio progetto a programmi quadro, con buona pace di antichi orpelli come la libertà e l’autonomia.

Non ci interessa analizzare i processi che hanno ridotto il ricercatore al ruolo di bassa manovalanza tecnica del sistema economico, ci limitiamo a prenderne atto.

Questo però non vuol dire che sia giustificabile disinteressarsi totalmente alla finalità del lavoro che si compie, delle tecniche che si contribuisce a sviluppare.

 

La lettura della notizia su un blog di studenti di Fisica de La Sapienza della nascita, all’interno delle università di Firenze e Roma, di centri di ricerca specializzati in guerra cybernetica ci provoca un sentimento di profonda indignazione.

 

Leggi tutto: Fuori Mazinga dall’Università – Appello dei ricercatori contro la partecipazione dell'università...

Lo scorso mese, il Consiglio Generale della Federazione degli Studenti Francofoni del Belgio ha approvato una mozione che chiede 'la sospensione delle relazioni con le università israeliane.'

Un’associazione studentesca belga ha votato a favore del boicottaggio accademico di Israele.

Nella votazione del mese scorso, il Consiglio Generale della Federazione degli Studenti Francofoni del Belgio (FEF) ha approvato una mozione che chiede "la sospensione dei rapporti con le università israeliane", ha riferito mercoledì il quotidiano belga Le Soir. La mozione è stata sostenuta dall’85 per cento dei votanti.

La risoluzione non è vincolante per le istituzioni belghe di istruzione superiore.

In un'intervista pubblicata venerdì, il presidente del FEF, David Mendez Yepez, ha detto a Le Soir che la sua organizzazione aveva tenuto segreto il voto del 13 aprile fino ad ora "in modo da poter comunicare con persone che sarebbero rimaste sconvolte o spaventati dalla nostra posizione." Circa 500 delegati hanno votato, ha detto.

FEF rappresenta circa 100.000 studenti provenienti da 25 istituti.

Leggi tutto: Federazione studentesca belga vota a favore del boicottaggio accademico di Israele

[La lettera di seguito è stata inviata a Stephen Hawking da parte di 20 scienziati per chiedergli di riconsiderare la sua partecipazione, come relatore principale, alla Conferenza presidenziale di Israele, un evento di grande rilievo capace di attirare personaggi di fama mondiali come Bill Clinton e Tony Blair. Il Professor Hawking ha successivamente declinato l'invito a partecipare. La lettera è stata diffusa da Jonathan Rosenhead di BRICUP]

27 aprile 2013

Caro professor Hawking,

Come colleghi studiosi e accademici, siamo sorpresi e profondamente delusi di venire a sapere che lei ha accettato un invito a partecipare in giugno alla conferenza presidenziale in Israele.

È naturale volere accettare un invito a un evento di alto livello come questo. Tuttavia le chiediamo di riflettere ulteriormente prima di compiere questo passo.
Molte questioni che riguardano Israele fanno esitare e, hanno già convinto, numerosi esponenti della cultura e del mondo universitario a non prendere parte a eventi organizzati dalle istituzioni ufficiali israeliane. Eccone alcune:

- Discriminazione contro i Palestinesi: Israele discrimina sistematicamente i Palestinesi, che costituiscono il 20 per cento della sua popolazione, in un modo che sarebbe considerato illegale in Gran Bretagna.

- Violazione sistematica delle leggi umanitarie internazionali e dei diritti umani: la conclusione della missione esplorativa delle Nazioni Unite sul conflitto del 2008-2009 contro Gaza ha stabilito che il blocco di Gaza preesistente è una "punizione collettiva" della popolazione di Gaza. Inoltre ha stabilito che l'offensiva Cast Lead dell'esercito israeliano ha violato in più punti la quarta Convenzione di Ginevra e che la probabilità che fossero stati commessi "crimini di guerra e crimini contro l'umanità" è grande.

- Insediamenti illegali: Israele ha trasferito sistematicamente coloni ebrei nei Territori Occupati nel 1967. Questi trasferimenti violano la quarta Convenzione di Ginevra (1949).

- Accesso all'istruzione superiore: Israele dispone innumerevoli blocchi stradali, ma anche fisici, finanziari e legali, sulla strada verso l'istruzione superiore, per ostacolare sia i propri cittadini palestinesi che quelli sotto occupazione.

Leggi tutto: Chomsky tra le firme sulla lettera invitando Stephen Hawking a disdire la partecipazione alla...

