notizie bds:

Le Associazioni:

SPORT AGAINST VIOLENCE

UNIVERSITA' POPOLARE DELLO SPORT

LIBERA ACCADEMIA DI ROMA (LAR),

aderiscono alla campagna "Cartellino Rosso all'Apartheid Israeliana".

Nicola Visconti (presidente Sport Against Violence)
Giuseppe D'Agostino (presidente Università Popolare dello Sport)
Giovanni Gava ( presidente LAR)

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Martedì, 21 maggio, in vista del Congresso annuale della UEFA a Londra, una trentina di manifestanti della campagna Cartellino Rosso all’Apartheid Israeliana ha protestato davanti alla sede nazionale della Federcalcio a Roma per ribadire la richiesta che il campionato Under 21 sia spostato da Israele.

Una delegazione è stata ricevuta dal Direttore Generale Antonello Valentini, al quale è stato consegnato il dossier sulle condizioni dello sport in Palestina e sulla campagna europea contraria a premiare Israele con un evento sportivo di risonanza mondiale. Nel dossier sono state incluse le ultime lettere a sostegno della campagna da parte di Luisa Morgantini, già vice presidente del Parlamento Europeo, e dell’ex senatore Vincenzo Vita, che chiedono entrambi di spostare il campionato da Israele.

Leggi tutto: Roma: presidio alla Federcalcio, Cartellino Rosso all'Apartheid Israeliana chiede incontro con Abete

S.Cu.P.! Sport e Cultura Popolare nasce il 12 maggio 2012 nei locali abbandonati della ex motorizzazione civile di Via Nola a Roma per iniziativa di istruttori qualificati e precari che credono, come dice l'acronimo, nello sport e nella cultura popolare, fatti cioè al di fuori delle logiche del profitto.

Lo abbiamo fatto perchè crediamo nello sport quello vero, quello che educa alla sana competizione e alla solidarietà, che sia per tutti e tutte facendosi così strumento di conoscenza e integrazione.

È proprio in nome dell'idea di sport che promuoviamo attivamente ogni giorno che abbiamo deciso di aderire alla campagna 'Cartellino Rosso all'Apartheid Israeliana' per impedire lo svolgimento dei prossimi Campionati UEFA under 21 in Israele.

Non possiamo accettare che un paese che impone da 65 anni un regime di aparthied sul popolo palestinese attraverso l'occupazione militare delle terre, la colonizzazione sfrontata, la detenzione coatta anche di bambini, e la negazione dei diritti fondamentali a partire dalla libertà di movimento, il libero accesso alle risorse e il diritto all'autogoverno, possa essere lasciato libero di sfruttare una manifestazione internazionale per offrire di sè l'immagine di un paese normale e democratico così falsamente lontana dalla realtà. Ma soprattutto, non possiamo accettare che un paese che si serve dello sport per implementare tale regime attraverso la detenzione di atleti palestinesi come Mahmoud Sarsak, la distruzione di strutture sportive, e la discriminazione costante nell'accesso alla pratica, possa poter strumentalizzare lo sport stesso, svuotandolo dei valori di fratellanza e incontro che ad esso sono connaturati, riducendolo a semplice vetrina per la sua propaganda.

Pratichiamo lo Sport, non l'Aparthied.

Con la Palestina nel cuore,

S.Cu.P.! Sport e Cultura Popolare

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I villaggi palestinesi distrutti tra il ’47 e il ’48, e cancellati dalla faccia della terra, in quella che è chiamata la Nakba (catastrofe), furono 532: gli abitanti, 750.000 ma secondo alcune fonti 900.000 furono cacciati con la forza o uccisi.[1]

I prossimi campionati EUFA Under 21 si svolgeranno in quattro città, Gerusalemme, Tel Aviv, Nethania e Petah Tikva, che in parte sono state costruite  o si sono estese al di sopra dei villaggi distrutti.

Prima di presentare la ricognizione dei villaggi distrutti sulle cui fondamenta oggi sorgono le quattro città, o loro parti, che ospiteranno i giuochi, presentiamo una sintesi di uno scritto di Gideon Levy, che così titola il suo racconto sui villaggi palestinesi distrutti e nascosti sotto Tel Aviv.[2]

“La nostra amata Tel Aviv, la cui reputazione di città illuminata ed aperta è famosa nel mondo
è costruita in parte sulle rovine dei villaggi palestinesi – e rifiuta di riconoscerlo”.

