LIBERTÀ. GIUSTIZIA. UGUAGLIANZA.

Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni per i diritti del popolo palestinese.

È stata lanciata a livello internazionale una vasta campagna per chiedere alla FIFA di espellere Israele, finché pratichi l’apartheid, la pulizia etnica, l'uccisione di persone, la distruzione di stadi di calcio palestinesi, la persecuzioni e anche l'assassinio di calciatori palestinesi.

La FIFA si riunirà al Congresso annuale a Zurigo il 28 e 29 maggio. È davvero importante ricordare ai delegati che i loro regolamenti vietano il razzismo e l'apartheid, e che attraverso la partecipazione di Israele nelle competizioni internazionali, favoriscono l'occupazione, la colonizzazione e tutti i crimini di guerra commessi da Israele contro il popolo palestinese.

Come per il Sud Africa dell'apartheid, che è stato escluso dalla FIFA nel 1976, non dobbiamo permettere che Israele di nascondere i suoi crimini e dare un'immagine normale di un paese democratico, conferendogli l'onore di partecipare a campionati sportivi internazionali.

Anche la Federcalcio Palestinese ha presentato una mozione per l’esclusione di Israele.

È quindi importante che siamo in tante e tanti ad inviare il messaggio di seguito ai membri della FIFA in modo che sappiano che milioni di persone in tutto il mondo vogliono che il CALCIO resti LIBERO e non macchiato da razzismo e crimini. Dobbiamo essere in tante e tanti anche a partecipare alle mobilitazioni a Zurigo, durante il congresso FIFA il 28-29 maggio, per chiedere l’espulsione di Israele e a sostenere la mozione palestinese.

Si prega di inviare la lettera agli idirizzi: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Le adesioni collettive vanno inviate a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Caro Presidente Blatter, cari Delegati,

Il 16 Giugno 1976, milioni di uomini e donne della maggioranza nera del paese, così come gli altri gruppi etnici oppressi in Sud Africa, accoglievano con gioia la decisione della FIFA, riunita al congresso di Montreal, che avrebbe contribuito al disfacimento e al collasso del vergognoso sistema dell'apartheid.

Con 9 voti contro uno, infatti, la direzione della FIFA decise l'espulsione del Sud Africa dall’ organizzazione, mettendo fine cosi, a 15 anni di attese e interminabili rinvii causati da Sir Stanley Rous, duranti i quali l'apartheid e divenuta sempre più brutale, uccidendo migliaia di persone, tra cui molti bambini.

Eppure personalità sudafricane come Nelson Mandela, l'arcivescovo e premio Nobel Desmond Tutu, cosi come l'ex ministro Ronnie Kasrils, che avevano affrontato apertamente i sopprusi di quel regime, hanno ritenuto l'apartheid israeliana peggiore dell'apartheid in Sud Africa. Israele è colpevole di crimini ancor più gravi di quelli perpetuati durante l’apartheid sudafricana.

Per 7 settimane nel luglio - agosto 2014, l'esercito israeliano ha ucciso più di 2.200 palestinesi, tra cui 538 bambini, giorno e notte; moltissime le persone rimaste mutilate e decine di migliaia le abitazioni rase al suolo. Neppure nella sua più sanguinaria azione, nella tristemente famosa Soweto, l'Apartheid sudafricana si avvicinò alle « performances » Israeliane contro il popolo Palestinese.

E non bisogna certo ricordare a Voi, Signor Presidente, Signori Delegati, che proprio il massacro di Soweto portò nel 1976 la FIFA a decidere l’esclusione del Sudafrica dai ranghi dell'organizzazione.

Israele continua a demolire illegalmente, case, scuole, ospedali, pozzi, distrugge gli oliveti, spinge i   palestinesi fuori dalle terre nelle quali sono nati. L’operazione di pulizia etnica continua da oltre 67 anni ormai.

Come Voi saprete, Israele ha preso di mira, ucciso, ferito e imprigionato molti calciatori palestinesi, ai quali è abitualmente negata ogni possibilità di movimento sia all'interno della Palestina occupata, sia al di là delle frontiere. Viene loro, troppo spesso, negata la libertà di allenarsi o di partecipare alle varie competizioni. Allo stesso tempo, l'esercito israeliano ha distrutto a più riprese molti stadi di calcio e, naturalmente, ai sostenitori e agli spettatori viene impedito di muoversi per assistere alle partite.

Il calcio nel Sud Africa dell'apartheid, era sottoposto ad una serie di norme razziste e discriminatorie. Ma tale sistema non era cosi articolato e profondo come il sistema messo in atto attualmente da Israele contro i giocatori, i dirigenti sportivi, contro le strutture e i tifosi nella Palestina occupata.

In allegato alla presente, un elenco, del tutto non esaustivo, degli attacchi israeliani contro il mondo calcistico palestinese.