Finché Israele potrà contare su un assegno in bianco da parte della comunità internazionale, continuerà a rimuovere i Palestinesi, a maltrattarli e a limitare i loro diritti.

di Rafeef Ziadah*

La decisione di Stephen Hawking di ritirarsi dalla conferenza del Presidente israeliano (Shimon Peres, NdT) è un grosso colpo arrecato al tentativo di Israele di mascherare i suoi crimini e di presentarsi come una democrazia liberale tecnologicamente avanzata. Questa decisione mette in luce il consenso crescente che ritiene che l'oppressione dei Palestinesi da parte di Israele sia intollerabile. Inoltre Stephen Hawking ha dato un contributo molto rilevante alla campagna di boicottaggio, disinvestimento e sanzione (BDS) contro Israele, campagna che nel corso degli anni ha ricevuto il supporto di musicisti, artisti, sindacati, comunità religiose e persone di tutto il mondo.

Queste forme molto efficienti di solidarietà sono benvenute di fronte all'inazione del governo (britannico NdT). Una sentenza della Corte Internazionale di Giustizia del 2004 che dichiarava illegali il Muro israeliano e le colonie insediate nei Territori Occupati non è riuscita a spingere i governi occidentali ad agire contro le violazioni continue della legislazione internazionale da parte di Israele. Infatti i crimini perpetrati da Israele contro il popolo palestinese avvengono per via del continuo supporto finanziario, militare e diplomatico dei paesi occidentali.

Leggi tutto: Stephen Hawking ha ragione, la comunità internazionale deve smettere di garantire l'impunità di...

Il matematico britannico, uno degli scienziati più noti al mondo, ha ritirato la sua partecipazione ad un evento promosso dal presidente Shimon Peres a Gerusalemme

La notizia sta facendo il giro del mondo. Stephen Hawking, uno degli scienziati più famosi, ha aderito alle iniziative di boicottaggio di Israele promosse da accademici e personaggi internazionali in segno di protesta contro il trattamento dei palestinesi da parte dello Stato ebraico. E lo ha fatto annunciando il ritiro della sua partecipazione ad un evento promosso dal presidente israeliano Shimon Peres a Gerusalemme. Lo riferisce il quotidiano britannico The Guardian.

Hawking è un matematico, fisico e cosmologo britannico, noto soprattutto per i suoi studi sui buchi neri. Pur essendo condannato all'immobilità dall'atrofia muscolare progressiva, ha occupato la cattedra lucasiana di matematica all'Università di Cambridge dal 1979 al 30 settembre 2009. È membro della Royal Society, della Royal Society of Arts, della Pontificia Accademia delle Scienze. Nel 2009 ha ricevuto la Medaglia presidenziale della libertà, la più alta onorificenza degli Stati Uniti d'America, conferitagli dal presidente Obama.

Leggi tutto: Il fisico e cosmologo Stephen Hawking aderisce a boicottaggio di Israele

Lo scorso fine settimana l'Assemblea Generale dell'Associazione per gli Studi Americani e Asiatici ha votato (in occasione della riunione dei soci che si tiene annualmente a Seattle) una risoluzione in sostegno al boicottaggio accademico di Israele, in solidarietà con il movimento mondiale nato in risposta all'appello della società civile palestinese.

L'AAAS è la PRIMA organizzazione accademica statunitense ad aderire alla campagna di boicottaggio delle istituzioni israeliane.

La risoluzione votata può essere letta e scaricata qui: http://www.scribd.com/doc/137036139/Proposal-to-the-Association-for-Asian-American-Studies-to-Support-a-Boycott-of-Israeli-Academic-Institutions

La lettera aperta scritta per sostenere e incoraggiare la decisione dell'AAAS può essere letta al link: http://rahimk.tumblr.com/post/48427274886/three-reasons-why-asian-american-scholars-should

Fonte: US Campaign for the Academic and Cultural Boycott of Israel

Traduzione di Sara Bergamini

Leggi tutto: L'AAAS diventa la prima organizzazione accademica statunitense ad aderire al boicottaggio...

Il Consiglio Studentesco dell’Università di California a Berkeley ha votato Giovedì mattina a favore di una mozione che richiede all’amministrazione dell’Università di California di disinvestire dalle aziende che traggono profitti dall’occupazione israeliana.

In un incontro che è durato quasi dieci ore, il Daily Californian riporta che:

L’Auditorio Anna Head Alumnae è stato invaso da centinaia di studenti, docenti ed esponenti della comunità universitaria di Berkeley, che si sono impegnati in un controverso dibattito riguardante la mozione SB 160.