Uno dei corsi più importanti, e più orrendi, di Tel Aviv, il Jerusalem Boulevard di Tel Aviv-Jaffa, una volta si chiamava Jamal Pashà Boulevard e poi Al Nazha Bouleward. Le strade di questa città che una volta era araba e ora è mista, portano nomi di rabbini, i vecchi nomi arabi sono quasi scomparsi e al posto dei villaggi ora ci sono quartieri ebrei.

Leggi tutto: La coppa UEFA Under 21 si giocherà in città sorte in gran parte su villaggi palestinesi distrutti...

Lo scorso mese (aprile 2013), il Gruppo di Ricerca Who Profits ha condotto una visita al cantiere del nuovo treno ad alta velocità Tel Aviv-Gerusalemme (A1). Vedi sito di Who Profits per le foto del cantiere

La nuova linea ferroviaria attraversa i Territori palestinesi occupati in due aree (per maggiori informazioni, vedere il dossier completo di Who Profits sul treno A1).

Durante la visita abbiamo documentato le aziende israeliane e internazionali note da tempo per il loro coinvolgimento nel progetto, come l’impresa Pizzarotti & C. e la Shapir Civil and Marine Engineering. Inoltre, abbiamo individuato anche nuove aziende internazionali che operano sul campo.

Come gruppo di Ricerca Who profits, abbiamo visitato le aree delle sezioni B e C della nuova linea ferroviaria nell'enclave di Latrun occupato (all’interno dei Territori palestinesi occupati), nella terra di nessuno del pre-1967 e all'interno di Israele. Abbiamo visitato le uscite dei tunnel 1 e 2, il Ponte 8 e l'ingresso del tunnel 3. Abbiamo anche visitato la base logistica e il complesso industriale nella terra di nessuno nell’enclave di Latrun.

Leggi tutto: WhoProfits: Aggiornamenti sul nuovo treno ad alta velocità (TAV) Tel Aviv-Gerusalemme e il...

Attivisti per i diritti umani dei palestinesi hanno occupato, costringendoli anche alla chiusura, alcuni negozi nel centro di Londra per protestare contro la vendita dei prodotti Sodastream che provengono da un insediamento illegale israeliano nei Territori palestinesi occupati .

A Londra, il supermercato Whole Foods di Kensington è stato evacuato mentre un gruppo di 40 attivisti bloccavano l'ingresso per diverse ore. Un "insediamento israeliano" fatto di tende è stato eretto all'interno del negozio di John Lewis nell'Oxford Street durante l'occupazione del negozio, durata due ore, effettuata da 50 manifestanti.

Oltre 50 persone si sono unite alla manifestazione davanti al negozio SodaStream a Brighton dove si svolgono continuamente manifestazioni da quando il negozio ha aperto nel mese di agosto 2012.

Leggi tutto: Negozi a Londra colpiti da un'ondata di manifestazioni e occupazioni per protestare contro la...

Eventi sportivi che celebrano la cultura fisica e la competizione hanno a lungo avuto sostegno per motivi politici e sociali. Dalle antiche Olimpiadi greche e dalle lotte dei gladiatori a Roma fino agli elitari campi da polo e agli incontri clandestini di boxe della Gran Bretagna vittoriana.

Tutti i settori sono serviti a mantenere una certa immagine di quella società e dei suoi valori fondamentali. Con la comparsa di eventi sportivi internazionali negli ultimi 150 anni, c’è stata una nuova serie di principi collegati alle motivazioni politiche sottostanti, riguardante la parità etnica, religiosa e politica in una società civile globale emergente. Al fine di far parte di questa società civile, lo Stato nazionale deve rispettare le regole del fair play e della tolleranza.

Quest'anno Israele ospiterà il Campionato Europeo Under 21. La decisione della UEFA di assegnarlo ad Israele arriva quattro anni dopo che lo Stato ebraico ha tentato, bombardando la striscia di Gaza, di farla tornare all'età della pietra

Leggi tutto: Israele e il boicottaggio dello sport. Lezioni dal Sudafrica

La principale fabbrica di produzione della Sodastream continua ad operare nella zona industriale dell’insediamento di Mishor Edomim. Tuttavia, recenti pubblicazioni suggeriscono che la società stia preparando il terreno per un futuro ritiro dai Territori palestinesi occupati.

