Fermiamo la PizzarottiFermiamo la Pizzarotti!

Un nuovo treno ad alta velocità che collegherà Tel Aviv e Gerusalemme attraversa i confini ufficiali dello Stato israeliano penetrando per 6,5 km nella Cisgiordania occupata, confiscando terre palestinesi. Tra le aziende private, è coinvolta nel progetto la Pizzarotti S.p.A. di Parma.

» Mettiamo un sasso sui binari dell'Apartheid! 

Stop SodastreamNo alle bollicine di Sodastream

Sodastream, ditta israeliana che produce gasatori per l'acqua di rubinetto, spacciati per prodotti "eco-chic", nasconde una brutta verità: il suo principale impianto di produzione si trova in un insediamento israeliano costruito illegalmente nei Territori palestinesi occupati. 

» Diciamo ai rivenditori e ai promotori dei prodotti Sodastream che non li vogliamo in Italia!

pacbi-logoBoicottaggio accademico a culturale

La campagna italiana per il boicottaggio accademico e culturale risponde all’appello lanciato nel 2004 dalla Palestinian Campaign for the Academic & Cultural Boycott of Israel (PACBI). Boicottare le istituzioni accademiche e culturali israeliane è una forma di pressione che può portare alla sua conformità con il diritto internazionale.

» Boicottare la complicità! Boicottare la propaganda!

batsheva:

A Roma, 8-9 novembre, due giorni di proteste contro la presenza della Batsheva Dance Company al RomaEuropa Festival, sponsorizzata dall’ambasciata di Israele. La Batsheva è protagonista della campagna di marketing del governo israeliano Brand Israel, con lo scopo dichiarato di distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica mondiale da un’occupazione brutale e da un regime dell’Apartheid che durano da decenni. Leggi il comunicato.

In Rome Italy, 8-9 November, two days of protests against the Israeli Embassy sponsored performances of Batsheva Dance Company at the RomaEuropa Festival. Batsheva is a central figure of Brand Israel, a marketing campaign developed by the Israeli government with the declared intention of diverting the attention of world public opinion from a decades-long brutal occupation and Apartheid regime. Read the press release.

 

Leggi tutto: VIDEO: A Roma azione boicottaggio culturale contro Brand Israele e Batsheva

lunedi 12 novembre 2012 una trentina di compagni/e hanno dato vita a un rumoroso e coreografico presidio davanti alle fonderie Limone di Moncalieri (TO) per contestare l'esibizione della compagnia israeliana Batsheva, con bandiere, striscioni, cartelli, maschere da scheletro, musica, speakeraggio, volantini e l'ausilio della Samba Band che a quanto pare ha fatto arrivare l'eco delle sue percussioni fino all'interno del teatro.

Leggi tutto: VIDEO: Proteste alla performance della Batsheva a Torino

A Roma, venerdì 9 novembre, per la seconda serata di seguito, la presenza della Batsheva Dance Company al RomaEuropa Festival, sponsorizzata dall’ambasciata di Israele, è stata contestata. Oltre 50 attiviste e attivisti della campagna di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) contro Israele si sono radunati fuori dall’Auditorium Santa Cecilia in una manifestazione autoconvocata per protestare contro la scelta della compagnia di danza di prestarsi a fare la foglia di fico per nascondere le continue violazioni dei diritti dei palestinesi da parte di Israele.

Oltre ad essere finanziata dal governo israeliano insieme al Fondo Nazionale Ebraico, che gioca un ruolo chiave nella pulizia etnica della Palestina, Batsheva è anche protagonista di Brand Israel, una campagna di marketing studiata a tavolino dal governo, in consultazione con esperti di pubbliche relazioni statunitensi, con lo scopo dichiarato di distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica mondiale da un’occupazione brutale e da un regime dell’Apartheid che durano da decenni. I legami diretti che Batsheva mantiene tuttora con il governo di Israele rendono impossibile descrivere la compagnia come 'apolitica'.

Leggi tutto: Roma: Due giorni di proteste alla Batsheva, foglia di fico per l'Apartheid israeliana

Lettera aperta al direttore di Torino Danza Gigi Cristoforetti

Caro Gigi Cristoforetti,

sappiamo di toccare un nervo sensibile, ma ti invitiamo a non farti complice di un’operazione di lifting, specificamente voluta e finanziata dal governo israeliano per nascondere dietro un’immagine rassicurante i crimini che quello Stato continua a perpetrare contro i legittimi diritti del popolo palestinese. Ti chiediamo di revocare la decisione di ospitare a Moncalieri la Batsheva Dance Company per i motivi che seguono.

Molti colleghi, artisti e intellettuali, sinceramente ostili alle politiche israeliane, disponibili anche a discutere di boicottaggio dei prodotti israeliani, storcono il naso quando si parla di boicottaggio accademico e culturale contro Israele.

Per due motivi. Il primo è che il boicottaggio culturale è in fondo una forma di censura e l’arte viene censurata solo nei sistemi totalitari che ne temono il messaggio di libertà, il secondo che l’arte travalica i confini delle nazioni e dei conflitti e con il suo ideale universale riavvicina gli uomini, alimenta la comprensione reciproca, getta ponti fra le culture.