SB 160, firmata dal membro di Azione Studentesca George Kadifa, definisce il sistema dell’Università di California come “terza parte complice” nella “occupazione illegale e conseguenti abusi dei diritti umani” da parte di Israele e chiede il disinvestimento di più di 14 milioni di dollari delle risorse dell’Università di California dai titoli azionari Caterpillar, Hewlett-Packard e Cement Roadstone Holdings (CRH). Secondo il documento, queste compagnie forniscono equipaggiamenti, materiali e tecnologie all’esercito israeliano, compresi bulldozer e sistemi di identificazione biometrici.

Il voto finale, conclusosi proprio prima delle 5.30 del mattino, è stato accolto da applausi, salti e grida di gioia da parte dei sostenitori della mozione.

Il componenente indipendente del Consiglio e co-fautore del documento Sadia Saifuddin ha detto che vedeva il voto come il culmine di anni di lotta.

“Stanotte non è questione di corporazioni,” ha detto, “Si tratta di chiedere a noi stessi prima di andare a letto se il nostro denaro va verso la distruzione di case, verso l’erezione di un muro. Sono una studentessa lavoratrice. E non voglio che un centesimo del mio denaro vada ad alimentare l’occupazione dei miei fratelli e sorelle.”

Leggi tutto: Il Consiglio degli Studenti di Berkeley, Università di California, approva la mozione per il...

Il Consiglio studentesco dell'Università di Sydney ha approvato una mozione che sostiene le azioni di boicottaggio accademico di Israele da parte del professore associato Jake Lynch.

La mozione è stata presentata in risposta agli attacchi contro il Professor Lynch per essersi rifiutato di assistere Dan Avnon – un professore dell'Università ebraica in Israele - nel mese di dicembre.

Il Consiglio studentesco (SRC) ha inoltre votato perché siano interrotti tutti i legami universitari con la Technion University di Haifa, Israele.

Leggi tutto: Il Consiglio studentesco presso l'Università di Sydney aderisce al boicottaggio accademico di...

Al suo Congresso, il Sindacato degli insegnanti di Irlanda (TUI) è diventato il primo sindacato accademico in Europa a sostenere l'appello palestinese per il boicottaggio accademico di Israele. La mozione, che è stata approvata all'unanimità, definisce Israele come "Stato di apartheid" e chiede "a tutti i membri di cessare ogni collaborazione culturale e accademica con Israele, tra cui lo scambio [istituzionale] di ricercatori, studenti e personalità accademiche, così come tutte le collaborazione ai programmi di ricerca".

La TUI sta affrontando una reazione negativa da apologeti dell'Apartheid israeliana per aver preso questa posizione di principio in solidarietà con i palestinesi. Mostrare la nostra solidarietà con la TUI e il popolo palestinese è davvero di fondamentale importanza in questo momento.

Accademici palestinesi, insegnanti e scrittori hanno già espresso il loro sostegno per la mozione. Fallo anche tu.

Prendi due minuti per inviare un breve messaggio di sostegno al TUI:

Vai al sito web del TUI e utilizza il modulo di contatto per inviare un breve messaggio di sostegno - anche qualcosa di semplice come:

"I am writing to thank the TUI for taking a principled stand for peace and justice in Palestine and Israel. You have my full support for your stance in favour an academic boycott of Israel."

Si prega inoltre di condividere questa immagine su Facebook.

Fonte: Ireland Palestine Solidarity Campaign 

Traduzione di BDS Italia

Leggi tutto: Ringrazia il Sindacato degli insegnanti di Irlanda (TUI) per il sostegno al boicottaggio...

Nel suo congresso annuale tenutosi giovedì 4 aprile 2013, il Sindacato irlandese degli insegnanti (TUI) è il primo sindacato universitario europeo a condividere l’appello palestinese per il boicottaggio accademico di Israele.

La mozione, approvata all’unanimità nella sessione mattutina odierna, definisce Israele come uno “Stato di apartheid”, lancia un appello ai membri del sindacato affinché interrompano ogni forma di collaborazione culturale e accademica con Israele, incluso lo scambio di scienziati, studenti e personalità accademiche, nonché tutti i programmi di ricerca in cooperazione. Più avanti la mozione si appella al Sindacato irlandese di tutti i lavoratori perché intraprenda la campagna di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) contro lo Stato di apartheid fino a quando Israele, riconoscendo il diritto internazionale e tutte le risoluzioni ONU nei suoi confronti, non interrompa l’illegale assedio di Gaza e l'occupazione della Cisgiordania; infine chiede che il sindacato TUI degli insegnanti conduca una campagna di sensibilizzazione presso i propri membri sulla necessità del  BDS.