Ecco perché vi chiediamo di applicare le regole della FIFA che vietano ogni forma di razzismo all'interno dell’organizzazione, esigono il fair play e non ammettono che i propri membri calpestino l'immagine e la reputazione della comunità calcistica mondiale.

Senza l’applicazione di sanzioni, Israele non metterà fine alle sue attività criminali. Il "premio" conferito a Israele, al quale fu affidata l'organizzazione delle finali del campionato di UEFA Under 21 nel 2013, provocò l’indignazione in tutta la comunità internazionale; E proprio in seguito a quella ferma indignazione che l’UEFA non scelse Israele come co-organizzatore del Campionato UEFA 2020.

Lo Stato di Israele controlla la Federcalcio israeliana (IFA), e la utilizza come sponsor per apparire come un paese democratico nel quale gli atleti palestinesi sotto occupazione avrebbero uguali diritti, una bugia che l’IFA non ha mai denunciato. Il fatto che Israele sia responsabile di una politica di apartheid, di colonizzazione e di pulizia etnica, non è discutibile. Tale affermazione è sostenuta dagli Esperti delle Nazioni Unite. La Convenzione internazionale contro l'apartheid nello Sport, adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel dicembre 1985, afferma: "I Paesi che conservano delle relazioni sportive con qualunque altro paese che utilizza pratiche di apartheid nello sport, tollerano e rafforzano l’apartheid.»

Non è solamente la Football Association palestinese a chiederVi di escludere l’Apartheid di Israele dalla FIFA, ma bensi molti uomini e donne di coscienza di tutto il mondo, tra cui gli moltissimi israeliani terrorizzati dagli atti criminali del proprio Stato, e che non vedono altra via che le sanzioni per porre fine all'occupazione.

Ricordiamo, inoltre, che la nazionale della Palestina è impossibilitata a organizzare eventi sportivi sul proprio suolo, a causa dei numerosi posti di blocco militari israeliani e il blocco totale su Gaza, che impediscono ai giocatori di muoversi liberamente.

Ma la sua resistenza alle avversità rimane intatta: nonostante tutti gli ostacoli e il divieto imposto da Israele ad alcuni dei giocatori della nazionale palestinese di viaggiare, la Palestina è riuscita nell’impresa di  qualificarsi per la fase finale della Coppa d’Asia 2015 in Australia.

Non dimentichiamo che proprio grazie all'abolizione dell'apartheid che il calcio sudafricano ha potuto svilupparsi e raggiungere traguardi importanti: il Sud Africa, ri-integrato nella FIFA nel 1992, ha organizzato il torneo continentale per la prima volta nel 1996 vincendo il trofeo davanti a Nelson Mandela e a 80.000 spettatori entusiasti.

Pertanto, caro Presidente Blatter, cari Delegati, fate il Vostro dovere rispettando le regole della FIFA e mostrando al mondo la Vostra lealtà e il Vostro netto rifiuto del razzismo. Il mondo del calcio non deve estraniarsi dalla legge e dala giustizia.

Noi siamo a Vostra disposizione per incontrarVi, in modo da poterVi esporre più in dettaglio la realtà mostruosa riservata dai leader israeliani al calcio palestinese.

Nell’attesa di una Vostra risposta, caro Signor Blatter, cari Delegati, Vi porgiamo i nostri più distinti saluti

Primi firmatari
Ronnie Kasrils (Afrique du Sud)
Ken Loach (UK)
Susan Abulhawa (USA)

Prime adesioni:

Football Against Apartheid (UK)

Red Card Israeli Racism (UK)

Innovative Minds (Inminds UK)

BDS Switzerland

BDS Zurich (Switzerland)

BDS Berne (Switzerland)

Collectif Urgence Palestine (Switzerland)

Action Palestine Unil-EPFL (Switzerland)

Gauche Anticapitaliste (Switzerland)

Association Suisse-Palestine (ASP) (Gesellschaft Schweiz-Palästina (GSP)

Codepink (USA)

Palestine Solidarity Committee/ISM-Seattle (USA

Seattle Mideast Awareness Campaign (USA)

Palestine Solidarity Campaign (South Africa)

Boycott from Within (Israel)

Palestina Solidariteit (Plateforme de solidarité avec la Palestine en Flandre) (Belgium)

BDS Belgium

Comité Verviers Palestine (Belgium)

Mouvement Citoyen Palestine (Belgium)

Association Belgo-Palestinienne de Liège (Belgium)

Bruxelles Panthères (Belgium)

La coordination des femmes citoyennes (Belgium)

La Coordination Namuroise belgo-palestinienne (Belgium)

Comité pour une Paix Juste au Proche-Orient (CPJPO - Luxembourg)

European Campaign against the Siege of Gaza

BDS Maroc

Solidaridad con Palestina (Uruguay)

Australian Friends of Palestine (Australia)

BDS Adelaïde (Australia)

Forum Palestina (Italia)

Comitato per non dimenticare Sabra e Chatila (Italia)

Comitato per non dimenticare il diritto al ritorno (Italia)