Leggi tutto: Artisti torinesi chiedono di revocare l'invito a Batsheva Dance Company

Per quattro volte è stato interrotto lo spettacolo della Batsheva Dance Ensemble stasera al teatro Brighton Dome. Oltre 70 manifestanti hanno protestato contro lo spettacolo di danza fuori dal teatro, mentre diverse persone hanno protestato contro la performance all'interno .

Subito dopo l’inizio dello spettacolo, le grida di 'Palestina libera' e 'No all’occupazione’ sono risuonate all'interno del teatro. Lo spettacolo è stato ripetutamente interrotto da otto manifestanti.

Le attiviste e gli attivisti hanno agito in risposta all’appello dalla Palestina per la campagna di 'Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni' contro Israele che si ispira alla campagna di boicottaggio contro l'apartheid in Sud Africa. Hanno partecipato alle proteste numerosi ebrei che si oppongono alle politiche di Israele.

Leggi tutto: Brighton (UK): Contestato lo spettacolo di danza della compagnia Batsheva

L’8 novembre alla prima della Batsheva Dance Company nell’ambito del RomaEuropa Festival, attivisti per i diritti umani hanno interrotto lo spettacolo, sponsorizzato dall’Ambasciata di Israele e alla presenza dell’ambasciatore, per denunciare il ruolo che la compagnia di danza gioca nel mascherare un’occupazione brutale e un regime d’Apartheid che durano da decenni.

Batsheva è una figura centrale della campagna di marketing Brand Israel, lanciata e finanziata dal governo israeliano, dopo tre anni di consultazioni con esperti di pubbliche relazioni statunitensi. Lo scopo della campagna è di distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica mondiale dalle continue violazioni dei diritti umani da parte del Governo Israeliano.

Alle grida di “Batsheva, sei complice! All’occupazione dì di no!”, i manifestanti hanno rivolto un appello diretto ai danzatori di uscire dal progetto Brand Israel, rifiutare finanziamenti dal governo israeliano e mostrarsi, nelle parole e nei fatti, contro le violazioni dei diritti dei Palestinesi. Dal 2010 simili appelli sono stati disattesi da Batsheva, la quale continua a prestarsi come ambasciatore culturale dell'Apartheid israeliana.

Gli attivisti hanno sottolineato l’importanza di eventi culturali internazionali che promuovono musica, danza e teatro, affermando tuttavia che non ci può essere spazio per un uso propagandistico della cultura. I legami diretti che Batsheva mantiene tuttora con il governo di Israele rendono impossibile descrivere la compagnia come 'apolitica'.

Tre manifestanti sono stati allontanati dal teatro, portati in questura e rilasciati poco dopo.

L’iniziativa di Roma si inserisce nella campagna internazionale Don’t Dance With Israeli Apartheid, che nelle ultime settimane ha visto proteste a tutte le performance di Batsheva in Gran Bretagna, coinvolgendo noti coreografi e personalità dello spettacolo.

Leggi tutto: Interrotto lo spettacolo della Batsheva Dance Company al RomaEuropa Festival

Le proteste in Italia sono in contemporanea con le proteste della campagna britannica Don't Dance with Israeli Apartheid.

Lunedi 12 e martedi 13 novembre alle Fonderie Limone di Moncalieri, nell’ambito del Torino Danza Festival diretto da Gigi Cristoforetti, è prevista l’esibizione della più importante compagnia di danza israeliana, che con il finanziamento del ministero degli esteri di Tel Aviv gira l’Europa per nascondere dietro la maschera dell’arte il volto dell’apartheid e del razzismo dello stato sionista, mentre in Palestina gli artisti vengono perseguitati e continuano le uccisioni, gli arresti, le violenze, i soprusi quotidiani.

Uniamoci agli attivisti di tutto il mondo e ai numerosi artisti che boicottano Israele! 

PER LA FINE DELL’EMBARGO NELLA STRISCIA DI GAZA!! !!
PER LA FINE DELL’OCCUPAZIONE E DELL’APARTHEID!! !!
DIRITTO AL RITORNO PER I PROFUGHI PALESTINESI!! !!

PRESIDIO DAVANTI ALLE FONDERIE LIMONE
VIA PASTRENGO 88 MONCALIERI (TO)
LUNEDI 12 E MARTEDI 13 NOVEMBRE DALLE 19,30

Leggi tutto: Torino: Non danzare con l’Apartheid israeliana! Boicotta la Batsheva Dance Company

Invia un messaggio al RomaEuropa Festival

Nell'ambito del RomaEuropa Festival, l’8 ed il 9 novembre, si esibirà, con il patrocinio dell’ambasciata israeliana in Italia, la compagnia israeliana di ballo Batsheva.

Chiediamo al Festival di ritirare l'invito alla Batsheva, compagnia finanziata dal governo israeliano e figura centrale alla campagna propagandistica Brand Israel, che mira a distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica mondiale e nascondere la vergogna di un'occupazione brutale che si regge sull'Apartheid.