Leggi tutto: Il Sindacato irlandese degli insegnanti approva all’unanimità una mozione per il boicottaggio...

Il Comitato britannico per le Università della Palestina (BRICUP) ha accolto con favore l'esito del Tribunale del lavoro sulla causa intentata da Ronnie Fraser contro il proprio sindacato, University and College Union (UCU). L’accusa del ex professore universitario di antisemitismo istituzionale nel sindacato è stato del tutto respinta.

La causa "Fraser contro UCU" è stata vista da attivisti come un banco di prova per il diritto di tutti i sindacati della Gran Bretagna a sostenere il boicottaggio delle università e dei prodotti israeliani, insieme alle imprese che operano nei Territori palestinesi occupati. Ha anche importanti implicazioni per la libertà di espressione su Palestina ed Israele nei campus universitari.

Leggi tutto: Il diritto del sindacato accademico britannico a boicottare Israele confermato dal Tribunale del...

Questo volantino è stato distribuito nel corso della contestazione attuata da un gruppo di antimilitaristi anarchici al laboratorio denominato “Embedded Electronics and Computing Systems” dell’università d’ingegneria di Trento, che ha collaborato con l’IAI (il più grosso complesso di produzione militare israeliano) fino al 2011.

Sabotiamo il meccanismo della guerra, fermiamo le collaborazioni di morte.


 AL FIANCO DEL POPOLO PALESTINESE
OSTACOLIAMO LE COLLABORAZIONI TRA ITALIA E ISRAELE

L’8 novembre scatta l’operazione “Pilastro della difesa”: l’esercito israeliano invade la Striscia di Gaza e comincia un nuovo massacro della popolazione palestinese. Sono già oltre cento i morti.

Leggi tutto: Trento: Guerra e università: Al fianco del popolo palestinese – ostacoliamo le collaborazioni tra...

Condanniamo gli attacchi contro sostenitori della campagna BDS e i diritti dei palestinesi!

**BDS Italia aderisce e invita a firmare come singol@ o organizzazioni, mandando un'email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  oppure compilando il modulo

Noi sottoscritti deploriamo le azioni intimidatorie da parte di politici e altri contro studenti attivisti e docenti e le accuse calunniose di antisemitismo contro i sostenitori della campagna di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) contro Israele.

Nei giorni scorsi, oppositori ad un evento sul BDS, che si terrà nel campus il 7 febbraio hanno attaccato gli organizzatori e relatori in programma, la filosofa di fama internazionale, Judith Butler e l´attivista palestinese per i diritti umani Omar Barghouti, così come il Dipartimento di Scienze politiche e l'amministrazione dell´università per aver co -sponsorizzato l'evento. Questo è solo l'ultimo di una serie di tentativi di mettere a tacere le critiche verso Israele al Brooklyn College.

Leggi tutto: Dichiarazione di sostegno a “Students for Justice in Palestine” di Brooklyn College

di Angelo Stefanini

La legislazione dell’Unione Europea, in materia di ammissibilità dei programmi di ricerca che finanzia, afferma che un progetto che “viola i principi etici fondamentali… non deve essere selezionato”.  La denuncia di 250 accademici di 14 paesi europei.

La scorsa estate 250 accademici di quattordici paesi europei, tra cui quasi cinquanta italiani, hanno firmato una lettera aperta al Commissario europeo per la Ricerca, l’Innovazione e la Scienza, Maire Geoghegan-Quinn, per chiedere l’esclusione dai programmi di ricerca europei di aziende e organizzazioni israeliane complici di violazioni del diritto internazionale[1].

I firmatari denunciano che la partecipazione a questi programmi di soggetti responsabili di violare la legislazione internazionale compromette sia la reputazione della ricerca europea sia gli scopi dichiarati dell’Unione Europea e degli stati membri. L’articolo 3 del trattato di Lisbona, infatti, obbliga l’Unione Europea alla tutela dei diritti umani e al rispetto rigoroso e sostegno del diritto internazionale[2].

Leggi tutto: Israele e la Ricerca europea: partner o complice? La denuncia di 250 accademici di 14 paesi europei.

Martedì sera l'Aula Magna dell'università romana La Sapienza ha ospitato uno spettacolo della pianista israeliana Anat Fort, con il patrocinio dell’Ambasciata di Israele in Italia.

Ma due mani affusolate da pianista non possono nascondere il pugno di ferro del colonialismo di Israele.