Palestina Rossa (Italia)

Comitato con la Palestina nel cuore (ROMA- Italia)

BDS Italia

BDS Berlin (Germany)

Boykot Israel Denmark

SPORT INTERNATIONAL ORGANISATION (France)

Europalestine (France)

Droits Devant ! (France)

ISM-France (International Solidarity Movement France)

Association de Palestiniens en Ile de France

Les Amis d’Al-Rowwad (France)

Association Avec Naplouse (France)

Parti des Indigènes de la République (PIR - France)

Le Front Uni des Immigrations et des Quartiers Populaires (FUIQP - France),

Femmes Contre le Blocus de Gaza (France)

Collectif Palestine 69 (France)

UJFP 69, (France)

AFPS 69 (France)

Comité Poitevin Palestine (France)

Collectif Judéo Arabe et Citoyen pour la Palestine

Femmes pour la paix (France)

Comité Palestine Châteaubriant (France)

Nanterre Palestine (France)

Saint-Ouen Palestine (France)

Collectif Caladois de Soutien au Peuple Palestinien (France)

CNT (Confédération nationale du travail) interprofessionnel de Villefranche (France)

Collectif Freedom For Palestine (Belfort-Montbelliard France)

CRI Coordination contre le Racisme et l’islamophobie Groupe Nord Franche Comté (France)

Alberville Jourdain Vallée Solidarité (France)

Génération Palestine Lille

E il collettivo di dissidenti israeliani: Nitza Aminov, Ronnie Barkan, Moran Barir, Amitai Ben-Abba, Dany Bikovsky, Eitan Bronstein Aparicio, co-fondateur de De-Colonizer, Eléonore Bronstein, co-fondatrice de De-Colonizer, Umar al-Ghubari, Yael Kahn, Ofer Neiman, Yaar Peretz, Adi Raz, Renen Raz, Yonatan Shapira, Inbal Sinai.

Lista, non esaustiva, delle atrocità israeliane contro il calcio palestinese:

  • Apartheid applicata al gioco del calcio si concretizza nel carcere senza processo o capi accusatori nei confronti dei membri della squadra nazionale palestinese: questo è stato il destino di Mahmoud Sarsak, torturato e detenuto per quasi tre anni prima che il presidente della FIFA Sepp Blatter intervenisse per il suo rilascio. Ma l’UEFA, della quale Israele è membro, non ha mosso un dito. Mahmoud Sarsak era il beniamino della Striscia di Gaza. Soprannominato "Il Lionel Messi palestinese" il suo talento gli prostettava un futuro luminoso. Ma dopo tre anni di trattamento disumano e dopo 92 giorni di sciopero della fame, che gli ha permesso di attirare l'attenzione internazionale sul suo caso, è stato costretto a rinunciare a qualsiasi prospettiva di giocare da professionista. 
  • Omar Abu Rouis, portiere della squadra olimpica palestinese e Mohammed Nimr, calciatore del Al Amari, club di Ramallah, imprigionati senza accusa né processo nel febbraio 2012.
  • Nel mese di settembre 2014, Farouk Assi, arbitro internazionale di calcio presso la Federazione internazionale (FIFA), è stato arrestato ad un checkpoint dell'esercito di occupazione a Beit Leghia (tra Gerusalemme e Ramallah, Cisgiordania) ammanettato  e incappucciato, mentre stava arbitrando una partita semi-professionistica a Jerico. (Video disponibile)
  • Nel mese di novembre 2012, l'esercito israeliano uccide Ahmad Abu Daqqa, di 13 anni, mentre giocava a calcio.
  • Il 31 gennaio 2014, soldati israeliani hanno sparato oltre 11 proiettili alle gambe dei giovani calciatori Jawhar Jahwar Nasser, 19 anni, e Adam Abd Raouf Halabiya ak,17 anni. Non potranno mai più giocare.
  • Il 10 marzo 2014, l'esercito israeliano ferisce mortalmente il calciatore Saji Darwish.
  • Il 16 luglio 2014, quattro bambini che giocavano a calcio sulla spiaggia di Gaza sono stati uccisi da un missile israeliano, sotto gli occhi dei giornalisti di  tutto il mondo li presenti.
  • Il 17 luglio, sempre a Gaza, tre bambini sotto i dieci anni sono trafitti dal fuoco israeliano mentre giocavano al calcio sulla terrazza della loro casa
  • Il 30 luglio, il più famoso commentatore di calcio della Palestina, Ahmed Zaqout, 49 anni, è stato ucciso nel bombardamento della sua casa durante la notte.
  • 8 agosto, 2014, Mohammad Ahmad al-Qatar e Uday Caber due calciatori di 20 anni, vengono uccisi
  • Lo stadio nazionale fu bombardato e distrutto a più riprese.
  • Il club Islami di Qalqilya, è stato definitivamente chiuso
  • Il 25 novembre 2014, gli uffici della Federcalcio palestinese sono stati attaccati

Fonte: Europalestine