Provenienza dei prodotti Sodastream

Negli ultimi mesi, i rappresentanti di Sodastream hanno più volte affermato che i prodotti della società distribuiti in Europa occidentale sono fabbricati all'interno del territorio israeliano e non nella fabbrica principale della SodaStream nell’insediamento di Mishor Edomim.

Come già dimostrato da Who Profits, nel 2012 il sito di Alon Tavor, nella parte settentrionale di Israele, era soprattutto un magazzino dove si svolgeva la verniciatura e l'assemblaggio delle macchine, mentre il sito di Ashkelon produceva esclusivamente i concentrati per le bibite. Questo non ha impedito alla società di diffondere disinformazione.

Leggi tutto: Aggiornamento di Who Profits: Sodastream opera (ancora) in una colonia illegale israeliana

Non si può sostenere il razzismo nel nome dello sport!

MEDITERRANEO ANTIRAZZISTA intende lo sport come strumento per abbattere frontiere e costruire diritti e non vuol girare lo sguardo da un'altra parte di fronte al muro che nel 2004 la Corte Internazionale di Giustizia ha condannato e che ha comportato la sottrazione illegale di terreni di proprietà palestinese e la separazione tra villaggi e città palestinesi, costringendo la popolazione autoctona in aree anguste e violandone il diritto alla mobilità. Né può accettare che lo sport venga utilizzato per coprire una simile realtà. Quale scambio potrebbe mai essere favorito, quando sono violati i più elementari diritti e lo stesso sport diventa un privilegio? Tante volte bambini palestinesi sono stati uccisi mentre giocavano a calcio in campetti improvvisati dietro casa, com'è successo anche al piccolo Ahmed Younis Khader Abu Daqqa lo scorso novembre.

Leggi tutto: Mediterraneo antirazzista aderisce alla campagna Cartellino rosso all'Apartheid israeliana

Mentre la squadra inglese Under 21 prosegue nei preparativi per le finali Under 21 di giugno, Kenny Fryde riferisce di come si sta intensificando la campagna 'Cartellino Rosso al razzismo israeliano' (RCIR) contro la scelta di Israele, come paese ospitante del torneo.

Attivisti della campagna 'Cartellino Rosso al razzismo israeliano' manifesteranno al prossimo Congresso UEFA, che si terrà a Londra il 24 maggio, chiedendo che il calciatore palestinese Mahmoud Sarsak possa fare un intervento al Congresso. Sarsak divenne famoso quando, durante il suo sciopero della fame prolungato lanciato al terzo anno di detenzione senza accusa da parte di Israele, ottenne il sostegno di Sepp Blatter, Eric Cantona e altri, finché non fu rilasciato lo scorso luglio.

Leggi tutto: Si intensifica la campagna britannica 'Cartellino Rosso al razzismo israeliano'

Il Comitato BDS Campania (Boicottaggio Disinvestimenti Sanzioni), sezione partenopea dell'omonimo movimento politico non violento, nato dalla Società Civile palestinese nel 2005 per ottenere il rispetto del diritto internazionale e dei diritti del popolo palestinese, ha partecipato all'iniziativa calcistica organizzata dall'ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia), allo stadio Collana del Vomero, per commemorare la Resistenza e la vittoria sul nazifascismo.

Gli attivisti del BDS hanno illustrato ai partecipanti le condizioni di vita del popolo palestinese e la lotta non violenta che i prigionieri politici palestinesi stanno sostenendo attraverso un eroico sciopero della fame. Un esempio su tutti, la resistenza di Samer Issawi, senza mangiare già da otto mesi consecutivi, imprigionato per essersi rifiutato di lasciare la sua terra, Gerusalemme. Queste le sue toccanti parole dalla detenzione amministrativa: "Preferisco morire nel mio letto d'ospedale che essere espulso da Gerusalemme. Gerusalemme è la mia anima, la mia vita, e se venissi strappato da lì, sarebbe come se la mia anima fosse strappata al mio corpo. Non c'è vita senza Gerusalemme."

Leggi tutto: Finale campionato Uefa Under 21 in Israele inaccettabile per il BDS

Daniel Birnbaum: Se le nostre sovvenzioni vengono cancellate, e se la tassa sulle società viene innalzata, si può spostare e trasferire la produzione in un un altro continente.

"Abbiamo ricevuto ordini oltre le nostre aspettative, che hanno messo sotto pressione la nostra capacità produttiva Stiamo espandendo la produzione prima ancora di aprire il nostro impianto di Negev,."