Circa 30 solidali con la popolazione palestinese, tra cui molti studenti e studentesse, hanno scelto di presentarsi a sorpresa all'ingresso, comunicando con chi intendeva partecipare (scarica il volantino). Mentre la security si dimenava nervosamente, molte persone hanno scelto di restare fuori e raccogliere più informazioni sull'operazione propagandistica “Brand Israel”, in alcuni casi rinunciando ad assistere ad uno spettacolo che non poteva più incantare nessun*.

Il concerto rappresentava, infatti, uno dei tanti tentativi da parte di Israele di usare la cultura per ripulire la propria immagine. Un’operazione della campagna “Brand Israel”, specificamente voluta e finanziata, a fior di milioni, dal governo israeliano, volta a nascondere dietro un’immagine positiva le politiche disumane che quello Stato continua a perpetrare contro il popolo palestinese.

Leggi tutto: Jazz&Apartheid: Un blitz all'università romana La Sapienza contro il suono frastornante del...

Care compagne e cari compagni,

Crediamo che ogni lotta/mobilitazione studentesca ovunque sia giovi a favore degli studenti nel mondo e riteniamo che gli studenti siano una forza principale per il cambiamento delle nostre società. Per questo motivo i cacciabombardieri sionisti colpiscono in ogni aggressione le scuole e le università delle città palestinesi come sta succedendo in questi giorni a Gaza. I sionisti pensano che colpire i giovani ed i ragazzi delle scuole e università possa intimorire le generazioni del futuro. Però, noi abbiamo giurato per noi stessi e per gli studenti caduti rinnovando anche a voi in lotta la nostra promessa di non arrenderci o piegarci di fronte alla micidiale macchina repressiva dell’occupante.

Leggi tutto: La Palestina è con voi! Messaggio agli studenti e alle studentesse in lotta

L'Università Tecnica di Danimarca (DTU) e l'Università Roskilde partecipano alla collaborazione scientifica che coinvolge gli insediamenti Israeliani nella Riva Occidentale occupata. La DTU ha ora abbandonato il progetto con uno degli insediamenti. Il Ministro degli Esteri Danese accoglie favorevolmente la decisione.

La DTU ha posto fine alla collaborazione con l'Università di Ariel, situata nell'insediamento di Ariel, nella Riva Occidentale (Foto: Alectia)
Non si tratta solo di compagnie danesi, ma anche di università danesi, che hanno rapporti con gli illegali insediamenti israeliani in Palestina.
L'Università Tecnica di Danimarca (DTU) sta lavorando assieme all'Università di Ariel, situata nell'insediamento che porta lo stesso nome. Secondo la DTU, tale collaborazione risale agli anni '90.

Dopo che DanWatch ha presentato l'informativa alla dirigenza della DTU, il presidente della DTU Anders Bjarklev ha scelto di sospendere la collaborazione immediatamente: "Abbiamo posto termine alla collaborazione immediatamente dopo esserne messi a conoscenza". Afferma: "Il denaro destinato alle analisi nel laboratorio dell'Università di Ariel è stato bloccato e sarà restituito al fondo che forniva il finanziamento."

Leggi tutto: Università Danese sospende la collaborazione con gli insediamenti

La maggioranza degli accademici israeliani fa poco per sostenere i diritti dei palestinesi e le loro istituzioni sono complici dell'occupazione.

di Ben White

Steve Caplan ritiene che l'appello per il boicottaggio accademico di Israele, una delle più ampie parti della campagna di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni(BDS), sia ipocrita e controproducente. Lasciando da parte la sua versione della storia in difesa di Israele, l'argomentazinoe di Caplan ha tre difetti significativi.

In primo luogo, la sua unica e davvero sostanziale argomentazione contro il boicottaggio come strumento è l'affermazione che è "rivolto al segmento stesso della popolazione" - quella del mondo accademico - che supporta la creazione di uno stato Palestinese e che è "compromessa".

Ma l'affermazione che i professori israeliani siano particolarmente favorevoli alla soddisfazione dei diritti dei palestinesi è supportata con scarsa evidenza. Sottolineando che "come individui non vengono boicottati", l'attivista israeliano Ofer Neiman mi dice che "la stragrande maggioranza dei professori universitari non agisce da dissidente. La cosa migliore che può fare è opinare, e molto dolcemente. Pochissimi di loro usano i loro enormi privilegi, e quelli che lo fanno sono le eccezioni".

Leggi tutto: Perché il boicottaggio degli accademici israeliani è completamente giustificato

BDS Italia su Facebook

Categorie

Il Movimento BDS

PACBI

BDS in Israele