Partecipa alle proteste delle performance di Batsheva in Italia: Roma, 9 novembre; Torino 12-13 novembre. Le proteste in Italia sono in contemporanea con le proteste della campagna britannica Don’t Dance with Israeli Apartheid.

Leggi tutto: Caro RomaEuropa Festival: ritiri l'invito a Batsheva, ambasciatrice culturale dell'Apartheid...

Martedì 30 ottobre circa 150 manifestanti hanno protestato davanti al teatro del Festival di Edimburgo, in una serata fredda e piovosa, per chiedere il boicottaggio della Batsheva Dance Company, finanziata dal governo israeliano. Quattro sostenitori di Israele hanno partecipato ad una contro-manifestazione. Dentro il teatro, manifestanti hanno interrotto lo spettacolo di Batsheva almeno otto volte, mentre diverse persone hanno consegnato i loro biglietti ai manifestanti, rifiutando di entrare dopo aver appreso dei rapporti tra Batsheva e il governo israeliano.

Nel mese di agosto, per tre sere centinaia di persone hanno manifestato al Festival Internazionale di Edimburgo durante gli spettacoli di Batsheva e decine hanno interrotto le performance all'interno del teatro.

Leggi tutto: Alle proteste in Scozia, attivisti sollevano nuove domande sui finanziamenti alla compagnia...

Presidio a Roma, venerdì 9 novembre dalle 19,30 alle 21,30 presso i Giardini di Castel S. Angelo
Le proteste in Italia sono in contemporanea con le proteste della campagna britannica Don't Dance with Israeli Apartheid.

A Roma l’8 ed il 9 novembre alle ore 20.30 all’Auditorium di Santa Cecilia in Via della Conciliazione si esibirà, con il patrocinio dell’ambasciata israeliana in Italia, la compagnia israeliana di ballo Batsheva.

Ovunque si è esibita, a New York, San Francisco, Los Angeles, Chicago, Londra e Edimburgo, Batsheva è stata fortemente contestata dagli attivisti e dalle attiviste della Campagna Internazionale BDS (Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni), perché

Batsheva fa parte di Brand Israel,

cioè della campagna lanciata e finanziata dal governo israeliano, dopo tre anni di consultazioni con esperti di marketing statunitensi, per costruire un immagine di Israele come di un paese altamente civile, che primeggia nei campi dell’arte, della scienza e dello sport. "Mostrare il volto più bello di Israele" per nascondere la vergogna di un’occupazione brutale che si regge sull’apartheid e la tortura: questo è l’intendimento di Brand Israel.

Leggi tutto: Presidio a Roma: Arte Scienza Sport… ed Apartheid. L’inganno di Batsheva e Brand Israel

Era l'ultima serata del tanto atteso spettacolo di tre giorni al Festival Internazionale di Edimburgo della Batsheva Dance Company. Lo spettacolo, Hora, aveva ricevuto recensioni da cinque stelle dovunque era stato messo in scena, in modo che il Festival sembrava un luogo perfetto per l’ultima performance della compagnia prima di tornare in Israele.

Lo spettacolo si era concluso, il pubblico era andato via, e Ohad Naharin, direttore della compagnia, stava solo per strada fuori dal teatro, stanco e terreo in volto. Perché non stava dietro le quinte con il resto della troupe, facendo saltare il tappo dello champagne e festeggiando la fine delle performance presso il prestigioso Festival?

Era perché attivisti per i diritti umani erano stati presenti - sia all'esterno che all'interno del teatro - per tutti i tre giorni, invitando il pubblico a boicottare gli spettacoli e chiedendo al direttore del Festival, Johnathan Mills, di annullare le performance rimanenti.

Leggi tutto: L'arte non può distrarre dalla realtà dell'Apartheid - Batsheva all'Edinburgh International...

Attivisti per i diritti umani e per il boicottaggio di Israele hanno protestato la presenza della compagnia israeliana di danza Batsheva - sia all'esterno che all'interno del teatro - per tutti i tre giorni al Festival Internazionale di Edimburgo.

Leggi tutto: VIDEO: 3 giorni di proteste per la presenza della Batsheva al Festival Internazionale di Edimburgo

La protesta contro la Compagnia di Danza israeliana 'Batsheva', ospite in questi giorni al Festival Internazionale di Edimburgo, ha avuto il supporto di diverse figure provenienti dal mondo contemporaneo della danza, tra cui Alain Platel, fondatore della Compagnia di Danza belga Les Ballets C de la B, e il coreografo britannico Jonhatan Burrows.

Entrambi hanno dichiarato di opporsi all'esibizione della Compagnia Batsheva in quanto parte integrante della Brand Israel Campaign (Campagna del Marchio Israele), iniziata nel 2005, la quale utilizza esplicitamente la cultura come mezzo di propaganda con lo scopo di distogliere l'attenzione dai brutali trattamenti che Israele riserva alla popolazione palestinese.

Leggi tutto: Naomi Wimborne-Idrissie: Il Boicottaggio è rivolto a Israele, non all'arte

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