Daniel Birnbaum, AD della SodaStream International Ltd. (Nasdaq: SODA ) ha detto a "Globes", dopo che la società ha annunciato che si stava espandendo il suo stabilimento Alon Tavor in Galilea per soddisfare la crescente domanda, ma ha avvertito che ulteriori investimenti in Israele dipendevano dalla politica del governo.
"Se le nostre sovvenzioni vengono cancellate e se la tassa sulle società viene innalzata, si può spostare e trasferire la produzione in un altro continente. Dobbiamo avere qui una politica credibile e stabile per creare un buon ambiente di lavoro. In ultima analisi io devo rispondere ai nostri investitori sul Nasdaq.
Se il governo fa una promessa deve mantenerla. Se ci sono cambiamenti, io me ne vado in un un altro continente ", ha dichiarato Birnbaum.

Leggi tutto: L'amministratore delegato di SodaStream: Maggiori investimenti in Israele dipendono da incentivi

L’ingrandimento della fabbrica di macchine per le bevande gassate di Alan Tavor aggiungerà altri 100 nuovi posti di lavoro in Galilea 

La società produttrice di macchine per le bevande gassate SodaStream International Ltd. (Nasdaq: SODA) triplica le dimensioni del suo stabilimento di produzione a Alon Tavor in Galilea, anche se continua a costruire un impianto nella zona industriale Lehavim nel Negev.

La maggior parte della produzione dell’impianto Alon Tavor sarà esportata verso 45 mercati globali di Sodastream, tra cui Brasile, Canada, Francia, Giappone, Svizzera, Svezia e Stati Uniti, oltre che verso il mercato nazionale israeliano.

Leggi tutto: Sodastream triplica le dimensioni dell’impianto in Galilea

L’associazione Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese, ritiene gravemente lesivo della dignità di ogni essere umano libero - nonché dei principi ispiratori della Dichiarazione dei Diritti Umani e della Carta dell’ Onu - far svolgere una manifestazione sportiva di rilevanza internazionale in un paese in cui non vengono rispettati i diritti umani, in cui è praticata l’apartheid, in cui si hanno palesemente in spregio numerosissime Risoluzioni Onu, in cui si uccidono,  in casi troppo frequenti per essere “errori”,  ragazzini che stanno giocando a pallone  e in cui si vieta l’entrata a normali cittadini solo in quanto palestinesi o sostenitori dei diritti dei palestinesi.

Riteniamo che la funzione educativa dello sport venga totalmente svilita se il Paese colpevole di tali violazioni non viene richiamato al rispetto della legalità internazionale e non viene sanzionato per i suoi crimini ma, al contrario, viene assecondato, se non premiato, finanche dalle istituzioni sportive le quali, in tal modo, si pongono indiscutibilmente  a sostegno del regime di apartheid  che caratterizza  questo Paese. 

Leggi tutto: L’associazione Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese aderisce alla campagna Cartellino Rosso...

Risposta della campagna Stop G4S all'articolo pubblicato sul Financial Times "G4S to quit key contracts in Israel"

Attiviste e attivisti della campagna Stop G4S continueranno a premere per responsabilizzare la G4S

Non è certo una sorpresa che la G4S abbia dichiarato di voler ritirarsi nel 2015 da alcuni contratti di sicurezza israeliani nella Cisgiordania occupata illegalmente. È ciò che stanno dicendo da molti mesi, quindi questo ri-annuncio di vecchie notizie non cambia nulla.

Con la pubblicazione questa settimana del loro vacuo rapporto sulla responsabilità aziendale del 2012, ancora una volta siamo testimoni dei vani tentativi della G4S di distrarci dalle loro attività in corso in Israele dove forniscono servizi per le carceri israeliane utilizzate per detenere illegalmente e torturare i prigionieri palestinesi, compresi i bambini. Inoltre, tuttora sostengono che i loro contratti di sicurezza negli insediamenti illegali non favoriscono violazioni del diritto internazionale!

Leggi tutto: Stop G4S: La propaganda aziendale non è un sostituto per azioni concrete contro le violazioni dei...

Parigi. Mercoledì 17 aprile 2013 una quarantina di persone ha occupato la Federazione Francese di Calcio (Fédération Française de Football, FFF) in occasione della giornata internazionale per il sostegno dei prigionieri palestinesi, chiedendo notizie di Omar Abu Rouis e Mohamed Nemer, calciatori della squadra nazionale palestinese imprigionati da più di un anno da Israele in detenzione "amministrativa".

Il Presidente della FFF Noël Le Graët aveva rifiutato di ricevere Mahoud Sarsak durante il suo soggiorno in Francia, quando invece voleva affrontare con i responsabili della FFF la questione di questi sportivi palestinesi.

Inoltre, lo stesso Noël Le Graët ha rifiutato di riceverci per darci notizie di questi due giocatori professionisti, sebbene si sia preoccupato di informarsi presso i suoi omologhi israeliani...

Leggi tutto: Occupazione della Federcalcio francese: che ne è dei calciatori palestinesi detenuti?

Ieri sera a Lille, in Francia, i calciatori Moussa Sow e Frédéric Kanouté hanno consegnato, tramite un'attivista della campagna francese Cartellino Rosso all’Apartheid Israeliana, le loro maglie firmate per esprimere il loro sostegno per il giocatore palestinese Mahmoud Sarsak.

Entrambi i calciatori avevano già dimostrato il loro sostegno firmando l'appello per la liberazione di Sarsak e l’appello in sostegno alla Palestina del novembre 2012.

Leggi tutto: Foto: I calciatori Sow e Kanouté a sostegno di Mahmoud Sarsak e della Palestina

Undici giovani palestinesi, giocatori di calcio, del villaggio Bil'in nella Cisgiordania, hanno bruciato undici maglie del FC Barcelona vicino al Muro il 10 aprile 2013. L’azione era per protestare contro la proposta del Barcelona di giocare una partita nello stadio nazionale di Israele a Tel Aviv nel mese di luglio.

Leggi tutto: VIDEO: Palestinesi protestano la partita del FC Barcelona in Israele

Comunicato stampa della Presidente della Camera

In oltre un'ora di conversazione molto cordiale, la Presidente Boldrini ha ribadito il suo sostegno al rafforzamento delle relazioni tra Italia ed Israele, che vantano una consolidata tradizione di rapporti bilaterali tra le rispettive assemblee parlamentari, nonché il suo fermo impegno contro ogni forma di intolleranza e di discriminazione. "L'antisemitismo non deve e non può esistere al giorno d'oggi", ha affermato la Presidente. "Spero che il Parlamento potrà presto esaminare anche le proposte di modifiche legislative che inaspriscono le sanzioni contro chi predica l'odio e l'intolleranza".

Leggi tutto: Laura Boldrini all'Ambasciatore d'Israele: Sostegno al rafforzamento delle relazioni tra Italia...

Questa settimana lo scrittore Iain Banks ha annunciato di essere malato di cancro e di avere solo pochi mesi di vita. In questo testo spiega perché ha deciso, nel 2010, che i suoi romanzi non sarebbero stati più pubblicati in Israele

Sostengo la campagna per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) perché, soprattutto nel nostro mondo connesso istantaneamente, un’ingiustizia commessa contro uno, o contro un gruppo di persone, è un'ingiustizia contro tutti, contro ogni uno di noi, una ferita collettiva.

Il motivo per cui, in particolare, partecipo al boicottaggio culturale di Israele è che, prima di tutto, lo posso fare. Sono uno scrittore, un romanziere, e creo opere che sono, di norma, presentate al mercato internazionale. Questo mi dà un piccolo grado di potere in più su ciò che ho come cittadino (del Regno Unito) e come consumatore. In secondo luogo, se possibile, quando si cerca di puntare su qualcosa, si deve essere precisi, e colpire dove fa più male. Il boicottaggio sportivo del Sud Africa quando era ancora sotto il regime razzista dell'Apartheid ha contribuito a portare il paese alla ragione perché la minoranza dominante Afrikaaner ci teneva così tanto alle loro prodezze sportive. Il Rugby e il cricket, in particolare, erano profondamente importanti per loro, e la posizione generalmente alta delle loro squadre nelle classifiche delle leghe internazionali era una questione di considerevole orgoglio. Quando alla fine sono stati isolati dal boicottaggio sportivo - come parte del più ampio boicottaggio culturale e commerciale - sono stati costretti in modo molto più persuasivo ad affrontare il proprio stato da fuorilegge nel mondo.

Leggi tutto: Lo scrittore Iain Banks: Perché sostengo il boicottaggio culturale di Israele

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